L’iPhone si surriscalda? Ecco come risolvere il problema.

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Capita spesso di sentire i nostri iDevice diventare molto caldi apparentemente senza motivo. In realtà dietro questo fenomeno c’è sempre un insieme di cause che sono di difficile individuazione se non si conoscono alcuni concetti fondamentali.

Le cause di un surriscaldamento sono sostanzialmente tre: fattori ambientali, problemi di ricarica e impostazioni software errate. Nel seguito di questo articolo cercheremo di analizzarle una ad una  per capire cosa è meglio fare nelle varie situazioni. Buona lettura.

  1. surriscaldamento dovuto a fattori ambientali.

    A volte senza accorgercene lasciamo il telefono esposto alla luce diretta del sole. Lo schermo ed i colori scuri assorbono maggiormente la radiazione solare e le parti in vetro e metallo mantengono il calore tanto più a lungo quanto più sono pesanti. In questo caso la soluzione è semplice: spegnere immediatamente il telefono, togliere l’eventuale custodia, riporlo in un luogo fresco e non riaccenderlo prima di una mezzoretta. ATTENZIONE! Non fate l’errore di mettere il telefono in frigo o nel congelatore; all’interno del telefono, infatti, potrebbe crearsi una pericolosissima condensa capace di mandare in corto irrimediabilmente i circuiti del dispositivo.
    Anche usare i nostri iDevice in ambienti troppo caldi potrebbe influire sulle loro prestazioni. Gli iPhone sono stati progettati per funzionare in maniera corretta in un intervallo di temperature compreso tra 0 e 35 gradi, superata questa soglia, non disponendo di impianti di raffreddamento attivi, il dispositivo rallenta la frequenza di Clock del processore per preservarsi dal surriscaldamento. Se proprio dovete usare il dispositivo per molto tempo a temperature superiori a 35 gradi, togliete momentaneamente la cover di protezione che avete eventualmente applicato.

  2. surriscaldamento dovuto alle modalità di ricarica.

    Ricaricare il dispositivo con un caricatore rapido o wireless magari non certificato MFi (Made For iPhone), può fare surriscaldare il dispositivo vuol dire, come abbiamo già visto in un articolo precedente, rovinare la batteria. Anche utilizzare il telefono giocando con giochi che mettono a dura prova GPU e CPU mentre il telefono è in carica è una cattiva idea in quanto porta al surriscaldamento ed al deterioramento della batteria.
    Le soluzioni qui sono molteplici:

    • Utilizzare un caricatore a ricarica lenta quando non è necessaria la ricarica rapida. 
      Non ha senso surriscaldare la batteria del telefono rovinandola irrimediabilmente anzitempo quando lo mettiamo in carica di notte. Nell’ordinario è preferibile usare il caricatore da 5 watt a ricarica lenta che, purtroppo, non viene più fornito con i nuovi iPhone. Se proprio non ne avete uno dell’iPhone precedente, potete acquistarlo all’Apple Store o su Amazon a questo link. Se non lo avete, vi servirà anche il cavo: quello in dotazione con il caricatore a ricarica rapida fornito con i nuovi iPhone 11 Pro e 11 Pro Max non va bene, ci vuole un cavo Lighting USB-A. È disponibile su Amazon sia originale (link) sia certificato MFi (link).
    • Utilizzare un caricatore wireless certificato MFi
      I caricatori rapidi se non sono di ottima qualità sono micidiali per le batterie. Sono nati con la promessa di renderci la vita più facile, ma pretendono che il telefono sia caricato poggiandolo esattamente in un determinato punto e, soprattutto, senza custodia. La Apple ancora non li produce, ma vende all’Apple Store quelli di marca Belkin (link).
    • Togliere la cover quando si carica l’iPhone
      Se il telefono tende a scaldare durante la fase di ricarica è meglio liberarlo dalla cover in modo che, a diretto contatto con l’aria, riesca a dissipare meglio il calore.
  3. Surriscaldamento imputabile alla configurazione software errata.

    Ho lascito per ultimo il capitolo più difficile. La soluzione ai problemi di surriscaldamento sarà quasi sicuramente una di quelle illustrate o una combinazione di queste.

    • Il rimedio drastico.
      È sicuramente il più efficace. Il più delle volte il nostro smartphone scalda perché ci abbiamo caricato su un sacco di roba inutile. Applicazioni che abbiamo scaricato ed usato una volta sola, dandogli magari i permessi di localizzazione e notifica, e altre cose di questo genere. La cosa migliore da fare è togliere dal nostro iDevice le app che non servono, magari cancellando anche foto e filmati inutili, sia da rullino che dalle app di messaggistica come WhatsApp. Per quest’ultimo entriamo nelle impostazioni e facciamo il backup delle chat su iCloud dopo averle prima depurate da immondizia come  meme cretini e filmati porno – che tanto ve li inviano di nuovo. Dalle impostazioni dell’App Foto, inoltre, ricordiamoci di attivare “Foto di iCloud”, in modo  di avere le nostre foto al sicuro sui server Apple.
      Andiamo in Impostazioni->idApple->iCloud ed assicuriamoci di avere impostato il salvataggio dei dati su iCloud per tutte le app di cui riteniamo necessario conservarli.
      Poi facciamo un backup di sicurezza con iTunes, che conserveremo per ogni e evenienza,   e riportiamo l’iDevice alle impostazioni iniziali da impostazioni->Generali->Ripristina->Inizializza contenuto ed impostazioni, ripristinandolo come nuovo ’iPhone: avremo un telefono scattante come quando era uscito di fabbrica. Collegando gli account di iCloud e della posta elettronica (consiglio a tutti Gmail, non esiste niente di meglio) vedremo ricomparire le mail, le note le foto, i libri la musica e i contenuti acquistati su iTunes.
      A questo punto scarichiamo nuovamente le app dall’App Store, non tutte assieme, ma via via che sentiamo la necessità di utilizzarle. In questa maniera il telefono continuerà a rimanere scattante e sarà semplice individuare quell’App che, una volta scaricata, ci fa diventare rovente il telefono. Nel caso qualcosa andasse storto avete sempre il backup di sicurezza.
    • Facebook e Messenger
      Queste due applicazioni sono spesso accusate di fare surriscaldare il telefono. In effetti accedendo in maniera pesante alla localizzazione, alle notifiche e funzionando in background è probabile che in alcuni casi, sui terminali non nuovissimi qualche problema possano darlo. Nei paesi in via di sviluppo dall’App Store si possono scaricare Facebook lite e Messenger lite, due app che risolvono il problema ma hanno qualche funzionalità in meno. Messenger lite, in particolare, per funzionare sotto la lentissima rete Edge, perde la crittografia. In Italia è disponibile solo Messenger lite che funziona benissimo ma l’integrazione con l’App Facebook completa non funziona come dovrebbe. Da Messenger Lite, ad esempio, è possibile richiamare un profilo facendo partire l’App Facebook; ma da Facebook se voglio inviare un messaggio cliccando il pulsante a forma di fulmine, l’app mi dice che devo installare Messenger.
      il nostro consiglio, comunque, è quello di disinstallare le due App, riavviare il dispositivo e reinstallarle.
    • Servizi di sistema.
      La prima cosa da fare è reimpostare tutte le impostazioni del sistema senza cancellare il contenuto del dispositivo.In questa maniera, via via che utilizzeremo le applicazioni che avete istallate queste ci richiederanno di accedere ai servizi di sistema quali la localizzazione. Stando attenti a concedere le abilitazioni con parsimonia. è probabile che riusciate a risolvere il problema del surriscaldamento.  Andate in Impostazioni->Generali->Ripristina e scegliete Ripristina impostazioni.
    • Aggiornamento delle App in background
      Recatevi in Impostazioni->Generali->Aggiorna app in Background. Da qui scegliete a quali applicazioni consentire l’aggiornamento in background. Potete anche scegliere di disabilitare completamente l’aggiornamento toccando “aggiorna app in background” e scegliendo “no”.
    • Localizzazione
      La localizzazione è molto onerosa in termini di energia, bisogna fare in modo che ne usufruiscano il meno possibile solo le App per le quali è strettamente necessaria. Recatevi in Impostazioni->Privacy-> localizzazione e controllate i permessi delle varie App. A nessuna, per esempio dovrebbe essere concesso di utilizzare i servizi di localizzazione anche quando non è in uso.
    • Notifiche
      Anche le notifiche sono fortemente energivore, esono molte le app per le quali sono perfettamente inutili.
      Andate in impostazioni->notifiche e revocate i permessi per il maggior numero di App, tenendo attive le solo notifiche strettamente necessarie come quelle per le applicazioni di messaggistica e bancarie.
  4. Conclusioni.

    Speriamo di avervi dato concretamente una mano a tenere il vostro telefono più fresco. Se tutte le indicazioni non sono servite a nulla, non vi rimane che l’assistenza ufficiale Apple.

La ricarica rapida e la ricarica wireless danneggiano la batteria?

Hai comprato il nuovo cellulare e sei stato contentissimo nel trovare al suo interno un caricatore per la cosiddetta “Fast Charge”? Sei stato felice anche nel constatare che il nuovo gingillo supporta la ricarica wireless? Bene, se vuoi continuare a rimanere contento prosegui nella lettura di questo articolo; forse hai bisogno di qualche dritta.

Una ricerca condotta nel 2015 da due ricercatori del DESY di Amburgo (Deutsches Elektronen-Synchrotron) ha dimostrato scientificamente come la carica veloce, se usata frequentemente, può diminuire sensibilmente la vita operativa delle batterie al litio che equipaggiano i nostri dispositivi mobili. E siccome uno dei fattori che attentano alla salute delle batterie è il calore, allora anche l’uso della ricarica wireless merita una qualche attenzione.

Nel seguito di questo post analizzeremo insieme il risultato della ricerca e cercheremo di capire come comportarci per sfruttare al meglio le batterie e farle durare di più. Un modo per voler bene al pianeta, oltre che al portafogli.

 

Il risultato della ricerca in sintesi

Caricare le batterie agli ioni di litio troppo in fretta può ridurre permanentemente la loro capacità.

Porzioni della struttura di immagazzinamento dell’energia possono distruggersi e disattivarsi. Attraverso la ricerca del DESY per la prima volta si sono visti questi cambiamenti strutturali. Lo studio utilizza la tecnica della fluorescenza e mostra che, anche solo dopo pochi cicli di ricarica rapida, il danneggiamento alle strutture interne del materiale di cui è composto la batteria è chiaramente evidente, mentre con la ricarica lenta questo avviene dopo molto più tempo.

Nei loro esperimenti i ricercatori hanno esposto gli elettrodi di batterie differenti a venticinque cicli di carica e scarica che avvenivano a tre velocità diverse ed hanno analizzato la distribuzione degli elementi dei componenti degli elettrodi. Gli scienziati hanno potuto verificare che durante il caricamento rapido sono stati rilasciati dalla struttura cristallina atomi di nichel e manganese. Nella loro indagine, i ricercatori hanno individuato nell’elettrodo difetti simili a buchi con un diametro fino a 100 micron (0,1 mm). Le aree distrutte in questa maniera non possono più essere utilizzate per lo stoccaggio dell’energia.

 

Il calore danneggia le batterie al litio

Anche Il surriscaldamento è molto dannoso, in quanto porta a un degrado accelerato delle celle che compongono la batteria. Nei casi più estremi, quando nella batteria vengono superati determinati limiti di temperatura, a causa dell’ebollizione degli elettroliti, questa potrebbe gonfiarsi o addirittura esplodere. È quindi importante fare in modo che la batteria non si surriscaldi durante la fase di carica.

 

Il ruolo del controller di carica

Per minimizzare i danni derivanti dal processo di carica, gli smartphone moderni utilizzano un controller dedicato che monitora il livello di carica della batteria e la potenza erogata. La batteria viene caricata con la massima corrente di carica fino a quando non raggiunge circa il 60%, poi si passa alla ricarica lenta in cui l’intensità di corrente diminuisca progressivamente fino ad annullarsi del tutto al raggiungimento della carica completa.

La funzione di monitoraggio della temperatura implementata dal controller serve esclusivamente a proteggere la batteria impedendole di surriscaldarsi a valori critici, non evita che vengano raggiunte temperature che minano comunque la sua capacità di accumulazione.

 

Come comportarsi per mantenere la batteria in buone condizioni operative il più a lungo possibile

Innanzitutto bisogna partire dal presupposto che la batteria è da considerarsi un materiale di consumo che deve essere cambiato quando offre prestazioni troppo lontane dai dati di progetto iniziale. Bisogna inoltre considerare che molti produttori di smartphone, Apple in testa, invece che una batteria stanno montando due batterie in parallelo in modo da dimezzare la corrente ricevuta dal caricatore rapido mantenendo gli stessi tempi di ricarica ma con uno stress per ciascun pacco di batterie dimezzato. Partendo da questi presupposti, possiamo comunque comportarci in modo che la sostituzione avvenga il più tardi possibile seguendo alcune semplici regole:

Usare la ricarica veloce solo quando è strettamente necessario: in condizioni ordinarie, quando abbiamo tempo, magari di notte, mettiamo in carica il telefono col caricabatterie ordinario, quello da 5 watt (5.0 V – 1.0 A).

• Se abbiamo possibilità di caricare il telefono in ufficio, in albergo, in treno o magari utilizzando con il cavo standard o uno certificato da Apple la presa usb del computer facciamolo. La batteria si stressa meno se le ricariche sono frequenti. E se sono brevi ed incomplete è ancora meglio.

Non utilizziamo la ricarica rapida di notte: sarebbe inutile e dannosa.

• 20% – 80%: il range ottimale. Le batterie al litio si stressano se si devono caricare partendo da un livello inferiore all’20% e nel tratto di ricarica che va dall’80% al 100%. Apple con iOS 13 ha introdotto la carica ottimizzata che consiste nello studiare le abitudini dell’utente così da caricare la batteria fino all’80% e portarla al 100% poco prima che l’utente stacchi l’iPhone dall’alimentatore. Una delle cause principali di deterioramento delle batterie al litio è il lasciarle in carica per molto tempo quando sono già al massimo.

Impostazioni->Batteria->Stato batteria

• Meglio non utilizzare il telefono mentre si sta caricando. Scaricare la batteria mentre questa si sta caricando comporta un’usura maggiore.

• Utilizzate il meno possible la ricarica wireless, quando lo fate scegliete caricabatterie wireless certificati per essere utilizzati col vostro dispositivo e centrate perfettamente il campo elettromagnetico posizionando lo smartphone privo di custodia come indicato nel libretto di istruzioni del caricabatterie. La ricarica wireless è sconsigliabile perché scalda la batteria è, a differenza della ricarica col cavo, carica la batteria mentre questa sta facendo funzionare il telefono, cosa che, come abbiamo detto, ne favorisce l’usura.

Claudio Di Tursi

iPhone nuovo? Ecco come scegliere una custodia che protegge per davvero ed un vetro temperato che proteggerà lo schermo dalle inevitabili cadute e dagli urti.

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iOS 13.0? No grazie, meglio aspettare il 13.1: troppi bug e un calo vistoso della batteria.

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Sono tanti i bug che stanno saltando fuori in queste ore e che colpiscono i dispositivi -specie i più datati – che hanno installato iOS 13.0. Si parla di bug al gestore delle mail, all’App foto – profondamente ristrutturata- di vari bug minori e di una preoccupante falla di sicurezza che permette di sfruttare la funzione FaceTime per attivare il telefono anche se bloccato per visualizzare tutte le informazioni sui contatti.

Gli errori sono tali e di tale portata da spingere Apple ad anticipare di sei giorni il rilascio di iOS 13.1 che avverrà, quindi, il 24 settembre.

Da notare il calo vistoso della durata della batteria che si consuma con una curva di scarica molto più ripida a fronte dello stesso livello di utilizzo.

In conclusione, l’upgrade a iOS 13.0 è fortemente sconsigliato. Meglio aspettare iOS 13.1.

Claudio Di Tursi

Risparmiare batteria su iPhone: la guida definitiva

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Leggi anche un articolo sui danni provocati della ricarica rapida e wireless , clicca qui!

Volete prolungare al massimo la durata della batteria del vostro iPhone, arrivare a sera, come si suol dire, senza però ritrovarvi fra le mani un Nokia 3310 pagato più di mille euro? Bene, come direbbe Aranzulla, siete capitati nel posto giusto.

In rete si trovano molti suggerimenti, ma qui cerchiamo di metterli a frutto in maniera ragionata, senza trasformare il cellulare in un oggetto praticamente inservibile.

Cominciamo precisando che questa guida è pensata per i dispositivi Apple, ma, fatte le debite correzioni, può essere adattabile a qualunque smartphone.

Batteria: cosa è lecito aspettarsi

Le batterie montate sui nostri device mobili iniziano a perdere colpi dopo 500-600 cicli di ricarica e sono inservibili intorno agli 800. Per ciclo di ricarica si intende portare la batteria dallo zero al cento per cento. Per intenderci, portarla un giorno dal 20% al 100% ed il giorno dopo dall’80% al 100% costituisce un unico ciclo dei ricarica. Ad iniziare da iOS 9, Apple ha ritirato le API che permettevano alle applicazioni di terze parti di stabilire quale fosse l’esatto numero di cicli compiuti dalla batteria, cosa decisamente non bella. È però possibile fare un calcolo a spanne considerando che ogni giorno, chi usa il telefono levandolo dalla carica la mattina e rimettendolo in carica la sera, fa quasi un ciclo completo, di conseguenza in un anno fa circa 330 -350 cicli.  È quindi lecito aspettarsi che dopo due anni di uso intensivo la batteria inizi a dare i primi segni di cedimento e che dopo tre anni sia da cambiare.

Gli strumenti messi a disposizione da iOS 

A partire da iOS 11, Apple ha introdotto una funzione nel sistema operativo che diminuisce la frequenza del processore se la batteria non è in buona salute, in modo da non fare riavviare il telefono durante i picchi di richiesta di energia e di far durare la batteria il più possibile tra una ricarica e l’altra.  Agli inizi ci fu la rivolta perché questo comportamento virtuoso era silente, sul device non compariva nessun messaggio che  spiegasse la situazione. Con iOS 12 è comparsa una scheda informativa sullo stato della batteria davvero ben fatta che specifica anche se a causa del deterioramento della batteria il processore funziona a velocità ridotta.

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