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I comandi del Mac per capire se un caricabatterie è originale

Risultato dello script per conoscere i dati del caricabatterie

Ogni volta che si collega il caricabatterie ad un MacBook, i due dispositivi avviano una sorta di conversazione. L’alimentatore si presenta, dichiara le proprie caratteristiche e, insieme al computer, negozia quanta potenza erogare. Tutto questo in pochi millisecondi, in maniera completamente trasparente all’utente. In questo articolo impareremo a intercettare e leggere quella conversazione: partiremo dal modo più semplice che sicuramente già conoscete, il pannello delle informazioni di sistema, fino a sperimentare tecniche che ci permetteranno di capire se un caricabatterie “compatibile” mantiene davvero le promesse stampate sulla sua confezione e se dietro ad un caricatore marchiato Apple si nasconde un accessorio non originale.

1. La via più semplice: “Informazioni su questo Mac”

Prima di addentrarci nell’utilizzo del terminale, vale la pena ricordare che macOS offre già una un modo comodo per ottenere le informazioni di sistema raccolte in un’interfaccia grafica ben strutturata. Tenendo premuto il tasto ⌥ (Option/Alt) e cliccando sul menu Apple () in alto a sinistra, la voce “Informazioni su questo Mac” si trasforma in “Informazioni di sistema” (una scorciatoia per il classico: menu mela → Informazioni su questo Mac → pulsante “Resoconto di sistema”). Comunque ci arriviate, nella sezione Energia, potrete leggere i dati salienti dello stato dell’alimentazione.

Cosa otteniamo

In questa sezione macOS ci mostra:

  • Il modello e il wattaggio del caricabatterie collegato (per esempio “96W USB-C Power Adapter”)
  • Lo stato della batteria: in carica, alimentazione da rete, o completamente carica
  • Il numero di cicli di carica effettuati nel tempo
  • La condizione generale della batteria (normale, da sostituire)
  • La capacità e altre informazioni anagrafiche della batteria

È tutto quello che serve all’utente medio, presentato in modo ordinato e senza bisogno di digitare nulla.

Cosa manca

L’interfaccia grafica, però, dà conto solo delle informazioni salienti del caricabatterie: i dati nominali, gli stessi che si possono trovare tra le informazioni fornite dal produttore, a patto che sia stato onesto. Le informazioni che potrebbero rivelarsi molto utili, ma che richiedono uno sforzo di interpretazione leggermente maggiore, in puro stile Apple, non ci vengono mostrate:

  • Quanti watt sta effettivamente erogando in questo preciso istante (non quelli massimi teorici)
  • La tensione e la corrente reali che scorrono nel cavo adesso
  • Il numero di serie e la versione firmware del caricabatterie
  • Chi è davvero il produttore dichiarato a livello elettronico
  • Quanta energia viene persa nella conversione dalla corrente alternata della rete elettrica domestica alla corrente continua che deve essere fornita al MacBook

2. il comando del terminale ioreg: la chiave di accesso alle informazioni delle periferiche

Cos’è ioreg

Sotto la superficie grafica, macOS mantiene un enorme database interno chiamato I/O Registry: una sorta di albero genealogico di tutto l’hardware connesso al Mac, dai dischi alle porte USB, dalla scheda grafica fino — appunto — al caricabatterie. Ogni dispositivo è un “nodo” dell’albero, con le sue proprietà.

Lanciato da terminale, il il comando  ioreg (I/O Registry) serve proprio a leggere questo database. È uno strumento di sola lettura: legge e riporta i dati con tenuti nel registro, ma non modifica nulla. Per questo è perfettamente sicuro da usare per esplorare il contenuto del registro.

Il problema della sovrabbondanza di informazione, e la soluzione: grep

Lanciato da solo, ioreg produce migliaia di righe: troppo per orientarsi. Per questo lo si abbina quasi sempre a un secondo strumento, grep, attraverso il simbolo | chiamato pipe (“tubo”), la regola per chi utilizza comandi UNIX. Il pipe prende il risultato del comando a sinistra e lo passa come ingresso al comando a destra. grep, dal canto suo, è un filtro: legge riga per riga e lascia passare solo quelle che contengono il testo che cerchiamo.

La struttura tipica è dunque questa:

ioreg [opzioni] | grep “testo da cercare”

Le opzioni che useremo più spesso:

  • -l (list) mostra tutte le proprietà di ogni nodo, non solo i nomi
  • -r cerca a partire da un nodo specifico
  • -n NomeNodo parte dal nodo indicato per nome
  • -i (di grep) rende la ricerca indifferente a maiuscole/minuscole

Un esempio pratico: interroghiamo la connessione Wi-Fi

Prima di occuparci del caricabatterie, vediamo ioreg all’opera su un’altra periferica. Supponiamo di voler sapere come il sistema descrive la scheda di rete wireless. Possiamo cercare il modello dell’adattatore con:

ioreg -l | grep -i “Wireless Network Adapter”

Il sistema ci restituirà una riga in cui il Mac descrive la propria scheda — qualcosa come “IOModel” = “Wireless Network Adapter (802.11 a/b/g/n/ac)”. Lo stesso identico meccanismo — ioreg che legge l’albero, grep che filtra — funziona per qualunque componente.

Il protocollo USB Power Delivery

Quando un caricabatterie USB-C viene collegato a un Mac, entra in gioco un protocollo chiamato USB Power Delivery (USB PD). Un punto importante: questa comunicazione non viaggia sui pin dell’alimentazione né su quelli dei dati veri e propri, ma su una linea dedicata del connettore USB-C chiamata CC (Configuration Channel). È un canale di servizio, riservato proprio al “dialogo” tra i due dispositivi.

Se vuoi approfondire il funzionamento della presa usb-c clicca qui https://www.applephilosophy.com/2023/04/06/nuovi-iphone-15-con-connettore-usb-c-quali-sono-i-vantaggi/

Tra il MacBook e caricabatterie avviene quella che in gergo tecnico viene detta “negoziazione”:

  1. Presentazione — appena collegato, il caricabatterie dichiara i profili di potenza che è in grado di fornire (per esempio 5V/3A, 9V/3A, 20V/4,7A…). È come un menù di opzioni.
  2. Richiesta — il Mac valuta il menù e richiede il profilo più adatto alle proprie necessità del momento, in base al carico di lavoro e allo stato della batteria.
  3. Accordo — il caricabatterie conferma e comincia a erogare a quella tensione e corrente.

La cosa fondamentale è che questo accordo non è fisso: viene rinegoziato di continuo. Se il Mac è sotto sforzo chiede più potenza, se è a riposo ne chiede meno. Ecco perché un caricabatterie “da 96W” raramente eroga esattamente 96W: eroga quel che serve in quel momento.

Esiste un limite storico importante: il profilo USB PD classico si ferma a 100W (20V × 5A). Per superarlo serve l’estensione EPR (Extended Power Range), introdotta con USB PD 3.1, che porta la tensione fino a 28V. Questo dettaglio sarà decisivo per smascherare un caricabatterie troppo ottimista.

I comandi che useremo, e cosa fanno

Per i dati di targa del caricabatterie:

ioreg -rn AppleSmartBattery | grep "AdapterDetails"

Estrae i dati anagrafici dell’alimentatore: produttore, nome, modello, numero di serie, versione firmware e i valori di potenza dichiarati.

Per il solo nome del produttore:

ioreg -rn AppleSmartBattery | grep -i "Manufacturer"

Per la prestazione in tempo reale:

ioreg -rn AppleSmartBattery | grep "PowerTelemetryData"

Restituisce tensione, corrente e potenza realmente misurate sul cavo in quell’istante, oltre all’energia accumulata e alle perdite di conversione.

In alternativa, per un output già formattato in modo leggibile (gli stessi dati della sezione Energia):

system_profiler SPPowerDataType

Leggere i dati grezzi

I valori di PowerTelemetryData sono espressi in millesimi: millivolt (mV) e milliampere (mA). Per ottenere Volt e Ampere basta dividere per 1000. Per esempio, un SystemVoltageIn di 19379 significa 19,379 V; un SystemCurrentIn di 2934 significa 2,934 A. Moltiplicando i due si ottiene la potenza reale in Watt.

I campi più importanti da osservare:

Campo Significato
SystemVoltageIn Tensione reale sul cavo (mV)
SystemCurrentIn Corrente reale (mA)
SystemPowerIn Potenza reale assorbita (mW)
AdapterEfficiencyLoss Potenza dispersa nella conversione (mW)

E sul fronte dell’identità (AdapterDetails):

Campo Se originale Apple Se compatibile / non originale
Manufacturer “Apple Inc.” Sigle come “DSY”, vuoto, fantasia
Name “96W USB-C Power Adapter” Spesso assente
SerialString Numero di serie valido Assente o fittizio
FwVersion / HwVersion Presenti e strutturati Spesso assenti
AdapterID Codice numerico (es. 28674) Spesso 0
Watts Coerente con il nominale Talvolta diverso dal dichiarato

Nota sulla sicurezza. Al di là delle prestazioni, un caricabatterie non originale che gestisce male l’alta potenza è anche una potenziale fonte di rischio. Conviene sempre privilegiare prodotti originali o, quantomeno, certificati da marchi affidabili.

3. L’esperimento sui caricabatterie

Per dare sistematicità al confronto, abbiamo predisposto un test su cinque alimentatori, usando per tutti lo stesso identico cavo (così da isolare la sola variabile “alimentatore”):

  1. Originale Apple da 96W

🔌  SORGENTE DI ALIMENTAZIONE

    Nome ................... 96W USB-C Power Adapter
    Produttore ............. Apple Inc.
    Seriale ................ C4H114606UZPM0WA4
    Firmware ............... 0108005
    AdapterID .............. 28674   (0 o assente = sospetto non originale)

📋  PROFILO USB-PD ATTIVO

    Potenza ................ 60 W   (20 V × 3,0 A) (Profilo negoziato attualmente, non il wattaggio di targa. Varia col carico.)

⚡  ASSORBITO IN QUESTO MOMENTO

    Tensione ............... 20,60 V
    Corrente ............... 0,47 A
    Potenza reale .......... 9,7 W
    Perdita conversione .... 0,1 W

 

1. Originale Apple da 61W

🔌  SORGENTE DI ALIMENTAZIONE

    Nome ................... 61W USB-C Power Adapter
    Produttore ............. Apple Inc.
    Seriale ................ C4H720706F1GN8RA0
    Firmware ............... 01090013
    AdapterID .............. 5717   (0 o assente = sospetto non originale)

📋  PROFILO USB-PD ATTIVO

    Potenza ................ 60 W   (20 V × 3,0 A)
    (Profilo negoziato attualmente, non il wattaggio di targa. Varia col carico.)

⚡  ASSORBITO IN QUESTO MOMENTO

    Tensione ............... 20,40 V
    Corrente ............... 0,43 A
    Potenza reale .......... 8,8 W
    Perdita conversione .... 0,0 W

2. Compatibile da 96W

🔌  SORGENTE DI ALIMENTAZIONE

    Nome ................... (non dichiarato)
    Produttore ............. (sconosciuto)
    Seriale ................ (assente)
    Firmware ............... (assente)
    AdapterID .............. 0   (0 o assente = sospetto non originale)

📋  PROFILO USB-PD ATTIVO

    Potenza ................ 96 W   (20 V × 4,8 A) (Profilo negoziato attualmente, non il wattaggio di targa. Varia col carico.)

⚡  ASSORBITO IN QUESTO MOMENTO

    Tensione ............... 20,04 V
    Corrente ............... 0,46 A
    Potenza reale .......... 9,2 W
    Perdita conversione .... 0,1 W

Compatibile da 140W (dichiarati sul case)

caricabatterie contraffatto
caricabatterie contraffatto
🔌  SORGENTE DI ALIMENTAZIONE

    Nome ................... (non dichiarato)
    Produttore ............. (sconosciuto)
    Seriale ................ (assente)
    Firmware ............... (assente)
    AdapterID .............. 0   (0 o assente = sospetto non originale)

📋  PROFILO USB-PD ATTIVO

    Potenza ................ 60 W   (20 V × 3,0 A) (Profilo negoziato attualmente, non il wattaggio di targa.Varia col carico.)

⚡  ASSORBITO IN QUESTO MOMENTO

    Tensione ............... 19,65 V
    Corrente ............... 1,93 A
    Potenza reale .......... 38,0 W
    Perdita conversione .... 1,0 W

4. Originale Apple da 20W per iPhone / iPad

🔌 SORGENTE DI ALIMENTAZIONE
    Nome ................... 20W USB-C Power Adapter 
    Produttore ............. Apple Inc.
    Seriale ................ C4H24324A5YPK84AV 
    Firmware ............... 01050068
    AdapterID .............. 28687 (0 o assente = sospetto non originale)
📋 PROFILO USB-PD ATTIVO 

    Potenza ................ 20 W (9 V × 2,2 A) (Profilo negoziato attualmente, non il wattaggio di targa. Varia col carico.)

⚡ ASSORBITO IN QUESTO MOMENTO 

    Tensione ............... 8,61 V 
    Corrente ............... 2,17 A 
    Potenza reale .......... 18,7 W 
    Perdita conversione .... 0,8 W

I dati raccolti sono sia i dati di targa  AdapterDetails sia quelli riguardanti la prestazione reale (PowerTelemetryData). Ho utilizzato uno  script che ho preparato e che vi lascio nel capitolo  6 insieme alle istruzioni per renderlo stabilmente un comando del terminale.

4. Un componente molto importante: il cavo USB-C

Si tende a pensare che un cavo valga l’altro non è affatto così. Come ho già avuto modo di approfondire in un precedente articolo dedicato proprio alla scelta dei cavi USB-C, sotto l’apparenza identica di due connettori USB-C si nascondono mondi molto diversi. La distinzione fondamentale è tra due funzioni che un cavo può svolgere:

  • Cavi pensati per l’alimentazione: devono sopportare correnti elevate, e per questo hanno conduttori più spessi e meglio isolati. Un buon cavo di ricarica per laptop deve gestire fino a 100W (o più) in sicurezza.
  • Cavi pensati per i dati: privilegiano la velocità di trasferimento, con conduttori schermati e geometrie di precisione per le linee ad alta frequenza.

Solitamente, un cavo economico spesso è specializzato solo per una delle due funzioni. Un cavo da pochi euro può gestire benissimo 100W di ricarica ma limitare i dati allo standard USB 2.0 (480 Mbit/s); un altro può essere velocissimo nei dati ma capace di caricare solo uno smartphone. Solo i cavi di fascia alta e di prezzo ,ahimè, altrettanto alto fanno entrambe le cose egregiamente. Per evitare brutte sorprese, dobbiamo assicurarci che il cavo sia certificato per l’uso a cui lo destiniamo, per ritrovarci a piedi o, peggio, mettere a rischio i nostri preziosi dispositivi.

Perché il cavo influenza la ricarica

Dal punto di vista dell’alimentazione, un cavo di qualità inferiore introduce maggiore resistenza elettrica. Secondo la legge di Ohm, la caduta di tensione lungo il cavo è pari alla resistenza moltiplicata per la corrente (V = R × I). Tradotto in pratica, un cavo con resistenza elevata, “spreca” parte dell’energia lungo il percorso, dissipandola in calore. Il risultato è che al Mac arriva una tensione più bassa di quella che il caricabatterie sta erogando, con una ricarica più lenta e un cavo che si scalda.

Possiamo vedere questo fenomeno nei dati: se AdapterVoltage dichiara 20000 mV (20V) ma SystemVoltageIn nella telemetria mostra un valore più basso, parte di quella differenza è imputabile al cavo.

Come misurare la qualità del cavo

Non esiste in ioreg un campo che certifichi la qualità del cavo. Come vedremo nel prossimo capitolo per valutarla dobbiamo leggere i valori esposti da ioreg quando il MacBook è sotto sforzo e la richiesta di energia è più alta.

5. Misurare la qualità dei cavi

Se volete misurare la qualità di un cavo rispetto ad un altro dovete utilizzare un alimentatore originale e mettere il MacBook sotto sforzo prima di effettuare le misurazioni: in questo modo verrà richiesta più energia all’alimentatore, il cavo verrà attraversato da più corrente e solo se quest’ultimo e di buona qualità le perdite saranno ridotte.  Con il Mac a riposo, infatti, anche un cavo mediocre mostrerà cadute minime, indistinguibili da quelle di un ottimo cavo.

Un modo semplice e standard per generare carico è il comando:

yes > /dev/null &

Spieghiamo cosa fa. Il programma yes stampa all’infinito la lettera “y”, il più velocemente possibile: un’attività banale ma che tiene un core della CPU costantemente impegnato al 100%. La parte > /dev/null dirotta tutta questa valanga di output verso una periferica inesistente, una sorta di “cestino” di sistema, così non intasa lo schermo. La & finale manda il processo in background, restituendoci il controllo del terminale. Ripetendo il comando una volta per ogni core, si satura la CPU.

Una raccomandazione importante: a fine prova bisogna sempre fermare questi processi, altrimenti continuano a girare consumando batteria e scaldando la macchina. Il comando per farlo è:

killall yes

Il protocollo di misura diventa quindi:

  1. Genera carico (yes > /dev/null &, ripetuto per ogni core)
  2. Attendi una trentina di secondi che il sistema si stabilizzi
  3. Leggi la telemetria (ioreg -rn AppleSmartBattery | grep “PowerTelemetryData”)
  4. Annota tensione e corrente reali per quel cavo
  5. Passa al cavo successivo
  6.  Alla fine delle misurazioni  elimina il carico con killall yes 

Il cavo migliore sarà quello che, a parità di corrente assorbita, mantiene la tensione (SystemVoltageIn) più vicina ai volt nominali. Il cavo che fa cadere  di più la tensione  ha una  tradisce una resistenza maggiore: conduttori troppo sottili, contatti scadenti o lunghezza eccessiva.

Un’avvertenza sulla validità del confronto: poiché la caduta dipende dalla corrente, per confrontare correttamente due cavi bisogna assicurarsi che la corrente assorbita sia il più possibile simile nelle due prove. Mantenendo lo stesso stato del Mac (stesse app, stesso livello di batteria di partenza) il confronto risulta molto più affidabile.

6. il comando pronto all’uso

Per evitare al lettore di dover ricordare la sintassi di ioreg, possiamo confezionare tutto in un unico comando dal nome facile. L’idea è incollare una piccola funzione nel file di configurazione del Terminale: da quel momento basterà digitare una sola parola, caricabatterie, per ottenere un riepilogo già tradotto in Volt, Ampere e Watt, senza una riga di dati grezzi.

Ecco come fare, una volta sola:

  1. Apri il Terminale e digita open -e ~/.zshrc per aprire il file di configurazione (se non esiste crealo con touch ~/.zshrc).
  2. Incolla in fondo al file l’intera funzione che trovi qui sotto, poi salva e chiudi.
  3. Apri chiudi la finestra del terminale facendo esci dal menu Terminale, poi apri una nuova finestra del Terminale (oppure digita source ~/.zshrc) per rendere attivo il comando.
  4. Da adesso, ogni volta che vuoi, digita caricabatterie e premi Invio.

La funzione da incollare:

# ─────────────────────────────────────────────────────────────
# caricabatterie — mostra le info dell'alimentatore USB-C del Mac
# Incolla questa funzione nel file ~/.zshrc, salva, poi apri un
# nuovo Terminale (o esegui: source ~/.zshrc). Da quel momento
# basta digitare: caricabatterie
# ─────────────────────────────────────────────────────────────
caricabatterie() {
# Verifico se è collegata l'alimentazione esterna (modo affidabile):
# ExternalConnected = Yes solo se c'è davvero un alimentatore attaccato.
local ext
ext=$(ioreg -rn AppleSmartBattery | grep -o '"ExternalConnected" *= *[A-Za-z]*' | head -1 | sed -E 's/.*= *([A-Za-z]*)/\1/')

if [ "$ext" != "Yes" ]; then
echo ""
echo "🔌 Nessun caricabatterie collegato."
echo " Il Mac sta funzionando a batteria. Collega l'alimentatore e riprova."
echo ""
return 0
fi

local adet ptel
adet=$(ioreg -rn AppleSmartBattery | grep "AdapterDetails")
ptel=$(ioreg -rn AppleSmartBattery | grep "PowerTelemetryData")

# funzioni di estrazione
_gs() { echo "$1" | grep -o "\"$2\"=\"[^\"]*\"" | head -1 | sed -E "s/.*=\"([^\"]*)\"/\1/"; }
_gn() { echo "$1" | grep -o "\"$2\"=[0-9]*" | head -1 | sed -E "s/.*=([0-9]*)/\1/"; }

# identità
local name manuf serial fw aid
name=$(_gs "$adet" "Name"); [ -z "$name" ] && name="(non dichiarato)"
manuf=$(_gs "$adet" "Manufacturer"); [ -z "$manuf" ] && manuf="(sconosciuto)"
serial=$(_gs "$adet" "SerialString");[ -z "$serial" ] && serial="(assente)"
fw=$(_gs "$adet" "FwVersion"); [ -z "$fw" ] && fw="(assente)"
aid=$(_gn "$adet" "AdapterID"); [ -z "$aid" ] && aid="(assente)"

# profilo PD dichiarato dalla sorgente (alimentatore o dock)
local adv adc wmax vmax amax
adv=$(_gn "$adet" "AdapterVoltage") # mV
adc=$(_gn "$adet" "Current") # mA
wmax=$(_gn "$adet" "Watts") # W (intero)
vmax=$(printf "%.0f" "$(echo "$adv/1000" | bc -l)")
amax=$(printf "%.1f" "$(echo "$adc/1000" | bc -l)")

# telemetria: cosa sta arrivando davvero adesso
local mv ma mw loss
mv=$(_gn "$ptel" "SystemVoltageIn")
ma=$(_gn "$ptel" "SystemCurrentIn")
mw=$(_gn "$ptel" "SystemPowerIn")
loss=$(_gn "$ptel" "AdapterEfficiencyLoss")

local v a w lossw
v=$(printf "%.2f" "$(echo "$mv/1000" | bc -l)")
a=$(printf "%.2f" "$(echo "$ma/1000" | bc -l)")
w=$(printf "%.1f" "$(echo "$mw/1000" | bc -l)")
lossw=$(printf "%.1f" "$(echo "$loss/1000" | bc -l)")

# avviso autenticità: solo se il produttore è dichiarato E non è Apple
local nota=""
if [ -n "$manuf" ] && [ "$manuf" != "(sconosciuto)" ] && [ "$manuf" != "Apple Inc." ]; then
nota=" ⚠️ Produttore non Apple: alimentatore probabilmente non originale."
fi

echo ""
echo "🔌 SORGENTE DI ALIMENTAZIONE"
echo " Nome ................... $name"
echo " Produttore ............. $manuf"
echo " Seriale ................ $serial"
echo " Firmware ............... $fw"
echo " AdapterID .............. $aid (0 o assente = sospetto non originale)"
[ -n "$nota" ] && echo "$nota"
echo ""
echo "📋 PROFILO USB-PD ATTIVO"
echo " Potenza ................ ${wmax} W (${vmax} V × ${amax} A)"
echo " (Profilo negoziato attualmente, non il wattaggio di targa."
echo " Varia col carico.)"
echo ""
echo "⚡ ASSORBITO IN QUESTO MOMENTO"
echo " Tensione ............... $v V"
echo " Corrente ............... $a A"
echo " Potenza reale .......... $w W"
echo " Perdita conversione .... $lossw W"
echo ""
}

Il risultato sarà un riepilogo pulito di questo tipo (i valori variano a seconda del caricabatterie e del carico del momento):

claudio@MacBook-Pro ~ % caricabatterie

🔌  SORGENTE DI ALIMENTAZIONE

Nome ................... 96W USB-C Power Adapter
Produttore ............. Apple Inc.
Seriale ................ C4H114606UZPM0WA4
Firmware ............... 0108005
AdapterID .............. 28674   (0 o assente = sospetto non originale)

📋  PROFILO USB-PD ATTIVO

Potenza ................ 60 W   (20 V × 3,0 A)
(Profilo negoziato attualmente, non il wattaggio di targa.
Varia col carico.)

⚡  ASSORBITO IN QUESTO MOMENTO

Tensione ............... 20,60 V
Corrente ............... 0,47 A
Potenza reale .......... 9,7 W
Perdita conversione .... 0,1 W

Se l’alimentatore collegato non risulta prodotto da Apple, alcuni campi d’identità (come il numero di serie o il firmware) sono assenti.

Per lanciare il comando dovete scrivere sul terminale

caricabatterie

6. Conclusioni

macOS sa del proprio caricabatterie molto più di quanto lasci intravedere nell’interfaccia grafica. La sezione Energia ci racconta la versione ufficiale — marca, modello, wattaggio dichiarato — ed è perfetta per un controllo veloce. Ma con tre semplici comandi da terminale possiamo ascoltare la conversazione reale che avviene nel cavo: quanti watt scorrono davvero, a quale tensione, con quante perdite, e persino chi è veramente il produttore di quell’alimentatore “compatibile”.

Spendere meno per un caricatore non originale , come vi avevo spiegato in un mio articolo precedente sull’argomento (LINK), può costituire un piccolo vantaggio economico nell’immediato, ma può portare a grosse spese di riparazione dopo qualche tempo e malfunzionamenti dovuti alle interferenze in radiofrequenza  ed all’assenza quasi totale di circuiti di controllo e regolazione dell’energia erogata.

Claudio Di Tursi

Fra qualche giorno uscirà un articolo analogo su un tema che vi sta molto a cuore: scopriremo i dettagli della batteria che il Mac non ci mostra. Stay tuned.

 

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