SSD esterni: facciamo chiarezza. Una guida alla scelta migliore.

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Tutti noi ci affidiamo alle unità esterne SSD per ampliare le possibilità di memorizzazione di massa dei nostri dispositivi, specie se portatili. La scelta di questo componente, a differenza di quanto può sembrare, non è assolutamente banale: sprecare soldi comperando un SSD esterno strapagandolo per le caratteristiche di velocità estreme che non riusciremo mai a sfruttare è un attimo. Se si utilizzano per il collegamento le porte USB 2.0, ad esempio, non si sfrutterà a pieno la  velocità di un SSD che rimarrà paragonabile a quella di un Hard Disk Esterno tradizionale. Anche comperare un’unità non adatta ad essere utilizzata come disco di avvio di un altro sistema operativo, per vederla rompersi inspiegabilmente dopo qualche settimana, facendoci perdere dati preziosi, è qualcosa che succede spesso: non si tratta di sfortuna, ma di un acquisto sbagliato. Sata III, M.2, NVMe, USB-A, USB-C, Thunderbolt, Thunderbolt 2, Thunderbolt 3, sigle di porte, protocolli e connettori che è necessario conoscere se si vuole comperare il prodotto giusto per le nostre esigenze con il giusto rapporto qualità prezzo.

Fedeli al motto di ApplePhilosophy, “Capire è la maniera più potente di possedere”, vi spiegheremo come progettare un acquisto consapevole, senza aspettarvi cose che non potranno mai accadere, ma sfruttando al massimo le caratteristiche della vostra macchina. Come al solito, come base per i nostri discorsi e per gli esempi ci riferiremo al mondo Apple, ma le informazioni che forniremo saranno adatte a qualsiasi costruttore e a tutti i sistemi operativi.

Nel capitolo 3) analizzeremo la tipologia di porte che equipaggiano i vostri computer, dalle più vecchie alle più nuove ed al capitolo successivo discuteremo delle possibilità offerta da ciascuna porta per il collegamento ad un SSD esterno. Buona lettura.

  1. I vantaggi dell’SSD rispetto all’Hard Disk Tradizionale

    • Gli SSD sono più veloci degli HDD: a patto, come vedremo, di essere utilizzati con i protocolli di collegamento opportuni.
    • Gli SSD hanno meno probabilità di rompersi rispetto agli HDD: non avendo parti meccaniche in movimento, sono meno soggetti agli urti.
    • Gli SSD sono più silenziosi dei dischi rigidi: nessun motore elettrico che ronza, nessuna testina che si muove a cercare i settori sui piatti. Silenzio assoluto.
    • Gli SSD sono più leggeri egli HDD: se si ha un portatile la differenza si sente.
    • Un SSD può prolungare la durata della batteria: si parla di 45 minuti in più rispetto ai modelli dotati di Hard Disk tradizionale.
  2. Per quale computer serve l’SSD Esterno?

    È questa la prima domanda da porsi. Se l’unità SSD deve essere destinata ad un computer in particolare e quindi deve servire solo quello e quelli della sua classe di caratteristiche, bisognerà cercare il dispositivo adatto alla porta di connessione più veloce disponibile. Se invece dovete cercare la massima “trasportabilità” dei dati da un computer all’altro, vi serverà capire qual’è il tipo porta più comune di cui la vostra macchina dispone.
    Analizzandoo, quindi, le porte per il trasferimento dati che hanno equipaggiato i Mac da una decina d’anni a questa parte, possiamo farci un’idea precisa del tipo di SSD da scegliere a seconda che si voglia privilegiare la velocità, magari per installare sul disco esterno un nuovo sistema operativo, o la condivisione dei dati tra diverse macchine, magari tra casa e lavoro.

  3. Le porte utilizzabili per il collegamento di un SSD esterno

    Poter contare su porte di trasferimento dati ad alta velocità significa poter diminuire i tempi per il backup, per la condivisione di grandi quantità di dati, poter pensare di utilizzare il disco esterno per ospitare  un nuovo sistema operativo. Nella tabella seguente troverete la descrizione delle porte che equipaggiano i vostri Mac, dalle più vecchie  e lente  alle più nuove e veloci; nei capitoli successivi vi daremo consigli specifici di  implementazione per ciascuna tipologia di collegamento. Fate attenzione alla differenza tra connettore, il “buco” dove fisicamente deve entrare il cavo, e il protocollo di comunicazione (ad esempio USB 2.0, USB 3.0, Firewall, Thunderbolt) perché non sempre disporre di un determinato connettore è garanzia di poter implementare nella comunicazione un determinato standard di connessione. Fate anche attenzione ai cavi di collegamento che via via che si raggiungono velocità elevate devono essere certificati per la trasmissione a quella velocità.

     

    Simbolo
    e nome
    Velocità Considerazioni

    FireWire
    400

    400 mb/sec La FireWire 400 è presente nei dispositivi Apple ad iniziare dal 1999 con il Power Macintosh G4e l’anno successivo con il PowerBook G3.

    In genere la connessione FireWire 400 del MacBook Pro è del 45% più veloce rispetto a quella USB 2.0 per quel che riguarda i test di scrittura. In lettura invece USB 2 vanta una velocità superiore del 9%.  Anche se sono disponibili soluzioni per per collegare un SSD esterno a questa porta, come vedremo nel prossimo capitolo 4, ne sconsigliamo l’impiego a meno che non sia l’unica opzione disponibile.

    FireWire
    800

    800 mb/sec La FireWire 800 è presente nei dispositivi Apple ad iniziare dal 2003 con il Power Macintosh G5 e l’anno successivo con il PowerBook G4. La velocità teorica di questa porta è esattamente il doppio della FireWire 400. Consigliamo l’acquisto di un disco SSD esterno equipaggiato con questa tecnologia se, come è molto probabile, le porte USB di cui dispone la macchina sono di tipo USB-A  2.0. Nel capitolo 3 vi diamo tutte le indicazioni.

    Retrocompatibilità: La FireWire 800 è retro compatibile con la FireWire 400 attraverso l’impiego  di specifici adattatori.

    Thunderbolt   10 Gb/sec La Thunderbolt è presente nei dispositivi Apple ad iniziare dal 2011 con la serie MacBook Pro e  con la serie iMac. Bisogna stare attenti a non confondere questa porta con la Mini DisplayPort, un uscita video identica in tutto e per tutto ma che invece del fulmine reca questo simbolo:  . L’alta velocità di questa porta ne permette l’impiego con un disco SSD esterno. Si consiglia di utilizzare una soluzione che preveda sia la connessione Thunderbolt 1 che USB.
    La soluzione permette l’istallazione sul disco esterno di un sistema operativo.

    Thunderbolt 2 

    20 Gb/sec La Thunderbolt 2 è presente nei dispositivi Apple ad iniziare dalla fine 2013 con la serie MacBook Pro (late 2013) e dall’anno successivo sulla linea Mac Pro. Bisogna stare attenti a non confondere questa porta con la Mini DisplayPort, un uscita video identica in tutto e per tutto ma che invece del fulmine reca questo simbolo  .  È una porta estremamente veloce e se ne consiglia l’impiergo con disco SSD esterno che utilizzi sia la connessione Thunderbolt 2 che USB-A. Attualmente, però l’unico dispositivo che siamo riusciti a reperire sul mercato che sfotti le potenzialità dell’interfaccia è l’OWC Drive Dock Dual Drive Bay Solution a cui deve essere associato un SSD Sata 3 da 2,5″.
    La soluzione permette l’istallazione sul disco esterno di un sistema operativo.
    Retrocompatibilità: Thunderbolt 2 è retro compatibile conThunderbolt.

    Connettore USB-A

    Protocollo USB 2.0

    480 Mbit/sec Le porte USB 2.0 con connettore USB-A che hanno equipaggiato tantissimi Mac e tantissimi computer, in genere hanno velocità teorica di trasferimento a 480 Mbit/s. Essa consente all’USB di essere competitivo con lo standard Firewire 400 (IEEE 1394), che ha una velocità di trasferimento di 400 Mbit/s, benché agli effetti pratici quest’ultimo risulti più veloce e stabile.  Fanno la loro comparsa nel mondo Apple nel 2003 con il Power Macintosh G5 ed il Power Book G4. Tantissime le soluzioni adatte a questo prodotto; da non spenderci troppo sapendo che, a causa della velocità di trasferimento ridotta, un normalissimo SSD Sata III sarà già sovradimensionato; compratelo se prevedete di collegarlo anche a computer più veloci dotati USB 3.0, altrimenti va benissimo un Hard Disk esterno tradizionale che, spendendo la stessa cifra, può offrire molto più spazio di Archiviazione.

    Retrocompatibilità: Lo standard USB 3.0 è retrocompatibile con lo standard USB precedente.

    Connettore USB-A

    Protocollo USB 3.0 chiamato anche
    USB 3.1 Gen  1

    4,8 Gbit/sec  Le porte USB 3.0 con connettore USB-A hanno fatto  la loro comparsa sui Mac per la prima volta nel 2013 equipaggiando la linea MacBook Pro. Consentono di sfruttare appieno le caratteristiche degli SSD SATA III. Con una velocità di 4,8 Gigabit al secondo, permettono un trasferimento effettivo di 600 Megabyte al secondo, 10 volte più veloce di un hard disk meccanico esterno o un di SSD collegati alla porta USB 2,0.  L’offerta è vastissima, scegliete un produttore affidabile, magari spendendo qualche euro in più.
    L’utilizzo di un SSD SATA 3 con un collegamento USB 3.0 permette l’istallazione sul disco esterno di un sistema operativo.Retrocompatibilità:Lo standard USB 3.0 è retrocompatibile con tutti gli standard USB precedenti.

    Connettore USB-C

    Protocollo USB 3.1
    chiamato anche
    USB 3.1 Gen 2

    10 Gbit/sec Le porte USB 3.1 con connettori USB-C equipaggiano i Mac a partire dal MacBook Pro 2016 e rappresentano il presente e l’immediato futuro delle connessioni Apple. I Mac utilizzano il protocollo di connessione USB 3.1 veicolato attraverso la porta USB-C QUANDO NON È DISPONIBILE UNA CONNESSIONE THUNDERBOLT 3, bisogna, quindi fra molta attenzione: il fatto che un dispositivo esponga un ingresso USB-C non significa che implementi il velocissimo protocollo Thunderbolt 3 (per il quale servono cavi particolari). Molto probabilmente implementerà il protocollo USB 3.1 con i suoi dignitosissimi 10 Gigabit al secondo. Comprando un disco esterno con interfaccia NVMe e connettore USB-C si potranno raggiungere i 1000 Megabyte al secondo nel trasferimento dati con il computer dotato di porta USB 3.1, cosa che permette l’istallazione sul disco esterno di un sistema operativo.

    Retrocompatibilità: Lo standard USB 3.1 Gen 2 è retrocompatibile con gli standard USB precedenti. Può essere necessario dotarsi di adattatori per utilizzare dispositivi con connettori usb-c in porte di tipo USB-A e viceversa.

    Connettore USB-C

     Thunderbolt 3 

    40 Gbit/sec Tutte le porte con connettori USB-C, che equipaggiano i Mac a partire dal MacBook Pro 2016, sono in grado di connettersi a dischi SSD con il protocollo di comunicazione Thunderbolt 3. Questa porta, con i suoi 40 Gigabit al secondo, garantisce un trasferimento dati a 3000 Megabyte al secondo: una velocità  uguale, ma spesso superiore, a quella dell’SSD interno (avete letto be ne non è un errore). Il problema e che gli SSD esterni Thunderbolt 3 sono introvabili ed hanno costi importanti. Ecco un esempio (link).  Naturalmente questa soluzione permette l’istallazione sul disco esterno di un sistema operativo.

    Retrocompatibilità: Thunderbolt 3 è compatibile con Thunderbolt 2 e Thunderbolt attraverso l’uso di specifici adattatori.

  4. Le possibili soluzioni

    Una volta appurato di quali porte dispone il nostro computer e quali sono i loro limiti, cerchiamo di capire che SSD esterno acquistare a seconda dell’utilizzo che vogliamo farne.

    FireWire 400

    Se avete questo tipo di porta fate meglio a ripiegare su una USB 2.0 o successive, anche perché i dischi esterni, sia tradizionali che SSD, per questa porta sono introvabili. Va ribadito, purtroppo, che il protocollo USB 2.0  ha prestazioni  inferiori rispetto alla FireWire 400, ma durante la nostra ricerca sul mercato consumer non siamo riusciti a trovare ne’ un’enclosure, il classico scatoletta nel quale inserire un SSD o un hard disk acquistato a parte, ne’ tantomeno un SSD esterno FireWire 400. Nel caso le porte USB non vi bastino potete pensare ad un Hub USB, ma deve essere di buona qualità. Questo, ad esempio, ha un ottimo rapporto qualità/prezzo (link),  ma se lo volete anche stiloso questo è quello che fa per voi (link).

    FireWire  800.

    Le cose vanno decisamente meglio con questo tipo di porta la per la quale si trovano hard disk meccanici esterni da varie pezzature, ma non è questo che ci interessa, e sono disponibili case nei quali inserire un SSD SATA 3 da 2.5″. In alcuni casi questi box hanno a disposizione anche una porta USB 3.0, retrocompatibile con la porta USB 2.0, che ci permetterà di collegarlo a qualunque computer per la condivisione dei dati.

    Soluzione 1: SSD da 2.5″ + case in alluminio con uscite FireWire 800 e USB 2.0 – 3.0
    Questo box in alluminio ha il vantaggio di possedere sia due porte firewire 800 che una porta USB 3.0 retrocompatibile con e porte 2.0. Deve esservi inserito un SSD SATA 3 da 2.5 pollici, cosa davvero semplice. La velocità raggiunta da questa combinazione sarà al massimo 80 MegaByte al secondo, decisamente troppo poco per chi deve condividere molti GigaByte di dati o far girare in maniera efficiente un nuovo sistema operativo. Un’unità comunque utile a chi voglia realizzare una soluzione di backup affidabile per Time Machine o Windows Backup.

    Attenzione alla formattazione: se si prevede un utilizzo solo con MacOS allora bisogna formattare il disco in APFS, se si prevede un utilizzo promiscuo su MacOS Windows e Linux (con istallato (exfat-utils e exfat-fuse) allora la formattazione dovrà essere exfat. La massima compatibilità con tutti i sistemi operativi si ottiene con la formattazione in FAT32, quella tipica delle Memory Pen, ma bisogna considerare che in questo caso non potranno essere scritti sull’SSD file più grandi di 4 GigaByte ciascuno.

    Questo SSD da 500 GB da 2.5″ è un prodotto molto affidabile ed ha un ottimo rapporto qualità prezzo dato il recente importante ribasso. Samsung è leader da sempre nella produzione di questo genere di Device. Molto importante la possibilità di utilizzare il software Samsung Magician, utilissimo quando, invece di utilizzare un SSD esterno,  si vuole sostituire il vecchio disco interno tradizionale con un SSD. Il software copia tutto il contenuto del disco interno sull’SSD rendendolo avviabile. Una volta completato il processo di copia, si installa l’SSD all’interno del computer al posto del disco meccanico è tutto funzionerà alla prima accensione con un sistema nettamente più veloce. ATTENZIONE: Magician purtroppo  funziona solo con SSD Samsung e sistemi operativi  Windows!!!

    USB 2.0, o USB 3.0

    Se il tipo di connessione è USB 2.0,  i suoi  480 MegaBit per secondo costituiranno  il vero collo di bottiglia della soluzione e non ci permetteranno  di ottenere risultati differenti da quelli ottenibili con un buon Hard Disk esterno meccanico tradizionale. La figura  mostra i risultati ottenuti collegando ad un MacBook Pro 2010 sulla porta USB 2.0 un SSD Samsung 850 PRO installato in un case ineo usato con un cavo USB-c to USB-A.

    Con una velocità nella scrittura sequenziale di soli 34/35 MegaByte al secondo, non potremo utilizzare questo SSD connesso sulla porta USB  2.0 per far funzionare un sistema operativo alternativo a quello installato sulla macchina, ma si otterrà un ottimo sistema di backup e condivisione affidabile, leggero e a risparmio energetico.

    Se il tipo di connessione è USB 3.0  la stessa soluzione  darà risultati fino a dieci volte superiori in termini di velocità che si potrà attestare sui 450 MegaByte per secondo, una soluzione, quindi, che consentirebbe anche di utilizzare l’SSD Esterno per  ospitare un sistema operativo alternativo.
    Valgono le considerazioni fatte al punto precedente per la formattazione.

    Se si intende usare un disco SSD da 2.5″ con porte USB 2.0 o USB 3.0 comperando separatamente il case in cui inserirlo, considerate l’acquisto di un onesto case Sabrent (linK) che al costo di 10 euro offre una soluzione affidabile e performante.

    Oltre alla possibilità di comporre l’unità SSD esterna  scegliendo il box e l’SSD separatamente come visto nella soluzione 1,  sarà possibile comperare anche un SSD esterno completo  come illustrato nella tabella seguente (Soluzione 2)

    Soluzione 2: SSD da 2,5″ esterno completo per  USB 2.0 e  USB 3.0
    Sulle soluzioni storage Western Digital non si discute. Questo SSD esterno, che su Amazon  ha subito un importante ribasso di prezzo, è disponibile in tre pezzature: 500 GigaByte, 1 TeraByte e 2 Terabyte e può essere collegato a porte USB 2.0 o USB 3.0.  Come abbiamo visto, collegato ad una porta USB 2.0 andrà ad una velocità di soli 40 Megabyte al secondo, ma con il vantaggio, rispetto ad un hard disk tradizionale, di essere molto più affidabile, più leggero e di consumare molta meno energia elettrica.

    Le vere potenzialità di questo dispositivo salteranno fuori con il collegamento ad una  porta USB 3.0 che gli permetterà di raggiungere la velocità di 400 MegaByte per secondo idonea anche per fare funzionare un sistema operativo montato su unità esterna.

    Attenzione alla formattazione: se si prevede un utilizzo solo con MacOS allora bisogna formattare il disco in APFS, se si prevede un utilizzo promiscuo su MacOS Windows e Linux (con istallato (exfat-utils e exfat-fuse) allora la formattazione dovrà essere exfat. La massima compatibilità con tutti i sistemi operativi si ottiene con la formattazione in FAT32, quella tipica delle Memory Pen, ma bisogna considerare che in questo caso non potranno essere scritti sull’SSD file più grandi di 4 GigaByte ciascuno.

    USB 3.1 Gen 2

    Se si dispone di una porta USB 3.1 a 10 Gigabyte per secondo, quella che ora viene chiamata USB 3.1 Gen 2, per sfruttare appieno la velocità di trasmissione dei dati dovremo cambiare la tecnologia di interfaccia dell’SSD. L’immagine mostra un test effettuato con Crystal Disk Mark 6.01 utilizzando lo stesso SSD Samsung 850 PRO SATA 3 installato in un case ineo visto al punto precedente, ma questa volta collegato ad un MacBook Pro 13″ Touch Bar  del 2017 attraverso il protocollo USB 3.1 Gen 2. Come si vede, i risultati raggiunti sono molto buoni, superiori di ben dieci volte rispetto all’USB 2.0, ma sfruttano solo in parte il canale a 10 GigaBit per secondo della USB 3.1 Gen 2, questo perché l’interfaccia SATA 3 dell’SSD è in grado di trasferire al massimo “solo” 6 GigaBit per secondo.
    Per ottenere velocità maggiori, fino a 1050 Megabyte per secondo nella lettura sequenziale, dovremo passare al protocollo NVMe. Gli SSD NVMe equipaggiano ormai tutti i notebook di fascia  alta sul mercato. Montati internamente, infatti, consentono di raggiungere la velocità ragguardevole di 3000 MegaByte al secondo. Presto gli SSD NVMe esterni saranno diffusi come lo sono adesso gli SSD Sata 3 da 2.5″, ma al momento le possibilità di avere a disposizione un SSD 3 NVMe sono limitate a pochi modelli.

    Nella tabella delle soluzioni numero 3 vi mostriamo un SSD esterno già pronto all’uso ed un sistema composto dal box e dall’SSD da acquistare separatamente.

    Soluzione 3: SSD NVMe  collegato a USB 3.1 Gen 2
    SSD NVMe garantito tre anni, con questo Crucial  potrete superare i 1000 MegaByte per secondo nei trasferimenti  e montare un sistema operativo alternativo con prestazioni praticamente uguali a quello installato sull’SSD interno. Nel caso per qualche oscuro motivo all’interno del computer abbiate ancora un vecchio Hard Disk meccanico, le prestazioni saranno nettamente superiori.

    Attenzione alla formattazione: se si prevede un utilizzo solo con MacOS bisogna formattare il disco in APFS, se si prevede un utilizzo promiscuo su MacOS Windows e Linux (con istallato (exfat-utils e exfat-fuse) allora la formattazione dovrà essere exfat. La massima compatibilità con tutti i sistemi operativi si ottiene con la formattazione in FAT32, quella tipica delle Memory Pen, ma bisogna considerare che in questo caso non potranno essere scritti sull’SSD file più grandi di 4 GigaByte ciascuno.

    Questo SSD NVMe  M.2 da 1 Terabyte ha un ottimo rapporto qualità prezzo. È un’unità Sabrent a basso consumo e come tutti gli SSD Sabrent viene fornito con una licenza gratuità per il software di clonazione Acronis True Image, ideale per vuole usarlo come SSD interno, nel qual caso raggiungerebbe la velocità  3450 MegaBYte al secondo in lettura  e 3000 MegaByte al secondo in scrittura. Nel caso venga usato come SSD esterno connesso alla porta USB 3.1 Gen 2 si otterrà la velocità comunque ragguardevole di 1000 MegaByte in lettura, idonea anche all’installazione di un sistema operativo alternativo.

    Naturalmente per essere utilizzato come disco esterno, o durante la fase transitoria della clonazione,  il disco deve essere sistemato in un box apposito come quello della stessa Sabrent che vi proponiamo qui sotto.

    Questo box è interamente costruito in una lega di alluminio aerospaziale che oltre ad essere resistente dissipa adeguatamente il calore prodotto dall’SSD NVMe durante il suo funzionamento.

    Thunderbolt e Thunderbolt 2

    Sono poche le soluzioni disponibili nel mercato consumer per lo Storage esterno che implementano lo standard Thunderbolt o Thunderbolt 2. Noi abbiamo trovato un’unità Trascend da 500 GigaByte (link) che permette sia la connessione  Thunderbolt o Thunderbolt 2, sia la  USB 3.1 Gen 1 a 4,8 Gigabyte al secondo che si traducono in una velocità di 440 MegaByte al secondo  di lettura e 300 MegaByte al secondo in scrittura. Ve la  consigliamo solo se avete bisogno della doppia interfaccia.
    Se invece volete utilizzare un unità Thunderbolt molto compatta con all’interno un nuovissimo SSD NVMe la solita Trascend offre la la soluzione in figura. Si tratta del JetDrive 825 che  implementa un’interfaccia Thunderbolt da 10 Gb/s, capace di trasferimenti di file a 900 MegaByte per secondo. Il drive  ha un involucro in lega di alluminio che si adatta molto bene al design dei prodotti Apple. L’SSD interno al box è removibile e può sostituire, in alcuni modelli di MacBook costruiti tra il 2013 ed il 2015, l’unità SSD interna;  in questo caso il box serve per contenere l’SSD NVMe durante la fase di clonazione del disco. In pratica la confezione è proprio un Kit di sostituzione del disco interno di alcuni Macbook che contiene sia i cacciaviti necessari all’operazione che il software di clonazione. Per maggior informazioni consultate le informazioni sul sito della Trascend: https://www.transcend-info.com/Products/No-850.  Durante la fase di acquisto fate attenzione a scegliere anche il prodotto adatto al vostro sistema operativo. Il prodotto, infatti, viene venduto in due diverse configurazioni: per macOS Yosemite (10.10) o successivo o per macOS High Sierra (10.13) o successivo.

    Thunderbolt 3

    Non sono molti gli SSD esterni che implementano la tecnologia Thunderbolt 3. Potendo sfruttare  una larghezza di banda di 40 GigaBit al secondo questi strumenti, particolarmente indicati per il mercato professionale, annullano le differenze in termini di prestazioni con le unità di memorizzazione interne.  Quello che vedete a sinistra è uno degli  SSD esterni che abbiamo trovato nel mercato consumer  in grado di sfruttare appieno la tecnologia Thunderbolt 3. È il G-DRIVE Mobile Pro SSD  da 500 GigaByte, ma è disponibile anche nelle versioni da 1 TeraByte e da 2 TeraByte. Il Disco può raggiungere la velocità impressionante di 2800 MegaByte al secondo, risultando più veloce di molti SSD interni.

    Molto interessante anche il Samsung Memorie MU-PB500  che nella versione da 500 Gigabyte costa 234,00 €, un prezzo decisamente abbordabile. Quest’unità ha una particolare gestione della temperatura che per preservare i circuiti interni dal surriscaldamento ne rallenta la velocità di trasferimento, un’arma a doppio taglio che può avere qualche  ripercussione sulle prestazioni.

  5. Conclusioni

    Speriamo di avere fatto un po’ di chiarezza e di avervi aiutati nella scelta del vostro SSD esterno, una scelta complicata da tantissime sigle che bisogna conoscere per fare un acquisto consapevole. In chiusura vi preghiamo di fare molta attenzione alle caratteristiche delle vostre porte di comunicazione, di leggere quanto pubblicato sul sito del produttore e di scegliere con attenzione i cavi di collegamento quando devono essere acquistati a parte perché, al crescere delle velocità e della loro lunghezza, le loro specifiche possono essere determinanti. Vi invitiamo a contattarci per qualunque dubbio dovesse sorgervi in merito a quanto scritto in questo articolo.