La ricarica rapida e la ricarica wireless danneggiano la batteria?

Hai comprato il nuovo cellulare e sei stato contentissimo nel trovare al suo interno un caricatore per la cosiddetta “Fast Charge”? Sei stato felice anche nel constatare che il nuovo gingillo supporta la ricarica wireless? Bene, se vuoi continuare a rimanere contento prosegui nella lettura di questo articolo; forse hai bisogno di qualche dritta.

Una ricerca condotta nel 2015 da due ricercatori del DESY di Amburgo (Deutsches Elektronen-Synchrotron) ha dimostrato scientificamente come la carica veloce, se usata frequentemente, può diminuire sensibilmente la vita operativa delle batterie al litio che equipaggiano i nostri dispositivi mobili. E siccome uno dei fattori che attentano alla salute delle batterie è il calore, allora anche l’uso della ricarica wireless merita una qualche attenzione.

Nel seguito di questo post analizzeremo insieme il risultato della ricerca e cercheremo di capire come comportarci per sfruttare al meglio le batterie e farle durare di più. Un modo per voler bene al pianeta, oltre che al portafogli.

 

Il risultato della ricerca in sintesi

Caricare le batterie agli ioni di litio troppo in fretta può ridurre permanentemente la loro capacità.

Porzioni della struttura di immagazzinamento dell’energia possono distruggersi e disattivarsi. Attraverso la ricerca del DESY per la prima volta si sono visti questi cambiamenti strutturali. Lo studio utilizza la tecnica della fluorescenza e mostra che, anche solo dopo pochi cicli di ricarica rapida, il danneggiamento alle strutture interne del materiale di cui è composto la batteria è chiaramente evidente, mentre con la ricarica lenta questo avviene dopo molto più tempo.

Nei loro esperimenti i ricercatori hanno esposto gli elettrodi di batterie differenti a venticinque cicli di carica e scarica che avvenivano a tre velocità diverse ed hanno analizzato la distribuzione degli elementi dei componenti degli elettrodi. Gli scienziati hanno potuto verificare che durante il caricamento rapido sono stati rilasciati dalla struttura cristallina atomi di nichel e manganese. Nella loro indagine, i ricercatori hanno individuato nell’elettrodo difetti simili a buchi con un diametro fino a 100 micron (0,1 mm). Le aree distrutte in questa maniera non possono più essere utilizzate per lo stoccaggio dell’energia.

 

Il calore danneggia le batterie al litio

Anche Il surriscaldamento è molto dannoso, in quanto porta a un degrado accelerato delle celle che compongono la batteria. Nei casi più estremi, quando nella batteria vengono superati determinati limiti di temperatura, a causa dell’ebollizione degli elettroliti, questa potrebbe gonfiarsi o addirittura esplodere. È quindi importante fare in modo che la batteria non si surriscaldi durante la fase di carica.

 

Il ruolo del controller di carica

Per minimizzare i danni derivanti dal processo di carica, gli smartphone moderni utilizzano un controller dedicato che monitora il livello di carica della batteria e la potenza erogata. La batteria viene caricata con la massima corrente di carica fino a quando non raggiunge circa il 60%, poi si passa alla ricarica lenta in cui l’intensità di corrente diminuisca progressivamente fino ad annullarsi del tutto al raggiungimento della carica completa.

La funzione di monitoraggio della temperatura implementata dal controller serve esclusivamente a proteggere la batteria impedendole di surriscaldarsi a valori critici, non evita che vengano raggiunte temperature che minano comunque la sua capacità di accumulazione.

 

Come comportarsi per mantenere la batteria in buone condizioni operative il più a lungo possibile

Innanzitutto bisogna partire dal presupposto che la batteria è da considerarsi un materiale di consumo che deve essere cambiato quando offre prestazioni troppo lontane dai dati di progetto iniziale. Bisogna inoltre considerare che molti produttori di smartphone, Apple in testa, invece che una batteria stanno montando due batterie in parallelo in modo da dimezzare la corrente ricevuta dal caricatore rapido mantenendo gli stessi tempi di ricarica ma con uno stress per ciascun pacco di batterie dimezzato. Partendo da questi presupposti, possiamo comunque comportarci in modo che la sostituzione avvenga il più tardi possibile seguendo alcune semplici regole:

Usare la ricarica veloce solo quando è strettamente necessario: in condizioni ordinarie, quando abbiamo tempo, magari di notte, mettiamo in carica il telefono col caricabatterie ordinario, quello da 5 watt (5.0 V – 1.0 A).

• Se abbiamo possibilità di caricare il telefono in ufficio, in albergo, in treno o magari utilizzando con il cavo standard o uno certificato da Apple la presa usb del computer facciamolo. La batteria si stressa meno se le ricariche sono frequenti. E se sono brevi ed incomplete è ancora meglio.

Non utilizziamo la ricarica rapida di notte: sarebbe inutile e dannosa.

• 20% – 80%: il range ottimale. Le batterie al litio si stressano se si devono caricare partendo da un livello inferiore all’20% e nel tratto di ricarica che va dall’80% al 100%. Apple con iOS 13 ha introdotto la carica ottimizzata che consiste nello studiare le abitudini dell’utente così da caricare la batteria fino all’80% e portarla al 100% poco prima che l’utente stacchi l’iPhone dall’alimentatore. Una delle cause principali di deterioramento delle batterie al litio è il lasciarle in carica per molto tempo quando sono già al massimo.

Impostazioni->Batteria->Stato batteria

• Meglio non utilizzare il telefono mentre si sta caricando. Scaricare la batteria mentre questa si sta caricando comporta un’usura maggiore.

• Utilizzate il meno possible la ricarica wireless, quando lo fate scegliete caricabatterie wireless certificati per essere utilizzati col vostro dispositivo e centrate perfettamente il campo elettromagnetico posizionando lo smartphone privo di custodia come indicato nel libretto di istruzioni del caricabatterie. La ricarica wireless è sconsigliabile perché scalda la batteria è, a differenza della ricarica col cavo, carica la batteria mentre questa sta facendo funzionare il telefono, cosa che, come abbiamo detto, ne favorisce l’usura.

Claudio Di Tursi

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iOS 13.0? No grazie, meglio aspettare il 13.1: troppi bug e un calo vistoso della batteria.

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Sono tanti i bug che stanno saltando fuori in queste ore e che colpiscono i dispositivi -specie i più datati – che hanno installato iOS 13.0. Si parla di bug al gestore delle mail, all’App foto – profondamente ristrutturata- di vari bug minori e di una preoccupante falla di sicurezza che permette di sfruttare la funzione FaceTime per attivare il telefono anche se bloccato per visualizzare tutte le informazioni sui contatti.

Gli errori sono tali e di tale portata da spingere Apple ad anticipare di sei giorni il rilascio di iOS 13.1 che avverrà, quindi, il 24 settembre.

Da notare il calo vistoso della durata della batteria che si consuma con una curva di scarica molto più ripida a fronte dello stesso livello di utilizzo.

In conclusione, l’upgrade a iOS 13.0 è fortemente sconsigliato. Meglio aspettare iOS 13.1.

Claudio Di Tursi

Risparmiare batteria su iPhone: la guida definitiva

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Leggi anche un articolo sui danni provocati della ricarica rapida e wireless , clicca qui!

Volete prolungare al massimo la durata della batteria del vostro iPhone, arrivare a sera, come si suol dire, senza però ritrovarvi fra le mani un Nokia 3310 pagato più di mille euro? Bene, come direbbe Aranzulla, siete capitati nel posto giusto.

In rete si trovano molti suggerimenti, ma qui cerchiamo di metterli a frutto in maniera ragionata, senza trasformare il cellulare in un oggetto praticamente inservibile.

Cominciamo precisando che questa guida è pensata per i dispositivi Apple, ma, fatte le debite correzioni, può essere adattabile a qualunque smartphone.

Batteria: cosa è lecito aspettarsi

Le batterie montate sui nostri device mobili iniziano a perdere colpi dopo 500-600 cicli di ricarica e sono inservibili intorno agli 800. Per ciclo di ricarica si intende portare la batteria dallo zero al cento per cento. Per intenderci, portarla un giorno dal 20% al 100% ed il giorno dopo dall’80% al 100% costituisce un unico ciclo dei ricarica. Ad iniziare da iOS 9, Apple ha ritirato le API che permettevano alle applicazioni di terze parti di stabilire quale fosse l’esatto numero di cicli compiuti dalla batteria, cosa decisamente non bella. È però possibile fare un calcolo a spanne considerando che ogni giorno, chi usa il telefono levandolo dalla carica la mattina e rimettendolo in carica la sera, fa quasi un ciclo completo, di conseguenza in un anno fa circa 330 -350 cicli.  È quindi lecito aspettarsi che dopo due anni di uso intensivo la batteria inizi a dare i primi segni di cedimento e che dopo tre anni sia da cambiare.

Gli strumenti messi a disposizione da iOS 

A partire da iOS 11, Apple ha introdotto una funzione nel sistema operativo che diminuisce la frequenza del processore se la batteria non è in buona salute, in modo da non fare riavviare il telefono durante i picchi di richiesta di energia e di far durare la batteria il più possibile tra una ricarica e l’altra.  Agli inizi ci fu la rivolta perché questo comportamento virtuoso era silente, sul device non compariva nessun messaggio che  spiegasse la situazione. Con iOS 12 è comparsa una scheda informativa sullo stato della batteria davvero ben fatta che specifica anche se a causa del deterioramento della batteria il processore funziona a velocità ridotta.

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