Programmi per liberare la memoria RAM: ecco perché sono inutili e dannosi

Spesso si legge di utenti che pur avendo molta RAM installata nel loro sistema, lamentano di averne poca libera a disposizione e installano programmi per liberare la memoria. Può sembrare una scelta sensata, ma in realtà è solo sintomo di scarsa conoscenza delle modalità di accesso alle risorse da parte del sistema operativo e, in generale, del funzionamento di un moderno elaboratore elettronico.

Se volete saperne di più e usare con più consapevolezza i vostri dispositivi, siano essi il computer dell’ufficio, il vostro splendido Mac o l’insostituibile iPhone, seguiteci, cercheremo di renderle cose il più semplice possibile.

I sistemi di elaborazione – tutti, dallo smartphone al super computer – usano  fondamentalmente due tipi di memoria: una memoria volatile, quella che tutti conosciamo col nome di RAM,  che è velocissima ma perde  il suo contenuto quando spegnete il dispositivo, e una memoria di massa, l’hard disk o l’SSD, che invece conserva i nostri dati anche quando il dispositivo spento, ma è sensibilmente più lenta della RAM anche quando si tratta dei più recenti SSD NVMe.

In questo articolo vi parleremo della memoria RAM e di come sia inutile utilizzare applicazioni di terze parti che promettono di ottimizzarne il funzionamento. Chi ha preso trenta all’esame di architettura dei calcolatori elettronici ci scuserà per le approssimazioni dovute al taglio fortemente divulgativo che abbiamo voluto dare a quest’articolo.

Programmi per liberare la memoria RAMPer il sistema operativo poter gestire molta memoria RAM è un vantaggio che si traduce in un notevole aumento di prestazioni per l’utente. La memoria RAM è quella che il processore indirizza direttamente e tutte le applicazioni ed i processi di sistema durante il loro funzionamento devono risiedere nella memoria RAM. La porzione della  pagina web che stai leggendo, con le sue imagini, è stata caricata nella memoria RAM dove prima è stato caricato lo stesso browser che stai utilizzando per navigare in internet. Quando visualizzi delle immagini dalla galleria, queste devono essere caricate nella memoria RAM, così come un bel numero di fotogrammi prima e dopo la scena del  film che ti stai gustando. I processi del sistema operativo di servizio alle applicazioni, come per esempio quelli che garantiscono la connessione, che si occupano della gestione delle finestre, del sistema di puntamento  o dell’accesso ai file su disco, devono risiedere nella memoria RAM e questa memoria non può in alcun modo essere liberata o assegnata alla applicazioni utente. Quando abbiamo aperte molte applicazioni, queste risiedono, finché c’è spazio, nella memoria RAM. In un sistema multitasking il processore salta da un’applicazione attiva all’altra effettuando il  cosiddetto cambio di contesto che consiste nel caricare nei suoi registri e nella RAM i dati relativi all’applicazione alla quale si dedicherà per i prossimi millisecondi, eseguire una manciata di istruzioni dell’applicazione corrente, salvare il nuovo contesto e passare all’applicazione successiva.    È naturale, quindi, che più sono applicazioni aperte contemporaneamente, maggiore è l’ammontare di memoria RAM di cui il sistema ha bisogno.

Quanto detto sopra ci può far sorgere spontanea una domanda: se lancio tante applicazioni da saturare la memoria RAM, perché il sistema continua ad aprirle senza dare alcun avviso? Mac OS, come la maggior parte dei moderni sistemi operativi, usa la memoria virtuale, un sistema di gestione che gli permette di comportarsi come se avesse una quantità di memoria infinita. Quando la memoria libera è terminata, il sistema scarica la memoria dei programmi che non vengono attivati dall’utente da molto tempo o che sono stati chiusi in un’area del disco rigido o dell’SSD dedicata chiamata file di swap. Qualora gli dovesse riservire la memoria relativa ad un determinato processo che il processore deve eseguire, questa dallo swap file verrà ricaricata nella memoria RAM.

Un ottimo sistema per capire come il nostro Mac sta utilizzando la memoria è l’app Monitoraggio attività. Scegliendo il tab Memoria si potrà verificare a quanto ammonta la memoria utilizzata dai processi del sistema operativo attivi e dalle applicazioni; cliccando sull’intestazione della colonna memoria si potranno ordinare le applicazioni in funzione alla quantità di memoria occupata, così da capire immediatamente quale di queste ne sta consumando più. Sul fondo della finestra, inoltre, un pannello riepilogativo ci offre una panoramica molto interessante sulla modalità con cui il sistema operativo sta gestendo la memoria.

Programmi per liberare la memoria RAM

Vediamo che significato hanno le varie informazioni che ci vengono presentate.

  • Utilizzo della memoria:

    Nel grafico, relativo alla pressione della memoria, l’area sottesa alla curva cambia dinamicamente a seconda della quantità di memoria utilizzata dal sistema.  Il grafico si sposta da destra a sinistra e si aggiorna secondo gli intervalli impostati in Vista -> Frequenza di aggiornamento. Il colore del grafico indica la situazione in cui si trova la memoria.

    • Verde: le risorse della memoria sono disponibili.
    • Giallo: le risorse della memoria sono ancora disponibili, ma il sistema operativo sta operando tecniche di gestione volte a liberare spazio quali, ad esempio, la compressione.
    • Rosso: le risorse della memoria sono esaurite e macOS sta usando aree del disco dal quale è stato avviato il sistema operativo come memoria virtuale. È questa lo il parametro da tenere sotto controllo per capire se la memoria di sistema è insufficiente. Se sono state aperte molte applicazioni sarà sufficiente chiudere quelle inutilizzate per risolvere il problema. Se tutte le applicazioni aperte contemporaneamente sono indispensabili al tuo lavoro allora sarà necessario aggiungere più memoria RAM, cosa impossibile su alcuni portatili di ultima generazione che hanno la RAM saldata sulla scheda madre.
    • Memoria fisica: Indica la quantità di RAM installata sul Mac. Nelle configurazioni più recenti parte da 8 GigaByte.
  • Memoria utilizzata:

    la quantità totale di memoria attualmente usata da tutte le app e tutti i processi di del sistema operativo. Si divide in tre categorie

    • Memoria app: la quantità totale di memoria attualmente usata dalle app e dai processi che queste hanno istanziato.
    • Memoria wired: la memoria che non può essere compressa o spostata sull’unità di avvio, quindi deve rimanere nella RAM perché legata alle app ed ai processi in esecuzione. Se, ad esempio, sto utilizzando l’app Foto, le foto che sto visualizzando o modificando risiedono nella memoria wired. La memoria wired usata da un processo non può essere condivisa con altri processi. La quantità di memoria wired usata da un’app viene determinata dal programmatore dell’app in fase di progettazione.
    • Memoria Compressa: la quantità di memoria nella RAM che viene compressa per rendere disponibile più memoria RAM per gli altri processi. Prima di essere utilizzata dal processore deve subire un processo di decompressione che, essendo molto efficiente, è praticamente istantaneo. Per vedere quanta memoria compressa usano i processi o le applicazioni in esecuzione, bisogna aggiungere una colonna alla finestra di Monitoraggio Attività: si fa molto semplicemente cliccando col tasto desto nello spazio libero a destra delle intestazioni di colonna e scegliendo Memoria  compressa dal menu a discesa.
  • Spazio di scambio utilizzato:

    è il file di swap creato sull’unità di avvio del sistema operativo. Viene utilizzato solo se è terminata la memoria nonostante le politiche di ottimizzazione, quali ad esempio la compressione, messe in atto dal sistema operativo.  Durante l’attività normale e subito dopo il riavvio della macchina il valore per questo parametro è zero.

  • File nella cache:

    la memoria usata di recente dalle app che diventa disponibile per essere usata da altre app. Quando un’applicazione viene chiusa dopo averla usata,  la RAM che ha utilizzato viene conservata in una porzione di memoria denominata cache, pronta per essere utilizzata da altre app non appena queste la richiedono. Se si riapre, però, la stessa applicazione prima che la memoria  cache sia stata  sovrascritta da un’altra app o da un  altro processo, questa  si aprirà più rapidamente perché la memoria contenuta nella cache verrà copiata velocemente nella RAM ed assegnata all’app senza caricarla nuovamente dal disco rigido o dall’SSD.

Quello che emerge è che in un sistema che funziona bene la memoria libera tende a essere poca.

I programmi che promettono di liberare memoria non possono in alcun modo interferire direttamente con la gestione memoria RAM che è a totale appannaggio dal sistema operativo. Quello che possono fare è ricorrere ad artifizi come allocare una grande quantità di memoria, richiedendola al sistema operativo, per poi liberarla poco. In questa maniera creeranno una sorta di situazione di emergenza che il sistema operativo gestisce liberandosi del contenuto della cache che in nessun modo avrebbe interferito con le prestazioni del sistema.

In soldoni, lasciate fare a MacOs quello che sa fare meglio di qualunque applicazionucola che in realtà -lei sì – vi ruba spazio in memoria ed usate il vostro sistema con intelligenza. Non aprite settantasei tab del browser se ne usate tre, usate le applicazioni e richiudetele se ritenete di non doverle usare per molto tempo e non sovraccaricate il sistema all’avvio facendo partire task inutili (controllare gli elementi di avvio in menu->Preferenze di sistema->Utenti e gruppi->elementi login).

Per ulteriori informazioni sulla gestione della memoria visitate il sito Apple per gli sviluppatori.

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