Vai al contenuto

Che fine ha fatto l’integrazione di Siri con Gemini AI?

Integrazione Gemini-SIRI

L’integrazione di Siri con Gemini AI è stata confermata ufficialmente da Apple a gennaio 2026. La notizia ha fatto scalpore, in quanto si è trattato di un accordo miliardario. Google, con questa intesa, rientra parzialmente dalle spese sostenute annualmente per mantenere il proprio motore di ricerca preimpostato in iOS.

Il rilascio delle funzionalità di Gemini è previsto in fasi progressive nel corso del 2026, sebbene non si sia ancora visto praticamente nulla. iOS 26.4, uscito il 27 marzo, avrebbe dovuto contenere le prime funzioni di integrazione con l’AI di Google, ma i vari influencer che pendono dalle labbra di Mark Gurman sono stati smentiti.

Il programma sta subendo dei ritardi, come è logico e prevedibile per chiunque si sia occupato di integrazione software o abbia lavorato in un team di sviluppo, prima di mettersi davanti alla telecamera su YouTube con la classica pianta grassa comprata all’IKEA a fare da scenografia.

Le prime funzionalità di comprensione contestuale e sintesi del testo potrebbero slittare a iOS 26.5, ma è probabile che qualcosa si possa vedere solo con le prime beta di iOS 27, la cui uscita è prevista per l’autunno del 2026. Questa versione dovrebbe consacrare la trasformazione definitiva di Siri in un vero e proprio chatbot conversazionale basato su un modello personalizzato di AI basato su Gemini, con circa 1.200 miliardi di parametri. Siri, inoltre,  potrà vedere cosa accade sullo schermo e agire in maniera coordinata tra le diverse applicazioni.

L’AI di Google fungerà da motore per i compiti più complessi, come la gestione di prenotazioni incrociate e la comprensione di richieste sfumate o ironiche. È intenzione di Apple mantenere l’elaborazione il più possibile sui dispositivi o tramite il Private Cloud Compute, garantendo che i dati non finiscano sui server pubblicitari di Google, nonostante l’uso della sua tecnologia. Ed è lecito pensare che proprio in questa complessità risieda la vera causa dei ritardi, ma  anche l’imposizione dell’UE di consentire all”utente di scegliere tra i diversi motori AI di certo non aiuta.

L’accordo con Google è visto come una sfida per Apple, che tenta così di recuperare il ritardo nel campo dell’AI generativa, pur mantenendo il controllo sull’interfaccia utente e sulla sicurezza dei dati. Mi auguro che questa sfida possa essere vinta, ma, visti i presupposti, la prudenza è d’obbligo.

Claudio Di Tursi per ApplePhilosophy

L’Apple Watch è uno strumento indispensabile per sportivi ed escursionisti. Si integra perfettamente con il tuo iPhone e con il resto dell’ecosistema Apple. Con il rilevamento della fibrillazione striale può salvarti la vita ed è un alleato formidabile nella perdita di peso e nel mantenimento della forma fisica. Le funzioni essenziali sono presenti anche nei modelli più economici. In questo momento ci sono sconti interessanti su Amazon.

Apple Watch in sconto
Apple Watch in sconto su Amazon

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *