MacBook Pro o MacBook Air?

Meglio MacBook Pro o Macbook Air

MacBook Air o MacBook Pro

 

Nelle community a tema Apple spesso i nuovi utenti, volendo acquistare un portatile della mela, chiedono se sia i meglio acquistare un MacBook Air oppure un MacBook Pro.
A questo punto si scatena la tifoseria organizzata delle due fazioni che portando argomentazioni fantasiose, a volte anche bizzarre, cerca di convincere il malcapitato ad acquistare l’una o l’altra tipologia.

Prima che la situazione diventi ingovernabile facciamo un po’ di chiarezza.

1. introduzione
le informazioni che leggerete su questo articolo non riguardano modelli specifici ma le caratteristiche tecniche di due famiglie di prodotti ben distinte per architettura interna, materiali utilizzati e prestazioni. Le considerazioni qui formulate, quindi, sono valide per i prodotti recenti e, nella maggior parte dei casi, anche per quelli meno recenti appartenenti alla stessa serie.

2. Lo schermo
Iniziamo dalle banalità, se avete bisogno di uno schermo più grande, quella del MacBook Pro allora è una scelta obbligata: solo la linea Pro offre la diagonale da 16”. Va detto, poi, che pur essendo gli schermi del Pro da 13” e dell’Air due retina True Tone da 13” pollici che alla risoluzione di 2560 X1600 fanno 227 punti per pollice, la luminosità del pro è superiore rispetto a quella dell’Air: 550 nit il Pro, 400 scarsi l’Air.

3. La scheda Grafica
la scheda grafica grafica nei MacBook Air è integrata, mentre Nei MacBook Pro da 16” ed in quello da 15”, ormai fuori listino, ad affiancare la scheda grafica integrata può esserci, se scelta in fase di configurazione, una scheda grafica dedicata. Una scheda grafica integrata è realizzata sulla stessa piastra che ospita la CPU, ha a disposizione un quantità di memoria dell’ordine dei centinaia di MB ma per le sue necessità può usare anche la memoria di sistema attraverso la CPU.
La scheda grafica dedicata ha una memoria ad accesso rapido dell’ordine dei Gigabyte a sua completa disposizione ed una GPU ( processore grafico) multicore in grado di gestire programmi di elaborazione grafica pesanti su più schermi ed è una scelta obbligata per chi fa montaggio video a livello professionale.
Il fatto che sia l’Air sia il Pro, nelle sue configurazioni base, dispongano solo di una scheda grafica integrata, non significa che le prestazioni saranno le stesse. Le schede che equipaggiano idue modelli sono di classi differenti, ma, soprattutto, diverso è il TDP che nella serie Pro è circa il doppio di quello della serie Air. Il TDP è uno dei fattori che maggiormente influenzano le prestazioni dei computer, specialmente dei portatili. Ne parliamo diffusamente nel prossimo capitolo.

4. L’impianto di raffreddamento e il TDP
“Il Thermal Design Power (TDP) rappresenta un’indicazione del calore dissipato da un microprocessore, che il sistema di raffreddamento dovrà smaltire per mantenere la temperatura del processore stesso entro una soglia limite di sicurezza per i propri componenti. La sua unità di misura è il watt.” (Wikipedia).
Quando il processore non riesce a dissipare il calore prodotto, per proteggere i suoi preziosi circuiti diminuisce la frequenza operativa con un conseguente calo di prestazioni. Quando la temperatura scende sotto i livelli di guardia, la frequenza risale. Questo ciclo di operazioni, quando sono molto ravvicinate, prende il nome di Thermal Throttling. Una CPU con un TDP più elevato può garantire una potenza di elaborazione maggiore, a patto che il suo impianto di raffreddamento sia in grado di dissipare il calore prodotto dal processore. I processori che equipaggiano i MacBook Air hanno un TDP di 7 WATT, quelli che equipaggiano la serie Pro, hanno un TDP di almeno 28 WATT. L’impianto di raffreddamento dei MacBook Pro è in grado di raffreddare adeguatamente la CPU e la GPU non solo alla frequenza normale, ma anche quando la CPU raggiunge la frequenza di boost che viene mantenuta per tutto il tempo necessario a portare a termine il compito gravoso che le è stato affidato, sia esso un rendering o l’esportazione finale dopo il montaggio di un filmato. Naturalmente anche nei MacBook Air si sta attenti alle prestazioni portando al limite le frequenze di funzionamento, ma le frequenze raggiungibili sono minori e possono essere mantenute per minor tempo.

5. La CPU
Le CPU che equipaggiano le versioni professionali dei notebook della mela sono più potenti anche quando appartengono alla stessa serie in quanto, come abbiamo visto, hanno un TDP più elevato, fatto che che gli consente di raggiungere frequenze di lavoro più alte, e sono montate su uno chassis permette di dissipare in maniera efficiente il calore prodotto anche alla frequenza di boost che può essere mantenuta per tutto il tempo necessario. In fase di configurazione, inoltre, la scelta è più ampia e comprende i processori delle serie a più alte prefazionanti.

6. La memoria RAM e lo Storage
La serie Pro può essere equipaggiata, in fase di configurazione, di quantitativi maggiori di memoria Ram e di massa. Attualmente, la RAM può arrivare a 64GB e lo Storage su SSD a 8TB, valori eccezionali, per un notebook. La serie Air attualmente può avere fino a 16 GB di RAM e fino a 1TB di Storage su SSD, vaori comunque di tutto rispetto.

7. Aggiornabilità
Sotto questo punto di vista la serie Pro e la serie Air si equivalgono: nessuna parte è sostituibile, CPU,GPU, memorie Ram e dischi sono saldati sulla scheda madre. Un fatto ce spinge gli utenti a “pompare” un po’ di più le macchine in fase di configurazione.

8. I prezzi
Naturalmente l’acquisto di un computer della serie Pro va ponderato. Avere un computer con una potenza enorme ed utilizzarlo esclusivamente per la navigazione in rete, i social ed il pacchetto Office è uno spreco che si traduce in un aumento di prestazioni minimo. Diverso è il caso di chi debba produrre avanzati lavori di grafica o prodotti multimediali professionali, in questi casi l’acquisto di un MacBook Pro è d’obbligo.

ATTENZIONE: Brutte notizie per i possessori di iPhone 11, iPhone 11 Pro e Pro Max !!!

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Sui siti web di settore sta montando il solito scandalo di ottobre, quello che, come di consueto, segue di pochi giorni l’uscita dei nuovi iPhone. Quest’anno potrebbe chiamarsi Scratch Gate perché è di graffi sullo schermo che si tratta.

Sono sempre di più gli utenti che lamentano danni irreparabili agli schermi dei loro iPhone nonostante affermino di avere trattato i loro device con la massima cura. Pare, infatti, che gli schermi dei nuovi iPhone della serie 11 siano più inclini a danneggiarsi rispetto ai suoi predecessori. Addirittura sembra che lo schermo si graffi semplicemente toccandolo o tenendolo in tasca senza alcun altro oggetto.

Apple al momento non ha rilasciato alcuna dichiarazione, ma c’è d’aspettarsi che qualcosa succederà nelle linee di produzione. Non ci è dato di capire, invece, se per gli iPhone già venduti ci saranno iniziative tese a mitigare il danno, qualcosa di simile a quello che successe con l’iPhone 4 quando, in seguito all’antenna gate, fu predisposta un’apposita App con la quale richiedere gratuitamente una custodia originale Apple in silicone.

Non ci sarebbe da stupirsi se, quest’anno, ad essere distribuita a costo zero per gli utenti fosse una pellicola in vetro temperato.

Ecco i link alle notizie sul web su questo nuovo scandalo che sta montando:

https://www.tomsguide.com/news/iphone-11-owners-angry-over-easily-scratched-screens

https://www.saggiamente.com/2019/10/gli-schermi-di-iphone-11-11-pro-e-pro-max-si-graffiano-troppo-facilmente/

https://discussions.apple.com/thread/250669687

https://www.news.com.au/technology/gadgets/mobile-phones/iphone-11-users-claim-the-toughest-glass-in-a-smartphone-is-scratching-for-no-reason/news-story/5541c474013288897eb4223938c2f567

https://7news.com.au/technology/iphone-11-buyers-complaining-of-screen-scratching-too-easily-c-491889

Claudio Di Tursi

Illumina quella cover!

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Stiamo preparando un articolo di quelli tosti sulle fotocamere dei telefoni cellulari, qualcosa che sta dando risultati inattesi, per non dire sorprendenti. Le prove però non sono ancora terminate e così il post di questa settimana sarà un po’ più leggero. Diciamo persino tamarro.

Spesso di notte o durante le riunioni dobbiamo zittire il nostro telefono. La vibrazione è un ottima soluzione, ma è difficile capire quale dei telefoni sta vibrando tra quelli sul tavolo. iOS ci viene incontro con una soluzione particolarmente azzeccata: se impostato nella maniera che vedremo fra un attimo, farà lampeggiare il led della fotocamera posteriore rendendo la notifica anche visiva.

Per abilitare il flash led per gli avvisi, rechiamoci in

Impostazioni->Generali->Accessibilità

e scorriamo fino a vedere la voce

Flash LED per avvisi

Selezioniamola ed attiviamo le spunte nella pagina successiva secondo le nostre necessità.

Se non si attiverà la seconda spunta, l’iPhone lampeggerà per ogni avviso anche se non avremo impostato la suoneria su silenzioso.

Potrebbe bastare, ma io so che state pensando alla custodia luminosa della foto di apertura. È semplicemente una robustissima custodia che per l’iPhone XR, XS, XS Max viene venduta su Amazon a 3,99 euro, mentre per iPhone 7 e 8 a 4,99 euro, e che ha la caratteristica di essere molto trasparente e con il bordo che, mentre sul davanti va a ricoprire i bordi dello schermo proteggendolo da cadute e rendendo i bordi stessi meno evidenti, sul retro solleva di mezzo millimetro il telefono dalla superficie d’appoggio. Questo basta a far sì che l’intera custodia, comportandosi da fibra ottica, trasmetta la luce del flash in tutte le direzioni.

Potete acquistarla cliccando sui link qui sotto.

Claudio Di Tursi

 

 

iPhone XR

iPhone 7 e 8

iPhone XS e X

iPhone XS Max

iPhone XR: “R” for Respect!

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A poco più di un mese del rinnovo della lineup non mi si va a rompere il touch screen dell’amato e insostituibile iPhone 6Plus? Prima di un viaggio importante, per giunta?

Non avevo alternative, dovevo dotarmi in fretta di un nuovo iPhone ma non ero disposto a spendere troppo in un modello che sarebbe stato superato da lì a poco. Mi sono quindi orientato sulla scelta migliore come rapporto qualità prezzo: a 725 euro ho portato a casa un iPhone XR e, dopo due settimane di prova, sono qui a raccontarvelo.

Non ve lo nascondo, avevo davvero molte perplessità su questo prodotto per quanto riguarda diversi aspetti e, se volete sapere se le mie preoccupazioni erano fondate, non vi resta che mettervi comodi e proseguire nella lettura.

1. Schermo

Le mie perplessità

Provenendo da uno schermo più definito, l’iPhone plus è full hd con una risoluzione 1080X1920 che su una diagonale di 5,5” fanno 401 ppi (pixel per pollice), avevo il terrore che passare agli 820×1792 pixel dell’iPhone XR su uno schermo da 6,1”, quindi più grande, con “solo” 324 ppi, avrebbe peggiorato la mia esperienza utente. D’altronde lo schermo è l’interfaccia principale con cui interagiamo con lo smartphone e, avendolo sotto gli occhi per più di cinque o sei ore al giorno, deve essere di ottima qualità e, soprattutto, efficiente. La mia preoccupazione era relativa, in particolare, alla quantità di informazioni visualizzate. Come si sarebbe visto, per esempio, un sito in modalità desktop? Il numero minore di pixel avrebbe compromesso la leggibilità?

La realtà dei fatti

Lo schermo dell’iPhone XR è eccellente, il fatto che non sia OLED non rileva ai fini della piacevolezza della fruizione dei contenuti. Dal confronto dello stesso sito visualizzato sull’iPhone 6 Plus sia in modalità mobile sia desktop emerge che il rendering nella visualizzazione mobile non cambia e che in entrambe le modalità l’iPhone XR mostra più contenuto in verticale. Confrontando lo schermo dell’iPhone XR con quello di un Huawei P20 Lite che sfoggia una risoluzione Full HD+, vale a dire 2280X1080, su una diagonale di 5,8” per ben 435 ppi, mi sono reso conto di quanto certe caratteristiche abbiano un significato prettamente commerciale. Lo schermo dell’iPhone XR appariva molto più nitido con colori molto più brillanti e contrastati, la leggibilità del testo era notevolmente superiore anche alle dimensioni più piccole. Vedendoli affiancati sembrava quasi che sullo schermo del Huawey ci fosse della una specie di nebbiolina. Il possessore del device, peraltro, un esperto del settore che mi ha aiutato nell’effettuare le prove, era concorde con questa analisi.

Il confronto con il pannello oled dell’iPhone X non ha fatto notare differenze degne di nota sul fronte dei colori. I tanto decantati neri, se davvero erano più profondi, lo erano in maniera difficilmente percettibile. La risoluzione dell’iPhone X, 2435 X 1125 su una diagonale di 5,8” per 463 ppi, non si traduce in una differenza di fruizione del testo degna di nota. Quello che è certo è che la GPU dentro all’A11 bionic che equipaggia l’iPhone X deve gestire 2.740.500 pixel, mentre la GPU interna all’A12 Bionic dell’iPhone XR ne deve gestire “solo” 1.469.440, quasi la metà, con una potenza di calcolo molto superiore; fatto che si traduce in animazioni più fluide, lag inesistenti, maggiore durata della batteria, temperature più basse.

Una caratteristica degna di nota, a chiudere il lungo paragrafo dello schermo, è la presenza della regolazione automatica della tonalità con il sistema True Tone. Il True Tone, oltre a calibrare la tonalità del colore dello schermo in funzione della temperatura di colore della luce ambiente, diminuisce notevolmente l’emissione della dannosa luce blu, fatto che aiuta ad arrivare a sera con gli occhi più riposati.

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