La ricarica rapida e la ricarica wireless danneggiano la batteria?

Hai comprato il nuovo cellulare e sei stato contentissimo nel trovare al suo interno un caricatore per la cosiddetta “Fast Charge”? Sei stato felice anche nel constatare che il nuovo gingillo supporta la ricarica wireless? Bene, se vuoi continuare a rimanere contento prosegui nella lettura di questo articolo; forse hai bisogno di qualche dritta.

Una ricerca condotta nel 2015 da due ricercatori del DESY di Amburgo (Deutsches Elektronen-Synchrotron) ha dimostrato scientificamente come la carica veloce, se usata frequentemente, può diminuire sensibilmente la vita operativa delle batterie al litio che equipaggiano i nostri dispositivi mobili. E siccome uno dei fattori che attentano alla salute delle batterie è il calore, allora anche l’uso della ricarica wireless merita una qualche attenzione.

Nel seguito di questo post analizzeremo insieme il risultato della ricerca e cercheremo di capire come comportarci per sfruttare al meglio le batterie e farle durare di più. Un modo per voler bene al pianeta, oltre che al portafogli.

 

Il risultato della ricerca in sintesi

Caricare le batterie agli ioni di litio troppo in fretta può ridurre permanentemente la loro capacità.

Porzioni della struttura di immagazzinamento dell’energia possono distruggersi e disattivarsi. Attraverso la ricerca del DESY per la prima volta si sono visti questi cambiamenti strutturali. Lo studio utilizza la tecnica della fluorescenza e mostra che, anche solo dopo pochi cicli di ricarica rapida, il danneggiamento alle strutture interne del materiale di cui è composto la batteria è chiaramente evidente, mentre con la ricarica lenta questo avviene dopo molto più tempo.

Nei loro esperimenti i ricercatori hanno esposto gli elettrodi di batterie differenti a venticinque cicli di carica e scarica che avvenivano a tre velocità diverse ed hanno analizzato la distribuzione degli elementi dei componenti degli elettrodi. Gli scienziati hanno potuto verificare che durante il caricamento rapido sono stati rilasciati dalla struttura cristallina atomi di nichel e manganese. Nella loro indagine, i ricercatori hanno individuato nell’elettrodo difetti simili a buchi con un diametro fino a 100 micron (0,1 mm). Le aree distrutte in questa maniera non possono più essere utilizzate per lo stoccaggio dell’energia.

 

Il calore danneggia le batterie al litio

Anche Il surriscaldamento è molto dannoso, in quanto porta a un degrado accelerato delle celle che compongono la batteria. Nei casi più estremi, quando nella batteria vengono superati determinati limiti di temperatura, a causa dell’ebollizione degli elettroliti, questa potrebbe gonfiarsi o addirittura esplodere. È quindi importante fare in modo che la batteria non si surriscaldi durante la fase di carica.

 

Il ruolo del controller di carica

Per minimizzare i danni derivanti dal processo di carica, gli smartphone moderni utilizzano un controller dedicato che monitora il livello di carica della batteria e la potenza erogata. La batteria viene caricata con la massima corrente di carica fino a quando non raggiunge circa il 60%, poi si passa alla ricarica lenta in cui l’intensità di corrente diminuisca progressivamente fino ad annullarsi del tutto al raggiungimento della carica completa.

La funzione di monitoraggio della temperatura implementata dal controller serve esclusivamente a proteggere la batteria impedendole di surriscaldarsi a valori critici, non evita che vengano raggiunte temperature che minano comunque la sua capacità di accumulazione.

 

Come comportarsi per mantenere la batteria in buone condizioni operative il più a lungo possibile

Innanzitutto bisogna partire dal presupposto che la batteria è da considerarsi un materiale di consumo che deve essere cambiato quando offre prestazioni troppo lontane dai dati di progetto iniziale. Bisogna inoltre considerare che molti produttori di smartphone, Apple in testa, invece che una batteria stanno montando due batterie in parallelo in modo da dimezzare la corrente ricevuta dal caricatore rapido mantenendo gli stessi tempi di ricarica ma con uno stress per ciascun pacco di batterie dimezzato. Partendo da questi presupposti, possiamo comunque comportarci in modo che la sostituzione avvenga il più tardi possibile seguendo alcune semplici regole:

Usare la ricarica veloce solo quando è strettamente necessario: in condizioni ordinarie, quando abbiamo tempo, magari di notte, mettiamo in carica il telefono col caricabatterie ordinario, quello da 5 watt (5.0 V – 1.0 A).

• Se abbiamo possibilità di caricare il telefono in ufficio, in albergo, in treno o magari utilizzando con il cavo standard o uno certificato da Apple la presa usb del computer facciamolo. La batteria si stressa meno se le ricariche sono frequenti. E se sono brevi ed incomplete è ancora meglio.

Non utilizziamo la ricarica rapida di notte: sarebbe inutile e dannosa.

• 20% – 80%: il range ottimale. Le batterie al litio si stressano se si devono caricare partendo da un livello inferiore all’20% e nel tratto di ricarica che va dall’80% al 100%. Apple con iOS 13 ha introdotto la carica ottimizzata che consiste nello studiare le abitudini dell’utente così da caricare la batteria fino all’80% e portarla al 100% poco prima che l’utente stacchi l’iPhone dall’alimentatore. Una delle cause principali di deterioramento delle batterie al litio è il lasciarle in carica per molto tempo quando sono già al massimo.

Impostazioni->Batteria->Stato batteria

• Meglio non utilizzare il telefono mentre si sta caricando. Scaricare la batteria mentre questa si sta caricando comporta un’usura maggiore.

• Utilizzate il meno possible la ricarica wireless, quando lo fate scegliete caricabatterie wireless certificati per essere utilizzati col vostro dispositivo e centrate perfettamente il campo elettromagnetico posizionando lo smartphone privo di custodia come indicato nel libretto di istruzioni del caricabatterie. La ricarica wireless è sconsigliabile perché scalda la batteria è, a differenza della ricarica col cavo, carica la batteria mentre questa sta facendo funzionare il telefono, cosa che, come abbiamo detto, ne favorisce l’usura.

Claudio Di Tursi

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iOS 13.0? No grazie, meglio aspettare il 13.1: troppi bug e un calo vistoso della batteria.

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Sono tanti i bug che stanno saltando fuori in queste ore e che colpiscono i dispositivi -specie i più datati – che hanno installato iOS 13.0. Si parla di bug al gestore delle mail, all’App foto – profondamente ristrutturata- di vari bug minori e di una preoccupante falla di sicurezza che permette di sfruttare la funzione FaceTime per attivare il telefono anche se bloccato per visualizzare tutte le informazioni sui contatti.

Gli errori sono tali e di tale portata da spingere Apple ad anticipare di sei giorni il rilascio di iOS 13.1 che avverrà, quindi, il 24 settembre.

Da notare il calo vistoso della durata della batteria che si consuma con una curva di scarica molto più ripida a fronte dello stesso livello di utilizzo.

In conclusione, l’upgrade a iOS 13.0 è fortemente sconsigliato. Meglio aspettare iOS 13.1.

Claudio Di Tursi

Illumina quella cover!

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Stiamo preparando un articolo di quelli tosti sulle fotocamere dei telefoni cellulari, qualcosa che sta dando risultati inattesi, per non dire sorprendenti. Le prove però non sono ancora terminate e così il post di questa settimana sarà un po’ più leggero. Diciamo persino tamarro.

Spesso di notte o durante le riunioni dobbiamo zittire il nostro telefono. La vibrazione è un ottima soluzione, ma è difficile capire quale dei telefoni sta vibrando tra quelli sul tavolo. iOS ci viene incontro con una soluzione particolarmente azzeccata: se impostato nella maniera che vedremo fra un attimo, farà lampeggiare il led della fotocamera posteriore rendendo la notifica anche visiva.

Per abilitare il flash led per gli avvisi, rechiamoci in

Impostazioni->Generali->Accessibilità

e scorriamo fino a vedere la voce

Flash LED per avvisi

Selezioniamola ed attiviamo le spunte nella pagina successiva secondo le nostre necessità.

Se non si attiverà la seconda spunta, l’iPhone lampeggerà per ogni avviso anche se non avremo impostato la suoneria su silenzioso.

Potrebbe bastare, ma io so che state pensando alla custodia luminosa della foto di apertura. È semplicemente una robustissima custodia che per l’iPhone XR, XS, XS Max viene venduta su Amazon a 3,99 euro, mentre per iPhone 7 e 8 a 4,99 euro, e che ha la caratteristica di essere molto trasparente e con il bordo che, mentre sul davanti va a ricoprire i bordi dello schermo proteggendolo da cadute e rendendo i bordi stessi meno evidenti, sul retro solleva di mezzo millimetro il telefono dalla superficie d’appoggio. Questo basta a far sì che l’intera custodia, comportandosi da fibra ottica, trasmetta la luce del flash in tutte le direzioni.

Potete acquistarla cliccando sui link qui sotto.

Claudio Di Tursi

 

 

iPhone XR

iPhone 7 e 8

iPhone XS e X

iPhone XS Max

iPhone XR: “R” for Respect!

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A poco più di un mese del rinnovo della lineup non mi si va a rompere il touch screen dell’amato e insostituibile iPhone 6Plus? Prima di un viaggio importante, per giunta?

Non avevo alternative, dovevo dotarmi in fretta di un nuovo iPhone ma non ero disposto a spendere troppo in un modello che sarebbe stato superato da lì a poco. Mi sono quindi orientato sulla scelta migliore come rapporto qualità prezzo: a 725 euro ho portato a casa un iPhone XR e, dopo due settimane di prova, sono qui a raccontarvelo.

Non ve lo nascondo, avevo davvero molte perplessità su questo prodotto per quanto riguarda diversi aspetti e, se volete sapere se le mie preoccupazioni erano fondate, non vi resta che mettervi comodi e proseguire nella lettura.

1. Schermo

Le mie perplessità

Provenendo da uno schermo più definito, l’iPhone plus è full hd con una risoluzione 1080X1920 che su una diagonale di 5,5” fanno 401 ppi (pixel per pollice), avevo il terrore che passare agli 820×1792 pixel dell’iPhone XR su uno schermo da 6,1”, quindi più grande, con “solo” 324 ppi, avrebbe peggiorato la mia esperienza utente. D’altronde lo schermo è l’interfaccia principale con cui interagiamo con lo smartphone e, avendolo sotto gli occhi per più di cinque o sei ore al giorno, deve essere di ottima qualità e, soprattutto, efficiente. La mia preoccupazione era relativa, in particolare, alla quantità di informazioni visualizzate. Come si sarebbe visto, per esempio, un sito in modalità desktop? Il numero minore di pixel avrebbe compromesso la leggibilità?

La realtà dei fatti

Lo schermo dell’iPhone XR è eccellente, il fatto che non sia OLED non rileva ai fini della piacevolezza della fruizione dei contenuti. Dal confronto dello stesso sito visualizzato sull’iPhone 6 Plus sia in modalità mobile sia desktop emerge che il rendering nella visualizzazione mobile non cambia e che in entrambe le modalità l’iPhone XR mostra più contenuto in verticale. Confrontando lo schermo dell’iPhone XR con quello di un Huawei P20 Lite che sfoggia una risoluzione Full HD+, vale a dire 2280X1080, su una diagonale di 5,8” per ben 435 ppi, mi sono reso conto di quanto certe caratteristiche abbiano un significato prettamente commerciale. Lo schermo dell’iPhone XR appariva molto più nitido con colori molto più brillanti e contrastati, la leggibilità del testo era notevolmente superiore anche alle dimensioni più piccole. Vedendoli affiancati sembrava quasi che sullo schermo del Huawey ci fosse della una specie di nebbiolina. Il possessore del device, peraltro, un esperto del settore che mi ha aiutato nell’effettuare le prove, era concorde con questa analisi.

Il confronto con il pannello oled dell’iPhone X non ha fatto notare differenze degne di nota sul fronte dei colori. I tanto decantati neri, se davvero erano più profondi, lo erano in maniera difficilmente percettibile. La risoluzione dell’iPhone X, 2435 X 1125 su una diagonale di 5,8” per 463 ppi, non si traduce in una differenza di fruizione del testo degna di nota. Quello che è certo è che la GPU dentro all’A11 bionic che equipaggia l’iPhone X deve gestire 2.740.500 pixel, mentre la GPU interna all’A12 Bionic dell’iPhone XR ne deve gestire “solo” 1.469.440, quasi la metà, con una potenza di calcolo molto superiore; fatto che si traduce in animazioni più fluide, lag inesistenti, maggiore durata della batteria, temperature più basse.

Una caratteristica degna di nota, a chiudere il lungo paragrafo dello schermo, è la presenza della regolazione automatica della tonalità con il sistema True Tone. Il True Tone, oltre a calibrare la tonalità del colore dello schermo in funzione della temperatura di colore della luce ambiente, diminuisce notevolmente l’emissione della dannosa luce blu, fatto che aiuta ad arrivare a sera con gli occhi più riposati.

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Risparmiare batteria su iPhone: la guida definitiva

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Buona lettura.

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Leggi anche un articolo sui danni provocati della ricarica rapida e wireless , clicca qui!

Volete prolungare al massimo la durata della batteria del vostro iPhone, arrivare a sera, come si suol dire, senza però ritrovarvi fra le mani un Nokia 3310 pagato più di mille euro? Bene, come direbbe Aranzulla, siete capitati nel posto giusto.

In rete si trovano molti suggerimenti, ma qui cerchiamo di metterli a frutto in maniera ragionata, senza trasformare il cellulare in un oggetto praticamente inservibile.

Cominciamo precisando che questa guida è pensata per i dispositivi Apple, ma, fatte le debite correzioni, può essere adattabile a qualunque smartphone.

Batteria: cosa è lecito aspettarsi

Le batterie montate sui nostri device mobili iniziano a perdere colpi dopo 500-600 cicli di ricarica e sono inservibili intorno agli 800. Per ciclo di ricarica si intende portare la batteria dallo zero al cento per cento. Per intenderci, portarla un giorno dal 20% al 100% ed il giorno dopo dall’80% al 100% costituisce un unico ciclo dei ricarica. Ad iniziare da iOS 9, Apple ha ritirato le API che permettevano alle applicazioni di terze parti di stabilire quale fosse l’esatto numero di cicli compiuti dalla batteria, cosa decisamente non bella. È però possibile fare un calcolo a spanne considerando che ogni giorno, chi usa il telefono levandolo dalla carica la mattina e rimettendolo in carica la sera, fa quasi un ciclo completo, di conseguenza in un anno fa circa 330 -350 cicli.  È quindi lecito aspettarsi che dopo due anni di uso intensivo la batteria inizi a dare i primi segni di cedimento e che dopo tre anni sia da cambiare.

Gli strumenti messi a disposizione da iOS 

A partire da iOS 11, Apple ha introdotto una funzione nel sistema operativo che diminuisce la frequenza del processore se la batteria non è in buona salute, in modo da non fare riavviare il telefono durante i picchi di richiesta di energia e di far durare la batteria il più possibile tra una ricarica e l’altra.  Agli inizi ci fu la rivolta perché questo comportamento virtuoso era silente, sul device non compariva nessun messaggio che  spiegasse la situazione. Con iOS 12 è comparsa una scheda informativa sullo stato della batteria davvero ben fatta che specifica anche se a causa del deterioramento della batteria il processore funziona a velocità ridotta.

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La carta di credito migliore per pagare con iPhone è HYPE!

HYPE è una carta di credito emessa dall’istituto bancario Banca Sella, leader nei sistemi di pagamento elettronici. È una carta di credito ricaricabile del circuito MASTERCARD, si ricarica con un semplice bonifico e permette di ricevere o inviare soldi con bonifico in quanto ha un IBAN associato. La cosa fantastica è che è perfettamente integrata con Apple Pay e vi permette di pagare con il vostro iPhone attraverso il circuito NFC in modalità contactless, vale a dire semplicemente avvicinando il vostro iPhone al POS dell’esercente senza dove digitare alcun PIN. La carta, inoltre, è un bancomat a tutti gli effetti compresa, naturalmente, la possibilità di effettuare prelievi presso qualsiasi ATM senza pagare nessuna commissione.

Può essere intestata anche ad un minore purché abbia più di 12 anni, una maniera sicura per non lasciare il pargolo sprovvisto di mezzi di sostentamento, ma, al tempo stesso, sollevarlo dalla gestione del contante, avere piena contezza delle sue spese e, perché no, anche dei suoi spostamenti.

HYPE è gratuita entro se ricarichi fino a 2.500 all’anno, altrimenti puoi ricaricare fino a 50.000 euro al prezzo di un euro al mese.

Se entri in HYPE utilizzando il link qui sotto, effettuata la prima ricarica, ti verranno accreditati 10 euro.

Prova HYPE e scopri il nuovo modo di gestire il denaro

Entrare in HYPE è semplicissimo, dovrai tenere a portata di mano un documento di identità ed il codice fiscale dell’intestatario, per il resto la procedura ti guiderà in tutto e per tutto. Una volta accettati i documenti -ci vorrà circa una settimana- potrai iniziare ad utilizzare la carta anche senza averla materialmente in mano. La carta fisica arriverà in busta chiusa, per posta, dopo una quindicina di giorni.

Se ti stai chiedendo cosa ci guadagna HYPE, la risposta è molto semplice: le commissioni che ogni istituto di credito applica sulle transazioni commerciali.

Perciò, che aspetti? Diventa un HYPER!

scarica l’App HYPE – Carta conto e app di Banca Sella S.p.A.

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Spiati con WhatsApp: bisogna agire immediatamente!

Il Gruppo israeliano NSO Group, che sviluppa strumenti software per combattere il terrorismo distribuiti alle agenzie governative di tutto il mondo, ha realizzato uno spyware che può essere veicolato attraverso una chiamata whatsApp sfruttando una falla di sicurezza dell’applicativo. Nei giorni scorsi il colosso della messagigstica mobile è corso ai ripari rilasciando un aggiornamento software.

Il nostro consiglio è di installare tutti gli aggiornamenti di WhatsApp e del sistema operativo disponibili.
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Cover: ecco quelle che proteggono davvero!

C’è una divisione a monte di quella tra iphoniani e androidiani: la divisione tra chi lo smartphone lo usa con la custodia e chi senza.

Se siete tra coloro che usano cellulari da centinaia di euro senza badare a graffi, borli e plastiche spaccate, evitate di leggere oltre, questo post non fa per voi 😂. 

Ma se guardando il cellulare ogni piccola imperfezione vi provoca il dolore di una pugnalata, allora siete nel posto giusto: tra i fissati della cover.

Per voi, fanatici della perfezione, che prima di cambiare telefono vendete su ebay il vecchio scrivendo senza vergogna “usato ma pari al nuovo” , o “Grade A”, abbiamo scritto questo post in cui vi illustriamo le caratteristiche ed i pro e i contro delle varie tipologie di cover.

Per ognuna di queste tipologie vi mostreremo, motivandola, la nostra scelta.

Prima di tutto una precisazione:

Le cover vanno applicate solo su un telefono perfettamente pulito e ogni tanto vanno rimosse per effettuare un ciclo di pulizia. Il motivo è semplice: granelli di polvere ed altre impurità che rimanessero intrappolati tra la cover e il dispositivo rovinerebbero irrimediabilmente quest’ultimo con un’azione abrasiva. Quindi, ad intervalli regolari, togliete la cover e pulite lei ed il dispositivo ad eliminare ogni maledetto granello di polvere o altre impurità. Se siete dei veri fissati, e non sareste arrivati a leggere fino a qui se non lo foste, usate un pennello pulito e asciutto.

  • Custodie a guanto: si tratta di tasche dentro alle quali riporre il cellulare, il classico “calzino”. Servono a poco in caso di caduta, possono andare bene per chi tiene il telefono in borsetta, ma se sono in tessuto a maglia non fitta non bloccano nemmeno i danni provocati dalle chiavi. Da evitare assolutamente.
  • In silicone: Sono la tipologia più diffusa. Sono spesso scelte per motivi estetici, Raramente stampate a fantasia, sono più spesso disponibili in tinta unita con colori pastello e fluo. Le sottili sono da evitare, non servono a nulla in caso di caduta. Quelle da prendere in considerazione hanno il bordo superiore che avvolge il perimetro del display, in modo di proteggerlo dalle cadute con lo schermo rivolto verso il basso. Se sono trasparenti diventeranno di un giallo schifosissimo nel giro di poche settimane. Tendono ad allargarsi col tempo, cosa pericolosa perché permette ai granelli di polvere di insinuarsi tra telefono e cover provocando i danni che ormai conoscete.
    La scelta di ApplePhilosophy:

Questa custodia della HOCO, disponibile anche in blu, è dello spessore giusto per assicurare una giusta protezione. Ha l’interno in morbida microfibra per evitare danni provocati da polvere. A differenza delle originali apple in silicone ha la protezione estesa anche alla parte inferiore del telefono.

  • In Poliuretano Termoplastico (TPU):  Simili a quelle in silicone, le custodie in poliuretano termoplastico sono più rigide ma ancora in grado di flettersi. Se adeguatamente spesse ed avvolgenti, sono in grado di proteggere il telefono abbastanza bene. Le versioni trasparenti resistono un po’ meglio all’ingiallimento rispetto  ai modelli in silicone,  ma non fatevi troppe illusioni.
    La scelta di ApplePhilosophy:

Questa custodia della Tech 21 è costituita da tre strati di TPU. Il bordo tutto intorno al cellulare è realizzato con una sorta di camera d’aria studiata appositamente per ammortizzare l’impatto.

  • In Policarbonato: Data la loro rigidità trasmettono l’urto al cellulare e quindi è come se non ci fossero. Si possono prendere in considerazione se all’interno hanno ampi riporti in gomma semi rigida che assorbono l’energia derivante dall’urto. Molto colorate, sono quelle preferite dai teenager che vanno messi in guardia sullo scarso potere protettivo.

    La scelta di ApplePhilosophy:

 

Questa custodia della Belkin ha sul retro una parte in trasparentissimo policarbonato, mentre tutt’intorno c’è un robusto bumper in TPU che protegge anche il display nella maggior parte delle cadute.

  • A portafoglio: hanno una lato che protegge anche lo schermo richiudendosi sulla parte posteriore grazie ad un magnete che lo tiene fermo in caso di caduta. Il telefono viene affrancato alla parte posteriore con un meccanismo ad incastro che fa presa sui  quattro angoli. Questo tipo di custodia è realizzata quasi sempre in pelle, cosa che fa lievitare il costo,  ed offre un elevato livello di protezione del device. Queste cover sono dotate di comodi alloggiamenti per le carte di credito. Per contro le custodie a portafoglio sono scomode quando si risponde o si effettua una chiamata, anche se in questo caso gli assistenti vocali come Siri danno una mano.
    La scelta di ApplePhilosophy:

 

Questa custodia in pelle della  SHIELDON dispone di un robusto sistema di ancoraggio del dispositivo in TPU ed ha una schermatura degli alloggiamenti delle tessere utile a prevenire l’utilizzo fraudolento delle carte di credito conservate all’interno.

  •  Rugged: sono le cover ideali per chi fa sport, specialmente per chi usa il cellulare come supporto tecnologico alla gita in bici o con la muntain bike. Sono le cover che in assoluto proteggono di più a scapito dell’estetica e della portabilità. Rinchiudono il cellulare in un guscio rigido con materiale gommoso all’interno ed includono quindi anche la protezione per lo schermo.
    La scelta di ApplePhilosophy:

 

Questa custodia Lanhiem modello LH-SF-IX offre un grado di protezione militare. E’ in metallo rivestito all’interno di parti in gomma  e TPU. E’ piuttosto ingombrante e pesante, ma offre un grado di protezione veramente elevato.

  • Cover Apple:  Le cover originali apple sono in poliuretano termoplastico rivestito all’esterno con un sottile strato di silicone  o con della pelle e all’interno con una sorte di velluto che ha la funzione di intrappolare tra le sue fibre i granelli di polvere di cui abbiamo ampiamente parlato sopra. Sarebbero ottime se non lasciassero tutte la parte inferiore, quella degli speaker e del connettore, interamente scoperta. Le cover di altre marche sono  opportunamente forate per adattarsi alle particolarità dei vari dispositivi ma offrono comunque un elevato grado di protezione in caso di urto nella parte inferiore. Fanno eccezione le cover a portafoglio in pelle davvero ottimamente realizzate.

Insieme alla cover, per completare a dovere la protezione, serve un vetro temperato: i migliori li abbiamo recensito qui.

 

Claudio  Di Tursi

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iPhone: il momento buono per comprarlo è adesso!

All’orizzonte iniziano a scorgersi le prime offerte sui telefoni Apple usciti lo scorso settembre, è il momento buono per pensare ad un acquisto ragionato, cercando di scegliere il prodotto con il migliore rapporto qualità/prezzo. 

Comprare un nuovo iPhone a ridosso delle vacanze estive può essere una buona idea, specialmente se l’età del telefono attualmente in uso inizia a fare sentire grazie ai tanti aggiornamenti che hanno rallentato il device o se non si è soddisfatti della resa del comparto fotografico.

Di anno in anno, infatti, è proprio sul fronte della fotocamera che si notano i miglioramenti più importanti. Più che dal numero di megapixel, in continua crescita, i vantaggi sono portati dalla compresenza di un ottica grandangolare e di un teleobiettivo, entrambi molto luminosi, e dalla capacità dei nuovi sensori di riuscire a fare foto meravigliose anche in condizione di luce scarsa.

Ma detto questo, quale sarà il gioiellino da portare con noi in vacanza tra i tanti che ci propone mamma Apple?

Certo, se potete contare su un budget sterminato e non avete problemi a superare la soglia psicologica dei mille euro, l’iPhone XS e l’XS Max vi attendono a braccia aperte; ma se volete acquistare un ottimo device spendendo il gusto la risposta è l’iPhone XR che Amazon sta vendendo in questi giorni al prezzo scontato di 799 euo.

Dotato dello stesso processore A12 Bionic che equipaggia il top di gamma, iPhone XR abbraccia in pieno la filosofia della serie X di Apple: assenza del tasto home, con lo schermo che si espande su tutta la superficie utile, e Face ID per il riconoscimento facciale dell’utente. Dotato di uno schermo retina IPS che pur non essendo un OLED è comunque strepitoso,  iPhone XR può contare su una fotocamera posteriore luminosissima (f1.8) ed un sensore da 12 megapixel molto grande, così che i singoli pixel abbiano una superficie più ampia e possano catturare più luce, cosa che aiuta a fare foto poco mosse anche in condizioni di scarsa luminosità. 

P.S.
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Il mio iPhone è nuovo o ricondizionato? Ecco come fare per saperlo!

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Buona lettura.

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Gli iPhone e in genere tutti i device Apple sono apparecchi molto affidabili, ma un difetto di fabbricazione o un guasto sono eventualità da tenere comunque in considerazione. Il servizio di riparazione per gli apparecchi in garanzia o coperti dal servizio AppleCare+, come per quelli in cui la garanzia è scaduta e bisogna mettere mano al portafogli, in genere è molto rapido, specialmente quando si tratta di iPhone, iPad e iPod perché per questo tipi di dispositivi nella maggior parte dei casi si procede alla sostituzione immediata.

L’apparecchio che ci viene consegnato in sostituzione può essere nuovo o ricondizionato, ma accorgersene non è immediato. Prima di svelarvi il sistema per capire esattamente cosa vi è capitato in sorte è bene fare alcune precisazioni.

Gli apparecchi ricondizionati da Apple sono pari o superiori al nuovo. Ogni parte impiegata nell’assemblaggio ha superato una lunga serie di test e le parte soggette ad usura sono assolutamente nuove come sempre nuova è la batteria. Anche il device, al termine della procedura di assemblaggio, viene testato ed ispezionato con cura. Ma c’è un ulteriore vantaggio che ci fa dire che a volte un ricondizionato può essere meglio del nuovo. Prediamo ad esempio l’iPhone 6 Plus; almeno due sono stati i problemi che hanno interessato questo modello: le memorie TLC, che su molti modelli sono state montate al posto delle più performanti MLC determinando un calo vistoso delle prestazioni, e un difetto di fabbricazione della fotocamera posteriore. In caso di sostituzione con un prodotto rigenerato si può essere certi del fatto che nessuno dei difetti di cui sopra sarà presente.

Detto questo, ecco come fare a capire se il telefono che possediamo, che ci è stato sostituito o che vogliamo acquistare, è nuovo o rigenerato.

Dal device in questione recatevi su Impostazioni->Generali->Info.

Osservate la sigla che indica il numero di modello, in particolare la prima lettera:

• Se inizia con “F” è un’unità rigenerata da terze parti;

• Se inizia con “M” è un’unità destinata alla vendita in un Apple Store o in un negozio autorizzato: insomma è quello che ci viene venduto quando acquistiamo un prodotto nuovo;

• Se inizia con “N” è un’unità sostitutiva pari ad una nuova provenite da uno stabilimento Apple;

• Se inizia con “P” è un un’unità personalizzata da un’incisione.

Le unità contraddistinte dalla lettera “N” non necessariamente sono il frutto della rigenerazione di un device appartenuto ad un altro utente; spesso sono unità scartate dalla linea di produzione a causa di parti difettose che sono state successivamente sostituite ottenendo un prodotto perfetto.

iPhone ricondizionati da Amazon

Amazon propone iPhone revisionati a prezzi bassi. Sono ottimi prodotti coperti dalla Garanzia di un anno e dal diritto di recesso.

Speriamo di avere fatto chiarezza su questo annoso problema una volta per tutte.

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iPhone nuovo? Ecco come scegliere una custodia che protegge per davvero ed un vetro temperato che non rovinerà lo schermo.

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Grazie ad Amazon Renewed e possibile Comprare un iPhone ricondizionato pari al nuovo, senza correre il rischio di rendere fregature, addirittura con una garanzia aggiuntiva ed il diritto di recesso entro 30 giorni. Su Amazon Renewed si trovano non solo iPhone, ma anche portatili, computer fissi e centinaia di altri prodotti elettronici o elettrodomestici rimessi completamente a nuovo, venduti con gli accessori originali completi e garantiti da Amazon in maniera serissima con tanto di garanzia aggiuntiva e diritto di recesso.

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