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Era Liquid Glass quello di cui avevamo bisogno?

L'interfaccia Liquid Glass può risultare di difficilee lettura.

La nuova interfaccia Liquid Glass sta dividendo gli utenti Apple: i bimbominchia l’adorano; i boomer, invece, la detestano. Io, che appartengo di diritto alla seconda categoria, ma che sono anche un po’ bimbominchia, non ho ancora installato iOS 26: sto aspettando release più mature, che correggano i tanti piccoli e grandi malfunzionamenti segnalati dagli utenti.

Il solo pensiero di dover avere Liquid Glass, in tutte le sue declinazioni, su tutta la mercanzia Apple che possiedo, come avrete capito, mi preoccupa. I nuovi sistemi operativi, si dice da più parti, aggiungono funzionalità e migliorano le prestazioni: non ho ancora visto prove strumentali a riguardo, certo è che l’efficienza nasce dall’ottimizzazione, non dall’effetto scenico di Liquid Glass. Quelle stesse migliorie potevano essere introdotte senza stravolgere l’interfaccia.

Ogni device ha esigenze di visualizzazione diverse: uniformare l’ecosistema non significa imporre trasparenze e contrasti bassi, ma garantire leggibilità. In un Apple Watch, la chiarezza con cui vengono veicolate le informazioni deve essere il mantra. Quando guardo le pulsazioni al minuto mentre sto correndo o quando butto un occhio ad una notifica o all’orario durante una riunione importante, la visibilità è tutto: l’informazione deve essere chiaramente ed immediatamente fruibile.

L’orario, con certi quadranti, si legge con difficoltà
L’orario, con certi quadranti, si legge con difficoltà

Su un’iPhone, che viene spesso usato all’aperto, un interfaccia poco chiara e poco contrastata può creare problemi, specialmente sui dispositivi più datati che hanno schermi più piccoli e meno nit a disposizione.

Come appare liquid Glass su tutti i dispositivi Apple
Come appare liquid Glass su tutti i dispositivi Apple

La nuova interfaccia, insomma, ha peggiorato di molto la leggibilità, ha generato una confusione di cui non avevamo bisogno. Ha creato distrazione.

E forse l’intento inconfessabile della casa di Cupertino è proprio questo: distrarci.
Distrarci dal fallimento dell’integrazione con un’intelligenza artificiale realmente utile e autonoma. Distrarci dall’ennesima funzione zoppa, come il Camera Control, implementato senza che abbia una reale utilità e senza aprirsi alle app di terze parti.

Io penso che Apple non debba più attingere dalle visioni di Steve Jobs, che si riferiscono ad un tempo ormai troppo lontano, ma rinnegare gli insegnamenti del fondatore della casa di Cupertino sarebbe pericoloso. E il buon Steve sul design aveva le idee chiare:

“Alcune persone pensano che il design significhi come una cosa appare. Ma, scavando più a fondo, significa come quella cosa funziona.”

“La semplicità è più difficile della complessità: devi lavorare duro per ripulire il tuo pensiero e renderlo semplice. Ma alla fine paga, perché una volta che ci riesci puoi spostare le montagne.”

“Quando innovi, fai degli errori. È meglio ammetterli velocemente e continuare a migliorare.”

Parole che oggi suonano come un monito più che mai attuale.

Claudio Di Tursi, per ApplePhilosophy

Sono Claudio Di Tursi e ApplePhilosophy è il blog sul quale scrivo notizie, informazioni e guide relative al funzionamento dei prodotti Apple. Cerco di approfondire gli argomenti con un linguaggio comprensibile anche ai non addetti ai lavori e provo a dare una mano a chi ne ha bisogno.

Non prendo soldi dalle aziende, se consiglio o sconsiglio un prodotto è perché l’ho provato.

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Buona lettura.

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