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	<title>ApplePhilosophy</title>
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	<description>Ti aiutiamo a capire il mondo Apple</description>
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		<title>iPhone pieghevole: da 2.500 euro, e il mio consiglio è di non comprarlo</title>
		<link>https://www.applephilosophy.com/2026/08/15/iphone-pieghevole-da-2-500-euro-e-il-mio-consiglio-e-di-non-comprarlo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Di Tursi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2026 17:12:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[iOS]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo a un mese dal lancio dei nuovi modelli iPhone e tra gli utenti Apple inizia ad aumentare la curiosità sulle novità che ci aspettano a settembre. Quest&#8217;anno il vero protagonista sarà l&#8217;iPhone pieghevole. Ancora non sappiamo se si chiamerà iPhone Fold o, molto più probabilmente, iPhone Ultra; ma almeno due cose sono certe: verrà&#8230;&#160;<a href="https://www.applephilosophy.com/2026/08/15/iphone-pieghevole-da-2-500-euro-e-il-mio-consiglio-e-di-non-comprarlo/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">iPhone pieghevole: da 2.500 euro, e il mio consiglio è di non comprarlo</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.applephilosophy.com/2026/08/15/iphone-pieghevole-da-2-500-euro-e-il-mio-consiglio-e-di-non-comprarlo/">iPhone pieghevole: da 2.500 euro, e il mio consiglio è di non comprarlo</a> proviene da <a href="https://www.applephilosophy.com">ApplePhilosophy</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo a un mese dal lancio dei nuovi modelli iPhone e tra gli utenti Apple inizia ad aumentare la curiosità sulle novità che ci aspettano a settembre.<br />
Quest&#8217;anno il vero protagonista sarà l&#8217;iPhone pieghevole. Ancora non sappiamo se si chiamerà iPhone Fold o, molto più probabilmente, iPhone Ultra; ma almeno due cose sono certe: verrà presentato a settembre e sarà carissimo. Quando potremo effettivamente acquistarlo, invece, è una delle domande più difficili alle quali cercheremo risposta.<br />
Nei prossimi capitoli vi parlerò delle caratteristiche date per certe e di quelle ancora in dubbio, lasciando ad una tabella finale il compito di riassumere il tutto. Buona lettura.</p>
<h2>Quello che ci sarà quasi certamente</h2>
<p>Su un prodotto che Apple non ha mai nemmeno nominato in pubblico, sbilanciarsi è sempre pericoloso. Ma per alcune caratteristiche le fonti convergono da mesi, arrivano da filiere produttive diverse e non sono mai state smentite. Entriamo assieme nel dettaglio.</p>
<h3>Si apre a libro, come un passaporto</h3>
<p>Il formato è il dato più solido di tutti. Non una conchiglia alla Galaxy Flip, ma un&#8217;apertura a libro con cerniera verticale. La particolarità sta nelle proporzioni: da chiuso il dispositivo è più largo e più basso di un Pro Max, tanto che i modelli fittizi circolati in primavera ricordano appunto un passaporto. Da aperto il rapporto si avvicina al 4:3, quello dell’iPad, e il dispositivo risulta più largo che alto, una scelta che nessun altro produttore concorrente ha fatto.<br />
Non è un dettaglio estetico: significa che Apple ha progettato lo schermo interno per leggere, navigare, guardare video in 16:9 e gestire più finestre; ancora una volta ci troviamo di fronte al solito Apple pensiero: se devo uscire dopo la concorrenza, devo farlo con un prodotto con caratteristiche superiori ed ingegnerizzato meglio.</p>
<figure id="attachment_12185" aria-describedby="caption-attachment-12185" style="width: 1154px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" data-attachment-id="12185" data-permalink="https://www.applephilosophy.com/2026/08/15/iphone-pieghevole-da-2-500-euro-e-il-mio-consiglio-e-di-non-comprarlo/iphone-fold-front-opened/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/08/iPhone-Fold-Front-Opened.webp?fit=1154%2C930&amp;ssl=1" data-orig-size="1154,930" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="iPhone-Fold-Front-Opened" data-image-description="&lt;p&gt;iPhone pieghevole aperto parte anteriore &amp;#8211; dummy diffuso da Sonny Dickson a giugno&lt;/p&gt;
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<h3>Due display, entrambi firmati Samsung</h3>
<p>Circa 7,7-7,8 pollici il display all&#8217;interno, circa 5,3-5,5 quello esterno. Il pannello interno, in particolare, sarà un OLED LTPO a 120 Hz, prodotto in esclusiva da Samsung Display, che ha avviato la produzione a metà giugno. Secondo il coreano The Elec si tratterebbe di un pannello CoE (Color Filter on Encapsulation), tecnologia che consente spessori e pesi inferiori. Il vetro ultrasottile arriva invece da Lens Technology.<br />
Sulla piega centrale Apple avrebbe raggiunto una profondità inferiore a 0,15 mm, praticamente impercettibile al tatto e alla vista frontale.</p>
<h3>Torna il Touch ID, per Face ID non c’è spazio</h3>
<p>Questa è la rinuncia che peserà più di tutte. Nel pieghevole non c&#8217;è spazio per il modulo TrueDepth, quindi niente Face ID; per l&#8217;autenticazione si userà un sensore di impronte integrato nel tasto laterale, come sull&#8217;iPad Air. Chi viene da otto anni di sblocco con il volto dovrà riabituarsi a un gesto che sembrava archiviato.</p>
<h3>Due fotocamere, non tre</h3>
<p>Grandangolare e ultragrandangolare, entrambe da 48 megapixel. Manca il teleobiettivo, e anche qui il motivo è lo spessore: un modulo periscopico non entra in una scocca che deve essere piegata raddoppiando il suo spessore. Su un dispositivo che costerà più di duemila dollari, è una mancanza che peserà.<br />
Il modulo posteriore, secondo le unità dummy in circolazione, è un &#8220;plateau&#8221; rialzato che occupa circa tre quarti della larghezza della scocca, in stile iPhone Air ma con due lenti anziché una. Vadim Yuryev lo descrive come “decisamente sporgente”.</p>
<figure id="attachment_12184" aria-describedby="caption-attachment-12184" style="width: 748px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" data-attachment-id="12184" data-permalink="https://www.applephilosophy.com/2026/08/15/iphone-pieghevole-da-2-500-euro-e-il-mio-consiglio-e-di-non-comprarlo/iphone-fold-rear-closed-jpg/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/08/iPhone-Fold-Rear-Closed.jpg.webp?fit=748%2C998&amp;ssl=1" data-orig-size="748,998" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="iPhone-Fold-Rear-Closed.jpg iPhone pieghevole aperto parte anteriore &amp;#8211; dummy diffuso da Sonny Dickson a giugno" data-image-description="&lt;p&gt;iPhone pieghevole chiuso parte posteriore iPhone pieghevole aperto parte anteriore &amp;#8211; dummy diffuso da Sonny Dickson a giugno&lt;/p&gt;
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<h3>Sotto la scocca</h3>
<p>Chip A20, quasi sicuramente A20 Pro, modem C2 di Apple, solo eSIM. E soprattutto due batterie, una per ogni metà del telaio: lo ha rivelato il codice della beta di iOS 27, dove il termine &#8220;battery&#8221; è diventato plurale.<br />
Il sistema sarà iOS in versione adattata, non iPadOS. Evidentemente Apple non vuole che il pieghevole cannibalizzi l&#8217;iPad mini.</p>
<h3>Le dimensioni</h3>
<p>Ecco tutte le misure trapelate finora, con la relativa provenienza:</p>
<table style="font-weight: 400;">
<thead>
<tr>
<td><strong>Fonte</strong></td>
<td><strong>Data</strong></td>
<td><strong>Chiuso</strong></td>
<td><strong>Aperto</strong></td>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td><strong>Jon Prosser</strong> (Front Page Tech)</td>
<td>dic. 2025</td>
<td>9,5 mm</td>
<td>4,5 mm</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Schemi da produttore di custodie</strong> (via Notebookcheck)</td>
<td>apr. 2026</td>
<td>9,4 mm</td>
<td>120,59 × 167,59 mm</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Vadim Yuryev</strong> (Max Tech), dummy metallico</td>
<td>22 apr. 2026</td>
<td>11 mm</td>
<td>5,5 mm</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Secondo leak di schemi</strong></td>
<td>2026</td>
<td>9,3 mm</td>
<td>&#8211;</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>CAD attribuiti a Ice Universe</strong> (via Naver / PhoneArena)</td>
<td>lug. 2026</td>
<td>120,6 × 83,8 × 9,6 mm</td>
<td>120,6 × 167,6 × 4,8 mm</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il confronto con il passaporto sembra reggere.</h3>
<p>Lo standard ICAO 9303 TD3, quello che definisce a livello internazionale le misure dei passaporti, prescrive 125 × 88 mm. I CAD danno 120,6 × 83,8 mm da chiuso: il pieghevole è quindi leggermente più piccolo di un passaporto, di circa quattro millimetri per lato.<br />
Un rettangolo di 167,6 × 120,6 mm ha una diagonale di 206,5 mm, cioè 8,13 pollici; sottratte le cornici si arriva esattamente ai 7,8&#8243; di cui parlano tutti. Stesso esercizio sul corpo chiuso: 120,6 × 83,8 mm dà una diagonale di 5,78&#8243;, che al netto delle cornici diventa i 5,5&#8243; del display esterno. Il rapporto tra i lati da aperto è 1,39, appena più largo del 4:3 canonico (1,33), coerente con la descrizione di un dispositivo più largo che alto. I CAD, insomma, sono coerenti con tutto il resto delle indiscrezioni.<br />
Per riferimento, il concorrente diretto: il Galaxy Z Fold 8 in versione larga misura 123,9 × 81,9 mm da chiuso, 161,4 mm da aperto, 9,7 mm di spessore chiuso e 4,5 aperto. Apple, se i CAD sono corretti, arriva più bassa, più larga e appena più sottile.</p>
<figure id="attachment_12186" aria-describedby="caption-attachment-12186" style="width: 828px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" data-attachment-id="12186" data-permalink="https://www.applephilosophy.com/2026/08/15/iphone-pieghevole-da-2-500-euro-e-il-mio-consiglio-e-di-non-comprarlo/iphone-fold-rear-opened-jpg/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/08/iPhone-Fold-Rear-Opened.jpg.webp?fit=828%2C689&amp;ssl=1" data-orig-size="828,689" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="iPhone-Fold-Rear-Opened.jpg" data-image-description="&lt;p&gt;iPhone pieghevole aperto parte posteriore &amp;#8211; dummy diffuso da Sonny Dickson a giugno&lt;/p&gt;
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<h3>Le stringhe di iOS 27 che confermano l&#8217;iPhone pieghevole</h3>
<p>L&#8217;8 giugno 2026, poche ore dopo il rilascio della prima beta per sviluppatori di iOS 27 al WWDC, lo sviluppatore Sam Henri Gold ha pubblicato uno screenshot con un commento ironico: i framework di iOS 27 contengono riferimenti a <em><strong>foldState</strong></em> e <em><strong>angleDegrees</strong></em>, «ma sono sicuro che non sia niente». 9to5Mac e Macworld hanno verificato la scoperta in autonomia, confermando che in iOS 26 quelle stringhe non esistevano da nessuna parte. Il ricercatore M1Astra, tramite Bloomberg, ha poi individuato anche <em><strong>mechanicalAngleDegrees</strong></em> e <em><strong>isanglevalid</strong></em>.<br />
Vale la pena capire cosa significano davvero, perché non sono tutte la stessa cosa e, soprattutto, non stanno tutte nello stesso posto.</p>
<h3>Nel framework CoreMotion: la cerniera come sensore</h3>
<p><em><strong>foldState</strong></em> e <strong><em>angleDegrees</em></strong> sono comparse nel framework <em><strong>CoreMotion</strong></em>. Non è un dettaglio da poco: <em><strong>CoreMotion</strong></em> è il framework dei sensori di movimento e orientamento quali accelerometro, giroscopio, magnetometro. Apple ha trattato l&#8217;apertura del dispositivo come un dato proveniente da un sensore letto in tempo reale. La cerniera, per iOS, quindi, contiene un sensore.<br />
<em><strong>foldState</strong></em> è uno stato discreto: dice in quale configurazione si trova il dispositivo: chiuso, semiaperto, completamente aperto. È l&#8217;informazione che serve a decidere su quale schermo disegnare l&#8217;interfaccia.<br />
<em><strong>angleDegrees</strong></em> è invece un valore continuo: l&#8217;ampiezza dell&#8217;apertura in gradi. Serve a tutt&#8217;altro. La cerniera è di tipo free-stop : si ferma e resta in posizione in qualsiasi punto, come quella dei Galaxy Z Fold. Conoscere l&#8217;angolo esatto  è il presupposto tecnico di una modalità alla Flex Mode: il telefono appoggiato a 90 gradi sul tavolo, video nella metà superiore e comandi in quella inferiore oppure una FaceTime a mani libere, con la fotocamera che usa la parte inferiore come cavalletto.<br />
<em><strong>mechanicalAngleDegrees</strong></em> accanto a <em><strong>angleDegrees</strong></em> è il dettaglio più interessante: suggerisce due misure distinte, l&#8217;angolo fisico grezzo letto dal sensore e un valore normalizzato o filtrato esposto alle app. Una separazione che ha senso solo se il sensore produce un dato da raffinare perché, ad esempio, troppo fine o in un’unità di misura diversa dai tradizionali gradi sessagesimali.<br />
<em><strong>isanglevalid</strong></em>: è il flag che dichiara se la misura dell&#8217;angolo è attendibile in quel momento. Probabilmente serve ad indicare che l’utente ha terminato di agire sull’apertura dello schermo e che la lettura dei sensori è stabile così da poter procedere al ridisegno dell’interfaccia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Nel framework MobileGestalt: contare gli schermi</h3>
<p>La quinta scoperta è forse la più eloquente: <em><strong>MGGetLogicalDeviceDisplayCoun</strong></em>t. Il prefisso MG indica <em><strong>MobileGestalt</strong></em>, il framework privato con cui iOS interroga le proprie caratteristiche hardware: il registro anagrafico del dispositivo, quello che il sistema consulta per sapere se ha il Face ID o quanta memoria monta.<br />
Il nome suggerisce che serve a enumerare i display logici, cioè le superfici di disegno che il sistema espone alle app. Su un pieghevole aperto i due pannelli possono essere un unico display logico oppure due distinti, a seconda di come Apple decide di gestirli.<br />
Fuori da iOS, infine, la <em><strong>Service Utility</strong></em>, lo strumento interno che Apple usa per calibrare e riparare i display, contiene riferimenti a un secondo schermo, a un secondo vetro di copertura e a due sensori di luce ambientale aggiuntivi.<br />
Mentre ogni altra informazione di questo articolo arriva da filiere produttive asiatiche o da account Weibo con track record variabile, queste stringhe sono un dato verificabile: esistono, chiunque può controllarle, e in iOS 26 non c&#8217;erano. Dicono con certezza che il dispositivo esiste e come il software ne leggerà la cerniera; su schermo, fotocamere e prezzo siamo invece ancora nel campo delle indiscrezioni. Se iOS 27 arriva in autunno con le API per i pieghevoli già dentro, l&#8217;hardware che le userà arriva nella stessa finestra.</p>
<figure id="attachment_12187" aria-describedby="caption-attachment-12187" style="width: 511px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="12187" data-permalink="https://www.applephilosophy.com/2026/08/15/iphone-pieghevole-da-2-500-euro-e-il-mio-consiglio-e-di-non-comprarlo/iphone-fold-front-closed/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/08/iPhone-Fold-Front-Closed.webp?fit=511%2C681&amp;ssl=1" data-orig-size="511,681" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="iPhone-Fold-Front-Closed" data-image-description="&lt;p&gt;iPhone pieghevole chiuso parte anteriore -dummy diffuso da Sonny Dickson a giugno&lt;/p&gt;
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<h2>Quello che resta in dubbio</h2>
<h3>Le fotocamere frontali</h3>
<p>Dovrebbero essere due, una per l&#8217;uso da chiuso e una da aperto. Sulla seconda le fonti divergono in modo netto: alcune parlano di una fotocamera sotto il display, altre di un semplice foro. Sulla risoluzione si oscilla tra 18 e 24 megapixel. E c&#8217;è chi – secondo me con ragione &#8211; dubita che la tecnologia under-display sia matura abbastanza per il 2026.<br />
I dummy di Sonny Dickson mostrano invece un foro circolare centrato sul display esterno, che sarebbe anch&#8217;esso una novità per Apple.</p>
<h3>La ricarica wireless</h3>
<p>Immagini provenienti da un produttore di accessori suggeriscono che il pieghevole possa rinunciare ai magneti MagSafe integrati, delegando la funzione a custodie dedicate. Anche il posteriore in vetro, necessario alla ricarica induttiva tradizionale, è in discussione su un dispositivo pensato attorno alla cerniera, con parametri stringenti da rispettare per quanto riguarda lo spessore.</p>
<h2>Cosa manca</h2>
<p>Sui dummy non compaiono né l&#8217;Action Button né l&#8217;anello magnetico MagSafe, e non è previsto lo slot per la SIM fisica. Il tasto Camera Control invece c&#8217;è. Restano incerte anche la rinuncia a LiDAR e stabilizzazione ottica, ipotizzata da una singola nota di JP Morgan mai ripresa da altri.</p>
<h2>La cerniera</h2>
<p>Kuo parla di lega di titanio e LiquidMetal, e di piastre di supporto realizzate per foratura laser anziché per incisione chimica, così da distribuire meglio lo stress di piega. Sono informazioni di una sola fonte, per quanto autorevole, e risalgono a oltre un anno fa.</p>
<h2>Prezzo e disponibilità</h2>
<p>Sul prezzo la convergenza è ampia: si parte sopra i duemila dollari. Un leak da Weibo indica 15.999 yuan per il taglio da 256 GB e 19.999 per quello da 1 TB, che al cambio applicato da Apple corrisponde a 1.999-2.399 dollari. IDC stima invece un prezzo medio intorno ai 2.500, con i tagli maggiori fino a 3.000. Considerata l&#8217;attuale tensione sui prezzi di RAM e memorie flash, la parte alta della forbice è tutt&#8217;altro che improbabile.<br />
Sulla data di vendita, invece, siamo di fronte al punto più aperto dell&#8217;intera vicenda.<br />
Ming-Chi Kuo sostiene che il dispositivo verrà svelato lo stesso giorno degli iPhone 18 Pro ma commercializzato in seguito, con i preordini che potrebbero non aprirsi prima del quarto trimestre: una ripetizione dello scenario iPhone X del 2017, annuncio a settembre e spedizioni a novembre. Il 5 agosto DigiTimes ha inquadrato lo stesso quarto trimestre come finestra chiave di crescita per l&#8217;intera categoria, allineandosi di fatto a questa lettura.<br />
Mark Gurman è più ottimista: a marzo ipotizzava spedizioni non contestuali, ad aprile ha corretto indicando una commercializzazione più o meno insieme agli altri modelli o poco dopo.<br />
In ogni caso le scorte iniziali saranno risicate: Kuo prevede tra 500.000 e un milione di unità disponibili subito dopo il debutto, su un totale di 7-8 milioni entro fine anno. Apple avrebbe chiesto ai fornitori di prepararsi a circa 10 milioni di pezzi.<br />
Un dato di contesto che dice quanto Apple creda in questo prodotto: il 9 agosto Gurman ha rivelato che la roadmap interna arriva già alla terza generazione, prevista per il 2028 con display leggermente più grandi su entrambi i lati, con la seconda attesa nel 2027.<br />
Nel frattempo Samsung ha giocato d&#8217;anticipo: Galaxy Z Fold8 e Z Fold8 Ultra sono stati presentati il 22 luglio, a 1.899 e 2.099 dollari, e sono in vendita dal 7 agosto. Oltre un mese prima della presentazione di Apple.</p>
<h2>La tabella riassuntiva</h2>
<p>Le percentuali che seguono sono una mia stima di attendibilità, non dati pubblicati. Le ho assegnate pesando quante fonti indipendenti convergono, l&#8217;affidabilità storica di ciascuna e la presenza di smentite.</p>
<table style="font-weight: 400;">
<thead>
<tr>
<td><strong>Caratteristica</strong></td>
<td><strong>Prob.</strong></td>
<td><strong>Fonte principale</strong></td>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td><strong>Tempistiche</strong></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Presentazione a settembre 2026</td>
<td>90%</td>
<td>Gurman, Kuo, supply chain, codice iOS 27</td>
</tr>
<tr>
<td>Evento il 9 settembre</td>
<td>55%</td>
<td>Tom&#8217;s Guide, consuetudine Apple</td>
</tr>
<tr>
<td>In vendita entro settembre</td>
<td>35%</td>
<td>Gurman sì / Kuo e DigiTimes no (Q4)</td>
</tr>
<tr>
<td>Scorte insufficienti al lancio</td>
<td>85%</td>
<td>Kuo (500k-1M nel primo periodo)</td>
</tr>
<tr>
<td>Nome commerciale &#8220;iPhone Ultra&#8221;</td>
<td>60%</td>
<td>Gurman, Digital Chat Station</td>
</tr>
<tr>
<td>Seconda generazione nel 2027</td>
<td>75%</td>
<td>Gurman, 9 ago. 2026</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Dimensioni e design</strong></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Formato a libro, piega verticale</td>
<td>97%</td>
<td>Gurman, Kuo, dummy Dickson e Yuryev</td>
</tr>
<tr>
<td>Più largo che alto da aperto</td>
<td>90%</td>
<td>CAD, dummy, 9to5Mac</td>
</tr>
<tr>
<td>Ingombro chiuso ~120,6 × 83,8 mm</td>
<td>75%</td>
<td>CAD via Ice Universe, schemi custodie</td>
</tr>
<tr>
<td>Spessore chiuso 9,3-9,6 mm</td>
<td>70%</td>
<td>tre fonti concordi , Yuryev dissente (11 mm)</td>
</tr>
<tr>
<td>Spessore aperto 4,5-4,8 mm</td>
<td>65%</td>
<td>Prosser, CAD</td>
</tr>
<tr>
<td>Peso ~255 g</td>
<td>55%</td>
<td>CAD via PhoneArena, fonte singola</td>
</tr>
<tr>
<td>Cerniera in titanio e/o LiquidMetal</td>
<td>50%</td>
<td>Kuo (mar. 2025), fonte singola</td>
</tr>
<tr>
<td>Piastre metalliche forate a laser</td>
<td>60%</td>
<td>Kuo</td>
</tr>
<tr>
<td>Piega quasi invisibile (&lt;0,15 mm)</td>
<td>70%</td>
<td>Kuo, Samsung Display</td>
</tr>
<tr>
<td>Assenza di scocca unibody</td>
<td>65%</td>
<td>dummy models</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Display</strong></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Interno ~7,7-7,8&#8243;</td>
<td>90%</td>
<td>Kuo, TrendForce, The Information, verifica geometrica sui CAD</td>
</tr>
<tr>
<td>Esterno ~5,3-5,5&#8243;</td>
<td>82%</td>
<td>idem (valore esatto incerto)</td>
</tr>
<tr>
<td>LTPO OLED 120 Hz</td>
<td>85%</td>
<td>leak supply chain</td>
</tr>
<tr>
<td>Pannelli esclusivi Samsung Display</td>
<td>90%</td>
<td>Business Korea, produzione da giugno</td>
</tr>
<tr>
<td>Tecnologia CoE</td>
<td>60%</td>
<td>The Elec</td>
</tr>
<tr>
<td>UTG da Lens Technology</td>
<td>80%</td>
<td>Cailian Press, Citigroup</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Hardware</strong></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Chip A20 / A20 Pro</td>
<td>92%</td>
<td>roadmap Apple + leak</td>
</tr>
<tr>
<td>Modem C2</td>
<td>80%</td>
<td>roadmap Apple</td>
</tr>
<tr>
<td>12 GB di RAM</td>
<td>70%</td>
<td>leak Weibo</td>
</tr>
<tr>
<td>Doppia batteria (una per metà)</td>
<td>80%</td>
<td>plurale &#8220;batteries&#8221; in beta iOS 27</td>
</tr>
<tr>
<td>Capacità 5.000-5.500 mAh</td>
<td>65%</td>
<td>Fixed Focus Digital</td>
</tr>
<tr>
<td>Touch ID laterale, niente Face ID</td>
<td>85%</td>
<td>Kuo, 9to5Mac, più leak convergenti</td>
</tr>
<tr>
<td>Solo eSIM</td>
<td>85%</td>
<td>dummy, linea Apple</td>
</tr>
<tr>
<td>Niente Action Button</td>
<td>60%</td>
<td>dummy models</td>
</tr>
<tr>
<td>Niente MagSafe integrato</td>
<td>50%</td>
<td>leak produttore di accessori</td>
</tr>
<tr>
<td>Tasto Camera Control presente</td>
<td>70%</td>
<td>dummy Yuryev</td>
</tr>
<tr>
<td>Tagli 256 GB / 512 GB / 1 TB</td>
<td>80%</td>
<td>leak prezzi Weibo</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Fotocamere</strong></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Due sensori posteriori da 48 MP</td>
<td>85%</td>
<td>Weibo, MacRumors, Macworld</td>
</tr>
<tr>
<td>Nessun teleobiettivo</td>
<td>75%</td>
<td>vincoli di spazio, più fonti</td>
</tr>
<tr>
<td>Due frontali (una per stato)</td>
<td>60%</td>
<td>MacRumors</td>
</tr>
<tr>
<td>Frontale interna sotto il display</td>
<td>45%</td>
<td>MacRumors, dubbi sulla maturità della tecnologia</td>
</tr>
<tr>
<td>Frontale esterna con foro circolare centrato</td>
<td>55%</td>
<td>dummy Sonny Dickson</td>
</tr>
<tr>
<td>Frontali da 18 MP</td>
<td>35%</td>
<td>leak singolo</td>
</tr>
<tr>
<td>Frontale interna da 24 MP</td>
<td>30%</td>
<td>alternativa alla riga sopra</td>
</tr>
<tr>
<td>Rinuncia a LiDAR e OIS</td>
<td>35%</td>
<td>JP Morgan, fonte singola</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Software</strong></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>iOS personalizzato, non iPadOS</td>
<td>90%</td>
<td>codice iOS 27 (foldState, angleDegrees)</td>
</tr>
<tr>
<td>Modalità semiaperta tipo Flex Mode</td>
<td>70%</td>
<td>inferenza da angleDegrees e cerniera free-stop</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Prezzo</strong></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Partenza ≥ 2.000 $</td>
<td>88%</td>
<td>convergenza di tutte le stime</td>
</tr>
<tr>
<td>Partenza esattamente 1.999 $</td>
<td>50%</td>
<td>conversione da leak cinese (15.999 ¥)</td>
</tr>
<tr>
<td>Top di gamma oltre 2.500 $</td>
<td>45%</td>
<td>IDC, aggravato dai rincari di RAM e flash</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<h2>In conclusione</h2>
<p>Con Apple si fa sempre in tempo ad essere smentiti, anche se ultimamente i rumor a poche settimane dal lancio vengono puntualmente confermati. Quello che è certo è che, come abbiamo detto, l&#8217;oggetto dei sogni di molti costerà molto caro. A questo punto, il suggerimento che mi sento di darvi davvero è pensateci bene. Aspettate per vedere se effettivamente il meccanismo di piegatura sarà così formidabile. Se il display sarà veramente così resistente.</p>
<p>Aspettare, però, vuol dire aspettare qualcosa di preciso. I primi teardown e i test di resistenza alla piega arriveranno entro pochi giorni dalle prime consegne, e diranno com&#8217;è fatta davvero la cerniera. Il dato che conta di più, però, si vede solo dopo: quanto è visibile la piega dopo tre o quattro mesi di aperture e chiusure quotidiane, e come si comporta il pannello in inverno. Nessun test di laboratorio lo anticipa, e su un dispositivo di prima generazione è esattamente lì che si concentrano le sorprese.</p>
<p>Chi ha pazienza ha anche un&#8217;alternativa: la seconda generazione è attesa nel 2027, la terza nel 2028. Storicamente è il secondo giro quello in cui Apple corregge i difetti meccanici del primo: è successo con l&#8217;Apple Watch, con l&#8217;iPhone X, con i primi Mac Apple Silicon. Le persone per le quali i circa 2.400-2.500 euro del taglio base (tanto dovrebbero diventare i 1.999 dollari di listino una volta applicati cambio e IVA) sono una cifra importante farebbero bene a lasciare che siano gli altri a fare da collaudatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Claudio Di Tursi</strong></p>
<p><em>In questo periodo ci sono parecchie offerte del negozio ufficiale di Apple su Amazon: dai un occhiata: <a href="https://amzn.to/4gyd4kw" rel="sponsored"><strong>link alle offerte su amazon</strong></a></em></p>
<p><em>In qualità di Affiliato Amazon ricevo un guadagno dagli acquisti idonei. Questo non aumenta il prezzo dell&#8217;articolo: comprare attraverso i link di affiliazione è una forma di riconoscimento del lavoro che svolgo.</em></p>
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" data-image-caption="&lt;p&gt;Offerte Apple Maggio 2026&lt;/p&gt;
" data-large-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?fit=1024%2C469&amp;ssl=1" class="wp-image-11887 size-full" src="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?resize=1200%2C550&#038;ssl=1" alt="Offerte Apple Maggio 2026" width="1200" height="550" srcset="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?w=1783&amp;ssl=1 1783w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?resize=300%2C137&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?resize=1024%2C469&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?resize=768%2C352&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?resize=1536%2C704&amp;ssl=1 1536w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.applephilosophy.com/2026/08/15/iphone-pieghevole-da-2-500-euro-e-il-mio-consiglio-e-di-non-comprarlo/">iPhone pieghevole: da 2.500 euro, e il mio consiglio è di non comprarlo</a> proviene da <a href="https://www.applephilosophy.com">ApplePhilosophy</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.applephilosophy.com/2026/08/15/iphone-pieghevole-da-2-500-euro-e-il-mio-consiglio-e-di-non-comprarlo/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Walkie-Talkie su Apple Watch: tutto quello che devi sapere</title>
		<link>https://www.applephilosophy.com/2026/08/01/walkie-talkie-su-apple-watch-tutto-quello-che-devi-sapere/</link>
					<comments>https://www.applephilosophy.com/2026/08/01/walkie-talkie-su-apple-watch-tutto-quello-che-devi-sapere/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Di Tursi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 18:58:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apple Watch]]></category>
		<category><![CDATA[guide]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.applephilosophy.com/?p=12155</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando vado al supermercato con mia moglie ci perdiamo sempre. «Vado un attimo alla corsia dei dentifrici, aspettami lì con il carrello». A quel punto, di solito, mia moglie scompare, inghiottita dai meandri di quella fiera del consumismo che è l’Ipercoop. Spesso mi stufo di aspettarla e così, contrariamente alle disposizioni ricevute, mi muovo in&#8230;&#160;<a href="https://www.applephilosophy.com/2026/08/01/walkie-talkie-su-apple-watch-tutto-quello-che-devi-sapere/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Walkie-Talkie su Apple Watch: tutto quello che devi sapere</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.applephilosophy.com/2026/08/01/walkie-talkie-su-apple-watch-tutto-quello-che-devi-sapere/">Walkie-Talkie su Apple Watch: tutto quello che devi sapere</a> proviene da <a href="https://www.applephilosophy.com">ApplePhilosophy</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando vado al supermercato con mia moglie ci perdiamo sempre.</p>
<p>«Vado un attimo alla corsia dei dentifrici, aspettami lì con il carrello». A quel punto, di solito, mia moglie scompare, inghiottita dai meandri di quella fiera del consumismo che è l’Ipercoop.</p>
<p>Spesso mi stufo di aspettarla e così, contrariamente alle disposizioni ricevute, mi muovo in pellegrinaggio verso la corsia della birra. Morale: per ritrovarci dobbiamo sempre fare ricorso al telefono. Una gran rottura di scatole.</p>
<p>Visto che possediamo entrambi un Apple Watch, abbiamo deciso di sperimentare la funzione Walkie-Talkie. Devo dire che funziona a meraviglia, anche se, agli occhi degli altri avventori, che ci vedono parlare nell&#8217;orologio, sembriamo un po’ strani.</p>
<h2>Come un vero walkie-talkie, ma senza limiti di distanza</h2>
<p>Il funzionamento ricorda quello dei classici ricetrasmettitori: si tiene premuto un pulsante per parlare e lo si rilascia per ascoltare la risposta.</p>
<p>La differenza è che i due Apple Watch non comunicano direttamente tramite onde radio. Walkie-Talkie utilizza una connessione Internet e si appoggia a FaceTime Audio. La distanza tra le due persone è quindi sostanzialmente irrilevante: possono trovarsi in due corsie diverse, ai lati opposti della città o perfino in Paesi differenti.</p>
<p>Ogni <a href="https://amzn.to/4yXCoRq">Apple Watch</a> deve semplicemente essere collegato:</p>
<ul>
<li>all’iPhone tramite Bluetooth;</li>
<li>a una rete Wi-Fi;</li>
<li>oppure direttamente alla rete mobile, se si tratta di un modello GPS + Cellular con un piano telefonico attivo.</li>
</ul>
<p>Il mio Apple <a href="https://amzn.to/4fNCceQ">Watch Series 10</a> è un modello GPS che quindi utilizza la connessione dell&#8217;iPhone. Per sfruttare Walkie-Talkie non è quindi necessario acquistare un Apple Watch Cellular.</p>
<h2>Come si configura Walkie-Talkie</h2>
<p>Per iniziare bisogna abilitare il Walkie-Talkie premendo sull&#8217;icona presente nel centro di controllo di Apple Watch facendola diventare Gialla,</p>
<figure id="attachment_12156" aria-describedby="caption-attachment-12156" style="width: 416px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="12156" data-permalink="https://www.applephilosophy.com/2026/08/01/walkie-talkie-su-apple-watch-tutto-quello-che-devi-sapere/abilitazione-walkie-talkie-dal-centro-di-controllo/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/08/Abilitazione-Walkie-Talkie-dal-centro-di-controllo.png?fit=416%2C496&amp;ssl=1" data-orig-size="416,496" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Abilitazione Walkie-Talkie dal centro di controllo" data-image-description="&lt;p&gt;Abilitazione Walkie-Talkie dal centro di controllo&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;Abilitazione Walkie-Talkie dal centro di controllo di Apple Watch&lt;/p&gt;
" data-large-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/08/Abilitazione-Walkie-Talkie-dal-centro-di-controllo.png?fit=416%2C496&amp;ssl=1" class="size-full wp-image-12156" src="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/08/Abilitazione-Walkie-Talkie-dal-centro-di-controllo.png?resize=416%2C496&#038;ssl=1" alt="Abilitazione Walkie-Talkie dal centro di controllo" width="416" height="496" srcset="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/08/Abilitazione-Walkie-Talkie-dal-centro-di-controllo.png?w=416&amp;ssl=1 416w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/08/Abilitazione-Walkie-Talkie-dal-centro-di-controllo.png?resize=252%2C300&amp;ssl=1 252w" sizes="auto, (max-width: 416px) 100vw, 416px" /><figcaption id="caption-attachment-12156" class="wp-caption-text">Abilitazione Walkie-Talkie dal centro di controllo di Apple Watch</figcaption></figure>
<p>poi bisogna premere la Digital Crown, cercare l&#8217;app Walkie-Talkie lanciarla e invitare la persona con la quale si vuole parlare.</p>
<figure id="attachment_12157" aria-describedby="caption-attachment-12157" style="width: 416px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="12157" data-permalink="https://www.applephilosophy.com/2026/08/01/walkie-talkie-su-apple-watch-tutto-quello-che-devi-sapere/appwalkie-talkie/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/08/AppWalkie-Talkie.png?fit=416%2C496&amp;ssl=1" data-orig-size="416,496" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="AppWalkie-Talkie" data-image-description="&lt;p&gt;App Walkie-Talkie&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;App Walkie-Talkie&lt;/p&gt;
" data-large-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/08/AppWalkie-Talkie.png?fit=416%2C496&amp;ssl=1" class="size-full wp-image-12157" src="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/08/AppWalkie-Talkie.png?resize=416%2C496&#038;ssl=1" alt="App Walkie-Talkie" width="416" height="496" srcset="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/08/AppWalkie-Talkie.png?w=416&amp;ssl=1 416w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/08/AppWalkie-Talkie.png?resize=252%2C300&amp;ssl=1 252w" sizes="auto, (max-width: 416px) 100vw, 416px" /><figcaption id="caption-attachment-12157" class="wp-caption-text">App Walkie-Talkie</figcaption></figure>
<h3>La procedura è molto semplice:</h3>
<ol>
<li>si apre Walkie-Talkie;</li>
<li>si tocca il simbolo &#8220;+&#8221; in alto a sinistra;</li>
<li>si seleziona il contatto desiderato dalla lista di contratti che verrà mostrata;</li>
<li>il destinatario riceve un invito sul proprio Apple Watch;</li>
<li>deve accettarlo scegliendo “Consenti sempre”.</li>
</ol>
<p>Finché l’invito non viene accettato, la scheda del contatto rimane grigia. Dopo l’accettazione diventa gialla e si può iniziare a parlare.</p>
<p>A quel punto basta toccare il nome della persona, tenere premuto il grande pulsante rotondo che viene presentato subito dopo e pronunciare il messaggio. Quando si rilascia il pulsante, l’altra persona può rispondere.</p>
<figure id="attachment_12159" aria-describedby="caption-attachment-12159" style="width: 416px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="12159" data-permalink="https://www.applephilosophy.com/2026/08/01/walkie-talkie-su-apple-watch-tutto-quello-che-devi-sapere/premere-per-chiamare/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/08/Premere-per-chiamare.png?fit=416%2C496&amp;ssl=1" data-orig-size="416,496" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Premere per chiamare" data-image-description="&lt;p&gt;Premere per parlare&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;Premere per parlare&lt;/p&gt;
" data-large-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/08/Premere-per-chiamare.png?fit=416%2C496&amp;ssl=1" class="size-full wp-image-12159" src="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/08/Premere-per-chiamare.png?resize=416%2C496&#038;ssl=1" alt="Premere per parlare" width="416" height="496" srcset="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/08/Premere-per-chiamare.png?w=416&amp;ssl=1 416w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/08/Premere-per-chiamare.png?resize=252%2C300&amp;ssl=1 252w" sizes="auto, (max-width: 416px) 100vw, 416px" /><figcaption id="caption-attachment-12159" class="wp-caption-text">Premere per parlare</figcaption></figure>
<p>Il volume si regola direttamente con la Digital Crown.</p>
<h2>Walkie-Talkie funziona anche con gli AirPods</h2>
<p>Mi sono chiesto se fosse possibile utilizzare Walkie-Talkie anche con gli AirPods. Sarebbe certamente più discreto che parlare al polso e, soprattutto, eviterebbe di far ascoltare le nostre comunicazioni ad altre mpersonei.</p>
<p>Ho quindi fatto una prova e posso confermare che funziona perfettamente.</p>
<p>Se gli AirPods sono già abbinati all’iPhone e all’Apple Watch, non occorre modificare alcuna impostazione né selezionare manualmente un’uscita audio. È sufficiente indossarli: la comunicazione di Walkie-Talkie viene trasferita automaticamente agli auricolari.</p>
<p>La voce dell’altra persona si ascolta attraverso gli AirPods e si può rispondere normalmente usando il loro microfono, continuando a premere il pulsante “Parla” sullo schermo dell’Apple Watch.</p>
<p>L’esperienza diventa molto più naturale e riservata. Chi ci sta intorno continuerà probabilmente a chiedersi perché stiamo premendo insistentemente sull’orologio, ma almeno non sentirà una voce provenire dal nostro polso.</p>
<p>In un ambiente rumoroso come un supermercato, inoltre, gli AirPods permettono di comprendere molto meglio la risposta dell’interlocutore.</p>
<h2>Disponibili, ma non sempre</h2>
<p>Walkie-Talkie può essere attivato e disattivato dall’app oppure dal Centro di Controllo di <a href="https://link.amazon/B03FA6bgU">Apple Watch</a>. Quando il relativo pulsante è giallo, risultiamo disponibili a ricevere comunicazioni.</p>
<p>Per ricordarci sempre che la funzione  Walkie-Talkie è attivata, in cima al quadrante compare un piccolo simbolo giallo.</p>
<figure id="attachment_12160" aria-describedby="caption-attachment-12160" style="width: 416px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="12160" data-permalink="https://www.applephilosophy.com/2026/08/01/walkie-talkie-su-apple-watch-tutto-quello-che-devi-sapere/quadrante/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/08/quadrante.png?fit=416%2C496&amp;ssl=1" data-orig-size="416,496" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="quadrante" data-image-description="&lt;p&gt;Quando il Walkie Talkie attivo in alto sul quadrante compare un piccolo simbolo giallo.&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;Quando il Walkie Talkie attivo in alto sul quadrante compare un piccolo simbolo giallo.&lt;/p&gt;
" data-large-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/08/quadrante.png?fit=416%2C496&amp;ssl=1" class="size-full wp-image-12160" src="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/08/quadrante.png?resize=416%2C496&#038;ssl=1" alt="Quando il Walkie Talkie attivo in alto sul quadrante compare un piccolo simbolo giallo." width="416" height="496" srcset="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/08/quadrante.png?w=416&amp;ssl=1 416w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/08/quadrante.png?resize=252%2C300&amp;ssl=1 252w" sizes="auto, (max-width: 416px) 100vw, 416px" /><figcaption id="caption-attachment-12160" class="wp-caption-text">Quando il Walkie Talkie attivo in alto sul quadrante compare un piccolo simbolo giallo.</figcaption></figure>
<p>Se qualcuno prova a contattarci mentre non siamo disponibili, riceviamo una notifica con la quale possiamo decidere se iniziare la conversazione.</p>
<p>Bisogna però prestare attenzione alle modalità dell’orologio. La modalità Silenzioso non impedisce necessariamente di udire il segnale acustico e la voce dell’altra persona. La modalità Spettacolo, invece, ci rende automaticamente indisponibili su Walkie-Talkie.</p>
<p>Gli AirPods risolvono anche il problema della discrezione: indossandoli, la comunicazione non viene riprodotta dall’altoparlante dell’orologio, ma direttamente negli auricolari.</p>
<h3>Se l’invito non arriva</h3>
<p>Walkie-Talkie dipende da FaceTime. Se l’invito non compare, occorre quindi controllare sull’iPhone del destinatario, in Impostazioni &gt; App &gt; FaceTime, che:</p>
<ul>
<li>FaceTime sia attivo;</li>
<li>sia stato effettuato l’accesso all’Apple Account;</li>
<li>sotto “Puoi ricevere chiamate FaceTime su” siano selezionati il numero di telefono e l’indirizzo email associato all’account.</li>
<li>È utile provare a effettuare una normale chiamata FaceTime Audio. Se questa non funziona, non potrà funzionare neppure Walkie-Talkie.</li>
</ul>
<p>Se FaceTime funziona correttamente, si può eliminare il contatto dall’app Walkie-Talkie, riavviare iPhone e Apple Watch e inviare nuovamente l’invito.</p>
<p>È utile controllare, inoltre, sull&#8217;Apple Watch della persona che non ha ricevuto l&#8217;invito lanciandodirettamente l&#8217;App Walkie-Talkie.</p>
<h2>Una funzione utile</h2>
<p>Walkie-Talkie è una di quelle funzioni di Apple Watch che si possono ignorare per anni, considerandole poco più di una curiosità. Poi si presenta il caso d’uso giusto e improvvisamente acquistano un senso.</p>
<p>Con gli AirPods diventa anche un sistema discreto, perfettamente utilizzabile in pubblico e sorprendentemente efficace.</p>
<p>Restano naturalmente un paio di problemi che neppure Apple può risolvere: convincere mia moglie a ritornare davvero nel posto in cui mi ha detto di aspettarla, e convincere me a non avviarmi verso la corsia della birra.</p>
<p><strong>Claudio Di Tursi</strong></p>
<p>Fonte:</p>
<p><a href="https://support.apple.com/it-it/108416">Guida ufficiale Apple a Walkie-Talkie</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.applephilosophy.com/2026/08/01/walkie-talkie-su-apple-watch-tutto-quello-che-devi-sapere/">Walkie-Talkie su Apple Watch: tutto quello che devi sapere</a> proviene da <a href="https://www.applephilosophy.com">ApplePhilosophy</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>«Dati di sistema» su Mac: cosa sono e come ridurne le dimensioni</title>
		<link>https://www.applephilosophy.com/2026/07/10/dati-di-sistema-su-mac-cosa-sono-e-come-ridurne-le-dimensioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Di Tursi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 16:18:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[guide]]></category>
		<category><![CDATA[Mac]]></category>
		<category><![CDATA[MacOS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Introduzione Sulle pagine dei social relative al mondo Apple, capita spesso di imbattersi in post di utenti che lamentano il crescere a dismisura della voce relativa allo spazio occupato dai «Dati di sistema» nel report che analizza l&#8217;utilizzo dello spazio sull&#8217;SSD del Mac. Con questo post voglio fare chiarezza su un argomento che spesso genera&#8230;&#160;<a href="https://www.applephilosophy.com/2026/07/10/dati-di-sistema-su-mac-cosa-sono-e-come-ridurne-le-dimensioni/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">«Dati di sistema» su Mac: cosa sono e come ridurne le dimensioni</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.applephilosophy.com/2026/07/10/dati-di-sistema-su-mac-cosa-sono-e-come-ridurne-le-dimensioni/">«Dati di sistema» su Mac: cosa sono e come ridurne le dimensioni</a> proviene da <a href="https://www.applephilosophy.com">ApplePhilosophy</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Introduzione</h2>
<p>Sulle pagine dei social relative al mondo Apple, capita spesso di imbattersi in post di utenti che lamentano il crescere a dismisura della voce relativa allo spazio occupato dai «Dati di sistema» nel report che analizza l&#8217;utilizzo dello spazio sull&#8217;SSD del Mac. Con questo post voglio fare chiarezza su un argomento che spesso genera frustrazione tra i possessori del Mac e indicare alcuni rimedi che ho sperimentato direttamente e che possono aiutarvi a liberare una porzione importante di quei famigerati gigabyte.<br />
Partirò da una descrizione del contenuto di questa categoria di dati, funzionale a comprendere le modalità di intervento, e successivamente vi indicherò alcuni comandi e proseguirò con una serie di comandi utili a  ridurla.</p>
<h2>Cosa sono i &#8220;Dati di sistema&#8221;</h2>
<p>Per accedere alla voce che analizza lo spazio occupato dati dati di sistema, andate in Impostazioni di sistema&gt;Generali&gt;Spazio: vi troverete davanti ad una schermata simile.</p>
<figure id="attachment_12061" aria-describedby="caption-attachment-12061" style="width: 1848px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="12061" data-permalink="https://www.applephilosophy.com/2026/07/10/dati-di-sistema-su-mac-cosa-sono-e-come-ridurne-le-dimensioni/screenshot-40/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/06/Dati-di-sistema.jpg?fit=1848%2C1374&amp;ssl=1" data-orig-size="1848,1374" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Screenshot&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Screenshot&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Dati di sistema" data-image-description="&lt;p&gt;Dati di sistema&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;La rappresentazione grafica dell&amp;#8217;occupazione dello spazio su macOS&lt;/p&gt;
" data-large-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/06/Dati-di-sistema.jpg?fit=1024%2C761&amp;ssl=1" class="size-full wp-image-12061" src="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/06/Dati-di-sistema.jpg?resize=1200%2C892&#038;ssl=1" alt="Dati di sistema" width="1200" height="892" srcset="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/06/Dati-di-sistema.jpg?w=1848&amp;ssl=1 1848w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/06/Dati-di-sistema.jpg?resize=300%2C223&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/06/Dati-di-sistema.jpg?resize=1024%2C761&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/06/Dati-di-sistema.jpg?resize=768%2C571&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/06/Dati-di-sistema.jpg?resize=1536%2C1142&amp;ssl=1 1536w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-12061" class="wp-caption-text">La rappresentazione grafica dell&#8217;occupazione dello spazio su macOS</figcaption></figure>
<p>Non si tratta dell&#8217;indicazione dello spazio occupato dai dati contenuti in un&#8217;unica. La voce «Dati di sistema» è una categoria che racchiude quei dati non altrimenti categorizzatili. La definizione ufficiale di Apple è che System Data è una categoria generica che misura lo spazio occupato da tutti i file Apple e di terze parti che non rientrano in una categoria più specifica (Applicazioni, Documenti, Foto, iCloud Drive, ecc.). In pratica è il &#8220;resto&#8221;: tutto ciò che macOS non sa come classificare finisce lì dentro. In buona sostanza, raccoglie cache, backup e file temporanei e, con le dovute cautele, può essere ridotta in sicurezza.</p>
<h3>Quanto dovrebbero occupare i &#8220;Dati di sistema&#8221;?</h3>
<p>Come avrete capito, non esiste una dimensione standard per questi dati, lo spazio che occupano dipende dall&#8217;utilizzo che ciascuno fa del computer. In genere, vale la pena di preoccuparsi se la dimensione supera i 50GB.</p>
<p>A titolo puramente indicativo, visto che Apple non pubblica alcun valore ufficiale, si può considerare fisiologica una fascia compresa tra i 15 e i 30 GB, mentre oltre i 50 GB vale la pena indagare. Ma il numero, da solo, dice poco. Il parametro davvero significativo non è quanto occupano i Dati di sistema, bensì quanto spazio libero vi resta: 50 GB su un disco da 2 TB sono trascurabili, gli stessi 50 GB su un MacBook Air da 256 GB possono appresentare, invece, un problema, quando, ad esempio, non si ha lo spazio per effettuare l&#8217;installazione di un aggiornamento di macOS.</p>
<p>Una precisazione importante prima di allarmarsi: la voce «Dati di sistema» tende a gonfiarsi temporaneamente subito dopo aver spostato o eliminato grandi quantità di file, per via degli snapshot che macOS crea automaticamente (ne parleremo tra poco). In questi casi non c&#8217;è nulla da fare: attendendo qualche minuto, o riavviando, il valore rientra da sé. Il campanello d&#8217;allarme vero suona solo quando la dimensione resta elevata in modo stabile nel tempo, senza scendere: è allora che conviene passare ai rimedi.</p>
<h2>Come diminuire lo spazio occupato dai dati di sistema</h2>
<p>Prima di eseguire qualsiasi comando,  fate un backup. Alcuni file conteggiati in questa categoria sono essenziali per il sistema, e cancellare quelli sbagliati può causare instabilità, perdita di dati o addirittura impedire l&#8217;avvio del Mac. Prima di fare il backup, però vi consiglio due accorgimenti.</p>
<ol>
<li> svuotate il Cestino. I file che vi trascinate continuano a occupare spazio — e a essere conteggiati — finché il Cestino non viene svuotato.</li>
<li>riavviate in modalità sicura premendo il tasto Shift durante il riavvio, se avete un Mac con processore Intel. Sui Mac con Apple Silicon bisogna spegnere il Mac, tenere premuto il pulsante di accensione fino alla comparsa delle opzioni di avvio, selezionare il disco e poi tenere premuto Maiuscole facendo clic su “Continua in modalità sicura”. Un riavvio con questa modalità libera file di cache temporanei che macOS ricrea solo quando servono,  non di rado fa già scendere il valore incriminato di parecchi gigabyte senza altre operazioni.</li>
</ol>
<h3>Eliminiamo gli snapshot APFS di Time Machine</h3>
<p>Nella stragrande maggioranza dei casi in cui i Dati di sistema superano abbondantemente i 100 GB, il colpevole è uno solo: gli snapshot locali di Time Machine. Sono copie dello stato del disco che macOS crea sull&#8217;unità interna (anche quando il disco di backup esterno non è collegato) per permettervi di recuperare i file. Il problema è che, se cancellate molti dati, lo spazio non viene liberato: viene &#8220;congelato&#8221; dentro lo snapshot. Ecco perché eliminare file non sempre restituisce spazio.<br />
Per elencare gli snapshot digitate al terminale:</p>
<pre>tmutil listlocalsnapshots /</pre>
<p>Otterrete un elenco di voci nel formato <strong>com.apple.TimeMachine.2026-07-10-123456.local.</strong> A questo punto avete tre strade, in ordine crescente di eleganza.</p>
<p><strong>Cancellazione manuale, uno per uno. Precisa ma tediosa se ne avete molti:</strong></p>
<pre>sudo tmutil deletelocalsnapshots 2026-07-10-123456</pre>
<p>(indicate solo la parte con data e ora, non il prefisso com.apple.TimeMachine.).</p>
<p><strong>Assottigliamento mirato:</strong></p>
<p>si tratta di un il comando che pochi conoscono. Invece di cancellarli a mano, potete chiedere a macOS di liberare una quantità precisa di spazio, lasciando intatti gli snapshot più recenti. La sintassi è:</p>
<pre>tmutil thinlocalsnapshots &lt;punto_di_mount&gt; [byte_da_liberare] [urgenza]</pre>
<p>Per liberare, ad esempio, 20 GB dal volume di avvio:</p>
<pre>tmutil thinlocalsnapshots / 20000000000 1</pre>
<p>Il secondo parametro è la quantità da recuperare espressa in byte (20 miliardi ≈ 20 GB); il terzo è l&#8217;urgenza, un valore da 1 a 4. Una nota di onestà: la documentazione Apple è ambigua su quale estremo sia il più aggressivo, ma la mia esperienza — confermata da diversi test in rete — è che il valore 1 agisce in modo più deciso e immediato, eliminando per primi gli snapshot più grandi. Se al primo tentativo non viene liberato nulla, aumentate la quantità di byte o cambiate il valore di urgenza.</p>
<p><strong>Disattivazione degli snapshot automatici </strong></p>
<p>Se il problema è ricorrente, conviene impedire a Time Machine di ricreare gli snapshot in continuazione. Il vecchio comando <strong>tmutil disablelocal</strong> è deprecato e non funziona più nelle versioni moderne di macOS: diffidate delle guide che ancora lo riportano. Il metodo corretto e supportato è dall&#8217;interfaccia: collegate il disco deputato al backup con Time Machine, andate su Impostazioni di Sistema ▸ Generali ▸ Time Machine ▸ Opzioni, e impostate Frequenza di backup su Manualmente. Nel giro di pochi minuti macOS eliminerà da sé gli snapshot locali esistenti. Resterete comunque protetti dal backup completo sul disco esterno; l&#8217;unico compromesso è che non potrete recuperare file tramite Time Machine quando il disco esterno non è collegato.</p>
<figure id="attachment_12116" aria-describedby="caption-attachment-12116" style="width: 1586px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="12116" data-permalink="https://www.applephilosophy.com/2026/07/10/dati-di-sistema-su-mac-cosa-sono-e-come-ridurne-le-dimensioni/timemachine/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/07/TimeMachine.jpg?fit=1586%2C992&amp;ssl=1" data-orig-size="1586,992" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="TimeMachine" data-image-description="&lt;p&gt;Time Machine&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;Time Machine &amp;#8211; impostare la frequenza di backup su manuale.&lt;/p&gt;
" data-large-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/07/TimeMachine.jpg?fit=1024%2C640&amp;ssl=1" class="size-full wp-image-12116" src="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/07/TimeMachine.jpg?resize=1200%2C751&#038;ssl=1" alt="Time Machine" width="1200" height="751" srcset="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/07/TimeMachine.jpg?w=1586&amp;ssl=1 1586w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/07/TimeMachine.jpg?resize=300%2C188&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/07/TimeMachine.jpg?resize=1024%2C640&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/07/TimeMachine.jpg?resize=768%2C480&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/07/TimeMachine.jpg?resize=1536%2C961&amp;ssl=1 1536w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-12116" class="wp-caption-text">Time Machine &#8211; impostare la frequenza di backup su manuale.</figcaption></figure>
<p>Un&#8217;alternativa per chi non ama il Terminale: gli stessi snapshot sono visibili e cancellabili anche da Utility Disco, selezionando Macintosh HD e attivando Vista ▸ Mostra snapshot APFS.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cache utente e di sistema</strong></p>
<p>Il secondo grande accumulatore sono le cache. Si trovano in tre punti:<br />
~/Library/Caches: è cache delle app dell&#8217;utente<br />
/Library/Caches: è cache di sistema<br />
/private/var/folders: racchiude i file  temporanei di sistema<br />
Si tratta di file rigenerabili: il sistema e le applicazioni li ricostruiscono quando servono, quindi potete svuotarne il contenuto con discrezione — svuotate le cartelle dentro Caches, non le cartelle stesse. Il mio consiglio è di procedere selettivamente, cartella per cartella. Un caso reale di pulizia mirata di /private/var/folders ha portato quella singola directory da 69 GB a 2,6 GB.<br />
Una via ancora più pulita per le sole cache di sistema, come abbiamo visto,  è l&#8217;avvio in modalità sicura: riavviando con la modalità provvisoria, macOS ripulisce automaticamente determinate cache di sistema, che verranno poi ricreate all&#8217;occorrenza. È un intervento a rischio zero, per questo ho proposto di farlo prima di effettuare il backup.</p>
<p><strong>Il caso specifico di grafica e montaggio video</strong></p>
<p>Chi lavora con Final Cut Pro, Premiere Pro, DaVinci Resolve o After Effects vede questa categoria gonfiarsi più di rapidamente, per via delle cache di render, dei file proxy e dei media ottimizzati. Qui il rimedio migliore non passa dal Terminale: conviene usare il comando dedicato dentro l&#8217;applicazione. In Final Cut Pro, ad esempio, si seleziona la libreria e si sceglie File ▸ Elimina file clip generati, spuntando Render Files, Optimized Media e Proxy Media. Sono tutti file rigenerabili: eliminandoli non intaccate né il girato originale né il progetto. Per Photoshop, fate attenzione alle Document Versions e allo scratch disk, gestibili dalle preferenze dell&#8217;app.</p>
<p><strong>Residui di aggiornamenti, installer e backup dei dispositivi</strong></p>
<p>Altri accumuli meno vistosi ma frequenti: i file .dmg e gli installer dimenticati in Download; i residui degli aggiornamenti di macOS in /Library/Updates e l&#8217;eventuale Install macOS [versione].app in Applicazioni; i backup di iPhone e iPad creati sul Mac, che possono pesare decine di gigabyte. Vale la pena passarli in rassegna. Sul terminale digitate:</p>
<pre>ls -lh ~/Library/Application\ Support/MobileSync/Backup/</pre>
<p>questa istruzione elenca eventuali file di backup del vostro iPhone. Sta a voi decidere se vi servono o meno. Certo è che si tratta di una voce che aumenta di molto lo spazio occupato dai dati di sistema.</p>
<p>Con l&#8217;istruzione</p>
<pre>du -sh /Library/Updates 2&gt;/dev/null</pre>
<p>Ricaviamo lo spazio occupato dagli aggiornamenti di macOS</p>
<p>Se le dimensioni sono ingenti, significa che non abbiamo effettuato un aggiornamento di macOS già scaricato o che l&#8217;aggiornamento non è riuscito.</p>
<p>La soluzione consiste nel far l&#8217;aggiornamento se non si è ancora provveduto o riscaricarlo e rieffettuarlo se non è andato a buon fine.</p>
<p><strong>A mali estremi, estremi rimedi </strong></p>
<p>Se nulla di tutto questo ha ridotto la categoria in modo apprezzabile &#8211; evenienza rara &#8211; resta l&#8217;ultima spiaggia: l&#8217;installazione pulita di macOS. È un intervento radicale, che azzera il disco e reinstalla il sistema da zero, e va affrontato con un accorgimento preciso. Non dovrete ripristinare il backup in modo integrale, ma in modo selettivo, recuperando i soli documenti di pertinenza di ciascuna applicazione: ripristinare l&#8217;intero backup, infatti, significherebbe reimportare insieme ai vostri dati anche la stessa situazione di partenza — compresa la crescita abnorme dei «Dati di sistema» che vi aveva spinto a formattare. Sarebbe fatica sprecata.<br />
Il modo più comodo e sicuro per ottenere un ripristino selettivo è affidarsi alla sincronizzazione su iCloud, predisposta prima di formattare.</p>
<p><strong>Il ripristino più conveniente: quello derivante dalla sincronizzazione di iCloud</strong></p>
<p>Tenendo i vostri documenti e le vostre foto sincronizzati su iCloud otterrete due vantaggi. Il primo, immediato, è l&#8217;accesso alle stesse informazioni da qualsiasi dispositivo Apple in vostro possesso. Il secondo emerge proprio in caso di installazione pulita: una volta reinstallato il sistema, vi basterà accedere con il vostro ID Apple e reinstallare le applicazioni che vi servono per ritrovare, dopo pochi minuti, i documenti esattamente com&#8217;erano prima della formattazione — senza trascinarvi dietro cache, file temporanei e residui che gonfiavano i Dati di sistema.</p>
<p><strong>Come attivare la sincronizzazione, funzione per funzione</strong></p>
<p>Il punto di partenza è sempre lo stesso. Aprite Impostazioni di Sistema e fate clic sul vostro nome, in cima alla barra laterale; poi selezionate iCloud. Da qui, per ciascuna funzione, il meccanismo è quello di attivare l&#8217;interruttore «Sincronizza questo Mac» (nelle voci in cui non compare, troverete un più diretto Attiva). Se una funzione non è visibile nell&#8217;elenco, fate clic su Mostra tutto.<br />
<strong>Foto</strong>.<br />
In iCloud fate clic su Foto e attivate Sincronizza questo Mac. All&#8217;interno delle impostazioni di Foto potrete scegliere tra due comportamenti: Scarica originali su questo Mac, che tiene le versioni a piena risoluzione sia in locale sia in cloud, e Ottimizza archiviazione Mac, che conserva localmente versioni più leggere quando lo spazio scarseggia, lasciando gli originali in iCloud. La seconda opzione è quella pensata per risparmiare spazio.<br />
<strong>Scrivania e Documenti.</strong><br />
Sempre in iCloud, aprite Drive e attivate la sincronizzazione delle cartelle Scrivania e Documenti. Un avviso importante e attuale: diversi aggiornamenti recenti di Tahoe hanno modificato queste impostazioni senza preavviso — in almeno un caso l&#8217;aggiornamento ha disattivato la sincronizzazione di Scrivania e Documenti e attivato «Ottimizza archiviazione» di propria iniziativa. Vale quindi la pena, dopo ogni aggiornamento di sistema, ricontrollare che la configurazione sia ancora quella desiderata.<br />
<strong>Note.</strong><br />
Nell&#8217;elenco delle funzioni iCloud, attivate l&#8217;interruttore corrispondente a Note: da quel momento gli appunti verranno mantenuti allineati su tutti i vostri dispositivi.<br />
<strong>Mail.</strong><br />
Attivate Mail tra le funzioni iCloud per sincronizzare la casella di posta iCloud e la sua organizzazione. Attenzione a un punto che confonde molti: questa opzione riguarda l&#8217;account di posta @icloud.com; gli account di terze parti (Gmail, aziendali, PEC) restano gestiti dai rispettivi server e si configurano altrove, in Impostazioni di Sistema ▸ Account Internet.<br />
<strong>Messaggi.</strong><br />
Attivate Messaggi in iCloud per conservare in cloud l&#8217;intera cronologia delle conversazioni e dei relativi allegati. Oltre a ritrovarla intatta dopo il ripristino, questa opzione ha un effetto collaterale gradito: gli allegati pesanti non restano a occupare spazio solo sul Mac.<br />
<strong>Password.</strong><br />
La sincronizzazione delle credenziali si attiva dalla voce Password e Portachiavi (che alimenta l&#8217;app Password). Una nota tecnica: se il vostro ID Apple usa l&#8217;autenticazione a due fattori e il Mac richiede una password di accesso, l&#8217;attivazione del Portachiavi iCloud si completa automaticamente nel momento in cui abilitate questa voce.<br />
<strong>Tutte le altre applicazioni.</strong><br />
Nella schermata di iCloud, alla voce Drive, troverete l&#8217;elenco completo delle applicazioni che stanno sincronizzando i propri documenti, ciascuna con il proprio interruttore: potete abilitarle in blocco o selettivamente. È facendo così che ritroverete, dopo il ripristino, i dati delle vostre App senza doverli reimportare a mano.</p>
<h2>Usa un App specifica per disinstallare i programmi</h2>
<p>Una raccomandazione importante, spesso trascurata: non disinstallate i programmi trascinandone semplicemente l&#8217;icona nel Cestino. L&#8217;installazione di un&#8217;app comporta la scrittura di numerosi file di supporto in punti diversi del file system — nelle cartelle Libreria, nell&#8217;area riservata alle preferenze, nelle cache, nei log. Cestinando la sola applicazione, tutti questi frammenti restano sul disco, orfani e invisibili, a occupare spazio prezioso e a ingrossare, nel tempo, proprio i «Dati di sistema».<br />
La soluzione è affidarsi a un disinstallatore dedicato. Il mio consiglio è AppCleaner di FreeMacSoft, un&#8217;utility storica, completamente gratuita e priva di pubblicità, che potete scaricare dal sito ufficiale: <strong><a href="https://freemacsoft.net/appcleaner/">https://freemacsoft.net/appcleaner/</a></strong>. Nonostante la scheda ufficiale dichiari il supporto fino a macOS Sequoia, la versione più recente (la 3.6.8) è stata provata con successo anche su macOS Tahoe, sia su Mac Apple Silicon sia su Mac Intel, e il download pesa appena una manciata di megabyte.<br />
AppCleaner<br />
L&#8217;uso è immediato: sarà sufficiente trascinare l&#8217;icona del programma da disinstallare nella finestra di AppCleaner perché l&#8217;utility individui, oltre all&#8217;applicazione principale, tutte le sue componenti sparse — preferenze, cache, file di supporto, log — presentandovele in un elenco con le caselle già selezionate. Un clic su Rimuovi e il programma sparisce senza lasciare residui.<br />
Vale la pena attivare, nelle preferenze di AppCleaner, la funzione SmartDelete: una volta abilitata, l&#8217;utility resta in ascolto in background e, ogni volta che trascinate un&#8217;app nel Cestino nel modo tradizionale, compare automaticamente per proporvi di eliminare anche i file collegati. In questo modo non dovrete ricordarvi di usare AppCleaner: sarà lui a intervenire al momento giusto.</p>
<figure id="attachment_12115" aria-describedby="caption-attachment-12115" style="width: 1036px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="12115" data-permalink="https://www.applephilosophy.com/2026/07/10/dati-di-sistema-su-mac-cosa-sono-e-come-ridurne-le-dimensioni/screenshot-41/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/07/AppCleaner.jpg?fit=1036%2C982&amp;ssl=1" data-orig-size="1036,982" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Screenshot&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Screenshot&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="AppCleaner" data-image-description="&lt;p&gt;AppCleaner&lt;/p&gt;
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<h2>Conclusioni</h2>
<p>Spero che questa guida possa esservi di aiuto e farvi recuperare qualche GigaByte di spazio prezioso.<br />
Non esitate a commentare per chiedere chiarimenti e per le vostre considerazioni. Diffondendo questo post sui social usando i pulsanti di condivisione mi aiuterete a portarvi contenuti di qualità.</p>
<p><strong>Claudio Di Tursi</strong></p>
<p><em>In questo periodo ci sono parecchie offerte del negozio ufficiale di Apple su Amazon: dai un occhiata: <a href="https://amzn.to/4gyd4kw" rel="sponsored"><strong>link alle offerte su amazon</strong></a></em></p>
<p><em>In qualità di Affiliato Amazon ricevo un guadagno dagli acquisti idonei. Questo non aumenta il prezzo dell&#8217;articolo: comprare attraverso i link di affiliazione è una forma di riconoscimento del lavoro che svolgo.</em></p>
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" data-image-caption="&lt;p&gt;Offerte Apple Maggio 2026&lt;/p&gt;
" data-large-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?fit=1024%2C469&amp;ssl=1" class="wp-image-11887 size-full" src="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?resize=1200%2C550&#038;ssl=1" alt="Offerte Apple Maggio 2026" width="1200" height="550" srcset="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?w=1783&amp;ssl=1 1783w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?resize=300%2C137&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?resize=1024%2C469&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?resize=768%2C352&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?resize=1536%2C704&amp;ssl=1 1536w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.applephilosophy.com/2026/07/10/dati-di-sistema-su-mac-cosa-sono-e-come-ridurne-le-dimensioni/">«Dati di sistema» su Mac: cosa sono e come ridurne le dimensioni</a> proviene da <a href="https://www.applephilosophy.com">ApplePhilosophy</a>.</p>
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		<title>Informazioni nascoste sulla batteria del MacBook: come leggerle dal Terminale</title>
		<link>https://www.applephilosophy.com/2026/06/16/informazioni-nascoste-sulla-batteria-del-macbook-come-leggerle-dal-terminale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Di Tursi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 21:17:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[guide]]></category>
		<category><![CDATA[Mac]]></category>
		<category><![CDATA[MacOS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Introduzione La batteria del tuo MacBook è un sistema intelligente che misura se stesso in continuazione: conosce la tensione di ogni singola cella, la temperatura interna, la corrente che entra e quella che esce, e tiene traccia di quanto si è degradata rispetto al giorno in cui è uscita dalla fabbrica. Sa anche se le&#8230;&#160;<a href="https://www.applephilosophy.com/2026/06/16/informazioni-nascoste-sulla-batteria-del-macbook-come-leggerle-dal-terminale/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Informazioni nascoste sulla batteria del MacBook: come leggerle dal Terminale</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.applephilosophy.com/2026/06/16/informazioni-nascoste-sulla-batteria-del-macbook-come-leggerle-dal-terminale/">Informazioni nascoste sulla batteria del MacBook: come leggerle dal Terminale</a> proviene da <a href="https://www.applephilosophy.com">ApplePhilosophy</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Introduzione</h2>
<p>La batteria del tuo MacBook è un sistema intelligente che misura se stesso in continuazione: conosce la tensione di ogni singola cella, la temperatura interna, la corrente che entra e quella che esce, e tiene traccia di quanto si è degradata rispetto al giorno in cui è uscita dalla fabbrica. Sa anche se le sue celle stanno invecchiando in modo uniforme o se una di esse sta cedendo prima delle altre — un segnale che permette di capire con largo anticipo la durata della batteria inizierà a calare in modo percettibile.</p>
<p>Nessuna di queste informazioni appare nell&#8217;interfaccia standard di macOS.</p>
<p>In questo articolo vedremo come accedere ai dati reali della batteria utilizzando il Terminale — uno strumento già presente in ogni Mac, che non richiede installazioni aggiuntive. Non è un&#8217;operazione complicata: si tratta di lanciare un comando, leggerlo riga per riga, e sapere cosa significa ciascun valore. Al termine dell&#8217;articolo, analogamente a quanto fatto per il caricabatterie, presenterò uno script che, una volta lanciato, illustrerà le informazioni sulla batteria in maniera semplice.</p>
<p>Accedere a questi dati può essere utile in diversi casi concreti. Se stai valutando l&#8217;acquisto di un Mac usato, i dati del Terminale ti dicono molto di più dei cicli dichiarati dal venditore: puoi verificare la capacità residua in mAh, controllare il bilanciamento tra le celle e leggere il numero di serie del pacco batteria per confrontarlo con i record Apple. Se hai già fatto sostituire la batteria e vuoi verificare la qualità del componente installato, gli stessi parametri ti dicono se è originale, se è calibrata correttamente e se le celle partono bilanciate. E se il tuo Mac è in uso da qualche anno, questi dati ti permettono di valutare con precisione lo stato di salute reale attraverso informazioni oggettive come la percentuale esatta di capacità rimasta rispetto al progetto originale.</p>
<p>Inizieremo dall&#8217;interfaccia grafica, per capire cosa offre e dove si ferma. Poi introdurremo ioreg, lo strumento del Terminale che interroga direttamente il chip di monitoraggio della batteria, e vedremo insieme come interpretare ogni dato che restituisce. Successivamente passeremo alla costruzione dello script e alla sua installazione.</p>
<h2><b>1. La via più semplice: Informazioni di Sistema</b></h2>
<p>Il punto di partenza è quello che fa chiunque quando vuole sapere qualcosa sul proprio Mac: tasto ⌥ (Option) tenuto premuto mentre si apre il menu Apple in alto a sinistra, poi <i>Informazioni di Sistema…</i> e infine la voce <i>Alimentazione</i> nella colonna laterale sinistra.</p>
<p>Il pannello che si apre raccoglie i dati principali in due blocchi: lo stato della batteria e le informazioni sul caricatore connesso.</p>
<p><b>Cosa otteniamo</b><b></b></p>
<p>Dalla sezione batteria:</p>
<ul>
<li><i>Cicli di carica</i> — il contatore dei cicli completi effettuati</li>
<li><i>Condizione</i> — una valutazione qualitativa (Normale / Assistenza consigliata)</li>
<li><i>Stato attuale</i> — La percentuale di carica</li>
<li><i>Capacità a carica completa</i> — in alcuni recenti versioni di macOS, la quantità di mAh che è possibile caricare</li>
</ul>
<p><b>Cosa manca</b><b></b></p>
<p>Il pannello Alimentazione non mostra alcune informazioni che sono comunque rilevabili dal firmwareche controlla i circuiti di gestione della batteria. Mancano:</p>
<ul>
<li>La capacità residua in mAh</li>
<li>La tensione di lavoro delle singole celle</li>
<li>Il bilanciamento tra le celle — un indicatore precoce di degrado</li>
<li>La temperatura del pacco batteria</li>
<li>La corrente e la potenza istantanea</li>
<li>La tensione e la corrente effettivamente negoziate con il caricatore</li>
<li>Il numero di serie del pacco batteria e la sua data di produzione</li>
<li>Il numero di scritture sul chip di monitoraggio — un indicatore dell&#8217;intensità d&#8217;uso del firmware nel tempo</li>
</ul>
<p>In pratica: <i>Informazioni di Sistema</i> è utile per una verifica rapida, ma non risponde a domande più precise come <i> quanta capacità ho perso rispetto al nuovo?</i> o <i>le mie celle sono ancora bilanciate nonostante l&#8217;usura?</i> <i></i></p>
<p>Per rispondere a queste domande serve scendere di un livello, e il Terminale è lo strumento giusto.</p>
<h2><b>2. ioreg: il registro I/O di macOS</b></h2>
<p><b>Cos&#8217;è</b></p>
<p>ioreg — abbreviazione di <i>I/O Registry</i> — è uno strumento a riga di comando incluso in ogni installazione di macOS. Non è un programma aggiuntivo, non va installato: è già presente tra i comandi disponibili del Terminale.</p>
<p>Il suo scopo è esporre il contenuto dell&#8217;<i>I/O Registry</i>, un albero gerarchico che il kernel di macOS costruisce e aggiorna in tempo reale per tenere traccia di tutta l&#8217;hardware connessoal sistema: processore, memoria, GPU, dischi, porte, e — quello che ci interessa — la batteria.</p>
<p>Ogni dispositivo hardware nel sistema occupa un nodo nell&#8217;albero. Ogni nodo ha un nome, un tipo, e un insieme di proprietà che descrivono lo stato corrente di quel dispositivo. ioreg permette di interrogare questo albero dalla riga di comando e di leggere quelle proprietà direttamente, senza passare per interfacce grafiche che filtrano e, spesso, approssimano e semplificano.</p>
<p><b>Come funziona il comando</b></p>
<p>La sintassi base è:</p>
<p>ioreg [opzioni]</p>
<p>Le opzioni che useremo:</p>
<ul>
<li>-r — modalità ricorsiva: discende nell&#8217;albero a partire dal nodo trovato</li>
<li>-n NomeNodo — cerca nell&#8217;albero il nodo con quel nome specifico</li>
<li>| grep &#8220;parola&#8221; — filtra l&#8217;output tenendo solo le righe che contengono quella parola</li>
</ul>
<p><b>Il nodo della batteria: AppleSmartBattery</b></p>
<p>Il nodo che ci interessa si chiama AppleSmartBattery. È il driver del kernel che gestisce la comunicazione con il chip di monitoraggio fisicamente saldato sulla scheda della batteria.</p>
<p>Il comando completo che useremo è:</p>
<pre>ioreg -rn AppleSmartBattery</pre>
<p>Da solo produce un output molto verboso — centinaia di righe. Lo filtreremo con grep o con awk per estrarre solo i campi che ci interessano. Ma prima vale la pena capire come il Mac ottiene quelle informazioni dal chip.</p>
<p><b>Il protocollo sottostante: SMBus e Smart Battery</b></p>
<p>La batteria del MacBook non è un componente passivo. Al suo interno, oltre alle celle al litio, c&#8217;è un microcontrollore dedicato — nei MacBook Intel tipicamente un chip Texas Instruments della serie BQ — che monitora in continuazione tensione, corrente, temperatura e stato di carica, e che calcola autonomamente parametri derivati come la capacità residua e il numero di cicli.</p>
<p>Questo chip comunica con il resto del sistema attraverso <b>SMBus</b> (<i>System Management Bus</i>), un bus seriale a due fili derivato da I²C e progettato specificamente per la comunicazione tra componenti di gestione dell&#8217;alimentazione. È un protocollo robusto ma vecchio e lento, d&#8217;altronde per il polline dei dati della batteria non servono velocità stratosferiche.</p>
<p>Il dialogo funziona secondo lo standard <b>Smart Battery System</b> (SBS), una specifica sviluppata negli anni Novanta da Duracell e Intel per standardizzare la comunicazione tra batterie intelligenti e i sistemi che le ospitano. Lo standard definisce un insieme di registri — indirizzi numerici — che il chip della batteria deve esporre. Il sistema operativo può leggere questi registri via SMBus per ottenere i parametri in tempo reale.</p>
<p>Alcuni dei registri definiti dallo standard SBS:</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="middle"><b>Registro</b></td>
<td valign="middle"><b>Nome</b></td>
<td valign="middle"><b>Contenuto</b></td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle">0x09</td>
<td valign="middle">Current</td>
<td valign="middle">Corrente istantanea in mA</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle">0x0A</td>
<td valign="middle">AverageCurrentI</td>
<td valign="middle">Corrente media degli ultimi 60 secondi</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle">0x0D</td>
<td valign="middle">RelativeStateOfCharge</td>
<td valign="middle">Percentuale di carica (UISoc)</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle">0x0F</td>
<td valign="middle">Voltage</td>
<td valign="middle">Tensione ai morsetti in mV</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle">0x17</td>
<td valign="middle">CycleCount</td>
<td valign="middle">Contatore dei cicli</td>
</tr>
<tr>
<td valign="middle">0x18</td>
<td valign="middle">DesignCapacity</td>
<td valign="middle">Capacità originale di progetto in mAh</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Apple implementa lo standard SBS e vi aggiunge un layer proprietario per esporre parametri come CellVoltage, UISoc, ChemID. I blob BatteryData e PowerTelemetryData sono estensioni Apple non documentate pubblicamente, scritte e lette attraverso comandi manufacturer-specific che lo standard SBS prevede come spazio di espansione.</p>
<p>Il driver AppleSmartBattery legge continuamente questi registri, li elabora e li pubblica nell&#8217;I/O Registry — da cui ioreg li recupera e ce li mette a disposizione.</p>
<p><b>il flusso di lettura:</b></p>
<p>La catena completa è:</p>
<p>Celle → Chip TI (SMBus) → Driver AppleSmartBattery → I/O Registry → ioreg → noi</p>
<p>Ogni passaggio verso destra aggiunge un livello di astrazione e, inevitabilmente, un filtro. <i>Informazioni di Sistema</i> si trova all&#8217;estremo destro di questa catena e mostra solo quello che Apple ha deciso di esporre nell&#8217;interfaccia grafica. ioreg si ferma un passo prima: legge direttamente dall&#8217;I/O Registry, senza ulteriori filtri.</p>
<p>Il risultato è che con ioreg vediamo gli stessi dati grezzi che il sistema operativo usa internamente per prendere decisioni — decidere quando smettere di caricare, quando mostrare l&#8217;avviso di sostituzione, come stimare l&#8217;autonomia rimanente. Dati che normalmente restano sotto il cofano.</p>
<p>Nella tabella seguente sono riportati tutti i parametri che sono ricavabili con ioreg dalla lettura del nodo batteria, il significato di ogni parametro e il comando del Terminale da lanciare per leggerlo.</p>
<div style="overflow-x: auto; -webkit-overflow-scrolling: touch;">
<p><!-- TABELLA GLOSSARIO battery-info — 4 colonne con comando ioreg --></p>
<table style="min-width: 760px; border-collapse: collapse; font-size: 14px; margin-bottom: 2em;">
<thead>
<tr>
<th style="text-align: left; padding: 8px 10px; border-bottom: 2px solid currentColor; width: 26%; font-family: monospace; font-size: 13px; color: inherit; opacity: 0.9;">Voce</th>
<th style="text-align: left; padding: 8px 10px; border-bottom: 2px solid currentColor; width: 9%; color: inherit; opacity: 0.9;">Unità</th>
<th style="text-align: left; padding: 8px 10px; border-bottom: 2px solid currentColor; width: 30%; color: inherit; opacity: 0.9;">Significato</th>
<th style="text-align: left; padding: 8px 10px; border-bottom: 2px solid currentColor; color: inherit; opacity: 0.9;">Comando ioreg</th>
</tr>
</thead>
<tbody><!-- ═══ CAPACITÀ E SALUTE ═══ --></p>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 10px 10px 4px; font-size: 11px; font-weight: 600; letter-spacing: .06em; text-transform: uppercase; color: #888;" colspan="4">Capacità e salute</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Capacità di progetto (Design)</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #E1F5EE; color: #0f6e56;">mAh</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Capacità originale dichiarata dal produttore nel datasheet. Valore fisso per tutta la vita del dispositivo — il riferimento assoluto per calcolare la degradazione.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;DesignCapacity&#8221;</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Capacità piena attuale (FCC)</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #E1F5EE; color: #0f6e56;">mAh</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Quanta carica riesce ad accumulare la batteria oggi. Diminuisce con i cicli e il tempo. Confrontato con il Design dà la salute reale: FCC ÷ Design × 100.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;FccComp1&#8221;</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Capacità attuale (CurrentCapacity)</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #E1F5EE; color: #0f6e56;">mAh</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Carica presente nelle celle in questo momento. Varia continuamente durante uso e ricarica.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;CurrentCapacity&#8221;</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">SoC reale (chip)</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #E1F5EE; color: #0f6e56;">%</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Percentuale di carica calcolata direttamente dal chip di monitoraggio sulla base della carica fisica nelle celle. Dato grezzo, non filtrato.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;StateOfCharge&#8221;</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">SoC visibile (barra menu)</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #E1F5EE; color: #0f6e56;">%</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Percentuale che macOS mostra in menu bar. Apple applica un offset positivo deliberato: tende a essere più alta del SoC reale per ragioni di esperienza utente e per mascherare la carica ottimizzata.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;UISoc&#8221;</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Tensione celle (3S)</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #E6F1FB; color: #185fa5;">mV</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Tensione di ciascuna delle tre celle in serie che compongono il pacco batteria. Un delta elevato tra le celle (oltre 50–100 mV) indica sbilanciamento e degrado prematuro.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;CellVoltage&#8221;</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Tensione pack</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #E6F1FB; color: #185fa5;">mV</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Tensione totale del pacco batteria, somma delle tre celle. A piena carica si attesta intorno a 12.600 mV (circa 4.200 mV × 3).</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;BatteryData&#8221; | grep -o &#8216;&#8221;Voltage&#8221;=[0-9]*&#8217;</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Tensione totale</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #E6F1FB; color: #185fa5;">mV</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Tensione letta dal registro LegacyBatteryInfo, campione istantaneo. Coincide sostanzialmente con la tensione pack.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;LegacyBatteryInfo&#8221;</td>
</tr>
<p><!-- ═══ CICLI E USURA ═══ --></p>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 14px 10px 4px; font-size: 11px; font-weight: 600; letter-spacing: .06em; text-transform: uppercase; color: #888;" colspan="4">Cicli e usura</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Cicli di carica</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #F1EFE8; color: #5f5e5a;">n</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Cicli equivalenti completati. Un ciclo corrisponde al consumo del 100% della capacità totale, anche distribuito su più sessioni. Non conta le volte che hai attaccato il cavo.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;CycleCount&#8221;</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Cicli (BatteryData)</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #F1EFE8; color: #5f5e5a;">n</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Stesso contatore di cicli letto dal registro BatteryData interno al chip. Solitamente coincide con il precedente; una discrepanza indica problemi di sincronizzazione firmware.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;BatteryData&#8221; | grep -o &#8216;&#8221;CycleCount&#8221;=[0-9]*&#8217;</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Scritture flash gauge</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #F1EFE8; color: #5f5e5a;">n</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Numero di volte che il chip di monitoraggio ha scritto sulla propria memoria flash per aggiornare i parametri di calibrazione. Misura l&#8217;intensità d&#8217;uso del firmware — invisibile da qualsiasi GUI.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;DataFlashWriteCount&#8221;</td>
</tr>
<p><!-- ═══ CORRENTE E POTENZA ═══ --></p>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 14px 10px 4px; font-size: 11px; font-weight: 600; letter-spacing: .06em; text-transform: uppercase; color: #888;" colspan="4">Corrente e potenza</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Corrente istantanea</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #FAEEDA; color: #854f0b;">mA</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Corrente in ingresso (positiva, batteria in carica) o in uscita (negativa, Mac a batteria) nell&#8217;istante della lettura. Valori negativi appaiono come grandi interi unsigned: il comando battery-info li riconverte automaticamente.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;Amperage&#8221;</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Potenza batteria</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #FAEEDA; color: #854f0b;">mW</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Potenza istantanea della batteria. 0 = equilibrio energetico (tutto dal caricatore). Negativa = scarica. Positiva = ricarica attiva.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;BatteryPower&#8221;</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Potenza ingresso sistema</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #FAEEDA; color: #854f0b;">mW</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Potenza totale che il sistema sta assorbendo dal caricatore in questo momento. Varia continuamente con il carico CPU/GPU.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;SystemPowerIn&#8221;</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Corrente ingresso (adapter)</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #FAEEDA; color: #854f0b;">mA</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Corrente misurata all&#8217;ingresso dal caricatore lato sistema, campionata dalla telemetria di potenza.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;SystemCurrentIn&#8221;</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Tensione ingresso (adapter)</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #FAEEDA; color: #854f0b;">mV</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Tensione misurata all&#8217;ingresso dal caricatore lato sistema. Può differire leggermente dalla tensione USB-PD negoziata per caduta di tensione sul cavo.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;SystemVoltageIn&#8221;</td>
</tr>
<p><!-- ═══ CARICATORE CONNESSO ═══ --></p>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 14px 10px 4px; font-size: 11px; font-weight: 600; letter-spacing: .06em; text-transform: uppercase; color: #888;" colspan="4">Caricatore connesso</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Caricatore (Watts)</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #EEEDFE; color: #534ab7;">W</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Potenza nominale massima dichiarata dal caricatore durante la negoziazione USB Power Delivery.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;AdapterDetails&#8221; | grep -o &#8216;&#8221;Watts&#8221;=[0-9]*&#8217;</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Tensione USB-PD</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #EEEDFE; color: #534ab7;">mV</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Tensione concordata tra Mac e caricatore via USB-PD. Tipicamente 20.000 mV (20 V) per caricatori da 60 W e oltre.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;AdapterVoltage&#8221;</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Corrente USB-PD</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #EEEDFE; color: #534ab7;">mA</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Corrente massima concordata via USB-PD. Moltiplicata per la tensione dà i watt effettivi disponibili sul contratto di alimentazione.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;AdapterDetails&#8221; | grep -o &#8216;&#8221;Current&#8221;=[0-9]*&#8217;</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Tipo caricatore</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #EEEDFE; color: #534ab7;">testo</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Stringa descrittiva del tipo di caricatore identificato dal kernel. &#8220;pd charger&#8221; = caricatore USB Power Delivery generico. Caricatori Apple originali mostrano descrizioni più specifiche.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;AdapterDetails&#8221; | grep -o &#8216;&#8221;Description&#8221;=&#8221;[^&#8221;]*&#8221;&#8216;</td>
</tr>
<p><!-- ═══ STATO OPERATIVO ═══ --></p>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 14px 10px 4px; font-size: 11px; font-weight: 600; letter-spacing: .06em; text-transform: uppercase; color: #888;" colspan="4">Stato operativo</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">In carica</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #FAECE7; color: #993c1d;">Yes/No</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Il chip sta attivamente immettendo corrente nelle celle. Può essere No anche con il cavo attaccato se la batteria è piena o se la carica ottimizzata ha messo in pausa il ciclo.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;IsCharging&#8221;</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Completamente carica</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #FAECE7; color: #993c1d;">Yes/No</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Il firmware considera la batteria al suo massimo. Con la carica ottimizzata attiva può diventare Yes all&#8217;80–90% fisico anziché al 100%.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;FullyCharged&#8221;</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Alimentazione esterna</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #FAECE7; color: #993c1d;">Yes/No</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Un caricatore è fisicamente connesso. Non implica che stia caricando la batteria: il Mac potrebbe usare solo il caricatore per alimentare il sistema con la batteria ferma.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;ExternalConnected&#8221;</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Tempo rimanente (stima)</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #FAECE7; color: #993c1d;">min</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Stima in minuti dell&#8217;autonomia residua a batteria, calcolata dal chip in base al consumo medio recente. Assente o 0 quando il Mac è collegato alla corrente.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;TimeRemaining&#8221;</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Temperatura batteria</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #FAECE7; color: #993c1d;">°C</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Temperatura del pacco batteria convertita da decimi di Kelvin. Sopra i 40 °C il firmware riduce la corrente di carica per proteggere le celle dalla degradazione accelerata.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;Temperature&#8221;</td>
</tr>
<p><!-- ═══ IDENTITÀ E CHIMICA ═══ --></p>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 14px 10px 4px; font-size: 11px; font-weight: 600; letter-spacing: .06em; text-transform: uppercase; color: #888;" colspan="4">Identità e chimica</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Produttore batteria</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #F1EFE8; color: #5f5e5a;">stringa</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Nome del produttore delle celle, letto dal registro SBS 0x20. I valori più comuni sui MacBook Intel sono &#8220;SMP&#8221; (Simplo Technology) e &#8220;ATL&#8221; (Amperex Technology). Utile per verificare l&#8217;originalità della batteria dopo una sostituzione.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;Manufacturer&#8221;</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Modello chip gauge</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #F1EFE8; color: #5f5e5a;">stringa</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Nome del dispositivo restituito dal chip di monitoraggio, registro SBS 0x21. Sui MacBook Intel è tipicamente il codice del chip Texas Instruments installato (es. &#8220;bq20z451&#8221;). Conferma quale gauge è fisicamente presente nella batteria.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;DeviceName&#8221;</td>
</tr>
<tr style="border-bottom: 1px solid #eee;">
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">ChemID (chimica celle)</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #F1EFE8; color: #5f5e5a;">codice</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Codice interno Texas Instruments che identifica la chimica specifica delle celle. Il firmware lo legge per selezionare i parametri corretti di carica e stima della capacità residua.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;ChemID&#8221;</td>
</tr>
<tr>
<td style="padding: 8px 10px; font-family: monospace; font-size: 12px; vertical-align: top;">Seriale batteria</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top;"><span style="display: inline-block; font-size: 11px; font-weight: 600; padding: 2px 8px; border-radius: 20px; background: #F1EFE8; color: #5f5e5a;">stringa</span></td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; color: inherit;">Numero di serie del pacco batteria, distinto dal seriale del Mac. Permette di verificare se la batteria è stata sostituita e con quale componente.</td>
<td style="padding: 8px 10px; vertical-align: top; font-family: monospace; font-size: 11px; color: inherit;">ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;BatteryData&#8221; | grep -o &#8216;&#8221;Serial&#8221;=&#8221;[^&#8221;]*&#8221;&#8216;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p>Digitando sul Terminale il comando riportato nell&#8217;ultima colonna della tabella, otterrete la lettura del parametro compiutamente descritto dai valori presenti nella stessa riga.</p>
<h2><b>Costruiamo il comando battery-info</b></h2>
<p>Interrogare ioreg ogni volta che si vuole controllare la batteria funziona, ma è scomodo: il comando è lungo, l&#8217;output grezzo è verboso, e i valori come la temperatura — espressa in decimi di Kelvin — richiedono un calcolo di conversione per diventare fruibili.</p>
<p>La soluzione è trasformare tutto questo in una funzione permanente del Terminale: un comando che ho chiamato   <strong>battery-info</strong>, che produce in output una tabella formattata con tutti i valori già convertiti nelle unità corrette, ordinati e allineati in colonne.</p>
<p>Questo è possibile grazie a .zshrc, il file di configurazione che il Terminale legge ogni volta che si apre una nuova finestra. Tutto quello che si inserisce in quel file diventa disponibile in ogni sessione.</p>
<p><b>Come funziona lo script</b></p>
<p>Lo script definisce una funzione chiamata battery-info che esegue tre operazioni in sequenza.</p>
<p>Prima stampa un&#8217;intestazione con la data e l&#8217;ora della rilevazione — utile se si vuole confrontare misurazioni prese in momenti diversi, per esempio sotto carico e a riposo.</p>
<p>Poi lancia ioreg -rn AppleSmartBattery e passa l&#8217;output a awk, un linguaggio di elaborazione del testo incluso in ogni Mac. Il blocco awk percorre riga per riga l&#8217;output di ioreg, riconosce i campi che ci interessano e li estrae con precisione, navigando dentro i blob nidificati come BatteryData, PowerTelemetryData e AdapterDetails. Il risultato viene ordinato alfabeticamente e formattato in colonne pulite tramite column, che allinea automaticamente i valori indipendentemente dalla lunghezza delle etichette.</p>
<p>Il risultato è una tabella come questa:</p>
<pre>━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━

<span class="Apple-converted-space">  </span>&#x1f50b; STATO BATTERIA — 16/06/2026 23:35:50

━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━
Capacità attuale (CurrentCapacity)<span class="Apple-converted-space">  </span>7850 mAh
Capacità di progetto (Design) <span class="Apple-converted-space">      </span>8790 mAh
Capacità piena attuale (FCC)<span class="Apple-converted-space">        </span>7850 mAh
ChemID (chimica celle)<span class="Apple-converted-space">              </span>8978
Cicli (BatteryData) <span class="Apple-converted-space">                </span>161
Cicli di carica <span class="Apple-converted-space">                    </span>161
Corrente ingresso (adapter) <span class="Apple-converted-space">        </span>0 mA
Corrente istantanea <span class="Apple-converted-space">                </span>-2049 mA<span class="Apple-converted-space">  </span>(scarica)
Corrente USB-PD <span class="Apple-converted-space">                    </span>4438 mA
Modello chip gauge<span class="Apple-converted-space">                  </span>bq40z651
Potenza batteria<span class="Apple-converted-space">                    </span>0 mW<span class="Apple-converted-space">  </span>(in equilibrio)
Potenza ingresso sistema<span class="Apple-converted-space">            </span>0 mW
Produttore batteria <span class="Apple-converted-space">                </span>DSY
Scritture flash gauge <span class="Apple-converted-space">              </span>16291
Seriale batteria<span class="Apple-converted-space">                    </span>F5D0412GY88K7LQCS
SoC reale (chip)<span class="Apple-converted-space">                    </span>57 %
SoC visibile (barra menu) <span class="Apple-converted-space">          </span>59 %
Tensione celle (3S) <span class="Apple-converted-space">                </span>8798,8682,8785 mV
Tensione ingresso (adapter) <span class="Apple-converted-space">        </span>0 mV
Tensione pack <span class="Apple-converted-space">                      </span>11311 mV
Tensione totale <span class="Apple-converted-space">                    </span>11189 mV
━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━
</pre>
<p><b>Dove si trova il file .zshrc e come aprirlo</b><br />
.zshrc si trova nella cartella home dell&#8217;utente. Il punto iniziale nel nome indica che è un file nascosto: non appare nel Finder con la visualizzazione predefinita, ma esiste ed è accessibile dal Terminale.</p>
<p>Per aprirlo con TextEdit</p>
<pre>open -e ~/.zshrc<span class="Apple-converted-space">   </span></pre>
<p><b>A questo punto ci sono tre situazioni possibili</b></p>
<p><b>Caso 1 — Il file non esiste</b><b></b></p>
<p>Su alcune installazioni pulite di macOS il file .zshrc non è ancora stato creato. Per verificarlo:</p>
<pre>ls -la ~/.zshrc</pre>
<p>Se il Terminale risponde con No such file or directory, il file non esiste. Si crea con:</p>
<pre>touch ~/.zshrc</pre>
<p>touch è un comando che crea un file vuoto se non esiste, oppure ne aggiorna la data di modifica se esiste già. Dopo averlo creato, si può aprire normalmente con nano.</p>
<p><b>Caso 2 — Il file esiste ed è vuoto o non contiene altri comandi personalizzati</b><b></b></p>
<p>È il caso più semplice. Si apre con TextEdit, si incolla il blocco dello script in fondo al file, si salva e si esce. Per rendere immediatamente attiva la funzione senza riaprire il Terminale:</p>
<pre>source ~/.zshrc</pre>
<p>source rilegge il file di configurazione nella sessione corrente. Da questo momento battery-info è disponibile in qualsiasi finestra del Terminale.</p>
<p><b>Caso 3 — Il file esiste e contiene già personalizzazioni</b><b></b></p>
<p>Questo è un caso comune su Mac usati da qualche tempo. Il file potrebbe contenere alias, variabili d&#8217;ambiente, configurazioni di strumenti come homebrew, nvm o conda, o altri comandi personalizzati: se hai seguito il mio articolo precedente(<strong><a href="https://www.applephilosophy.com/2026/06/15/i-comandi-del-mac-per-capire-se-un-caricabatterie-e-originale/">LINK</a></strong>), per esempio, hai probabilmente creato tu stesso il comando &#8220;caricabatterie&#8221; che valuta le condizione dell&#8217;alimentatore collegato al MacBook.</p>
<p>In questo caso la regola è semplice: aggiungere il blocco in fondo al file, dopo tutto quello che c&#8217;è già. Le funzioni zsh non interferiscono con alias o variabili definiti altrove, e l&#8217;ordine all&#8217;interno del file non ha importanza per i nostri scopi.:</p>
<pre></pre>
<p><b>Come installare lo script</b></p>
<p>Il modo più rapido, è copiare e incollare lo script in fondo a, file .zshrc dopo averlo aperto con TextEdit con il comando:</p>
<pre>open -e ~/.zshrc<span class="Apple-converted-space">   </span></pre>
<p>Attenzione! Prima di fare qualunque cosa con TextEdit impostate il tipo di file su solo testo. Per farlo, una volta lanciato il programma premete insieme i tasti ⌘, ⌥ e T oppure scegliete l&#8217;a voce corrispondente dal menu Formato. Solo dopo aver selezionato con questa modalità potrete aggiungere in coda al file, il testo del comando.</p>
<p>Dopo l&#8217;aggiunta, chiudete TextEdit e ricaricate la configurazione con il comando:</p>
<pre>source ~/.zshrc</pre>
<p>Quindi,  verificate che la funzione sia disponibile:</p>
<pre>battery-info</pre>
<p>Se tutto è andato bene, appare la tabella con i dati della batteria.</p>
<p><b>Una nota sull&#8217;aggiornamento</b></p>
<p>Se in futuro si vuole modificare la funzione — aggiungere un campo, cambiare la formattazione, correggere qualcosa — la procedura è aprire .zshrc con TextEdit, trovare il blocco battery-info(), modificarlo, salvare, e rieseguire source ~/.zshrc. Le modifiche diventano attive immediatamente nella sessione corrente e in tutte le nuove finestre del Terminale aperte da quel momento in poi.<br />
il testo da incollare è il seguente:</p>
<pre># ─────────────────────────────────────────────
# battery-info: stato dettagliato batteria e caricatore
# Uso: battery-info
# Compatibile con macOS BSD awk
# ─────────────────────────────────────────────

battery-info() {
echo ""
echo "━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━"
echo " &#x1f50b; STATO BATTERIA — $(date '+%d/%m/%Y %H:%M:%S')"
echo "━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━"
echo ""

ioreg -rn AppleSmartBattery | awk '
# Soglia oltre la quale un intero uint64 va interpretato come negativo.
# 2^63 = 9223372036854775808
BEGIN { UINT64_MAX = 18446744073709551615; THRESHOLD = 9223372036854775808 }

# Converte uint64 -&gt; intero con segno (complemento a due a 64 bit)
function signed64(n, s) {
s = n + 0
if (s &gt; THRESHOLD) s = s - UINT64_MAX - 1
return s
}

function val(str, key, raw) {
if (match(str, key "\"=(-?[0-9]+)")) {
raw = substr(str, RSTART + length(key) + 2, RLENGTH - length(key) - 2)
return raw
}
return ""
}
function valstr(str, key, s, e) {
# Formato blob interno: key"="value"
if (match(str, key "\"=\"[^\"]+\"")) {
s = RSTART + length(key) + 3
e = RSTART + RLENGTH - 2
return substr(str, s, e - s + 1)
}
# Formato top-level: key" = "value" (con spazi attorno a =)
if (match(str, key "\" = \"[^\"]+\"")) {
s = RSTART + length(key) + 5
e = RSTART + RLENGTH - 2
return substr(str, s, e - s + 1)
}
return ""
}

/LegacyBatteryInfo/ { legacy = 1 }
/BatteryData/ { bdata = 1 }
/PowerTelemetryData/ { telem = 1 }
/AdapterDetails" = \{/ { adapt = 1 }

# ── LegacyBatteryInfo ──
legacy &amp;&amp; /Capacity"=/ {
v = val($0, "Capacity"); if (v != "") printf "Capacità attuale (CurrentCapacity):%s mAh\n", v
}
legacy &amp;&amp; /Voltage"=/ {
v = val($0, "Voltage"); if (v != "") printf "Tensione totale:%s mV\n", v
}
legacy &amp;&amp; /Amperage"=/ {
v = val($0, "Amperage")
if (v != "") {
s = signed64(v)
if (s &lt; 0)
printf "Corrente istantanea:%d mA (scarica)\n", s
else if (s == 0)
printf "Corrente istantanea:0 mA (in equilibrio)\n"
else
printf "Corrente istantanea:%d mA (in carica)\n", s
}
}
legacy &amp;&amp; /"Cycle Count"=/ {
if (match($0, "Cycle Count\"=([0-9]+)")) {
v = substr($0, RSTART + 13, RLENGTH - 13)
printf "Cicli di carica:%s\n", v
}
legacy = 0
}

# ── BatteryData ──
bdata &amp;&amp; /DesignCapacity"=/ {
v = val($0, "DesignCapacity"); if (v != "") printf "Capacità di progetto (Design):%s mAh\n", v
}
bdata &amp;&amp; /FccComp1"=/ {
v = val($0, "FccComp1"); if (v != "") printf "Capacità piena attuale (FCC):%s mAh\n", v
}
bdata &amp;&amp; /StateOfCharge"=/ {
v = val($0, "StateOfCharge"); if (v != "") printf "SoC reale (chip):%s %%\n", v
}
bdata &amp;&amp; /UISoc"=/ {
v = val($0, "UISoc"); if (v != "") printf "SoC visibile (barra menu):%s %%\n", v
}
bdata &amp;&amp; /CycleCount"=/ {
v = val($0, "CycleCount"); if (v != "") printf "Cicli (BatteryData):%s\n", v
}
bdata &amp;&amp; /"Voltage"=/ {
v = val($0, "Voltage"); if (v != "") printf "Tensione pack:%s mV\n", v
}
bdata &amp;&amp; /CellVoltage/ {
if (match($0, /\([0-9,]+\)/)) {
v = substr($0, RSTART+1, RLENGTH-2)
printf "Tensione celle (3S):%s mV\n", v
}
}
bdata &amp;&amp; /DataFlashWriteCount"=/ {
v = val($0, "DataFlashWriteCount"); if (v != "") printf "Scritture flash gauge:%s\n", v
}
bdata &amp;&amp; /ChemID"=/ {
v = val($0, "ChemID"); if (v != "") printf "ChemID (chimica celle):%s\n", v
}
bdata &amp;&amp; /"Serial"="/ {
v = valstr($0, "Serial"); if (v != "") printf "Seriale batteria:%s\n", v
bdata = 0
}

# ── PowerTelemetryData ──
telem &amp;&amp; /SystemPowerIn"=/ {
v = val($0, "SystemPowerIn")
if (v != "") { s = signed64(v); if (s &gt;= 0) printf "Potenza ingresso sistema:%d mW\n", s }
}
telem &amp;&amp; /SystemVoltageIn"=/ {
v = val($0, "SystemVoltageIn"); if (v != "") printf "Tensione ingresso (adapter):%s mV\n", v
}
telem &amp;&amp; /SystemCurrentIn"=/ {
v = val($0, "SystemCurrentIn"); if (v != "") printf "Corrente ingresso (adapter):%s mA\n", v
}
telem &amp;&amp; /BatteryPower"=/ {
v = val($0, "BatteryPower")
if (v != "") {
s = signed64(v)
if (s == 0)
printf "Potenza batteria:0 mW (in equilibrio)\n"
else if (s &lt; 0)
printf "Potenza batteria:%d mW (scarica)\n", s
else
printf "Potenza batteria:%d mW (ricarica)\n", s
}
telem = 0
}

# ── AdapterDetails ──
adapt &amp;&amp; /Watts"=/ {
v = val($0, "Watts"); if (v != "") printf "Caricatore (Watts):%s W\n", v
}
adapt &amp;&amp; /AdapterVoltage"=/ {
v = val($0, "AdapterVoltage"); if (v != "") printf "Tensione USB-PD:%s mV\n", v
}
adapt &amp;&amp; /"Current"=/ {
v = val($0, "Current"); if (v != "") printf "Corrente USB-PD:%s mA\n", v
}
adapt &amp;&amp; /Description"="/ {
v = valstr($0, "Description"); if (v != "") printf "Tipo caricatore:%s\n", v
adapt = 0
}

# ── Campi top-level ──
/\"Temperature"=/ {
v = val($0, "Temperature")
if (v != "") printf "Temperatura batteria:%.1f °C\n", (v / 10) - 273.15
}
/\"IsCharging"=/ { if (match($0, /IsCharging"=(Yes|No)/)) { v=substr($0,RSTART+12,RLENGTH-12); printf "In carica:%s\n", v } }
/\"FullyCharged"=/ { if (match($0, /FullyCharged"=(Yes|No)/)) { v=substr($0,RSTART+14,RLENGTH-14); printf "Completamente carica:%s\n", v } }
/\"ExternalConnected"=/ { if (match($0, /ExternalConnected"=(Yes|No)/)) { v=substr($0,RSTART+20,RLENGTH-20); printf "Alimentazione esterna:%s\n", v } }
/\"TimeRemaining"=/ { v = val($0, "TimeRemaining"); if (v != "") printf "Tempo rimanente (stima):%s min\n", v }

# ── Identità produttore (top-level, registro SBS 0x20 e 0x21) ──
/Manufacturer" = "/ {
v = valstr($0, "Manufacturer"); if (v != "") printf "Produttore batteria:%s\n", v
}
/DeviceName" = "/ {
v = valstr($0, "DeviceName"); if (v != "") printf "Modello chip gauge:%s\n", v
}
' | sort -t: -k1,1 | column -t -s ":"

echo ""
echo "━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━"
echo ""
}
</pre>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>La batteria è uno dei componenti fondamentali di un MacBook, i comandi di cui vi ho parlato in questo articolo vi aiuteranno  a verificarne lo stato di funzionamento ottenendo una notevole ricchezza di informazioni senza bisogno di installare App di terze pari.</p>
<p>Non esitate a chiedere informazioni nei commenti e, per favore, condividete. questo post sui social: facendo conoscere ApplePhilosophy mi aiutate a tenere in vita questo progetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Claudio Di Tursi</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.applephilosophy.com/2026/06/16/informazioni-nascoste-sulla-batteria-del-macbook-come-leggerle-dal-terminale/">Informazioni nascoste sulla batteria del MacBook: come leggerle dal Terminale</a> proviene da <a href="https://www.applephilosophy.com">ApplePhilosophy</a>.</p>
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		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">12019</post-id>	</item>
		<item>
		<title>I comandi del Mac per capire se un caricabatterie è originale</title>
		<link>https://www.applephilosophy.com/2026/06/15/i-comandi-del-mac-per-capire-se-un-caricabatterie-e-originale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Di Tursi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 20:43:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[guide]]></category>
		<category><![CDATA[Mac]]></category>
		<category><![CDATA[MacOS]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.applephilosophy.com/?p=12001</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ogni volta che si collega il caricabatterie ad un MacBook, i due dispositivi avviano una sorta di conversazione. L&#8217;alimentatore si presenta, dichiara le proprie caratteristiche e, insieme al computer, negozia quanta potenza erogare. Tutto questo in pochi millisecondi, in maniera completamente trasparente all’utente. In questo articolo impareremo a intercettare e leggere quella conversazione: partiremo dal&#8230;&#160;<a href="https://www.applephilosophy.com/2026/06/15/i-comandi-del-mac-per-capire-se-un-caricabatterie-e-originale/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">I comandi del Mac per capire se un caricabatterie è originale</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.applephilosophy.com/2026/06/15/i-comandi-del-mac-per-capire-se-un-caricabatterie-e-originale/">I comandi del Mac per capire se un caricabatterie è originale</a> proviene da <a href="https://www.applephilosophy.com">ApplePhilosophy</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Ogni volta che si collega il caricabatterie ad un MacBook, i due dispositivi avviano una sorta di conversazione. L&#8217;alimentatore si presenta, dichiara le proprie caratteristiche e, insieme al computer, negozia quanta potenza erogare. Tutto questo in pochi millisecondi, in maniera completamente trasparente all’utente. In questo articolo impareremo a intercettare e leggere quella conversazione: partiremo dal modo più semplice che sicuramente già conoscete, il pannello delle informazioni di sistema, fino a sperimentare tecniche che ci permetteranno di capire se un caricabatterie &#8220;compatibile&#8221; mantiene davvero le promesse stampate sulla sua confezione e se dietro ad un caricatore marchiato Apple si nasconde un accessorio non originale.</p>
<h2>1. La via più semplice: &#8220;Informazioni su questo Mac&#8221;</h2>
<p style="font-weight: 400;">Prima di addentrarci nell’utilizzo del terminale, vale la pena ricordare che macOS offre già una un modo comodo per ottenere le informazioni di sistema raccolte in un’interfaccia grafica ben strutturata. Tenendo premuto il tasto ⌥ (Option/Alt) e cliccando sul menu Apple () in alto a sinistra, la voce &#8220;Informazioni su questo Mac&#8221; si trasforma in &#8220;Informazioni di sistema&#8221; (una scorciatoia per il classico: menu mela → Informazioni su questo Mac → pulsante &#8220;Resoconto di sistema&#8221;). Comunque ci arriviate, nella sezione Energia, potrete leggere i dati salienti dello stato dell&#8217;alimentazione.</p>
<h3>Cosa otteniamo</h3>
<p style="font-weight: 400;">In questa sezione macOS ci mostra:</p>
<ul>
<li><strong>Il modello e il wattaggio </strong>del caricabatterie collegato (per esempio &#8220;96W USB-C Power Adapter&#8221;)</li>
<li><strong>Lo stato della batteria</strong>: in carica, alimentazione da rete, o completamente carica</li>
<li><strong>Il numero di cicli di carica </strong>effettuati nel tempo</li>
<li><strong>La condizione </strong>generale della batteria (normale, da sostituire)</li>
<li><strong>La capacità</strong> e altre informazioni anagrafiche della batteria</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">È tutto quello che serve all&#8217;utente medio, presentato in modo ordinato e senza bisogno di digitare nulla.</p>
<h3>Cosa manca</h3>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;interfaccia grafica, però, dà conto solo delle informazioni salienti del caricabatterie: i dati nominali, gli stessi che si possono trovare tra le informazioni fornite dal produttore, a patto che sia stato onesto. Le informazioni che potrebbero rivelarsi molto utili, ma che richiedono uno sforzo di interpretazione leggermente maggiore, in puro stile Apple, non ci vengono mostrate:</p>
<ul>
<li><strong>Quanti watt sta effettivamente erogando</strong> in questo preciso istante (non quelli massimi teorici)</li>
<li><strong>La tensione e la corrente reali</strong> che scorrono nel cavo adesso</li>
<li><strong>Il numero di serie</strong> e la <strong>versione firmware</strong> del caricabatterie</li>
<li><strong>Chi è davvero il produttore</strong> dichiarato a livello elettronico</li>
<li><strong>Quanta energia viene persa nella conversione</strong> dalla corrente alternata della rete elettrica domestica alla corrente continua che deve essere fornita al MacBook</li>
</ul>
<h2>2. il comando del terminale ioreg: la chiave di accesso alle informazioni delle periferiche</h2>
<h3>Cos&#8217;è ioreg</h3>
<p style="font-weight: 400;">Sotto la superficie grafica, macOS mantiene un enorme database interno chiamato I/O Registry: una sorta di albero genealogico di tutto l&#8217;hardware connesso al Mac, dai dischi alle porte USB, dalla scheda grafica fino — appunto — al caricabatterie. Ogni dispositivo è un &#8220;nodo&#8221; dell&#8217;albero, con le sue proprietà.</p>
<p style="font-weight: 400;">Lanciato da terminale, il il comando  ioreg (I/O Registry) serve proprio a leggere questo database. È uno strumento di sola lettura: legge e riporta i dati con tenuti nel registro, ma non modifica nulla. Per questo è perfettamente sicuro da usare per esplorare il contenuto del registro.</p>
<h3>Il problema della sovrabbondanza di informazione, e la soluzione: grep</h3>
<p style="font-weight: 400;">Lanciato da solo, ioreg produce migliaia di righe: troppo per orientarsi. Per questo lo si abbina quasi sempre a un secondo strumento, <strong>grep</strong>, attraverso il simbolo <strong>|</strong> chiamato pipe (&#8220;tubo&#8221;), la regola per chi utilizza comandi UNIX. Il pipe prende il risultato del comando a sinistra e lo passa come ingresso al comando a destra. grep, dal canto suo, è un filtro: legge riga per riga e lascia passare solo quelle che contengono il testo che cerchiamo.</p>
<p style="font-weight: 400;">La struttura tipica è dunque questa:</p>
<p>ioreg [opzioni] | grep &#8220;testo da cercare&#8221;</p>
<p style="font-weight: 400;">Le opzioni che useremo più spesso:</p>
<ul>
<li><strong>-l</strong> (list) mostra tutte le proprietà di ogni nodo, non solo i nomi</li>
<li><strong>-r</strong> cerca a partire da un nodo specifico</li>
<li><strong>-n NomeNodo</strong> parte dal nodo indicato per nome</li>
<li><strong>-i</strong> (di grep) rende la ricerca indifferente a maiuscole/minuscole</li>
</ul>
<h3>Un esempio pratico: interroghiamo la connessione Wi-Fi</h3>
<p style="font-weight: 400;">Prima di occuparci del caricabatterie, vediamo ioreg all&#8217;opera su un&#8217;altra periferica. Supponiamo di voler sapere come il sistema descrive la scheda di rete wireless. Possiamo cercare il modello dell&#8217;adattatore con:</p>
<p>ioreg -l | grep -i &#8220;Wireless Network Adapter&#8221;</p>
<p style="font-weight: 400;">Il sistema ci restituirà una riga in cui il Mac descrive la propria scheda — qualcosa come &#8220;IOModel&#8221; = &#8220;Wireless Network Adapter (802.11 a/b/g/n/ac)&#8221;. Lo stesso identico meccanismo — ioreg che legge l&#8217;albero, grep che filtra — funziona per qualunque componente.</p>
<h3>Il protocollo USB Power Delivery</h3>
<p style="font-weight: 400;">Quando un caricabatterie USB-C viene collegato a un Mac, entra in gioco un protocollo chiamato USB Power Delivery (USB PD). Un punto importante: questa comunicazione non viaggia sui pin dell&#8217;alimentazione né su quelli dei dati veri e propri, ma su una linea dedicata del connettore USB-C chiamata <strong>CC (Configuration Channel)</strong>. È un canale di servizio, riservato proprio al &#8220;dialogo&#8221; tra i due dispositivi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Se vuoi approfondire il funzionamento della presa usb-c clicca qui <a href="https://www.applephilosophy.com/2023/04/06/nuovi-iphone-15-con-connettore-usb-c-quali-sono-i-vantaggi/">https://www.applephilosophy.com/2023/04/06/nuovi-iphone-15-con-connettore-usb-c-quali-sono-i-vantaggi/</a></p>
<p style="font-weight: 400;">Tra il MacBook e caricabatterie avviene quella che in gergo tecnico viene detta “<strong>negoziazione”</strong>:</p>
<ol>
<li><strong>Presentazione</strong> — appena collegato, il caricabatterie dichiara i profili di potenza che è in grado di fornire (per esempio 5V/3A, 9V/3A, 20V/4,7A&#8230;). È come un menù di opzioni.</li>
<li><strong>Richiesta</strong> — il Mac valuta il menù e richiede il profilo più adatto alle proprie necessità del momento, in base al carico di lavoro e allo stato della batteria.</li>
<li><strong>Accordo</strong> — il caricabatterie conferma e comincia a erogare a quella tensione e corrente.</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">La cosa fondamentale è che questo accordo <strong>non è fisso</strong>: viene rinegoziato di continuo. Se il Mac è sotto sforzo chiede più potenza, se è a riposo ne chiede meno. Ecco perché un caricabatterie &#8220;da 96W&#8221; raramente eroga esattamente 96W: eroga quel che serve in quel momento.</p>
<p style="font-weight: 400;">Esiste un limite storico importante: il profilo USB PD classico si ferma a 100W (20V × 5A). Per superarlo serve l&#8217;estensione <strong>EPR (Extended Power Range)</strong>, introdotta con USB PD 3.1, che porta la tensione fino a 28V. Questo dettaglio sarà decisivo per smascherare un caricabatterie troppo ottimista.</p>
<h3>I comandi che useremo, e cosa fanno</h3>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Per i dati di targa del caricabatterie:</strong></p>
<pre>ioreg -rn AppleSmartBattery | grep "AdapterDetails"</pre>
<p style="font-weight: 400;">Estrae i dati anagrafici dell&#8217;alimentatore: produttore, nome, modello, numero di serie, versione firmware e i valori di potenza dichiarati.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Per il solo nome del produttore:</strong></p>
<pre>ioreg -rn AppleSmartBattery | grep -i "Manufacturer"</pre>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Per la prestazione in tempo reale:</strong></p>
<pre>ioreg -rn AppleSmartBattery | grep "PowerTelemetryData"</pre>
<p style="font-weight: 400;">Restituisce tensione, corrente e potenza realmente misurate sul cavo in quell&#8217;istante, oltre all&#8217;energia accumulata e alle perdite di conversione.</p>
<p style="font-weight: 400;">In alternativa, per un output già formattato in modo leggibile (gli stessi dati della sezione Energia):</p>
<pre><strong>system_profiler SPPowerDataType</strong></pre>
<h3>Leggere i dati grezzi</h3>
<p style="font-weight: 400;">I valori di PowerTelemetryData sono espressi in millesimi: millivolt (mV) e milliampere (mA). Per ottenere Volt e Ampere basta dividere per 1000. Per esempio, un SystemVoltageIn di 19379 significa 19,379 V; un SystemCurrentIn di 2934 significa 2,934 A. Moltiplicando i due si ottiene la potenza reale in Watt.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>I campi più importanti da osservare:</strong></p>
<table style="font-weight: 400;" width="624">
<thead>
<tr>
<td width="200"><strong>Campo</strong></td>
<td width="424"><strong>Significato</strong></td>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td width="200">SystemVoltageIn</td>
<td width="424">Tensione reale sul cavo (mV)</td>
</tr>
<tr>
<td width="200">SystemCurrentIn</td>
<td width="424">Corrente reale (mA)</td>
</tr>
<tr>
<td width="200">SystemPowerIn</td>
<td width="424">Potenza reale assorbita (mW)</td>
</tr>
<tr>
<td width="200">AdapterEfficiencyLoss</td>
<td width="424">Potenza dispersa nella conversione (mW)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="font-weight: 400;"><strong>E sul fronte dell&#8217;identità (AdapterDetails):</strong></p>
<table style="font-weight: 400;" width="624">
<thead>
<tr>
<td width="160"><strong>Campo</strong></td>
<td width="232"><strong>Se originale Apple</strong></td>
<td width="232"><strong>Se compatibile / non originale</strong></td>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td width="160">Manufacturer</td>
<td width="232">&#8220;Apple Inc.&#8221;</td>
<td width="232">Sigle come &#8220;DSY&#8221;, vuoto, fantasia</td>
</tr>
<tr>
<td width="160">Name</td>
<td width="232">&#8220;96W USB-C Power Adapter&#8221;</td>
<td width="232">Spesso assente</td>
</tr>
<tr>
<td width="160">SerialString</td>
<td width="232">Numero di serie valido</td>
<td width="232">Assente o fittizio</td>
</tr>
<tr>
<td width="160">FwVersion / HwVersion</td>
<td width="232">Presenti e strutturati</td>
<td width="232">Spesso assenti</td>
</tr>
<tr>
<td width="160">AdapterID</td>
<td width="232">Codice numerico (es. 28674)</td>
<td width="232">Spesso 0</td>
</tr>
<tr>
<td width="160">Watts</td>
<td width="232">Coerente con il nominale</td>
<td width="232">Talvolta diverso dal dichiarato</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Nota sulla sicurezza. </strong>Al di là delle prestazioni, un caricabatterie non originale che gestisce male l&#8217;alta potenza è anche una potenziale fonte di rischio. Conviene sempre privilegiare prodotti originali o, quantomeno, certificati da marchi affidabili.</p>
<h2>3. L&#8217;esperimento sui caricabatterie</h2>
<p style="font-weight: 400;">Per dare sistematicità al confronto, abbiamo predisposto un test su cinque alimentatori, <strong>usando per tutti lo stesso identico cavo</strong> (così da isolare la sola variabile &#8220;alimentatore&#8221;):</p>
<ol>
<li>
<h3><strong>Originale Apple da 96W</strong></h3>
</li>
</ol>
<pre>&#x1f50c;<span class="Apple-converted-space">  </span>SORGENTE DI ALIMENTAZIONE

    Nome ................... 96W USB-C Power Adapter
    Produttore ............. Apple Inc.
    Seriale ................ C4H114606UZPM0WA4
    Firmware ............... 0108005
    AdapterID .............. 28674 <span class="Apple-converted-space">  </span>(0 o assente = sospetto non originale)

&#x1f4cb;<span class="Apple-converted-space">  </span>PROFILO USB-PD ATTIVO

    Potenza ................ 60 W <span class="Apple-converted-space">  </span>(20 V × 3,0 A) (Profilo negoziato attualmente, non il wattaggio di targa. Varia col carico.)

&#x26a1;<span class="Apple-converted-space">  </span>ASSORBITO IN QUESTO MOMENTO

    Tensione ............... 20,60 V
    Corrente ............... 0,47 A
    Potenza reale .......... 9,7 W
    Perdita conversione .... 0,1 W</pre>
<p>&nbsp;</p>
<h3>1. Originale Apple da 61W</h3>
<pre>&#x1f50c;<span class="Apple-converted-space">  </span>SORGENTE DI ALIMENTAZIONE

    Nome ................... 61W USB-C Power Adapter
    Produttore ............. Apple Inc.
    Seriale ................ C4H720706F1GN8RA0
    Firmware ............... 01090013
    AdapterID .............. 5717 <span class="Apple-converted-space">  </span>(0 o assente = sospetto non originale)

&#x1f4cb;<span class="Apple-converted-space">  </span>PROFILO USB-PD ATTIVO

<span class="Apple-converted-space">    </span>Potenza ................ 60 W <span class="Apple-converted-space">  </span>(20 V × 3,0 A)
    (Profilo negoziato attualmente, non il wattaggio di targa. Varia col carico.)

&#x26a1;<span class="Apple-converted-space">  </span>ASSORBITO IN QUESTO MOMENTO

<span class="Apple-converted-space">    </span>Tensione ............... 20,40 V
    Corrente ............... 0,43 A
    Potenza reale .......... 8,8 W
    Perdita conversione .... 0,0 W</pre>
<h3>2. Compatibile da 96W</h3>
<pre>&#x1f50c;<span class="Apple-converted-space">  </span>SORGENTE DI ALIMENTAZIONE

<span class="Apple-converted-space">    </span>Nome ................... (non dichiarato)
    Produttore ............. (sconosciuto)
    Seriale ................ (assente)
    Firmware ............... (assente)
    AdapterID .............. 0 <span class="Apple-converted-space">  </span>(0 o assente = sospetto non originale)

&#x1f4cb;<span class="Apple-converted-space">  </span>PROFILO USB-PD ATTIVO

<span class="Apple-converted-space">    </span>Potenza ................ 96 W <span class="Apple-converted-space">  </span>(20 V × 4,8 A) (Profilo negoziato attualmente, non il wattaggio di targa. Varia col carico.)

&#x26a1;<span class="Apple-converted-space">  </span>ASSORBITO IN QUESTO MOMENTO

<span class="Apple-converted-space">    </span>Tensione ............... 20,04 V
    Corrente ............... 0,46 A
    Potenza reale .......... 9,2 W
    Perdita conversione .... 0,1 W</pre>
<h3>Compatibile da 140W (dichiarati sul case)</h3>
<figure id="attachment_12008" aria-describedby="caption-attachment-12008" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="12008" data-permalink="https://www.applephilosophy.com/2026/06/15/i-comandi-del-mac-per-capire-se-un-caricabatterie-e-originale/caricabatterie-contraffatto/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/06/caricabatterie-contraffatto.jpeg?fit=1024%2C768&amp;ssl=1" data-orig-size="1024,768" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.2&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 16 Pro&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1781563084&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;2.2200000286119&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;800&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.02&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="caricabatterie contraffatto" data-image-description="&lt;p&gt;caricabatterie contraffatto&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;caricabatterie contraffatto&lt;/p&gt;
" data-large-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/06/caricabatterie-contraffatto.jpeg?fit=1024%2C768&amp;ssl=1" class="size-full wp-image-12008" src="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/06/caricabatterie-contraffatto.jpeg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="caricabatterie contraffatto" width="1024" height="768" srcset="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/06/caricabatterie-contraffatto.jpeg?w=1024&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/06/caricabatterie-contraffatto.jpeg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/06/caricabatterie-contraffatto.jpeg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-12008" class="wp-caption-text">caricabatterie contraffatto</figcaption></figure>
<pre>&#x1f50c;<span class="Apple-converted-space">  </span>SORGENTE DI ALIMENTAZIONE

    Nome ................... (non dichiarato)
<span class="Apple-converted-space">    </span>Produttore ............. (sconosciuto)
<span class="Apple-converted-space">    </span>Seriale ................ (assente)
<span class="Apple-converted-space">    </span>Firmware ............... (assente)
<span class="Apple-converted-space">    </span>AdapterID .............. 0 <span class="Apple-converted-space">  </span>(0 o assente = sospetto non originale)

&#x1f4cb;<span class="Apple-converted-space">  </span>PROFILO USB-PD ATTIVO

<span class="Apple-converted-space">    </span>Potenza ................ 60 W <span class="Apple-converted-space">  </span>(20 V × 3,0 A) (Profilo negoziato attualmente, non il wattaggio di targa.Varia col carico.)

&#x26a1;<span class="Apple-converted-space">  </span>ASSORBITO IN QUESTO MOMENTO

<span class="Apple-converted-space">    </span>Tensione ............... 19,65 V
<span class="Apple-converted-space">    </span>Corrente ............... 1,93 A
<span class="Apple-converted-space">    </span>Potenza reale .......... 38,0 W
<span class="Apple-converted-space">    </span>Perdita conversione .... 1,0 W</pre>
<h3>4. Originale Apple da 20W per iPhone / iPad</h3>
<pre>&#x1f50c; SORGENTE DI ALIMENTAZIONE</pre>
<pre class="whitespace-pre-wrap break-words">    Nome ................... 20W USB-C Power Adapter 
    Produttore ............. Apple Inc.
    Seriale ................ C4H24324A5YPK84AV 
    Firmware ............... 01050068
    AdapterID .............. 28687 (0 o assente = sospetto non originale)</pre>
<pre class="whitespace-pre-wrap break-words"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4cb.png" alt="📋" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> PROFILO USB-PD ATTIVO 

    Potenza ................ 20 W (9 V × 2,2 A) (Profilo negoziato attualmente, non il wattaggio di targa. Varia col carico.)

<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/26a1.png" alt="⚡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> ASSORBITO IN QUESTO MOMENTO 

    Tensione ............... 8,61 V 
    Corrente ............... 2,17 A 
    Potenza reale .......... 18,7 W 
    Perdita conversione .... 0,8 W</pre>
<p style="font-weight: 400;">I dati raccolti sono sia i dati di targa  AdapterDetails sia quelli riguardanti la prestazione reale (PowerTelemetryData). Ho utilizzato uno  script che ho preparato e che vi lascio nel capitolo  6 insieme alle istruzioni per renderlo stabilmente un comando del terminale.</p>
<h2>4. Un componente molto importante: il cavo USB-C</h2>
<p style="font-weight: 400;">Si tende a pensare che un cavo valga l&#8217;altro non è affatto così. Come ho già avuto modo di approfondire in un <a href="https://www.applephilosophy.com/2023/11/04/cavi-usb-c-guida-alla-scelta-del-cavo-piu-adatto-alle-tue-necessita/">p<strong>recedente articolo dedicato proprio alla scelta dei cavi USB-C</strong></a>, sotto l&#8217;apparenza identica di due connettori USB-C si nascondono mondi molto diversi. La distinzione fondamentale è tra due funzioni che un cavo può svolgere:</p>
<ul>
<li><strong>Cavi pensati per l&#8217;alimentazione</strong>: devono sopportare correnti elevate, e per questo hanno conduttori più spessi e meglio isolati. Un buon cavo di ricarica per laptop deve gestire fino a 100W (o più) in sicurezza.</li>
<li><strong>Cavi pensati per i dati</strong>: privilegiano la velocità di trasferimento, con conduttori schermati e geometrie di precisione per le linee ad alta frequenza.</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">Solitamente, <strong>un cavo economico spesso è specializzato solo per una delle due funzioni</strong>. Un cavo da pochi euro può gestire benissimo 100W di ricarica ma limitare i dati allo standard USB 2.0 (480 Mbit/s); un altro può essere velocissimo nei dati ma capace di caricare solo uno smartphone. Solo i cavi di fascia alta e di prezzo ,ahimè, altrettanto alto fanno entrambe le cose egregiamente. Per evitare brutte sorprese, dobbiamo assicurarci che il cavo sia certificato per l&#8217;uso a cui lo destiniamo, per ritrovarci a piedi o, peggio, mettere a rischio i nostri preziosi dispositivi.</p>
<h3>Perché il cavo influenza la ricarica</h3>
<p style="font-weight: 400;">Dal punto di vista dell&#8217;alimentazione, un cavo di qualità inferiore introduce maggiore resistenza elettrica. Secondo la legge di Ohm, la caduta di tensione lungo il cavo è pari alla resistenza moltiplicata per la corrente (V = R × I). Tradotto in pratica, un cavo con resistenza elevata, &#8220;spreca&#8221; parte dell’energia lungo il percorso, dissipandola in calore. Il risultato è che al Mac arriva una tensione più bassa di quella che il caricabatterie sta erogando, con una ricarica più lenta e un cavo che si scalda.</p>
<p style="font-weight: 400;">Possiamo vedere questo fenomeno nei dati: se AdapterVoltage dichiara 20000 mV (20V) ma SystemVoltageIn nella telemetria mostra un valore più basso, parte di quella differenza è imputabile al cavo.</p>
<h3>Come misurare la qualità del cavo</h3>
<p style="font-weight: 400;">Non esiste in ioreg un campo che certifichi la qualità del cavo. Come vedremo nel prossimo capitolo per valutarla dobbiamo leggere i valori esposti da ioreg quando il MacBook è sotto sforzo e la richiesta di energia è più alta.</p>
<h2>5. Misurare la qualità dei cavi</h2>
<p style="font-weight: 400;">Se volete misurare la qualità di un cavo rispetto ad un altro dovete utilizzare un <strong>alimentatore originale</strong> e mettere il MacBook sotto sforzo prima di effettuare le misurazioni: in questo modo verrà richiesta più energia all&#8217;alimentatore, il cavo verrà attraversato da più corrente e solo se quest&#8217;ultimo e di buona qualità le perdite saranno ridotte.  Con il Mac a riposo, infatti, anche un cavo mediocre mostrerà cadute minime, indistinguibili da quelle di un ottimo cavo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un modo semplice e standard per generare carico è il comando:</p>
<pre>yes &gt; /dev/null &amp;</pre>
<p style="font-weight: 400;">Spieghiamo cosa fa. Il programma <strong>yes</strong> stampa all&#8217;infinito la lettera &#8220;y&#8221;, il più velocemente possibile: un&#8217;attività banale ma che tiene un core della CPU costantemente impegnato al 100%. La parte <strong>&gt; /dev/null</strong> dirotta tutta questa valanga di output verso una periferica inesistente, una sorta di &#8220;cestino&#8221; di sistema, così non intasa lo schermo. La <strong>&amp;</strong> finale manda il processo in background, restituendoci il controllo del terminale. Ripetendo il comando una volta per ogni core, si satura la CPU.</p>
<p style="font-weight: 400;">Una raccomandazione importante: a fine prova bisogna sempre fermare questi processi, altrimenti continuano a girare consumando batteria e scaldando la macchina. Il comando per farlo è:</p>
<pre>killall yes</pre>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il protocollo di misura diventa quindi:</strong></p>
<ol>
<li>Genera carico (yes &gt; /dev/null &amp;, ripetuto per ogni core)</li>
<li>Attendi una trentina di secondi che il sistema si stabilizzi</li>
<li>Leggi la telemetria (ioreg -rn AppleSmartBattery | grep &#8220;PowerTelemetryData&#8221;)</li>
<li>Annota tensione e corrente reali per quel cavo</li>
<li>Passa al cavo successivo</li>
<li> Alla fine delle misurazioni  elimina il carico con <strong>killall yes </strong></li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Il cavo migliore sarà quello che, <strong>a parità di corrente assorbita</strong>, mantiene la tensione (SystemVoltageIn) più vicina ai volt nominali. Il cavo che fa cadere  di più la tensione  ha una  tradisce una resistenza maggiore: conduttori troppo sottili, contatti scadenti o lunghezza eccessiva.</p>
<p><strong>Un&#8217;avvertenza sulla validità del confronto: </strong>poiché la caduta dipende dalla corrente, per confrontare correttamente due cavi <strong>bisogna</strong> assicurarsi che la corrente assorbita sia il più possibile simile nelle due prove. Mantenendo lo stesso stato del Mac (stesse app, stesso livello di batteria di partenza) il confronto risulta molto più affidabile.</p>
<h2>6. il comando pronto all’uso</h2>
<p style="font-weight: 400;">Per evitare al lettore di dover ricordare la sintassi di <strong>ioreg</strong>, possiamo confezionare tutto in un unico comando dal nome facile. L’idea è incollare una piccola funzione nel file di configurazione del Terminale: da quel momento basterà digitare una sola parola, <strong>caricabatterie</strong>, per ottenere un riepilogo già tradotto in Volt, Ampere e Watt, senza una riga di dati grezzi.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Ecco come fare, una volta sola:</strong></p>
<ol>
<li>Apri il Terminale e digita <strong>open -e ~/.zshrc</strong> per aprire il file di configurazione (se non esiste crealo con <strong>touch ~/.zshrc</strong>).</li>
<li>Incolla in fondo al file l’intera funzione che trovi qui sotto, poi salva e chiudi.</li>
<li>Apri chiudi la finestra del terminale facendo esci dal menu Terminale, poi apri una nuova finestra del Terminale (oppure digita <strong>source ~/.zshrc</strong>) per rendere attivo il comando.</li>
<li>Da adesso, ogni volta che vuoi, digita <strong>caricabatterie</strong> e premi Invio.</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La funzione da incollare:</strong></p>
<pre># ─────────────────────────────────────────────────────────────
# caricabatterie — mostra le info dell'alimentatore USB-C del Mac
# Incolla questa funzione nel file ~/.zshrc, salva, poi apri un
# nuovo Terminale (o esegui: source ~/.zshrc). Da quel momento
# basta digitare: caricabatterie
# ─────────────────────────────────────────────────────────────
caricabatterie() {
# Verifico se è collegata l'alimentazione esterna (modo affidabile):
# ExternalConnected = Yes solo se c'è davvero un alimentatore attaccato.
local ext
ext=$(ioreg -rn AppleSmartBattery | grep -o '"ExternalConnected" *= *[A-Za-z]*' | head -1 | sed -E 's/.*= *([A-Za-z]*)/\1/')

if [ "$ext" != "Yes" ]; then
echo ""
echo "&#x1f50c; Nessun caricabatterie collegato."
echo " Il Mac sta funzionando a batteria. Collega l'alimentatore e riprova."
echo ""
return 0
fi

local adet ptel
adet=$(ioreg -rn AppleSmartBattery | grep "AdapterDetails")
ptel=$(ioreg -rn AppleSmartBattery | grep "PowerTelemetryData")

# funzioni di estrazione
_gs() { echo "$1" | grep -o "\"$2\"=\"[^\"]*\"" | head -1 | sed -E "s/.*=\"([^\"]*)\"/\1/"; }
_gn() { echo "$1" | grep -o "\"$2\"=[0-9]*" | head -1 | sed -E "s/.*=([0-9]*)/\1/"; }

# identità
local name manuf serial fw aid
name=$(_gs "$adet" "Name"); [ -z "$name" ] &amp;&amp; name="(non dichiarato)"
manuf=$(_gs "$adet" "Manufacturer"); [ -z "$manuf" ] &amp;&amp; manuf="(sconosciuto)"
serial=$(_gs "$adet" "SerialString");[ -z "$serial" ] &amp;&amp; serial="(assente)"
fw=$(_gs "$adet" "FwVersion"); [ -z "$fw" ] &amp;&amp; fw="(assente)"
aid=$(_gn "$adet" "AdapterID"); [ -z "$aid" ] &amp;&amp; aid="(assente)"

# profilo PD dichiarato dalla sorgente (alimentatore o dock)
local adv adc wmax vmax amax
adv=$(_gn "$adet" "AdapterVoltage") # mV
adc=$(_gn "$adet" "Current") # mA
wmax=$(_gn "$adet" "Watts") # W (intero)
vmax=$(printf "%.0f" "$(echo "$adv/1000" | bc -l)")
amax=$(printf "%.1f" "$(echo "$adc/1000" | bc -l)")

# telemetria: cosa sta arrivando davvero adesso
local mv ma mw loss
mv=$(_gn "$ptel" "SystemVoltageIn")
ma=$(_gn "$ptel" "SystemCurrentIn")
mw=$(_gn "$ptel" "SystemPowerIn")
loss=$(_gn "$ptel" "AdapterEfficiencyLoss")

local v a w lossw
v=$(printf "%.2f" "$(echo "$mv/1000" | bc -l)")
a=$(printf "%.2f" "$(echo "$ma/1000" | bc -l)")
w=$(printf "%.1f" "$(echo "$mw/1000" | bc -l)")
lossw=$(printf "%.1f" "$(echo "$loss/1000" | bc -l)")

# avviso autenticità: solo se il produttore è dichiarato E non è Apple
local nota=""
if [ -n "$manuf" ] &amp;&amp; [ "$manuf" != "(sconosciuto)" ] &amp;&amp; [ "$manuf" != "Apple Inc." ]; then
nota=" &#x26a0; Produttore non Apple: alimentatore probabilmente non originale."
fi

echo ""
echo "&#x1f50c; SORGENTE DI ALIMENTAZIONE"
echo " Nome ................... $name"
echo " Produttore ............. $manuf"
echo " Seriale ................ $serial"
echo " Firmware ............... $fw"
echo " AdapterID .............. $aid (0 o assente = sospetto non originale)"
[ -n "$nota" ] &amp;&amp; echo "$nota"
echo ""
echo "&#x1f4cb; PROFILO USB-PD ATTIVO"
echo " Potenza ................ ${wmax} W (${vmax} V × ${amax} A)"
echo " (Profilo negoziato attualmente, non il wattaggio di targa."
echo " Varia col carico.)"
echo ""
echo "&#x26a1; ASSORBITO IN QUESTO MOMENTO"
echo " Tensione ............... $v V"
echo " Corrente ............... $a A"
echo " Potenza reale .......... $w W"
echo " Perdita conversione .... $lossw W"
echo ""
}</pre>
<p>Il risultato sarà un riepilogo pulito di questo tipo (i valori variano a seconda del caricabatterie e del carico del momento):</p>
<pre>claudio@MacBook-Pro ~ % caricabatterie

&#x1f50c;<span class="Apple-converted-space">  </span>SORGENTE DI ALIMENTAZIONE

Nome ................... 96W USB-C Power Adapter
Produttore ............. Apple Inc.
Seriale ................ C4H114606UZPM0WA4
Firmware ............... 0108005
AdapterID .............. 28674 <span class="Apple-converted-space">  </span>(0 o assente = sospetto non originale)

&#x1f4cb;<span class="Apple-converted-space">  </span>PROFILO USB-PD ATTIVO

Potenza ................ 60 W <span class="Apple-converted-space">  </span>(20 V × 3,0 A)
(Profilo negoziato attualmente, non il wattaggio di targa.
Varia col carico.)

&#x26a1;<span class="Apple-converted-space">  </span>ASSORBITO IN QUESTO MOMENTO

Tensione ............... 20,60 V
Corrente ............... 0,47 A
Potenza reale .......... 9,7 W
Perdita conversione .... 0,1 W</pre>
<p style="font-weight: 400;">Se l’alimentatore collegato non risulta prodotto da Apple, alcuni campi d’identità (come il numero di serie o il firmware) sono assenti.</p>
<p>Per lanciare il comando dovete scrivere sul terminale</p>
<pre>caricabatterie</pre>
<h2>6. Conclusioni</h2>
<p style="font-weight: 400;">macOS sa del proprio caricabatterie molto più di quanto lasci intravedere nell&#8217;interfaccia grafica. La sezione Energia ci racconta la versione ufficiale — marca, modello, wattaggio dichiarato — ed è perfetta per un controllo veloce. Ma con tre semplici comandi da terminale possiamo ascoltare la conversazione reale che avviene nel cavo: quanti watt scorrono davvero, a quale tensione, con quante perdite, e persino chi è veramente il produttore di quell&#8217;alimentatore &#8220;compatibile&#8221;.</p>
<p>Spendere meno per un caricatore non originale , come vi avevo spiegato in un mio articolo precedente sull&#8217;argomento <strong>(<a href="https://www.applephilosophy.com/2020/06/29/caricabatterie-apple-non-originali-meglio-lasciar-perdere/">LINK</a>),</strong> può costituire un piccolo vantaggio economico nell’immediato, ma può portare a grosse spese di riparazione dopo qualche tempo e malfunzionamenti dovuti alle interferenze in radiofrequenza  ed all’assenza quasi totale di circuiti di controllo e regolazione dell’energia erogata.</p>
<p><strong>Claudio Di Tursi</strong></p>
<p><strong>Fra qualche giorno uscirà un articolo analogo su un tema che vi sta molto a cuore: scopriremo i dettagli della batteria che il Mac </strong><strong>non ci mostra. Stay tuned.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>In questo periodo ci sono parecchie offere del negozio ufficiale di Apple su Amazon: dai un occhiata, clicca qui: <a href="https://www.amazon.it/s?k=offerte+apple&amp;rh=p_123%3A110955%2Cp_n_condition-type%3A15137402031&amp;dc=&amp;qid=1778949327&amp;rnid=15137400031&amp;ds=v1%3AkioUzBLGWgp1dVZgASmDWtx12PkUrrZAVULMsx9jdGE&amp;linkCode=ll2&amp;tag=applephilos0c-21&amp;linkId=574a4b33ad3c701eec8159dd99c55016&amp;ref_=as_li_ss_tl"><strong>LINK ALLE OFFERTE</strong></a></em></p>
<figure id="attachment_11887"><a href="https://www.amazon.it/s?k=offerte+apple&amp;rh=p_123%3A110955%2Cp_n_condition-type%3A15137402031&amp;dc=&amp;qid=1778949327&amp;rnid=15137400031&amp;ds=v1%3AkioUzBLGWgp1dVZgASmDWtx12PkUrrZAVULMsx9jdGE&amp;linkCode=ll2&amp;tag=applephilos0c-21&amp;linkId=574a4b33ad3c701eec8159dd99c55016&amp;ref_=as_li_ss_tl"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="11887" data-permalink="https://www.applephilosophy.com/2026/05/16/come-capire-se-lssd-del-mac-e-usurato-o-danneggiato-guida-completa/offerte-maggio-2026/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?fit=1783%2C817&amp;ssl=1" data-orig-size="1783,817" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Offerte Maggio 2026" data-image-description="&lt;p&gt;Offerte Apple Maggio 2026&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;Offerte Apple Maggio 2026&lt;/p&gt;
" data-large-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?fit=1024%2C469&amp;ssl=1" class="size-full wp-image-11887" src="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?resize=1200%2C550&#038;ssl=1" alt="Offerte Apple Maggio 2026" width="1200" height="550" srcset="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?w=1783&amp;ssl=1 1783w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?resize=300%2C137&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?resize=1024%2C469&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?resize=768%2C352&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?resize=1536%2C704&amp;ssl=1 1536w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><strong>Offerte Apple Maggio 2026</strong></a></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.applephilosophy.com/2026/06/15/i-comandi-del-mac-per-capire-se-un-caricabatterie-e-originale/">I comandi del Mac per capire se un caricabatterie è originale</a> proviene da <a href="https://www.applephilosophy.com">ApplePhilosophy</a>.</p>
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		<item>
		<title>Perché il Digital Markets Act danneggia gli utenti Apple in Europa</title>
		<link>https://www.applephilosophy.com/2026/06/12/perche-il-digital-markets-act-danneggia-gli-utenti-apple-in-europa/</link>
					<comments>https://www.applephilosophy.com/2026/06/12/perche-il-digital-markets-act-danneggia-gli-utenti-apple-in-europa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Di Tursi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:04:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[iOS]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[Mac]]></category>
		<category><![CDATA[MacOS]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[DMA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Introduzione Anche quest&#8217;anno alla WWDC26 di Apple sono state presentate novità strepitose che gli utenti europei non vedranno mai sui propri dispositivi Apple. Questo post analizza in dettaglio &#160;e con onestà intellettuale i motivi per i quali il DMA produce i suoi effetti nefasti sugli utenti europei dell&#8217;ecosistema Apple, senza prodursi in sterili lamentale ma&#8230;&#160;<a href="https://www.applephilosophy.com/2026/06/12/perche-il-digital-markets-act-danneggia-gli-utenti-apple-in-europa/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Perché il Digital Markets Act danneggia gli utenti Apple in Europa</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.applephilosophy.com/2026/06/12/perche-il-digital-markets-act-danneggia-gli-utenti-apple-in-europa/">Perché il Digital Markets Act danneggia gli utenti Apple in Europa</a> proviene da <a href="https://www.applephilosophy.com">ApplePhilosophy</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Introduzione</h2>
<p>Anche quest&#8217;anno alla WWDC26 di Apple sono state presentate novità strepitose che gli utenti europei non vedranno mai sui propri dispositivi Apple. Questo post analizza in dettaglio &nbsp;e con onestà intellettuale i motivi per i quali il DMA produce i suoi effetti nefasti sugli utenti europei dell&#8217;ecosistema Apple, senza prodursi in sterili lamentale ma analizzando i motivi che hanno portato all&#8217;emanazione di questo provvedimento. Se vi piacciono &nbsp;le polemiche inutili sapete già a quali digital creator rivolgevi, io non amo fare polemica: preferisco approfondire i problemi &nbsp;e aiutarvi a capire.</p>
<h2>Perché esiste il DMA</h2>
<p>Per capire il Digital Markets Act bisogna partire da un fallimento. Per vent&#8217;anni l&#8217;Unione Europea ha provato a disciplinare i giganti del digitale con gli strumenti classici del diritto antitrust: gli articoli 101 e 102 del Trattato sul Funzionamento dell&#8217;UE, che vietano le intese restrittive e l&#8217;abuso di posizione dominante. Il metodo era quello <em>ex post</em>: si aspetta che l&#8217;abuso avvenga, si apre un&#8217;istruttoria, si raccolgono prove, si arriva a una sanzione. Peccato che questo avveniva con un ritardo enorme. Il caso Google Shopping è emblematico: la condotta contestata risale al 2008, la multa è del 2017, la sentenza definitiva della Corte di Giustizia è del 2024. Sedici anni. Nel frattempo i concorrenti danneggiati da &nbsp;Google erano spariti dal mercato.</p>
<p>Il DMA — Regolamento (UE) 2022/1925, proposto dalla Commissione nel dicembre 2020, approvato dal Parlamento europeo il 5 luglio 2022 con 588 voti favorevoli, 11 contrari e 31 astensioni, in vigore dal novembre 2022 e applicabile dal marzo 2024 — rovescia la logica. Non più repressione ex post, ma prevenzione ex ante: una lista di obblighi e divieti che si applicano automaticamente, prima e a prescindere da qualsiasi abuso accertato, a una categoria definita di soggetti.</p>
<p>Questi soggetti sono i <strong>Gatekeeper</strong>: le piattaforme che, per dimensioni e radicamento, costituiscono un punto di passaggio obbligato tra imprese e consumatori. I criteri che individuano i Gatekeeper sono quantitativi e oggettivi — fatturato europeo sopra i 7,5 miliardi di euro o capitalizzazione sopra i 75 miliardi, più di 45 milioni di utenti finali mensili nell&#8217;UE, più di 10.000 utenti business annui — e la designazione riguarda specifici &#8220;servizi di piattaforma di base&#8221;, non l&#8217;azienda in blocco. Nel settembre 2023 la Commissione ha designato sei gatekeeper: Alphabet, Amazon, Apple, ByteDance, Meta e Microsoft (Booking si è aggiunta nel 2024). Per Apple i servizi designati sono iOS, l&#8217;App Store e Safari, ai quali si è aggiunto iPadOS nella primavera 2024.</p>
<p>L&#8217;idea di fondo del legislatore europeo è che in questi mercati la concorrenza non si ripristina da sola ma abbia bisogno dell&#8217;aiutino del legislatore: le dinamiche di rete, i costi di ipotetica migrazione verso un altro servizio analogo &nbsp;e l&#8217;integrazione verticale creano posizioni di predominio che si autoalimentano. Il DMA vuole quindi mantenere i mercati digitali &#8220;equi e contendibili&#8221; imponendo ai gatekeeper comportamenti che un mercato concorrenziale produrrebbe spontaneamente: apertura, interoperabilità, non discriminazione. Le sanzioni sono dimensionate sulla forza dei destinatari: fino al 10% del fatturato mondiale, fino al 20% in caso di recidiva.</p>
<p>Va detto subito, per onestà intellettuale, che il DMA non è una legge &#8220;contro Apple&#8221;. Si applica con gli stessi obblighi a Google, Meta, Amazon, Microsoft e ByteDance. Ma è sull&#8217;ecosistema Apple che il regolamento produce gli effetti più visibili per l&#8217;utente comune, per una ragione molto semplice: nessun altro gatekeeper ha costruito il proprio vantaggio competitivo sull&#8217;integrazione stretta e proprietaria tra hardware, software e servizi. Ed è esattamente quell&#8217;integrazione, che fa la fortuna degli utenti Apple, che il DMA, in alcuni suoi articoli, pretende di aprire a soggetti terzi e concorrenti.</p>
<h2>Gli articoli che incidono sull&#8217;ecosistema</h2>
<p>Tre disposizioni, in particolare, sono all&#8217;origine delle limitazioni che gli utenti europei sperimentano.</p>
<p><strong>L&#8217;articolo 6, paragrafo 7</strong> è il cuore del conflitto. Impone al gatekeeper di garantire a sviluppatori e produttori terzi, gratuitamente, un&#8217;interoperabilità <em>effettiva</em> con le stesse funzionalità hardware e software del sistema operativo a cui accedono i servizi del gatekeeper stesso. Tradotto: se gli AirPods possono usare in modo privilegiato i microfoni e il pairing rapido dell&#8217;iPhone, anche le cuffie di un concorrente devono poterlo fare. Se l&#8217;Apple Watch riceve le notifiche complete e sincronizza le reti Wi-Fi dal telefono, anche uno smartwatch Garmin deve poter accedere agli stessi meccanismi. Nel marzo 2025 la Commissione ha adottato due &#8220;decisioni di specificazione&#8221; che dettagliano come Apple debba adempiere: notifiche, trasferimento dati ad alta velocità, accoppiamento semplificato, condivisione di rete.</p>
<p><strong>L&#8217;articolo 6, paragrafo 4</strong> obbliga Apple a consentire l&#8217;installazione di app store alternativi e il caricamento diretto di applicazioni (sideloading) su iOS e iPadOS — la fine del monopolio dell&#8217;App Store come unico canale di distribuzione.</p>
<p><strong>L&#8217;articolo 5, paragrafo 4</strong> (anti-steering) garantisce agli sviluppatori il diritto di comunicare agli utenti offerte e canali di acquisto esterni all&#8217;App Store. È la norma alla base della sanzione da 500 milioni di euro inflitta ad Apple nell&#8217;aprile 2025.</p>
<p>A queste si aggiungono l&#8217;articolo 6(3) (schermate di scelta per browser e app predefinite) e il 5(7) (divieto di imporre il proprio sistema di pagamento in-app).</p>
<h3>Le limitazioni che rendono l&#8217;esperienza d&#8217;uso di un utente europeo frustrante</h3>
<p>Qui la cronaca degli ultimi due anni diventa un elenco. Apple ha reagito agli obblighi di interoperabilità con una strategia precisa: dove ritiene di non poter (o voler) aprire una funzione ai terzi nei tempi richiesti, la funzione semplicemente non arriva nell&#8217;UE.</p>
<h3>Apple Intelligence (2024-2025).</h3>
<p>Il caso che ha aperto la stagione. Annunciata alla WWDC 2024, la suite di intelligenza artificiale non è stata rilasciata nell&#8217;UE al lancio di iOS 18; Apple citò esplicitamente i requisiti di interoperabilità del DMA come rischio per &#8220;privacy degli utenti e sicurezza dei dati&#8221;. È arrivata in Europa solo nell&#8217;aprile 2025, con iOS 18.4, dopo mesi di interlocuzione con la Commissione.</p>
<h3>iPhone Mirroring (2024-oggi)</h3>
<p>Presentata insieme ad Apple Intelligence, la funzione che proietta e controlla l&#8217;iPhone dallo schermo del Mac non è mai stata attivata nell&#8217;UE. È il caso più longevo: a metà 2026 un utente di Lisbona o di Genova con un iPhone 17 e un MacBook nuovo di zecca vede ancora il messaggio &#8220;non disponibile nel tuo Paese o regione&#8221;. La motivazione di Apple: il mirroring si fonda sui protocolli proprietari di Continuity, e il DMA potrebbe imporre di estenderli a PC Windows o dispositivi Android, con esposizione di dati sensibili che l&#8217;azienda dichiara di non saper ancora gestire in sicurezza.</p>
<h3>SharePlay Screen Sharing (2024).</h3>
<p>La condivisione e il controllo remoto dello schermo, terza funzione trattenuta al lancio di iOS 18, ha seguito un percorso analogo di ritardo.</p>
<h3>Live Translation con AirPods(2025).</h3>
<p>La traduzione simultanea delle conversazioni, presentata con gli AirPods Pro 3 a settembre 2025, è stata bloccata al lancio per gli utenti con account e residenza UE. Il nodo era da manuale: l&#8217;elaborazione avviene sull&#8217;iPhone, non sugli auricolari, quindi l&#8217;obbligo di interoperabilità avrebbe richiesto di aprire la funzione anche alle cuffie concorrenti. Apple ha sostenuto di dover completare un lavoro di ingegneria aggiuntivo per garantire che le conversazioni — elaborate sul dispositivo e mai accessibili nemmeno ad Apple — non fossero esposte ad aziende terze. La funzione è poi arrivata in Europa a fine 2025, accompagnata da una nuova API che consente ai concorrenti l&#8217;uso simultaneo di microfoni e altoparlanti.</p>
<h3>Sincronizzazione Wi-Fi dell&#8217;Apple Watch (novembre 2025).</h3>
<p>Il caso più istruttivo, perché qui Apple non ha ritardato: ha <em>rimosso</em>. La Commissione chiedeva di aprire entro fine 2025 la condivisione delle reti Wi-Fi dell&#8217;iPhone agli accessori di terze parti, replicando ciò che avviene con l&#8217;Apple Watch. La risposta di Cupertino: poiché l&#8217;Europa esige che i prodotti terzi siano trattati come l&#8217;Apple Watch, la sincronizzazione viene disattivata anche sull&#8217;Apple Watch degli utenti europei. Parità verso il basso.</p>
<h3><strong>Funzioni di Mappe (2025)</strong>.</h3>
<p>&#8220;Luoghi visitati&#8221; e i percorsi preferiti sono stati rinviati nell&#8217;UE: condividere quei dati con sviluppatori terzi, sostiene Apple, comprometterebbe la riservatezza della cronologia degli spostamenti.</p>
<h3>S<strong>iri AI e iOS 27 &nbsp;(2026)</strong>.</h3>
<p>L&#8217;ultimo capitolo, il più pesante. Alla WWDC 2026 Apple ha presentato Siri AI, l&#8217;assistente ricostruito su Apple Intelligence e sui modelli Gemini di Google: conversazioni multi-turno, intelligenza contestuale, Visual Intelligence sulla fotocamera. Al lancio di iOS 27 e iPadOS 27, Siri AI non sarà disponibile nell&#8217;UE su iPhone e iPad — mentre arriverà regolarmente su macOS 27, visionOS 27 e watchOS 27, piattaforme per le quali Apple non è designata come gatekeeper. Il dettaglio è eloquente: la geografia del blocco coincide esattamente con il perimetro della designazione DMA. Craig Federighi ha dichiarato che Apple non è in grado di fornire una tempistica per il rilascio europeo, e che nemmeno gli sviluppatori UE potranno testare le nuove API.</p>
<h2>Come è penalizzato un utente Apple europeo rispetto ad uno Americano, inglese o svizzero</h2>
<p>Mettiamo in fila l&#8217;esperienza concreta. Un utente di San Francisco, Londra o Zurigo — paesi dove l&#8217;ecosistema funziona completamente — e un utente UE comprano lo stesso iPhone, allo stesso prezzo (anzi, l&#8217;europeo paga di più, IVA inclusa). Ecco cosa ottengono a giugno 2026:</p>
<p><!-- Tabella DMA/Apple — versione per WordPress: solo stili inline, nessuna classe, nessun blocco



<style> --></p>
<table style="width: 100%; border-collapse: collapse; font-family: Helvetica,Arial,sans-serif; font-size: 15px; color: #1d1d1f; margin: 16px 0">
<thead>
<tr>
<th style="background-color: #1d1d1f; color: #ffffff; text-align: left; padding: 12px 14px; font-size: 13px; text-transform: uppercase; letter-spacing: 1px; border: 1px solid #1d1d1f">Funzione</th>
<th style="background-color: #1d1d1f; color: #ffffff; text-align: left; padding: 12px 14px; font-size: 13px; text-transform: uppercase; letter-spacing: 1px; border: 1px solid #1d1d1f">USA / UK / Svizzera</th>
<th style="background-color: #1d1d1f; color: #ffffff; text-align: left; padding: 12px 14px; font-size: 13px; text-transform: uppercase; letter-spacing: 1px; border: 1px solid #1d1d1f">Unione Europea</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr style="background-color: #ffffff">
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; font-weight: bold">Siri AI (iOS 27 / iPadOS 27)</td>
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; color: #1a7f37; font-weight: bold">Al lancio, autunno 2026</td>
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; color: #c0392b; font-weight: bold">Non disponibile, nessuna data</td>
</tr>
<tr style="background-color: #f7f7f9">
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; font-weight: bold">iPhone Mirroring su Mac</td>
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; color: #1a7f37; font-weight: bold">Dal 2024</td>
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; color: #c0392b; font-weight: bold">Mai arrivato</td>
</tr>
<tr style="background-color: #ffffff">
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; font-weight: bold">Live Translation AirPods</td>
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; color: #1a7f37; font-weight: bold">Dal lancio (set. 2025)</td>
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; color: #b07000; font-weight: bold">Arrivata con mesi di ritardo</td>
</tr>
<tr style="background-color: #f7f7f9">
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; font-weight: bold">Apple Intelligence</td>
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; color: #1a7f37; font-weight: bold">Ott. 2024</td>
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; color: #b07000; font-weight: bold">Apr. 2025</td>
</tr>
<tr style="background-color: #ffffff">
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; font-weight: bold">Sync Wi-Fi iPhone–Apple Watch</td>
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; color: #1a7f37; font-weight: bold">Funzionante</td>
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; color: #c0392b; font-weight: bold">Disattivata da nov. 2025</td>
</tr>
<tr style="background-color: #f7f7f9">
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; font-weight: bold">Luoghi visitati / percorsi (Mappe)</td>
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; color: #1a7f37; font-weight: bold">Disponibili</td>
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; color: #c0392b; font-weight: bold">Rinviati</td>
</tr>
<tr style="background-color: #ffffff">
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; font-weight: bold">App store alternativi, sideloading</td>
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; color: #c0392b; font-weight: bold">Non disponibili</td>
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; color: #1a7f37; font-weight: bold">Disponibili</td>
</tr>
<tr style="background-color: #f7f7f9">
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; font-weight: bold">Pagamenti e link esterni all&#8217;App Store</td>
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; color: #b07000; font-weight: bold">Limitati</td>
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; color: #1a7f37; font-weight: bold">Garantiti per legge</td>
</tr>
<tr style="background-color: #ffffff">
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; font-weight: bold">Schermata di scelta del browser</td>
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; color: #c0392b; font-weight: bold">No</td>
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; color: #1a7f37; font-weight: bold">Sì</td>
</tr>
<tr style="background-color: #f7f7f9">
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; font-weight: bold">NFC aperto a wallet di terzi</td>
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; color: #b07000; font-weight: bold">Limitato</td>
<td style="padding: 11px 14px; border: 1px solid #e5e5ea; color: #1a7f37; font-weight: bold">Sì</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="font-size: 13px; color: #6e6e73; font-family: Helvetica,Arial,sans-serif; margin-top: 6px"><strong style="">Verde</strong> = disponibile· <strong style="">Giallo</strong> = con limitazioni o ritardo · <strong style="">Rosso</strong> = non disponibile. Stato a giugno 2026.</p>
<p>Le ultime quattro righe sono la parte del confronto che spesso si dimentica, e che un articolo onesto deve includere: il DMA ha tolto molto agli utenti europei, ma, nell&#8217;ottica del legislatore, ha anche dato qualcosa. Qualcosa che però, nell&#8217;ottica del tipico utente Apple, è perfettamente inutile. Solo nell&#8217;UE è possibile installare AltStore o l&#8217;Epic Games Store su iPhone, scaricare Fortnite senza passare da Apple, pagare un abbonamento dentro un&#8217;app senza la commissione del 30%, scegliere il browser al primo avvio con un motore di rendering davvero alternativo a WebKit, usare app di pagamento concorrenti con accesso pieno al chip NFC. Un Apple utente americano non può fare nulla di tutto questo — e infatti negli Stati Uniti, va detto, &nbsp;è in discussione da anni un Open App Markets Act che al DMA si ispira dichiaratamente. Va anche detto, però che chi tiene alla filosofia che predilige la massima apertura e configurabilità a fronde della fluidità, della praticità e della sicurezza, dei compra un terminale Android e si diverte a combattere con windows.</p>
<p>Il bilancio, quindi, non è &#8220;l&#8217;Europa ha un iPhone peggiore&#8221; ma qualcosa di più sottile: l&#8217;utente europeo ha un iPhone più aperto e meno integrato; l&#8217;utente americano ha un iPhone più chiuso e più fluido. Quale dei due sia migliore dipende da quale funzione si considera essenziale: per chi vive dentro l&#8217;ecosistema Apple — un iPhone, un Mac, un Watch, gli AirPods — la versione europea è oggettivamente mutilata nelle funzioni di continuità che di quell&#8217;ecosistema sono la ragione d&#8217;essere. Per chi considera l&#8217;iPhone un computer di cui vorrebbe disporre liberamente, la versione europea è l&#8217;unica al mondo che si avvicina all&#8217;ideale essendo ben lontana dal raggiungerlo.</p>
<h2>Apple e Unione Europea: due narrazioni in conflitto</h2>
<p>Restano due domande: i ritardi sono una conseguenza inevitabile della legge o una scelta di Apple? Apple potrebbe fare qualcosa per &nbsp;rendere l&#8217;esperienza di un utente europeo più vicina a quella di un utente americano?</p>
<h3>La versione di Apple</h3>
<p>La versione di Apple è coerente e documentata: l&#8217;articolo 6 impone di estendere ai terzi funzioni progettate per essere sicure dentro un perimetro chiuso. Aprire la traduzione simultanea a cuffie di altri produttori, o il mirroring a sistemi operativi altrui, significa esporre flussi di dati (conversazioni, schermate, reti Wi-Fi, posizione) a soggetti su cui Apple non ha controllo. Servono mesi di ingegneria per farlo senza degradare privacy e sicurezza; nel frattempo, meglio non lanciare. A settembre 2025 l&#8217;azienda è andata oltre, chiedendo formalmente l&#8217;abrogazione o una revisione profonda del DMA e sostenendo che la legge rende gli <strong>europei &#8220;cittadini digitali di serie B&#8221;</strong>. Apple lamenta anche un&#8217;applicazione squilibrata: cinque delle prime otto indagini DMA hanno riguardato Cupertino, nonostante Android abbia in Europa una quota di mercato tripla rispetto a iOS.</p>
<h3>La versione della Commissione</h3>
<p>La versione della Commissione è speculare: le norme non vietano affatto di lanciare Siri AI o il mirroring in Europa; chiedono solo che le stesse capacità siano accessibili anche ai concorrenti. Il ritardo, in questa lettura, non dipende dalla legge ma dall&#8217;incapacità — o dalla scelta strategica — di Apple di adattare le proprie piattaforme ai requisiti di interoperabilità. I più critici aggiungono che trattenere funzioni molto desiderate è anche una leva negoziale e comunicativa: ogni funzione assente con l&#8217;etichetta &#8220;colpa del DMA&#8221; è un argomento regalato a chi vuole ammorbidire il regolamento, e orienta la frustrazione degli utenti verso Bruxelles anziché verso Cupertino. Il caso del Wi-Fi dell&#8217;Apple Watch — dove Apple ha preferito spegnere la funzione a tutti piuttosto che aprirla — è citato come prova che la posta in gioco non è la fattibilità tecnica ma il controllo dell&#8217;ecosistema.</p>
<p>Come spesso accade, le due narrazioni non si escludono. È plausibile che aprire in sicurezza protocolli nati chiusi richieda davvero tempo e lavoro; ed è altrettanto plausibile che Apple abbia tutto l&#8217;interesse a far pesare quel tempo sugli utenti europei nel modo più visibile possibile. Il DMA, dal canto suo, sconta un problema reale: scritto pensando ad app store e motori di ricerca, si trova ad arbitrare questioni di architettura hardware-software che il legislatore del 2020 non aveva davanti agli occhi — l&#8217;intelligenza artificiale on-device, su tutte.</p>
<h2>Chi sono i parlamentari italiani che hanno &nbsp;votato l&#8217;obbrobrio DMA</h2>
<p>A parte l&#8217;eccezione della parlamentare indipendente Francesca Donato, nessun altro parlamentare italiano ha votato contro l&#8217;approvazione del DMA: tutti a favore, qualche astenuto. &nbsp;I risultati ufficiali della votazione del 5 luglio 2022 con cui è stato approvato il DMA sono disponibili a questa pagina: <strong><a href="https://howtheyvote.eu/votes/146588">https://howtheyvote.eu/votes/146588 </a></strong>filtrando per paese, potrete vedere il voto di ciascun parlamentare europeo italiano. Partendo dalla pagina <strong><a href="https://www.europarl.europa.eu/meps/it/full-list/all">https://www.europarl.europa.eu/meps/it/full-list/all</a></strong> è possibile cercare la scheda del singolo parlamentare e, accedendo alla sua scheda, contattarlo per esprimere il nostro dissenso sugli effetti della legge che ha votato. Vi consiglio educazione e rispetto.</p>
<h2>&nbsp;Conclusione</h2>
<p>Il Digital Markets Act è il tentativo più ambizioso mai fatto dal legislatore europeo di riscrivere le regole del gioco digitale. Sull&#8217;ecosistema Apple i suoi effetti sono oggi un esperimento naturale a cielo aperto che finora ha portato ad una penalizzazione importante degli stessi cittadini che la legge voleva difendere che si ritrovano con device amputati delle funzioni di continuità più avanzate. &nbsp;Un decreto che ragiona sul mercato ma che non impedisce a colossi come Facebook di imporre regole, come l&#8217;anonimato degli account, che minano la sicurezza dei cittadini. Colossi Google e Facebook che spesso sono restii a collaborare con le forze dell&#8217;ordine quando si tratta di reati minori come la truffa &nbsp;o la diffamazione o di situazioni odiose e destabilizzanti come le fake news.</p>
<p>Oggi su Facebook chiunque può impersonare un&#8217;azienda di trasporti, ad esempio, e truffare gli utenti vendendo abbonamenti falsi. Può perseguitare l&#8217;ex partner distruggendo la sua reputazione o può rovinare la vita di una persona scrivendo falsità infamanti sul suo conto. Di queste emergenze il DMA non si occupa.</p>
<p><strong>Claudio Di Tursi</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.applephilosophy.com/2026/06/12/perche-il-digital-markets-act-danneggia-gli-utenti-apple-in-europa/">Perché il Digital Markets Act danneggia gli utenti Apple in Europa</a> proviene da <a href="https://www.applephilosophy.com">ApplePhilosophy</a>.</p>
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		<title>Come capire se l’SSD del Mac è usurato o danneggiato (guida completa)</title>
		<link>https://www.applephilosophy.com/2026/05/16/come-capire-se-lssd-del-mac-e-usurato-o-danneggiato-guida-completa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Di Tursi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 15:05:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[guide]]></category>
		<category><![CDATA[Mac]]></category>
		<category><![CDATA[MacOS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho acquistato un MacBook di seconda mano che, a un primo sguardo, appariva in condizioni estetiche impeccabili. Era appartenuto a una persona che lo aveva quasi venerato, pur avendolo utilizzato intensamente ogni giorno per lavoro. Dopo qualche tempo, però, pur conoscendo l’elevata qualità degli SSD utilizzati da Apple, mi sono chiesto quanto fosse stato realmente&#8230;&#160;<a href="https://www.applephilosophy.com/2026/05/16/come-capire-se-lssd-del-mac-e-usurato-o-danneggiato-guida-completa/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Come capire se l’SSD del Mac è usurato o danneggiato (guida completa)</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.applephilosophy.com/2026/05/16/come-capire-se-lssd-del-mac-e-usurato-o-danneggiato-guida-completa/">Come capire se l’SSD del Mac è usurato o danneggiato (guida completa)</a> proviene da <a href="https://www.applephilosophy.com">ApplePhilosophy</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho acquistato un MacBook di seconda mano che, a un primo sguardo, appariva in condizioni estetiche impeccabili. Era appartenuto a una persona che lo aveva quasi venerato, pur avendolo utilizzato intensamente ogni giorno per lavoro.</p>
<p>Dopo qualche tempo, però, pur conoscendo l’elevata qualità degli SSD utilizzati da Apple, mi sono chiesto quanto fosse stato realmente sfruttato il disco interno. In fondo, nonostante tutte le attenzioni del precedente proprietario, si trattava comunque del computer principale di un web designer che ne faceva un uso pesante.</p>
<p>macOS, di default, offre solo un’indicazione molto generica sullo stato dell’unità, limitandosi a segnalare se l’SSD necessita o meno di assistenza. Per ottenere dati più precisi — come la reale percentuale di usura del disco — è necessario affidarsi a strumenti di terze parti.</p>
<p>Nel seguito di questo post vedremo, in pochi semplici passaggi, come individuare il livello di usura dell’SSD del vostro Mac e capire meglio quanto “vita” rimanga ancora all’unità interna. Buona lettura.</p>
<h2>Come utilizzare Utility Disco per sapere se l’SSD interno necessita di assistenza</h2>
<p>Quando un Mac inizia a manifestare comportamenti anomali — rallentamenti improvvisi, blocchi casuali, riavvii inattesi o errori apparentemente scollegati tra loro — è importante capire se il problema possa dipendere dall’SSD interno. In questi casi, verificare lo stato dell’unità è fondamentale, soprattutto per evitare il rischio di perdita dei dati.</p>
<p>Fortunatamente, macOS integra già uno strumento semplice e immediato per un primo controllo: Utility Disco.</p>
<p>Per aprirla, potete utilizzare Spotlight premendo contemporaneamente il tasto <code>⌘ Command</code> e la barra spaziatrice, quindi digitare “Utility Disco”. In alternativa, l’applicazione è disponibile nella cartella Utility (o Altro) all’interno di Applicazioni.</p>
<p>Una volta avviata, selezionate dalla barra laterale il contenitore principale del disco — quello posto più in alto nella gerarchia — e osservate il riquadro informativo nella parte inferiore della finestra. Qui troverete la voce “Stato S.M.A.R.T.”.</p>
<figure id="attachment_11884" aria-describedby="caption-attachment-11884" style="width: 2466px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="11884" data-permalink="https://www.applephilosophy.com/2026/05/16/come-capire-se-lssd-del-mac-e-usurato-o-danneggiato-guida-completa/screenshot-38/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/UtilitityDisco-StatoSalute.jpg?fit=2466%2C1270&amp;ssl=1" data-orig-size="2466,1270" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Screenshot&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Screenshot&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="UtilityDisco-StatoSalute" data-image-description="&lt;p&gt;UtilityDisco: StatoSalute&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;UtilityDisco: StatoSalute&lt;/p&gt;
" data-large-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/UtilitityDisco-StatoSalute.jpg?fit=1024%2C527&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/UtilitityDisco-StatoSalute.jpg?resize=1200%2C618&#038;ssl=1" class="size-full wp-image-11884" alt="UtilityDisco: StatoSalute" width="1200" height="618" srcset="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/UtilitityDisco-StatoSalute.jpg?w=2466&amp;ssl=1 2466w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/UtilitityDisco-StatoSalute.jpg?resize=300%2C155&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/UtilitityDisco-StatoSalute.jpg?resize=1024%2C527&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/UtilitityDisco-StatoSalute.jpg?resize=768%2C396&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/UtilitityDisco-StatoSalute.jpg?resize=1536%2C791&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/UtilitityDisco-StatoSalute.jpg?resize=2048%2C1055&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/UtilitityDisco-StatoSalute.jpg?w=2400&amp;ssl=1 2400w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-11884" class="wp-caption-text">UtilityDisco: StatoSalute</figcaption></figure>
<p>Se accanto compare la dicitura “Verificato”, significa che il sistema non ha rilevato problemi critici e che, almeno secondo i parametri diagnostici di Apple, l’SSD risulta funzionare correttamente.</p>
<p>Diverso è il caso in cui compaiano messaggi più preoccupanti, tra cui:</p>
<ul>
<li>“Errore”<br />
Indica che l’unità ha rilevato problemi hardware potenzialmente gravi. In questi casi è consigliabile effettuare immediatamente un backup completo dei dati e valutare la sostituzione del disco o l’assistenza tecnica.</li>
<li>“Non supportato”<br />
Questo messaggio può apparire su alcuni SSD esterni, unità non Apple oppure configurazioni particolari. Non significa necessariamente che il disco sia guasto, ma semplicemente che macOS non riesce a leggere le informazioni S.M.A.R.T.</li>
<li>“In avaria” o messaggi equivalenti<br />
Segnalano una condizione critica dell’unità. Il rischio di perdita dati può essere elevato ed è opportuno intervenire quanto prima</li>
</ul>
<p>Va però sottolineato un aspetto importante: anche quando lo stato risulta “Verificato”, ciò non significa necessariamente che l’SSD sia nuovo o poco usurato. Il controllo S.M.A.R.T. integrato in macOS si limita infatti a stabilire se il disco presenti problemi evidenti, ma non mostra informazioni dettagliate sul livello di consumo delle celle NAND o sulla quantità totale di dati scritti nel tempo.</p>
<p>Per conoscere il reale stato di usura dell’SSD — un dato particolarmente utile quando si acquista un Mac usato — è quindi necessario utilizzare utility di terze parti in grado di leggere parametri molto più approfonditi.</p>
<h2>Utilizzare Smartmontools per capire come sta veramente l’SSD del Mac</h2>
<p>Per ottenere informazioni realmente dettagliate sullo stato dell’SSD interno del Mac è necessario utilizzare strumenti più avanzati rispetto a quelli integrati in macOS. Uno dei migliori è Smartmontools, una suite gratuita e open source che permette di leggere direttamente i parametri S.M.A.R.T. dell’unità.<br />
Il pacchetto può essere scaricato gratuitamente dal progetto ufficiale ospitato su SourceForge <strong><a href="https://sourceforge.net/projects/smartmontools/files/smartmontools">https://sourceforge.net/projects/smartmontools/files/smartmontools</a></strong>, prelevando il file .DMG dell’ultima versione disponibile.<br />
In alternativa — soluzione decisamente consigliata — è possibile installarlo tramite Homebrew, il celebre gestore di pacchetti per macOS. È sufficiente aprire il Terminale e digitare:</p>
<pre><strong>brew install smartmontools</strong></pre>
<p>per chi non avesse ancora installato il gestore di pacchetti Home Brew, che sostanzialmente permette di installare su Mac in maniera semplicissima molte utility disponibili per Linux, la pagina di installazione è <strong><a href="https://brew.sh/">https://brew.sh/&nbsp;</a></strong></p>
<p>Al temine dell&#8217;installazione, eseguite il seguente comando:</p>
<pre><strong>sudo smartctl --all /dev/disk0</strong></pre>
<p>Nel mio caso il risultato è stato:</p>
<pre>smartctl 7.5 2025-04-30 r5714 [Darwin 25.5.0 x86_64] (local build)  === START OF SMART DATA SECTION === SMART overall-health self-assessment test result: PASSED  Critical Warning: 0x00 Temperature: 32 Celsius Available Spare: 100% Available Spare Threshold: 99% Percentage Used: 1% Data Units Read: 55.796.126 [28,5 TB] Data Units Written: 55.035.696 [28,1 TB] Host Read Commands: 1.120.935.237 Host Write Commands: 1.452.751.340 Power Cycles: 330 Power On Hours: 885 Unsafe Shutdowns: 63 Media and Data Integrity Errors: 0 Error Information Log Entries: 0</pre>
<h3>Analisi dei risultati</h3>
<p>Il dato più importante è probabilmente questo:</p>
<pre><strong>SMART overall-health self-assessment test result: PASSED</strong></pre>
<p>Significa che l’SSD non presenta errori hardware rilevati dal controller interno e che, allo stato attuale, l’unità è considerata perfettamente funzionante.<br />
Molto interessante è anche la voce:</p>
<pre><strong>Percentage Used: 1%</strong></pre>
<p>Si tratta del parametro che indica il livello di usura stimato dell’SSD. Nel mio caso significa che l’unità ha consumato appena l’1% della propria vita utile teorica. In pratica, il disco è ancora in condizioni eccellenti.<br />
Anche questi valori sono estremamente positivi:</p>
<pre><strong>Media and Data Integrity Errors: 0 Error Information Log Entries: 0</strong></pre>
<p>Non risultano errori di integrità dei dati né problemi registrati dal controller NVMe. È uno degli indicatori più rassicuranti sullo stato di salute dell’unità.<br />
La temperatura operativa:</p>
<pre><strong>Temperature: 32 Celsius</strong></pre>
<p>è assolutamente nella norma e indica che il disco sta lavorando in condizioni termiche ottimali.<br />
Interessante anche il dato relativo alla quantità totale di dati scritti:</p>
<pre><strong>Data Units Written: [28,1 TB]</strong></pre>
<pre>A prima vista potrebbe sembrare elevato, ma in realtà gli SSD Apple moderni sono progettati per sopportare centinaia di terabyte scritti prima di iniziare a degradarsi sensibilmente. Per un SSD Apple da 1 TB, 28 TB rappresentano un utilizzo ancora molto contenuto.  <strong>Power On Hours: 885</strong></pre>
<p>indicainvece che il Mac è rimasto acceso per circa 885 ore complessive, un valore piuttosto basso per una macchina utilizzata professionalmente.<br />
Più curioso è il parametro:</p>
<pre><strong>Unsafe Shutdowns: 63</strong></pre>
<p>che segnala spegnimenti improvvisi o non corretti. Non significa necessariamente che il Mac abbia avuto problemi: può trattarsi semplicemente di arresti forzati, batterie scaricate completamente o crash occasionali. Tuttavia, se il numero continua a crescere rapidamente, potrebbe essere opportuno approfondire.<br />
Infine, l’ultima riga:</p>
<pre><strong>Read 1 entries from Error Information Log failed: GetLogPage failed: system=0x38, sub=0x0, code=745</strong></pre>
<p>può spaventare a prima vista, ma nella maggior parte dei casi non indica un problema reale dell’SSD. Si tratta generalmente di una limitazione del firmware Apple o di una compatibilità incompleta tra macOS e Smartmontools nella lettura di alcuni registri NVMe proprietari utilizzati da Apple.<br />
Poiché tutti gli altri parametri risultano perfetti — nessun errore dati, stato SMART superato e usura minima — questo messaggio può essere considerato innocuo nel contesto specifico.</p>
<h3>smartctl dà risultati diversi con i Mac Apple Silicon</h3>
<p>Sui Mac con Apple M1, Apple M2 o successivi, smartctl continua a funzionare, ma le informazioni disponibili sono generalmente molto più limitate rispetto ai Mac Intel. Apple, infatti, interpone diversi livelli di astrazione tra hardware e sistema operativo, impedendo l’accesso diretto a numerosi registri NVMe standard.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Spero che questo articolo ti sia stato utile, nel caso condividilo nei social con i tuoi contatti e nei gruppi a tema Apple: così facendo mi aiuteresti molto a far crescere questo blog.</p>
<p>Abbiamo parlato in un&#8217;altra occasione della tecnologia S.M.A.R.T., se sei interessato all&#8217;argomento clicca qui: <strong><a href="https://www.applephilosophy.com/2020/12/13/come-prevenire-la-perdita-di-dati-sul-tuo-mac-o-sul-tuo-pc-la-tecnologia-s-m-a-r-t-ed-altri-strumenti/">LINK</a></strong></p>
<p><strong>Claudio Di Tursi per ApplePhilosophy</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>In questo periodo ci sono parecchie offere del negozio ufficiale di Apple su Amazon: dai un occhiata, clicca qui: <a href="https://www.amazon.it/s?k=offerte+apple&#038;rh=p_123%3A110955%2Cp_n_condition-type%3A15137402031&#038;dc=&#038;qid=1778949327&#038;rnid=15137400031&#038;ds=v1%3AkioUzBLGWgp1dVZgASmDWtx12PkUrrZAVULMsx9jdGE&#038;linkCode=ll2&#038;tag=applephilos0c-21&#038;linkId=574a4b33ad3c701eec8159dd99c55016&#038;ref_=as_li_ss_tl"><strong>LINK ALLE OFFERTE</strong></a></em></p>
<figure id="attachment_11887" align="alignnone" width="1783"><a href="https://www.amazon.it/s?k=offerte+apple&#038;rh=p_123%3A110955%2Cp_n_condition-type%3A15137402031&#038;dc=&#038;qid=1778949327&#038;rnid=15137400031&#038;ds=v1%3AkioUzBLGWgp1dVZgASmDWtx12PkUrrZAVULMsx9jdGE&#038;linkCode=ll2&#038;tag=applephilos0c-21&#038;linkId=574a4b33ad3c701eec8159dd99c55016&#038;ref_=as_li_ss_tl"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="11887" data-permalink="https://www.applephilosophy.com/2026/05/16/come-capire-se-lssd-del-mac-e-usurato-o-danneggiato-guida-completa/offerte-maggio-2026/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?fit=1783%2C817&amp;ssl=1" data-orig-size="1783,817" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Offerte Maggio 2026" data-image-description="&lt;p&gt;Offerte Apple Maggio 2026&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;Offerte Apple Maggio 2026&lt;/p&gt;
" data-large-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?fit=1024%2C469&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?resize=1200%2C550&#038;ssl=1" class="size-full wp-image-11887" alt="Offerte Apple Maggio 2026" width="1200" height="550" srcset="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?w=1783&amp;ssl=1 1783w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?resize=300%2C137&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?resize=1024%2C469&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?resize=768%2C352&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Offerte-Maggio-2026.jpg?resize=1536%2C704&amp;ssl=1 1536w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><strong>Offerte Apple Maggio 2026</strong></a></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.applephilosophy.com/2026/05/16/come-capire-se-lssd-del-mac-e-usurato-o-danneggiato-guida-completa/">Come capire se l’SSD del Mac è usurato o danneggiato (guida completa)</a> proviene da <a href="https://www.applephilosophy.com">ApplePhilosophy</a>.</p>
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		<title>La storia del Mac raccontata attraverso l&#8217;evoluzione del design delle interfacce</title>
		<link>https://www.applephilosophy.com/2026/05/11/la-storia-del-mac-raccontata-attraverso-levoluzione-del-design-delle-interfacce/</link>
					<comments>https://www.applephilosophy.com/2026/05/11/la-storia-del-mac-raccontata-attraverso-levoluzione-del-design-delle-interfacce/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Di Tursi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 09:14:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mac]]></category>
		<category><![CDATA[MacOS]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esiste un mondo fatto di ricordi, abitato da una specie di appassionati Apple ormai quasi in via d’estinzione. Utenti che hanno avuto la fortuna di incontrare i primi Macintosh. Quelli che hanno vissuto la storica transizione dai Motorola 68K ai PowerPC nel 1994 e, anni dopo, quella dai PowerPC agli Intel nel 2005. Ricordi che&#8230;&#160;<a href="https://www.applephilosophy.com/2026/05/11/la-storia-del-mac-raccontata-attraverso-levoluzione-del-design-delle-interfacce/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">La storia del Mac raccontata attraverso l&#8217;evoluzione del design delle interfacce</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.applephilosophy.com/2026/05/11/la-storia-del-mac-raccontata-attraverso-levoluzione-del-design-delle-interfacce/">La storia del Mac raccontata attraverso l&#8217;evoluzione del design delle interfacce</a> proviene da <a href="https://www.applephilosophy.com">ApplePhilosophy</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Esiste un mondo fatto di ricordi, abitato da una specie di appassionati Apple ormai quasi in via d’estinzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Utenti che hanno avuto la fortuna di incontrare i primi Macintosh. Quelli che hanno vissuto la storica transizione dai Motorola 68K ai PowerPC nel 1994 e, anni dopo, quella dai PowerPC agli Intel nel 2005.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricordi che rischierebbero di andare perduti “come lacrime nella pioggia” (cit.) se non esistessero musei, fiere dell’informatica vintage e collezionisti capaci di mantenere viva la passione per le gloriose macchine di quell’epoca.</p>
<figure id="attachment_11859" aria-describedby="caption-attachment-11859" style="width: 1500px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="11859" data-permalink="https://www.applephilosophy.com/2026/05/11/la-storia-del-mac-raccontata-attraverso-levoluzione-del-design-delle-interfacce/screenshot-36/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Finder-5-1.jpg?fit=1500%2C1200&amp;ssl=1" data-orig-size="1500,1200" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Screenshot&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1745059557&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Screenshot&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Finder-5-1" data-image-description="&lt;p&gt;Il pannello di controllo del Finder 5.1&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;Il pannello di controllo del Finder 5.1&lt;/p&gt;
" data-large-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Finder-5-1.jpg?fit=1024%2C819&amp;ssl=1" class="size-full wp-image-11859" src="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Finder-5-1.jpg?resize=1200%2C960&#038;ssl=1" alt="Il pannello di controllo del Finder 5.1" width="1200" height="960" srcset="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Finder-5-1.jpg?w=1500&amp;ssl=1 1500w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Finder-5-1.jpg?resize=300%2C240&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Finder-5-1.jpg?resize=1024%2C819&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/Finder-5-1.jpg?resize=768%2C614&amp;ssl=1 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-11859" class="wp-caption-text">Il pannello di controllo del Finder 5.1</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Parliamo di veri capolavori, non soltanto dal punto di vista dell’hardware, ma soprattutto per quanto riguarda le interfacce dei sistemi operativi: minimaliste, razionali, eleganti. Interfacce nate quando ogni pixel aveva un costo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi ha vissuto quegli anni — forse per troppo amore — tende però anche a dimenticare i piccoli (e a volte neanche troppo piccoli) difetti che affliggevano alcuni modelli. O la fatica necessaria per far convivere software, periferiche e sistemi operativi in un periodo in cui in Apple sembrava dominare il motto: “It’s a feature, not a bug”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie alla passione e alle competenze di due straordinari appassionati — il designer Marcin Wichary e l’esperto di virtualizzazione Mihai Parparita — oggi è possibile rivivere quell’esperienza anche senza avere tra le mani un autentico gioiello Apple del passato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla pagina<br /><strong><a href="https://aresluna.org/frame-of-preference/">https://aresluna.org/frame-of-preference/</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">i due autori hanno ricostruito quarant’anni di storia del Mac, dal 1984 al 2005, attraverso l’evoluzione delle interfacce del Pannello di Controllo e di alcuni dei modelli più iconici della storia Apple, ricreati grazie a ben 10 emulatori.</p>
<figure id="attachment_11860" aria-describedby="caption-attachment-11860" style="width: 820px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="11860" data-permalink="https://www.applephilosophy.com/2026/05/11/la-storia-del-mac-raccontata-attraverso-levoluzione-del-design-delle-interfacce/screenshot-37/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/macOS-9-0.jpg?fit=820%2C860&amp;ssl=1" data-orig-size="820,860" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Screenshot&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1746257537&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Screenshot&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="macOS-9-0" data-image-description="&lt;p&gt;Controllo del mouse in macOS 9.0&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;Controllo del mouse in macOS 9.0&lt;/p&gt;
" data-large-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/macOS-9-0.jpg?fit=820%2C860&amp;ssl=1" class="size-full wp-image-11860" src="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/macOS-9-0.jpg?resize=820%2C860&#038;ssl=1" alt="Controllo del mouse in macOS 9.0" width="820" height="860" srcset="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/macOS-9-0.jpg?w=820&amp;ssl=1 820w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/macOS-9-0.jpg?resize=286%2C300&amp;ssl=1 286w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/macOS-9-0.jpg?resize=768%2C805&amp;ssl=1 768w" sizes="auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px" /><figcaption id="caption-attachment-11860" class="wp-caption-text">Controllo del mouse in macOS 9.0</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">È un viaggio meraviglioso, un’esperienza che consiglio a tutti, non solo per nostalgia, ma anche per riflettere su quanto fossero essenziali e leggibili le interfacce di allora rispetto a quelle degli ultimi macOS, forse un po’ troppo ricche di effetti, trasparenze e complessità visiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coraggio: iniziate il vostro viaggio nel passato.<br />E quando tornerete… raccontatemi nei commenti cosa avete provato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Claudio Di Tursi</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Amazon offre l<a href="https://amzn.to/4u8GenS">’Phone 17</a> con uno <a href="https://amzn.to/4u8GenS">sconto di €130  a €849</a> invece di €979. Possibile pagare in 5 rate senza interessi e senza dover aprire una pratica di finanziamento.</em></strong></p>
<p><strong><em>L&#8217;iPhone 17 è un dispositivo interessantissimo da tutti considerato il miglior iPhone per rapporto qualità/prezzo.</em></strong></p>
<p data-start="211" data-end="666"><strong><em>Presentato lo scorso settembre, iPhone 17 porta con sé un display LTPO OLED da 6,3 pollici con Dynamic Island: uno schermo che non si limita a essere luminoso e fluido, ma che trasforma ogni interazione in qualcosa di naturale, quasi trasparente. Al centro di tutto c’è il nuovo chip Apple A19 a 3 nanometri, affiancato da 8 GB di RAM e 256 GB di archiviazione, una combinazione pensata per far sparire l’attesa. Tutto è immediato, silenziosamente veloce.</em></strong></p>
<p data-start="668" data-end="949"><strong><em>Anche l’autonomia segue la filosofia Apple degli ultimi anni: non impressionare con numeri esagerati, ma accompagnare l’utente per l’intera giornata senza pensieri. La batteria da 3.692 mAh riesce proprio in questo, sostenendo un sistema che appare sempre più ottimizzato e maturo.</em></strong></p>
<p data-start="951" data-end="1291"><strong><em>Sul fronte fotografico, Apple continua a inseguire la semplicità invece della spettacolarizzazione. Le due fotocamere posteriori da 48 Megapixel restituiscono immagini dettagliate e naturali, mentre la fotocamera frontale Center Stage da 18 Megapixel rende videochiamate e selfie di gruppo sorprendentemente dinamici, quasi cinematografici.</em></strong></p>
<p data-start="1293" data-end="1613"><strong><em>Con iOS 26 e le nuove funzioni di Apple Intelligence, iPhone 17 non è soltanto uno smartphone potente: è il primo assaggio concreto della direzione che Apple sembra voler prendere nei prossimi anni. Un dispositivo sempre più personale, contestuale e capace di anticipare le esigenze dell’utente senza diventare invasivo.</em></strong></p>
<p data-start="1615" data-end="1823" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><strong><em>La promozione attualmente disponibile su Amazon lo rende ancora più interessante: un modo per entrare nell’ecosistema Apple con uno dei modelli più completi e maturi mai realizzati dalla società di Cupertino.</em></strong></p>
<figure id="attachment_11861" aria-describedby="caption-attachment-11861" style="width: 1856px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://amzn.to/4u8GenS"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="11861" data-permalink="https://www.applephilosophy.com/2026/05/11/la-storia-del-mac-raccontata-attraverso-levoluzione-del-design-delle-interfacce/iphone17-camera-posteriore/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/iPhone17-camera-posteriore.jpg?fit=1856%2C850&amp;ssl=1" data-orig-size="1856,850" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="iPhone17-camera-posteriore" data-image-description="&lt;p&gt;Un particolare delle fotocamere posteriori dell&amp;#8217;iPhone 17&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;Un particolare delle fotocamere posteriori dell&amp;#8217;iPhone 17 che mette in luce le diverse colorazioni&lt;/p&gt;
" data-large-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/iPhone17-camera-posteriore.jpg?fit=1024%2C469&amp;ssl=1" class="size-full wp-image-11861" src="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/iPhone17-camera-posteriore.jpg?resize=1200%2C550&#038;ssl=1" alt="Un particolare delle fotocamere posteriori dell'iPhone 17" width="1200" height="550" srcset="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/iPhone17-camera-posteriore.jpg?w=1856&amp;ssl=1 1856w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/iPhone17-camera-posteriore.jpg?resize=300%2C137&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/iPhone17-camera-posteriore.jpg?resize=1024%2C469&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/iPhone17-camera-posteriore.jpg?resize=768%2C352&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/05/iPhone17-camera-posteriore.jpg?resize=1536%2C703&amp;ssl=1 1536w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11861" class="wp-caption-text">Un particolare delle fotocamere posteriori dell&#8217;iPhone 17 che mette in luce le diverse colorazioni disponibili</figcaption></figure>
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		<title>Hagibis mini monitor: un gadget irrinunciabile!</title>
		<link>https://www.applephilosophy.com/2026/04/29/hagibis-mini-monitor-un-gadget-irrinunciabile/</link>
					<comments>https://www.applephilosophy.com/2026/04/29/hagibis-mini-monitor-un-gadget-irrinunciabile/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Di Tursi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 08:06:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Accessori]]></category>
		<category><![CDATA[Mac]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da quando ho piazzato sulla scrivania questo Mini Monitor Hagibis con funzione di hub replicatore di porte, sono un po&#8217; più felice . Avevo bisogno di un hub per le USB di tipo A e C che mi evitasse di fare ogni volta le contorsioni per inserire una chiavetta e mi sono imbattuto in questo&#8230;&#160;<a href="https://www.applephilosophy.com/2026/04/29/hagibis-mini-monitor-un-gadget-irrinunciabile/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Hagibis mini monitor: un gadget irrinunciabile!</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">Da quando ho piazzato sulla scrivania questo Mini Monitor Hagibis con funzione di hub replicatore di porte, sono un po&#8217; più felice <span class="html-span xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x1hl2dhg x16tdsg8 x1vvkbs x3nfvp2 x1j61x8r x1fcty0u xdj266r xat24cr xm2jcoa x1mpyi22 xxymvpz xlup9mm x1kky2od"><img loading="lazy" decoding="async" class="xz74otr x15mokao x1ga7v0g x16uus16 xbiv7yw" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t6c/2/16/1f643.png" alt="&#x1f643;" width="16" height="16" /></span>.</div>
<div dir="auto">Avevo bisogno di un hub per le USB di tipo A e C che mi evitasse di fare ogni volta le contorsioni per inserire una chiavetta e mi sono imbattuto in questo prodotto della Hagibis che offre anche un mini monitor che ho trovato davvero utilissimo.</div>
</div>
<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">Il piccolo monitor si comporta a tutti gli effetti come un&#8217;estensione dello schermo principale sul quale posizionare un contenuto che si vuole avere sempre sotto gli occhi mentre si sta lavorando. Di base ci ho piazzato i widget della batteria, del meteo, dell&#8217;ora e del calendario, cosi da poter passare immediatamente agli impegni della giornata; ma alla bisogna ci vanno a finire qualche video o le dirette di Raiplay.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Sullo sfondo ho messo una raccolta di ricordi delle vacanze, che mentre sei al lavoro non guasta mai.</div>
<div dir="auto">
<p><figure id="attachment_11841" aria-describedby="caption-attachment-11841" style="width: 2048px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="11841" data-permalink="https://www.applephilosophy.com/2026/04/29/hagibis-mini-monitor-un-gadget-irrinunciabile/hagibis-mini-monitor/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/04/Hagibis-Mini-Monitor.jpg?fit=2048%2C1536&amp;ssl=1" data-orig-size="2048,1536" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Hagibis Mini Monitor" data-image-description="&lt;p&gt;Hagibis Mini Monitor&lt;/p&gt;
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<p>&nbsp;</p>
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<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">Le porte sul davanti, due USB-A e un USB-C, sono tutte USB 3.0 da 5 Gbps. Poi ci sono il lettore di schede SD e Micro SD che possono essere usate anche simultaneamente, cosa non sempre scontata sugli hub economici. Sul retro sono presenti una Port aUSB-C per la connessione al Mac o al PC, che veicola anche il segnale video, il classico jack da 3,5 per le cuffie ed un ingresso HDMI utile se non si dispone sul computer di un uscita USB-C da dedicare al monitor: in quest&#8217;ultimo caso bisognerà utilizzare un alimentatore USB-C che eroghi 5V e 2A.</div>
</div>
<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">La qualità costruttiva dell&#8217;oggetto è notevole, come replicatole di porte è molto affidabile; il monitor, pur essendo piccolo, è ben definito e offre colori molto gradevoli. Chi desidera acquistarlo su Amazon può cliccare qui: <span class="html-span xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x1hl2dhg x16tdsg8 x1vvkbs"><a class="x1i10hfl xjbqb8w x1ejq31n x18oe1m7 x1sy0etr xstzfhl x972fbf x10w94by x1qhh985 x14e42zd x9f619 x1ypdohk xt0psk2 x3ct3a4 xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz xkrqix3 x1sur9pj x1fey0fg x1s688f" tabindex="0" role="link" href="https://amzn.to/4eaQnLI?content_source=fb&amp;fb_content_id=Q9-wBQHfo2VByQzRJ6wyNZhXHOqroMo1S_kf9zAaLsMHCQlY6uh-k9GCK42cmaOuzA&amp;channel_type=fb&amp;fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHpmlf3KJvqi_xeZRr4DjotO5AMNfKXauwFCMAy-o2s6b5iYJ5NddJrPCsmWK_aem_Q6i9t4xVn_CjO_AiyDq_Zg" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">https://amzn.to/4eaQnLI</a></span></div>
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<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><strong>Claudio Di Tursi per ApplePhilosophy</strong></div>
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		<title>App Foto Mac non funziona: cosa fare per risolvere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Di Tursi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 14:46:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mac]]></category>
		<category><![CDATA[MacOS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Introduzione L’App Foto su Mac solitamente funziona alla perfezione: un archivio ordinato, dove si possono cercare le foto che ci interessa in modo molto potente e sincronizzato fra tutti i nostri dispositivi. Quando qualcosa non funziona, però, con album che spariscono, lentezze inspiegabili o, peggio, l’app che non si apre più, è facile andare nel&#8230;&#160;<a href="https://www.applephilosophy.com/2026/04/21/app-foto-mac-non-funziona-cosa-fare-per-risolvere/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">App Foto Mac non funziona: cosa fare per risolvere</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.applephilosophy.com/2026/04/21/app-foto-mac-non-funziona-cosa-fare-per-risolvere/">App Foto Mac non funziona: cosa fare per risolvere</a> proviene da <a href="https://www.applephilosophy.com">ApplePhilosophy</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Introduzione</h2>
<p>L’App Foto su Mac solitamente funziona alla perfezione: un archivio ordinato, dove si possono cercare le foto che ci interessa in modo molto potente e sincronizzato fra tutti i nostri dispositivi. Quando qualcosa non funziona, però, con album che spariscono, lentezze inspiegabili o, peggio, l’app che non si apre più, è facile andare nel panico.</p>
<p>In questo post vi farò vedere una funzione poco conosciuta ma fondamentale: la funzione di riparazione della libreria di macOS, una procedura che, dietro un’interfaccia minimale, nasconde un lavoro piuttosto complesso.</p>
<h2>Come si avvia la procedura di ripristino dell&#8217;App Foto</h2>
<p>Per accedere alla funzione di riparazione:</p>
<p>Tenere premuti i tasti  Option (⌥) + Command (⌘) mentre si clicca sull’icona dell’app Foto e confermare quando compare la richiesta di ripristino.</p>
<p><figure id="attachment_11818" aria-describedby="caption-attachment-11818" style="width: 800px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="11818" data-permalink="https://www.applephilosophy.com/2026/04/21/app-foto-mac-non-funziona-cosa-fare-per-risolvere/screenshot-35/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/04/Riparazione-della-libreria-di-Foto.jpg?fit=819%2C797&amp;ssl=1" data-orig-size="819,797" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Screenshot&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Screenshot&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Riparazione della libreria di Foto" data-image-description="&lt;p&gt;Riparazione della libreria di Foto&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;Riparazione della libreria di Foto&lt;/p&gt;
" data-large-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/04/Riparazione-della-libreria-di-Foto.jpg?fit=819%2C797&amp;ssl=1" class="wp-image-11818" src="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/04/Riparazione-della-libreria-di-Foto.jpg?resize=800%2C779&#038;ssl=1" alt="Riparazione della libreria di Foto" width="800" height="779" srcset="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/04/Riparazione-della-libreria-di-Foto.jpg?w=819&amp;ssl=1 819w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/04/Riparazione-della-libreria-di-Foto.jpg?resize=300%2C292&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/04/Riparazione-della-libreria-di-Foto.jpg?resize=768%2C747&amp;ssl=1 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-11818" class="wp-caption-text">Riparazione della libreria di Foto</figcaption></figure></p>
<p>A questo punto, se tutto va bene, Foto avvia automaticamente il processo di analisi e ricostruzione della libreria.</p>
<p>Già, se tutto va bene, perché, nella pratica, non sempre fila tutto liscio.</p>
<h2>Riparazione della libreria di Foto: quando serve la modalità provvisoria</h2>
<p>In alcuni casi, la procedura non parte o si blocca. Per risolvere bisogna avere cura di riavviare il Mac in modalità sicura (Safe Mode), qualcosa di simile alla modalità provvisoria di Windows in cui macOS parte senza caricare i driver non essenziali, disabilita le estensioni e, pulisce alcune cache di sistema everifica l’integrità del disco.</p>
<p>Se il ripristino della libreria fallisce in condizioni normali, eseguirlo in modalità sicura spesso permette di portarlo a termine. Per riavviare in modalità sicura, spegnete il Mac e riaccendetelo tenendo premuto il tasto maiuscole di sinistra.</p>
<h2>Come funziona l’App Foto</h2>
<p>Per capire cosa succede durante il ripristino, bisogna prima capire com&#8217;è organizzata la libreria Foto.</p>
<p>Quella che appare come un singolo file (<code>Photos Library.photoslibrary</code>) è in realtà un contenitore organizzato che include:</p>
<ul>
<li>gli originali delle immagini e dei video</li>
<li>versioni ottimizzate (anteprime e miniature)</li>
<li>un motore di database interno SQLITE che organizza tutto</li>
</ul>
<p>Questo database è il vero fulcro dell’app: tiene traccia degli album, memorizza modifiche e metadati e collega ogni elemento al relativo file nel database.</p>
<p>Quando qualcosa si rompe, quindi, vengono lanciate specifiche utility di riparazione del database che riorganizzano le tabelle e gli indici relativi all&#8217;App Foto.</p>
<p>Su macOS, SQLite è un motore di database relazionale leggero, serverless e integrato, utilizzato dal sistema operativo per archiviare in modo efficiente dati strutturati di applicazioni, cronologie, contatti, messaggi e impostazioni. È essenziale per gestire, tramite file locali, le informazioni di molte app Apple senza bisogno di un server separato.<br />
Di questo motore e delle modalità per accedervi, vi parlerò in un prossimo articolo.</p>
<h2>Cosa succede durante il ripristino</h2>
<p>Quando si avvia la procedura, Foto non si limita a “riparare” qualche errore: ricostruisce buona parte della struttura interna.</p>
<p>In particolare:</p>
<ul>
<li>Analizza il database per individuare incoerenze</li>
<li>Crea una nuova struttura dati pulita</li>
<li>Rilegge tutti i file originali per riallineare i contenuti</li>
<li>Ricostruisce collegamenti e metadati</li>
<li>Rigenera anteprime e cache</li>
</ul>
<p>Si tratta di un processo che può richiedere molto tempo, soprattutto con librerie grandi. Ma è anche molto efficace: raramente non si riesce riesce a ripristinare la libreria.</p>
<h2>Perché il ripristino a volte non riesce</h2>
<p>Quando il ripristino non va a buon fine, le cause possono essere diverse.</p>
<h3>Problemi di sistema o disco</h3>
<p><span style="font-size: 16px;">Se il file system ha errori o il disco presenta instabilità, la libreria può corrompersi di nuovo dopo poco tempo. In questi casi è utile lanciare Utility disco e fare l&#8217;S.O.S. della partizione dati.</span></p>
<h3>Interferenze software</h3>
<p>Processi in background, estensioni o cache danneggiate possono interferire con la procedura. È uno dei motivi per cui la modalità provvisoria può risultare decisiva. Ragionate sulle App che avete installato recentemente e , se potete, disinstallatele o cercate su google se ci sono incompatibilità note. Nel caso aspettate un fax o aggiornate all&#8217;ultima versione.</p>
<h3>Sincronizzazione con iCloud</h3>
<p>Se si utilizza Foto di iCloud, la libreria contiene gli originali sul cloud di Apple.</p>
<p>Dopo il ripristino, il database viene ricostruito e viene confrontato con iCloud. Se lo spazio su iCloud è insufficiente o la sincronizzazione è instabile, i dati non si allineano correttamente e il database può tornare incoerente</p>
<p>È uno scenario subdolo: la riparazione riesce, ma il problema si ripresenta dopo qualche giorno.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Il ripristino della libreria Foto è uno strumento potente, ma non è una soluzione magica.</p>
<p>Funziona bene quando il problema è circoscritto.<br />
Diventa meno efficace quando le cause sono esterne: unità di memorizzazione in cui risiede la libreria corrotta, sistema o sincronizzazione cloud.</p>
<p><strong>Claudio Di Tursi per ApplePhilosophy</strong></p>
<p>Vi ho già parlato delle potenzialità dell&#8217;App foto in questo articolo: <a href="https://www.applephilosophy.com/2021/12/27/gestire-le-foto-con-mac-iphone-e-ipad-ecco-perche-non-ti-servono-le-cartelle/"><strong>(clicca qui!)</strong></a></p>
<p><strong>Se hai trovato utile questo articolo, condividilo sui social: per me è molto importante.</strong></p>
<p>Su Amazon, in questo periodo dell’anno, ci sono molte offerte relative al mondo Apple: <strong><a href="https://amzn.to/4cxJaD3">clicca qui per dare un’occhiata.</a></strong></p>
<figure id="attachment_11812" class="wp-caption alignnone" aria-describedby="caption-attachment-11812"><a href="https://amzn.to/4cxJaD3"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11812" src="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/04/Offerte-Apple.jpg?resize=1200%2C413&amp;ssl=1" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" srcset="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/04/Offerte-Apple.jpg?w=1620&amp;ssl=1 1620w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/04/Offerte-Apple.jpg?resize=300%2C103&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/04/Offerte-Apple.jpg?resize=1024%2C353&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/04/Offerte-Apple.jpg?resize=768%2C265&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/04/Offerte-Apple.jpg?resize=1536%2C529&amp;ssl=1 1536w" alt="Offerte Apple" width="1200" height="413" data-recalc-dims="1" data-attachment-id="11812" data-permalink="https://www.applephilosophy.com/2026/04/19/come-monitorare-luso-della-cpu-del-mac-direttamente-dal-dock/screenshot-34/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/04/Offerte-Apple.jpg?fit=1620%2C558&amp;ssl=1" data-orig-size="1620,558" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Screenshot&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Screenshot&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Screenshot" data-image-description="&lt;p&gt;Offerte Apple&lt;/p&gt; " data-image-caption="&lt;p&gt;Offerte Apple&lt;/p&gt; " data-large-file="https://i0.wp.com/www.applephilosophy.com/wp-content/uploads/2026/04/Offerte-Apple.jpg?fit=1024%2C353&amp;ssl=1" /></a><figcaption id="caption-attachment-11812" class="wp-caption-text"><a href="https://amzn.to/4cxJaD3">Offerte Apple</a>Se acquisti su Amazon partendo dai link di ApplePhilosophy, mi aiuti a mantenere aperto questo blog.</p>
</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.applephilosophy.com/2026/04/21/app-foto-mac-non-funziona-cosa-fare-per-risolvere/">App Foto Mac non funziona: cosa fare per risolvere</a> proviene da <a href="https://www.applephilosophy.com">ApplePhilosophy</a>.</p>
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