L’iPhone si surriscalda? Ecco come risolvere il problema.

L’iPhone si surriscalda? Ecco come risolvere il problema.

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Capita spesso di sentire i nostri iDevice diventare molto caldi apparentemente senza motivo. In realtà dietro questo fenomeno c’è sempre un insieme di cause che sono di difficile individuazione se non si conoscono alcuni concetti fondamentali.

Le cause di un surriscaldamento sono sostanzialmente tre: fattori ambientali, problemi di ricarica e impostazioni software errate. Nel seguito di questo articolo cercheremo di analizzarle una ad una  per capire cosa è meglio fare nelle varie situazioni. Buona lettura.

  1. surriscaldamento dovuto a fattori ambientali.

    A volte senza accorgercene lasciamo il telefono esposto alla luce diretta del sole. Lo schermo ed i colori scuri assorbono maggiormente la radiazione solare e le parti in vetro e metallo mantengono il calore tanto più a lungo quanto più sono pesanti. In questo caso la soluzione è semplice: spegnere immediatamente il telefono, togliere l’eventuale custodia, riporlo in un luogo fresco e non riaccenderlo prima di una mezzoretta. ATTENZIONE! Non fate l’errore di mettere il telefono in frigo o nel congelatore; all’interno del telefono, infatti, potrebbe crearsi una pericolosissima condensa capace di mandare in corto irrimediabilmente i circuiti del dispositivo.
    Anche usare i nostri iDevice in ambienti troppo caldi potrebbe influire sulle loro prestazioni. Gli iPhone sono stati progettati per funzionare in maniera corretta in un intervallo di temperature compreso tra 0 e 35 gradi, superata questa soglia, non disponendo di impianti di raffreddamento attivi, il dispositivo rallenta la frequenza di Clock del processore per preservarsi dal surriscaldamento. Se proprio dovete usare il dispositivo per molto tempo a temperature superiori a 35 gradi, togliete momentaneamente la cover di protezione che avete eventualmente applicato.

  2. surriscaldamento dovuto alle modalità di ricarica.

    Ricaricare il dispositivo con un caricatore rapido o wireless magari non certificato MFi (Made For iPhone), può fare surriscaldare il dispositivo vuol dire, come abbiamo già visto in un articolo precedente, rovinare la batteria. Anche utilizzare il telefono giocando con giochi che mettono a dura prova GPU e CPU mentre il telefono è in carica è una cattiva idea in quanto porta al surriscaldamento ed al deterioramento della batteria.
    Le soluzioni qui sono molteplici:

    • Utilizzare un caricatore a ricarica lenta quando non è necessaria la ricarica rapida. 
      Non ha senso surriscaldare la batteria del telefono rovinandola irrimediabilmente anzitempo quando lo mettiamo in carica di notte. Nell’ordinario è preferibile usare il caricatore da 5 watt a ricarica lenta che, purtroppo, non viene più fornito con i nuovi iPhone. Se proprio non ne avete uno dell’iPhone precedente, potete acquistarlo all’Apple Store o su Amazon a questo link. Se non lo avete, vi servirà anche il cavo: quello in dotazione con il caricatore a ricarica rapida fornito con i nuovi iPhone 11 Pro e 11 Pro Max non va bene, ci vuole un cavo Lighting USB-A. È disponibile su Amazon sia originale (link) sia certificato MFi (link).
    • Utilizzare un caricatore wireless certificato MFi
      I caricatori rapidi se non sono di ottima qualità sono micidiali per le batterie. Sono nati con la promessa di renderci la vita più facile, ma pretendono che il telefono sia caricato poggiandolo esattamente in un determinato punto e, soprattutto, senza custodia. La Apple ancora non li produce, ma vende all’Apple Store quelli di marca Belkin (link).
    • Togliere la cover quando si carica l’iPhone
      Se il telefono tende a scaldare durante la fase di ricarica è meglio liberarlo dalla cover in modo che, a diretto contatto con l’aria, riesca a dissipare meglio il calore.
  3. Surriscaldamento imputabile alla configurazione software errata.

    Ho lascito per ultimo il capitolo più difficile. La soluzione ai problemi di surriscaldamento sarà quasi sicuramente una di quelle illustrate o una combinazione di queste.

    • Il rimedio drastico.
      È sicuramente il più efficace. Il più delle volte il nostro smartphone scalda perché ci abbiamo caricato su un sacco di roba inutile. Applicazioni che abbiamo scaricato ed usato una volta sola, dandogli magari i permessi di localizzazione e notifica, e altre cose di questo genere. La cosa migliore da fare è togliere dal nostro iDevice le app che non servono, magari cancellando anche foto e filmati inutili, sia da rullino che dalle app di messaggistica come WhatsApp. Per quest’ultimo entriamo nelle impostazioni e facciamo il backup delle chat su iCloud dopo averle prima depurate da immondizia come  meme cretini e filmati porno – che tanto ve li inviano di nuovo. Dalle impostazioni dell’App Foto, inoltre, ricordiamoci di attivare “Foto di iCloud”, in modo  di avere le nostre foto al sicuro sui server Apple.
      Andiamo in Impostazioni->idApple->iCloud ed assicuriamoci di avere impostato il salvataggio dei dati su iCloud per tutte le app di cui riteniamo necessario conservarli.
      Poi facciamo un backup di sicurezza con iTunes, che conserveremo per ogni e evenienza,   e riportiamo l’iDevice alle impostazioni iniziali da impostazioni->Generali->Ripristina->Inizializza contenuto ed impostazioni, ripristinandolo come nuovo ’iPhone: avremo un telefono scattante come quando era uscito di fabbrica. Collegando gli account di iCloud e della posta elettronica (consiglio a tutti Gmail, non esiste niente di meglio) vedremo ricomparire le mail, le note le foto, i libri la musica e i contenuti acquistati su iTunes.
      A questo punto scarichiamo nuovamente le app dall’App Store, non tutte assieme, ma via via che sentiamo la necessità di utilizzarle. In questa maniera il telefono continuerà a rimanere scattante e sarà semplice individuare quell’App che, una volta scaricata, ci fa diventare rovente il telefono. Nel caso qualcosa andasse storto avete sempre il backup di sicurezza.
    • Facebook e Messenger
      Queste due applicazioni sono spesso accusate di fare surriscaldare il telefono. In effetti accedendo in maniera pesante alla localizzazione, alle notifiche e funzionando in background è probabile che in alcuni casi, sui terminali non nuovissimi qualche problema possano darlo. Nei paesi in via di sviluppo dall’App Store si possono scaricare Facebook lite e Messenger lite, due app che risolvono il problema ma hanno qualche funzionalità in meno. Messenger lite, in particolare, per funzionare sotto la lentissima rete Edge, perde la crittografia. In Italia è disponibile solo Messenger lite che funziona benissimo ma l’integrazione con l’App Facebook completa non funziona come dovrebbe. Da Messenger Lite, ad esempio, è possibile richiamare un profilo facendo partire l’App Facebook; ma da Facebook se voglio inviare un messaggio cliccando il pulsante a forma di fulmine, l’app mi dice che devo installare Messenger.
      il nostro consiglio, comunque, è quello di disinstallare le due App, riavviare il dispositivo e reinstallarle.
    • Servizi di sistema.
      La prima cosa da fare è reimpostare tutte le impostazioni del sistema senza cancellare il contenuto del dispositivo.In questa maniera, via via che utilizzeremo le applicazioni che avete istallate queste ci richiederanno di accedere ai servizi di sistema quali la localizzazione. Stando attenti a concedere le abilitazioni con parsimonia. è probabile che riusciate a risolvere il problema del surriscaldamento.  Andate in Impostazioni->Generali->Ripristina e scegliete Ripristina impostazioni.
    • Aggiornamento delle App in background
      Recatevi in Impostazioni->Generali->Aggiorna app in Background. Da qui scegliete a quali applicazioni consentire l’aggiornamento in background. Potete anche scegliere di disabilitare completamente l’aggiornamento toccando “aggiorna app in background” e scegliendo “no”.
    • Localizzazione
      La localizzazione è molto onerosa in termini di energia, bisogna fare in modo che ne usufruiscano il meno possibile solo le App per le quali è strettamente necessaria. Recatevi in Impostazioni->Privacy-> localizzazione e controllate i permessi delle varie App. A nessuna, per esempio dovrebbe essere concesso di utilizzare i servizi di localizzazione anche quando non è in uso.
    • Notifiche
      Anche le notifiche sono fortemente energivore, esono molte le app per le quali sono perfettamente inutili.
      Andate in impostazioni->notifiche e revocate i permessi per il maggior numero di App, tenendo attive le solo notifiche strettamente necessarie come quelle per le applicazioni di messaggistica e bancarie.
  4. Conclusioni.

    Speriamo di avervi dato concretamente una mano a tenere il vostro telefono più fresco. Se tutte le indicazioni non sono servite a nulla, non vi rimane che l’assistenza ufficiale Apple.

Difendersi dal Coronanavirus igienizzando computer, portatile, tablet, smartphone e la postazione di lavoro


L’emergenza Coronavirus è drammatica, qualcosa a cui non eravamo preparati. Non sappiamo quando passerà, ma di certo dopo non saremo più gli stessi. Anzi non lo siamo già adesso. Il Corona Virus ci sta cambiando dal punto di vista sociale, lavorativo e personale. Non si tratta, fortunatamente, solo di aspetti negativi. Lo Smart Working, per esempio, fa bene alle aziende, al lavoratore ed al pianeta. Le aziende si stanno dotando dell’infrastruttura tecnologica necessaria a implementarlo e, se darà i risultati che tutti ci aspettiamo, sarà difficile tornare indietro.

Anche una riconsiderazione dell’importanza del mantenere il più possibile salubre il posto di lavoro è una ricaduta positiva ed alcune delle fobie di questi giorni, che ci auguriamo possano passare presto, ci rimarranno sotto forma di buone pratiche igieniche. A cosa serve, ad esempio, lavarsi continuamente le mani se poi appoggio le dita su una tastiera sporca e quindi infetta

Quello di cui voglio parlarvi oggi, l’avrete capito, riguarda maniera in cui tenere pulita ed igienizzata la vostra postazione di lavoro in ufficio o a casa, facendo attenzione al fatto che per pulire senza rovinarli i dispositivi elettronici ci vogliono i prodotti e le tecniche giuste.

Sarà una cosa all’Aranzulla, perché i protocolli di igienizzazione vanno eseguiti alla lettera, quindi rassegnatevi. I prodotti che vi suggeriamo possono essere diversi, ma per garantire la funzione igienizzante e per non rovinare le apparecchiature devono avere le stesse caratteristiche tecniche.

Prima di passare ai consigli sulla pulizia, vi voglio fare vedere due prodotti che svolgono praticamente la stessa funzione e che possono esservi utili qualora doveste semplicemente disinfettare oggetti di piccola taglia come uno smartphone o oggetti sui quali avete già effettuato un cicli completo di pulizia come quello descritto nei paragrafi precedenti.

È notizia di questi giorni che la apple ha dato indicazioni ai suoi clienti circa la maniera di disinfettare i suoi prodotti con delle apposite salviette di marca Clorox. Si tratta di un prodotto piuttosto caro, come vedete in questo box, probabilmente reperibile in Italia solo su Amazon, ma che contiene la giusta quantità di alcol isopropilico necessaria a combattere batteri e virus tra i quali il famigerato Coronavirus e dovrebbe servire per disinfettare  anche la scrivania ed i computer.

Il nostro consiglio è di seguire le nostre indicazioni per pulire la vostra postazione di lavoro, a casa o in ufficio, ed usare con parsimonia le salviette per effettuare l’igienizzazione finale.

Se non riuscite a ordinare le salviette Clorox, che come c’era d’aspettarsi sono andate esaurite, prendete in considerazione le Ewent qui a sinistra, peraltro decisamente più economiche. 

Il nostro consiglio è di seguire le nostre indicazioni per pulire la vostra postazione d lavoro, a casa o in ufficio, ed usare salviette per effettuare l’igienizzazione finale.

  1. Pulire è diverso da impastare
  2. Pulizia ed igienizzazione della scrivania
  3. Pulizia ed igienizzazione del computer
  4. Pulizia ed igienizzazione dello schermo o del computer all in one tipo iMac
  5. Pulizia ed igienizzazione della tastiera
  6. Pulizia ed igienizzazione dei cavi di collegamento
  7. Pulizia ed igienizzazione delle unità  esterne
  8. Pulizia ed igienizzazione del tablet e dello smartphone e del notebook
  9. Pulizia ed igienizzazione della poltrona
  1. pulire è diverso da impastare
    una regola fondamentale è che prima di pulire le superfici con i detergenti è essenziale eliminare la polvere. Se non avete un aspirapolvere adatto ai piccoli oggetti o alla scrivania usate panni usa e getta in grado di eliminare la polvere trattenendola senza rilasciarla nell’aria.
  2. Pulizia ed igienizzazione della scrivania
    – Dotatevi di alcune scatole in cui riporre gli oggetti che toglierete dalla scrivania.
    – Togliete ad uno ad uno gli oggetti, i libri e i documenti che sono sulla scrivania spolverandoli adeguatamente con il panno che trattiene la polvere prima di riporli nella scatola o nella loro collocazione originaria se prevedete che non vi serviranno: non tenere sulla scrivania cose che non ci servono è la prima regola di igiene.
    -Togliete anche lo schermo il case del computer, la tastiera e le unità esterne. Scollegate prima l’alimentazione e poi i cavi di connessione delle varie unità, facendo in modo da ricordarvi i collegamenti scattando foto o mettendo segni con adesivi o quant’altro. 
Spolverate accuratamente ogni pezzo prima di spostarlo.
    – Con la scrivania sgombra passate il panno cattura polvere su tutte le superfici partendo dall’alto e successivamente passate lo spray igienizzante nello stesso ordine spruzzandolo sulla superficie da pulire ed asciugandolo passando un panno in microfibra.
    – Una volta terminata l’igienizzazione della scrivania, questa sarà pronta per ricevere gli oggetti che prima di esservi disposti sopra, dovranno essere puliti ed igienizzati su un tavolo da lavoro diverso.
  3. Pulizia ed igienizzazione del computer
    – Dopo aver rimosso la polvere col panno cattura polvere dal case, usate una bomboletta d’aria compressa o un pennello asciutto e pulito per rimuovere la polvere dagli interstizi.
    – Ripassate per l’ultima volta il panno cattura polvere.
    – Utilizzate lo spray igienizzante  spruzzandolo sul panno in microfibra per pulire il case del computer.
    – Il computer è pronto per essere riportato sulla scrivania.
  4. Pulizia ed igienizzazione dello schermo o del computer all in one tipo iMac
    Sullo schermo, proprio perché le persone ci parlano davanti, si depositano pericolosissimi virus e batteri contenuti nelle goccioline di saliva che escono inevitabilmente dalla bocca o dal naso quando starnutiamo. Capite, quindi, come una pulizia maniacale di questo dispositivo sia essenziale.- Dopo aver rimosso la polvere col panno cattura polvere dallo schermo, usate una bomboletta d’aria compressa o un pennello asciutto e pulito per rimuovere la polvere dagli interstizi. Se usate l’aria compressa, fate molta attenzione a tenerla lontana dallo schermo.
    – Ripassate per l’ultima volta il panno cattura polvere.
    – Utilizzate lo spray igienizzante  spruzzandolo sul panno a microfilbra per pulire il case dello schermo.
    -utilizzate un prodotto specifico per lo schermo vero e proprio, per il pannello LCD, insomma, spruzzandolo su un panno microfibra dedicato da non utilizzare su altre superfici. Il panno, prima di essere utilizzato e inumidito leggermente, deve essere sbattuto per fare staccare eventuali granelli di polvere che potrebbero rigare lo schermo. Fate poca pressione passando il panno sulla superfice con  movimenti circolari. Controllate il risultato guardando in controluce ed eventualmente ripassate. Gli aloni si eliminano facilmente utilizzando alla fine della pulizia il panno in microfibra dalla parte asciutta.
    – Il monitor è pronto per essere riportato sulla scrivania.
  5. Pulizia ed igienizzazione della tastiera
    La superficie dei tasti della tastiera nasconde le peggiori insidie, specialmente se è la tastiera di un computer usato da più persone. Gli elementi patogeni trovano tra sporcizia ed il grasso depositati i tasti della tastiera un habitat ottimale sul quale proliferare in attesa di essere condotti, attraverso le dita, nel nostro organismo.- Tenendo la tastiera in verticale, parlate l’aria compressa od il pennello negli interstizi tra i tasti. questa operazione può essere compiuta agevolmente anche utilizzando un aspirapolvere per la tastiera.
    – Ripete l’operazione con diverse angolazioni in modo da far fuoriuscire tutta la sporcizia.
    – Su un panno microfibra spruzzate un prodotto igienizzante e strofinate fino alla rimozione dell’eventuale patina di sporco. Fate attenzione a non danneggiare la tastiera impigliando il panno tra i tasti. Potete anche utilizzare un prodotto specifico, una sorta di gel gommoso che si insinua tra i tasti pulendoli e disinfettandoli.
    – Una volta pulito anche il cavo come spiegato nella sezione successiva, la tastiera può essere riportata sulla scrivania.
  6. Pulizia ed igienizzazione dei cavi di collegamento
    Dopo avere eliminato la polvere dai cavi con un panno cattura polvere, passateli tra un panno inumidito con un prodotto igienizzante diverse volte fino a che no vi sembreranno puliti.
    Terminata la pulizia aspettate che siano completamente asciutti prima di riconnettere tutte le unità. Collegate prima i cavi tra le varie unità ed il computer e solo dopo i  cavi di connessione alla rete elettrica.
  7. Pulizia ed igienizzazione delle unità esterne
    Per la pulizia delle unità esterne, utilizzate le indicazioni fornite dal produttore. In generale un panno in microfibra inumidito con un prodotto igienizzante dovrebbe andare benone.
  8. Pulizia ed igienizzazione del tablet e dello smartphone e del notebook
    Diverse ricerche hanno dimostrato come sullo schermo dello smartphone si annidino una marea di batteri e virus di tipo diverso.screenshot-2020-01-21-at-18-07-04.pngPulire questi oggetti con cui le nostre mani sono continuamente in contatto è una pratica di igiene essenziale.-  Rimuovete la custodia che sarà spolverata e pulitela  utilizzando procedure diverse a seconda del materiale con cui è costruita. Quelle normali in plastica o gomma possono anche essere insaponate, sciacquate in acqua tiepida ed asciugate con un panno in microfibra. Per le altre fate riferimento alle indicazioni del produttore.
    – Per pulire lo smartphone o il tablet si possono utilizzare prodotti specifici igienizzanti che vanno spruzzati su un panno in microfibra, in modo da rendere appena umido, con il quale strofinare delicatamente il device che dovrà essere spento. In alternativa, come consigliato dalla stessa Apple, si possono usare salviette imbevute di un liquido pulente ed antibatterico studiate appositamente. Se non trovate le Clorox, potete optare per le Ewent che, peraltro, costano anche meno.
    – Per pulire il notebook usare le istruzioni per il tablet e lo smartphone combinate a quelle per la tastiera.
  9. Pulizia ed igienizzazione della poltrona
    La poltrona va prima di turno trattata con un aspirapolvere per tessuti, dopodiché:
    – se è in tessuto bisogna utilizzare uno spray igienizzante specifico che va utilizzato seguendo in maniera scrupolosa le istruzioni.
    – se è in pelle bisogna utilizzare un prodotto che oltre a pulirla la idrati adeguatamente.

Ecco un elenco dei prodotti che abbiamo indicato in questo articolo:

iPhone nuovo? Ecco come scegliere una custodia che protegge per davvero ed un vetro temperato che salverà lo schermo dalle cadute.

 

Hub USB-C multiporta: quale scegliere e cosa fare quando non funziona

 

 

Un MacBook senza un Hub USB o gli specifici adattatori non può collegarsi praticamente a nulla che non sia wireless.  Anche scambiarsi i dati con i colleghi con una memory pen USB è un problema (io almeno questo l’ho risolto con una memory pen San Disk con doppio ingresso USB-A – USB-C, ma ne parleremo più avanti in un prossimo articolo).

Sul mercato si trovano tantissimi HUB che, occupando una solo a porta USB-C, offrono molti collegamenti e potendo ricevere in ingresso il cavo dell’alimentazione ricaricano pure il MacBook. Ve ne sono di tanti prezzi, peraltro tutti in calo,  e nelle versioni più complete offrono, oltre alle classiche porte USB-A per il collegamento dei device più disparati, slot per le schede SD, MicroSD, la porta per il collegamento alla lan e l’uscita video. 

In  pratica questi HUB multifunzione possono fungere da vere e proprie docking station: si arriva al mattino in ufficio e collegando un solo cavo si può usare il Mac a coperchio chiuso con mouse, tastiera estesa, schermo esterno ad alta o altissima definizione e collegamento ai servizi di rete dell’infrastruttura IT della ditta in cui si lavora. 

HUB multiporta: quali scegliere

Gli HUB Multiporta sono moltissimi e differiscono molto fra loro per qualità costruttiva e numero di porte che offrono. Non tutti hanno, ad esempio, la porta Ethernet per il collegamento alla rete via cavo, e tra quelli che offrono l’uscita video bisogna scegliere il formato che ci serve tra la classica VGA, l’HDMI, e la Display Port.  Detto questo, l’impressione che si ha è che ci siano i soliti tre o quattro costruttori cinesi che rivendono a ditte che rimarchiano.

Leggendo sui forum e guardando un po’ di recensioni sembra che a parte il calore che sviluppano, che è elevato, ed il problema delle interferenze col Wi-Fi che li accomuna un po’ tutti, e del quale più avanti diamo una soluzione definitiva, ci si trovi davanti prodotti che fanno quello che promettono.

Maggiori informazioni

Tastiera a farfalla: uno dei più grandi fallimenti di Apple.

Un tastiera bellissima ma fonte di un’infinità di problemi
Il mio MacBook Pro 13” TouchBar del 2017 è una piccola macchina da guerra: leggero e potente, si adatta ad ogni compito e ad ogni situazione alla perfezione. Non c’è nulla che possa davvero impensierirlo; e se sul posto di lavoro c’è un monitor esterno da affiancare come estensione del suo splendido display retina, o magari un iPad da usare in modalità Sidecar, allora non ti ferma più nessuno.

Ecco cosa mi sarebbe piaciuto scrivere parlando del mio MacBook Pro. Purtroppo la realtà è diversa, la famigerata tastiera a farfalla mi ha creato problemi nel momento sbagliato, proprio quando avevo bisogno di scrivere molto ed in maniera efficiente. Per comprometterne il funzionamento, come ormai è risaputo, è stato sufficiente che qualche granello di polvere si insinuasse sotto ai tasti. Nel mio caso la lettera “g” anche se premuta con decisione veniva saltata, mentre la “b” spesso veniva stampata due volte.

Comandi al terminale errati, programmi che non compilavano, documenti con un infinità di parole sottolineate dal correttore ortografico di Word: una carneficina; ‘na Cambogia come direbbero gli amici romani.

 Il supporto Apple, alla sua pagina https://support.apple.com/it-it/HT205662, spiega come pulire la tastiera usando una bomboletta di aria compressa, ma quando si deve lavorare, specialmente in certe situazioni, attuare la procedura consigliata è improponibile. Il consiglio che posso darvi, nel caso dobbiate svolgere un compito delicato, è di fare la pulizia prima di iniziare la sessione di lavoro ed incrociare le dita sperando che vada tutto per il meglio. Nel mio caso il problema non è stato bloccante, ma ha sicuramente rallentato il mio lavoro e influito negativamente sulla mia capacità di concentrazione.

 

Per mitigare il problema creato agli utenti Apple ha predisposto un programma di assistenza in garanzia che copre i malfunzionamenti della tastiera per quattro anni dalla data di acquisto; i modelli che possono usufruirne sono:

• MacBook (Retina, 12 pollici, inizio 2015)

• MacBook (Retina, 12 pollici, inizio 2016)

• MacBook (Retina, 12 pollici, 2017)

• MacBook Air (Retina, 13 pollici, 2018)

• MacBook Air (Retina, 13 pollici, 2019)

• MacBook Pro (13 pollici, 2016, due porte Thunderbolt 3)

• MacBook Pro (13 pollici, 2017, due porte Thunderbolt 3)

• MacBook Pro (13 pollici, 2019, due porte Thunderbolt 3)

• MacBook Pro (13 pollici, 2016, quattro porte Thunderbolt 3)

• MacBook Pro (13 pollici, 2017, quattro porte Thunderbolt 3)

• MacBook Pro (15 pollici, 2016)

• MacBook Pro (15 pollici, 2017)

• MacBook Pro (13 pollici, 2018, quattro porte Thunderbolt 3)

• MacBook Pro (15 pollici, 2018)

• MacBook Pro (13 pollici, 2019, quattro porte Thunderbolt 3)

• MacBook Pro (15 pollici, 2019)

Il programma prevede la sostituzione dell’intero top case che incorpora la tastiera, ma a quanto ci è dato di sapere la tastiera sostituita sarà identica alla precedente e quindi i problemi potrebbero ripresentarsi.

Insomma, se vi serve un MacBook nuovo l’unico che ci sentiamo di consigliarvi è il MacBook Pro da 16” sul quale è stata reintrodotta la tastiera a forbice, altrimenti, come abbiamo già scritto in un post precedente, considerate l’opportunità di acquistare un MacBook Pro usato prodotto prima del 2016 (2015 per MacBook), anno in cui è stata introdotta la famigerata tastiera a farfalla.

Claudio Di Tursi

iPhone nuovo? Ecco come scegliere una custodia che protegge per davvero ed un vetro temperato che non rovinerà lo schermo.

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