Introduzione
È un classico di ogni estate: quando mancano un paio di mesi all’uscita dei nuovi modelli, Apple inizia a spingere le vendite degli iPhone attuali con sconti interessanti. Non lo fa sul suo sito ufficiale, ma attraverso il negozio Apple su Amazon, dove i prezzi scendono oltre i 250 euro rispetto al listino.
Questa volta non ho resistito: il mio iPhone 13, pur ancora valido, non supportava Apple Intelligence e ho deciso che era arrivato il momento di fare un salto in avanti. Ho scelto un iPhone 16 Pro, e in questo articolo vi racconto com’è andata.
Nei prossimi paragrafi troverete anche un confronto con gli altri modelli attualmente in offerta — iPhone 16 e 16e — per aiutarvi a capire quale conviene acquistare in questo momento.
iPhone 16 PRO
È quello che ho acquistato appena mi sono accorto dell’offerta a 969€ o cinque rate senza interessi da 193,80€. Lo sconto del 22% è notevole e la possibilità di effettuare acquisto in 5 rate senza interessi hanno definitivamente abbattuto le mie difese anticonsumismo. Rispetto al listino Apple, che prevede un prezzo d’acquisto, di 1239€ si risparmiano ben 270€.
Chiariamo subito un punto: se avete già un iPhone 15 Pro o Pro Max, non vi serve questo modello. Le differenze ci sono — soprattutto lato AI e fotocamera — ma non giustificano il passaggio.
Il discorso cambia per chi ha un iPhone 14 o precedenti: questi modelli non supportano Apple Intelligence, e l’occasione di acquistare ora a prezzo scontato è imperdibile. Certo, c’è chi potrebbe voler aspettare i nuovi modelli di settembre — ma attenzione: costeranno di più e, trattandosi di un completo redesign, potrebbe soffrire dei classici “problemi da prima versione”. Ricordate il caso dell’iPhone 4 che perdeva segnale se impugnato in una certa maniera?
Inoltre, acquistare un iPhone verso la fine del ciclo produttivo permette di essere ragionevolmente sicuri che, se fosse stato necessario apportare correzioni alla linea di produzione sulla base del ritorno derivante dalla vendita di milioni di unità, queste siano già state effettuate. Ad esempio, un cambio di fornitore per un componente che ha mostrato un numero statisticamente elevato di avarie è probabilmente già stato implementato. L’iPhone che ho acquistato è stato prodotto ad aprile del 2025, dopo almeno otto mesi di produzione durante il quale il processo produttivo, già incredibilmente preciso, sarà stato sicuramente affinato.
Unboxing
Le scatole della Apple sono sempre più sottili ed eleganti e con sempre meno roba dentro. All’interno della confezione c’è solo il cavo di ricarica usb-c e la spilletta per estrarre il carrello porta sim. Peccato che l’alimentatore originale, l’unico che vi consiglio di utilizzare, costi 25 euro.

Design
Il design dell’iPhone 16 Pro è molto simile a quello del precedente iPhone 15 Pro e dell’iPhone 14 Pro. Il telaio in titanio, finemente sabbiato, è un po’ meno spigoloso rispetto al l’iPhone 14, cosa che rende più sicura e confortevole la presa. La colorazione scura, pur essendo molto elegante, è sensibile ai graffi, problema di poca importanza se si protegge il device con una buona cover.
Le tre fotocamere sono molto sporgenti: è il prezzo da pagare per avere sensori grandi che, a parità di lunghezza focale dell’ottica, richiedono maggiori distanze di messa a fuoco. Per evitare danni, anche se avete una buona cover di protezione, posate l’iPhone dal lato dello schermo e evitate di metterlo nella stessa tasca o borsa in cui avete le chiavi. L’iPhone 16 introduce anche il Camera Control, un pulsante in basso, sul lato destro del telefono, raggiungibile ed azionabile comodamente col pollice, se si tiene il device in verticale, un po’ meno comodamente con l’indice, se si tiene in orizzontale. Si tratta di un pulsate aptico a sfioramento e sensibile a diversi livelli di pressione, utilizzabile durante le riprese con la fotocamera. Se semplicemente lo si preme si attiva la fotocamera; se si preme una seconda volta parte lo scatto. Una volta dentro l’interfaccia della fotocamera, però, il pulsante può essere utilizzato per regolare parametri di scatto quali la focale, il diaframma, l’esposizione, gli stili e la modalità. L’idea è buona, ma si presta ad alcune critiche per come è stata implementata a livello software. Le stesse regolazioni sono impostatili più facilmente dall’interfaccia, rendendo il pulsante effettivamente utile solo per uno scatto al volo per il quale sono sufficienti due semplici pressioni. Un utente dell’iPhone 15 prò può ottenere questo semplice risultato configurando adeguatamente il pulsante azione. Sicuramente Apple con i prossimi aggiornamenti al sistema operativo migliorerà il funzionamento del Camera Control, migliorando l’interfaccia e aggiungendo funzionalità; magari rendendolo anche configurabile dall’utente. L’importante è che Apple non lasci andare questa importante funzionalità alla deriva come ha fatto con la Touch Bar che ha equipaggiato i MacBook Pro per qualche anno e che poi è stata abbandonata perché a livello di integrazione software con le applicazioni e con macOS non si è mai riusciti a sfruttare appieno le sue potenzialità.
Prestazioni e processore: la potenza di un Mac in un iPhone
Il cuore che batte all’interno dell’iPhone 16 Pro è il nuovissimo chip A18 Pro, realizzato con processo a 3 nanometri di seconda generazione. Si tratta del processore più potente mai montato su uno smartphone ed è stato progettato con l’obiettivo esplicito di supportare il carico di lavoro prodotto da Apple Intelligence in locale.
L’A18 Pro integra:
•una CPU a 6 core (2 performance + 4 efficiency),
•una GPU a 6 core con ray tracing hardware
• il Neural Engine a 16 core, capace di 38 trilioni di operazioni al secondo (TOPS).
Il chip A18 Pro è talmente potente che, secondo informazioni affidabili, Apple nella prima metà del 2026 venderà un MacBook basato su questa cpu; le prestazioni complessive si avvicinano a quelle dell’M2 base, superandole addirittura nel confronto a single- core. Secondo Geekbench 6:
• Single-core A18 Pro: ~2900 punti
• Single-core M2: ~2600 punti
Se si passa alle prestazioni multi-core il processore M2 è più avanti grazie ad i due core ad alte prestazioni in più, ma il risultato dell’A18 Pro è comunque impressionante:
• Multi-core A18 Pro: ~7400 punti
• Multi-core M2: ~9900 punti
Questa combinazione CPU/GPU/Neural Engine consente l’A18 Pro di svolgere senza alcun affanno elaborazioni foto- video in tempo reale (es. sfocatura selettiva post-scatto), funzioni AI locali come la trascrizione vocale istantanea, giochi 3D con grafica pesante.
Grazie al processo produttivo a 3 nanometri, che aumenta l’efficienza energetica, queste prestazioni si ottengono senza che si sviluppi eccessivo calore, cosa che consente all’iPhone 16 Pro di non surriscaldarsi. (Sempre che il tem di iOS si decida a rilasciare una patch per iOS 18.5 che scalda come una stufa su qualsiasi device.)
Il comparto fotografico

Il comparto fotografico dispone di tre fotocamere posteriori e di una anteriore inserita nella Dynamic Island.
Le posteriori sono una ultra grandangolare da 13 mm, una grandangolare da 26 mm e un teleobiettivo da 120 mm.
La telecamera anteriore
La fotocamera frontale TrueDepth dell’iPhone 16 Pro offre una resa notevole sia per le foto che per i video grazie a una caratteriche tecniche dí tutto rispetto. Scatta immagini a 12 MP con diaframma ƒ/1.9 e implementa un autofocus con Focus Pixels che consente scatti nitidi e una buona velocità di messa a fuoco. Il flash vieni implementato da sempre facendo illuminare il display con intensità e tonalità di colore che dipendono dalla luce esterna, Apple chiama questa soluzione Retina Flash. La fotocamera frontale trae giovamento, come la posteriore, dal Photonic Engine, una soluzione software e hardware che utilizza algoritmi avanzati di fotografia computazionale per elaborare le immagini immediatamente dopo lo scatto. Attraverso la tecnologia Deep Fusion, anch’essa appannaggio di entrambi i gruppi di fotocamere, vengono analizzate nove immagini catturate con diverse esposizioni per creare una foto ad alta definizione e con poco rumore. Questo processo avviene principalmente in condizioni di luce media, dove né la modalità HDR né la modalità Notte sarebbero particolarmente efficaci, quando la luce non è né troppo forte né troppo debole, ottimizzando il dettaglio e la nitidezza delle immagini. Laddove il contrasto tra le alte luci e le basse luci diventa di forte, entra in azione Smart HDR 5, che con tecniche sofisticate, effettuando più riprese della stessa scena in rapida successione a diversi livelli di espansione, riesce a dettagliare i particolari delle zone in ombra senza “bruciare” le zone della scena fortemente illuminate.
Le funzionalità “Pro” includono i ritratti di nuova generazione, con controllo della profondità, Illuminazione ritratto a sei effetti, e la possibilità di salvare le immagini in Apple ProRAW per l’editing avanzato. sul fronte video, la TrueDepth supporta registrazioni in 4K Dolby Vision fino a 60 fps, modalità Cinematic fino a 4K, ProRes (anche log) e audio spaziale stereo .
La fotocamera Posteriore
La configurazione e le caratteristiche delle fotocamere dell’iPhone 16 Pro e dell’iPhone Pro Max sono identiche. In pratica entrambi i modelli utilizzano lo stesso comparto fotografico dell’iPhone 15 Pro Max rivisto con alcuni importanti miglioramenti.
Come vi ho raccontato a suo tempo in un articolo specifico sulle fotocamere che equipaggiano l’iPhone 15 Pro Max, le focali ottiche dirette od ottenute con un crop sono in totale sette:
| Zoom | Focale equivalente | Tipo | Note |
| 0,5× | 13 mm | Ottica | Nuovo sensore da 48MP, OIS e autofocus macro |
| 1x | 13 mm Macro | Ottica | Appena si attiva la modalità -Macro si imposta un crop in fase di ripresa che fa apparire una focale equivalente di 26 mm. Agendo sull’interfaccia è possibile impostare lo 0,5x nativo. |
| 1× | 24 mm | Ottica | Sensore wide da 48MP, OIS a spostamento sensore |
| 1,2× | 28 mm | Crop digitale | acquisizione della porzione centrale del sensore wide |
| 1,5× | 35 mm | Crop digitale | acquisizione della porzione centrale del sensore wide |
| 2× | 48 mm | Crop “ottico” | Crop 1:1 dai pixel centrali del sensore da 48MP; uscita a 12MP |
| 5× | 120 mm | Ottica | Tele a tetra prisma da 12MP con OIS |

Un’importante caratteristica della fotocamera principale è quella di poter realizzare, usando crop e algoritmi di fotografia computazionale, foto con risoluzione ottica a 24, 28 e 35 mm, tre focali classiche della fotografia tradizionale conosciute e apprezzate dai professionisti della fotografia.

I valori di zoom intermedi tra le focali ottiche e quelli da 5x a 25x si ottengono attraverso l’elaborazione digitale.
Obiettivo principale 1x da 24 mm, 1,2x da 28 mm 2 1,5X da 35 mm
La fotocamera principale è sempre da 48 megapixel ma raddoppia la velocità di cattura eliminando così lo shutter lag, cosa essenziale quando, ad esempio, bisogna cogliere l’attimo nella street photography e che, sul fronte video, permette la ripresa a 4k e 120 fotogrammi al secondo, il doppio rispetto al l’iPhone 15 pro e pro Max. Le foto scattate con la fotocamera Fusion e lo zoom 1x possono essere salvate a 12 o 24 Megapixel. Le foto scattate in modalità Notte, con il flash, in macro o acon effetti di illuminazione della modalità Ritratto verranno salvate a 12 Megapixel.
Andando in Impostazioni->Fotocamera ->Formati, si può scegliere di salvare le foto a 12 o 24 Megapixel; se si sceglie questa seconda modalità, in fase di ripresa vengono fusi insieme, con tecniche di fotografia computazionale, due scatti: uno a 12 Megapixel, ottenuto acquisendo tutta la superficie del sensore ma raggruppando 4 a 4 i pixel adiacenti di uguale colore, in modo da ottenere una buona resa cromatica, ed un altro a 48 megapixel per mettere in risalto i dettagli.
Il risultato è notevole e permette di risparmiare spazio dí archiviazione prezioso.

Obiettivo ultra grandangolare da 0,5X da 13 mm
La lunghezza focale della fotocamera ultra grandangolare non cambia, ma si passa a una risoluzione di 48 Megapixel; nel iPhone 15 pro e pro max erano 12. Un aumento della risoluzione così spinto, non accompagnato da un corrispondente aumento delle dimensioni del sensore, può non portare a un miglioramento tangibile della qualità delle immagini. Anzi, se si mette il quadruplo dei pixel nello stesso spazio, la grandezza del singolo elemento sensibile sarà di un quarto e questo influenzerà il rendimento in condizioni di luce scarsa e farà aumentare il rumore di fondo. Questa situazione verrà risolta ricorrendo ad un intervento più pesante degli algoritmi di fotografia computazionale, cosa che renderà la foto più artefatta.
Il rendimento in condizioni di luce buona è comunque migliorato, i 48 megapixel consentono l’acquisizione di immagini più definite e ricche di particolari, con risultati migliori in caso di ingrandimenti.
Macro
La fotocamera ultra grandangolare è quella usata per la macro. Quando la distanza di messa a fuoco è troppo bassa per la messa a fuoco con l’obiettivo normale, l’iPhone imposta automaticamente la modalità macro selezionando la fotocamera ultra grandangolare. L’ingrandimento pre impostato, però, non è 0,5x, ma 1.0x simulando l’obiettivo standard. Questo perché in macro si lavora a distanze molto ravvicinate, dove un campo visivo troppo ampio (come quello di una 13 mm reale) deformerebbe troppo il soggetto e introdurrebbe distorsione ottica.
L’iPhone dunque applica un crop interno sul sensore da 48 MP, ottenendo una macro a risoluzione piena, con una focale visiva simile a quella dello scatto normale. È una scelta intelligente, che ottimizza sia la leggibilità dell’immagine sia il controllo dello sfondo, mantenendo al tempo stesso la naturalezza delle proporzioni. Chiaramente aagendo sullo zoom si può scattare la macro a 0,5x.
Teleobiettivo 5X da 120 mm
Apple ha ripreso il teleobiettivo tetrascopico tetrascopico da 120 mm che già montava sull’iPhone 15 Pro Max: quattro elementi ottici rifrangenti a prismi interni (“tetra” significa quattro) disposti orizzontalmente nel sottile telaio del telefono. Questo schema garantisce un vero zoom ottico 5× (full-frame equivalente) senza ricorrere ad interpolazioni digitali. Il sensore da 12 MP con apertura f/2.8 e stabilizzazione ottica dedicata assicura scatti molto nitidi, ideali per ritratti, che vengono staccati dal fondo con un effetto di sfocatura naturale e riprese di architettura.

Anche nei video il teleobiettivo si riconferma solido, supportando registrazioni 4K fino a 60 fps e la modalità Action per un effetto stabilizzato di qualità cinematografica, perfetto per riprese in movimento. Bisogna fare attenzione, quando si usa questa lente perché quando la scena perde un po’ di brillantezza, l’iPhone, senza avvisare, può passare alla fotocamera principale con crop nel tentativo di mantenere la pulizia dell’immagine, cosa che , però, porta ad una perdita di dettaglio.
Video
L’iPhone 16 Pro o Pro Max e lo smartphone di riferimento per chi voglia cimentarsi con le riprese video in ambito professionale. Sono supportati formati HDR professionali, codec ad alta efficienza e Apple ProRes.
Grazie a quest’ultimo si può registrare in ProRes direttamente dall’iPhone (o da videocamere professionali); i file vengono poi importati nel software di montaggio, dove si sfruttano i colori estesi e l’assenza di artefatti per editing, correzione colore e output finale.
In sintesi, ProRes è il codec di riferimento per chi cerca qualità broadcast/cinema unita a operazioni di editing rapide ed efficienti.
Di seguito una panoramica aggiornata delle modalità video disponibili su iPhone 16 Pro: una tabella con formati, codec e dimensioni di file, per minuto di girato nelle varie modalità
|
Risoluzione & FPS |
Formato |
Codec |
Dimensione per minuto |
|---|---|---|---|
|
4K Dolby Vision @24/25/30 fps |
HEVC (H.265) |
HDR 10-bit |
~135 MB (24 fps) / ~175 MB (30 fps) |
|
4K Dolby Vision @60 fps |
HEVC (H.265) |
HDR 10-bit |
~400 MB |
|
4K ProRes SDR @30 fps |
Apple ProRes 4:2:2 |
SDR |
~1 GB |
|
4K ProRes SDR @60 fps |
Apple ProRes 4:2:2 |
SDR |
~2 GB |
|
4K ProRes Log HQ @30 fps |
Apple ProRes 422 HQ (Log) |
Log HDR |
~6 GB |
|
4K ProRes Log HQ @60 fps |
Apple ProRes 422 HQ (Log) |
Log HDR |
~6 GB (richiede SSD esterno) |
|
1080p Dolby Vision @25/30 fps |
HEVC (H.265) |
HDR 10-bit |
~60 MB (30 fps) |
|
1080p Dolby Vision @60 fps |
HEVC (H.265) |
HDR 10-bit |
~90 MB |
|
1080p ProRes SDR/Log @60 fps |
Apple ProRes 4:2:2 |
SDR o Log HDR |
~500 MB |
|
720p Dolby Vision @30 fps |
HEVC (H.265) |
HDR 10-bit |
~40 MB |
|
Slo-mo 1080p @120 fps |
HEVC / H.264 |
— |
~170 MB (HEVC) / ~350 MB (H.264) |
|
Fusion HDR Slo-mo 4K @120 fps |
HEVC (H.265) |
HDR 10-bit |
~400 MB |
|
Cinematic Mode 4K @30 fps |
HEVC (H.265) |
HDR 10-bit |
~175 MB |
|
Action Mode 2.8K @60 fps |
HEVC (H.265) |
HDR 10-bit |
~300 MB |
|
Spatial Video 1080p @30 fps |
HEVC (H.265) |
— |
~60 MB |
L’iPhone 16 Pro si conferma un centro di produzione video tascabile. Il Dolby Vision HDRin HEVC è il formato di default per chi desidera file relativamente compatti ma dinamici, mentre il>ProRes<(in SDR o in Log HQ) apre le porte a un workflow professionale, con file da 1–2 GB/min (fino a 6 GB/min in Log) da gestire al meglio su SSD esterni via USB-C.
Per chi ama le riprese in movimento, la modalità Action a 2.8K/60 fps e lo slo-mo in 4K HDR a 120 fps (Fusion) o in 1080p a 120 fps garantiscono fluidità e stabilità, compensando vibrazioni e scatti improvvisi. La Modalità Cinema 4K a 30 fps porta l’effetto rack focus nella tasca di ogni creator. Infine, la registrazione spatial video e l’audio stereo spaziale completano un’offerta che abbraccia ogni esigenza, dal vlogging HDR al montaggio ProRes da cinema.
Mix audio multicanale:registrazioni Pro grazie a quattro microfoni
Batteria e autonomia
L’iPhone 16 Pro monta una batteria da circa 3.577 mAh, un incremento di quasi il 9% rispetto al modello precedente . Nelle prove di autonomia, Apple dichiara fino a 20 ore di riproduzione video e 75 ore di audio, mentre nei test sul campo che ho effettuato posso confermaredi essere arrivato, dopo una giornata di utilizzo moderato a fine serata con il 20–30% residuo” . L’iphone 16 Provimplementa il Charging Limit introdotto con iOS 18: un cursore che permette di bloccare la carica massima a qualsiasi valore tra il 80% e il 100% per non stressare la batteria. Effettivamente fermare la ricarica al 90% può preservare la salute a lungo termine della batteria, pur non rinunciando a una giornata piena di utilizzo. Nulla vieta, prevedendo un uso intensivo, completare la ricarica fino al 100%
In sostanza, la combinazione di una batteria più capiente, del processore A18 Pro più efficiente e del Charging Limit fa pensare ad una maggiore longevità della batteria nel tempo. Vedremo come andrà nei prossimi mesi.
L’phone 16 Pro è disponibile nel negozio Apple su Amazon a 969€ o in 5 rate senza interessi da 193,80€
iPhone 16
In molti hanno scritto che l’iPhone da comprare quest’anno è l’iPhone 16, che si differenzia dal pro per solo la mancanza di alcune caratteristiche dedicate all’utenza professionale: è la verità. Se si ha la necessità di passare a un device potente, che possa far funzionare Apple Intelligence, iPhone 16 è da tenere in considerazione. Nel prossimo paragrafo analizzo le principali differenze tra l’iPhone 16 e l’iPhone 16 Pro
iPhone 16 vs iPhone 16 Pro: le differenze chiave
L’iPhone 16 rappresenta l’evoluzione “standard” della lineup Apple, mentre il 16 Pro si distingue per una serie di upgrade hardware e fotografici pensati per utenti più esigenti. A livello di processore, l’iPhone 16 monta il chip A18, già rapidissimo ed efficiente, mentre il 16 Pro sfoggia il chip A18 Pro della cui potenza ho scritto nei paragrafi precedenti.
Entrambi i modelli utilizzano lo stesso pannello OLED brillante, ma solo il Pro supporta il ProMotion adaptive fino a 120 Hz. Su questo punto i cosiddetti esperti se le danno di santa ragione: chi dice che i 120 Hz siano indispensabili, e chi sostiene che siano perfettamente inutili. Personalmente ritengo che l’unica cosa di tangibile che porta il ProMotion adaptive a 120 Hz sia l’Always On Display, che comunque, checché se ne dica, consuma energia, tanto è vero che quando viene attivato il risparmio viene disattivato.
Per quanto riguarda il comparto fotografico, l’iPhone 16 si è dotato una doppia fotocamera grandangolo da 24 mm e ultra-grandangolo da 13 mm. Entrambi i sensori hanno 48 Mega Pixel. Rispetto al 16 Pro mancano teleobiettivo periscopico tetrascopico 5x, il sensore LiDAR per mappature 3D e autofocus in condizioni critiche, e la possibilità di far funzionare il sensore ultra-wide in modalità macro, un’autentica cattiveria, visto che l’obiettivo è lo stesso. L’iPhone 16, però, porta in dote il pulsante del Camera Control, che funziona esattamente come nell’iphone 16 Pro, cosa non scontata conoscendo la propensione di Apple a connotare adeguatamente i diversi modelli dello stesso prodotto. Sul fronte video, il Pro offre la registrazione in Apple ProRes Log e Dolby Vision a 60 fps, funzioni assenti sul modello base.
A livello di materiali, mentre 16 Pro sfoggia un delicato telaio in titanio sabbiato, leggero e resistente ma sensibile ai graffi, il 16 base utilizza un più classico alluminio serie 7000, meno pregiato ma comunque molto solido e più resistente ai graffi. La memoria RAM è delle stesse dimensioni: 8 GB sul 16 e 8 GB sul 16 Pro, cosa che garantisce che con Apple Intelligence il locale, l’iPhone 16 non avrà problemi di sorta.
Le opzioni di archiviazione partono da 128 GB su entrambi i modelli, ma il Pro arriva fino a 1 TB. Infine, il prezzo: l’iPhone 16 scontato parte da circa 719 €, mentre il 16 Pro da 969 €.
In conclusione, se cerchi un iPhone veloce, ben costruito e con ottime foto, l’iPhone 16 è una scelta solida. Naturalmente, se hai bisogno di un comparto fotografico più flessibile, formati di registrazione professionali, uno schermo ultra-fluido e maggiore potenza di calcolo il 16 Pro è l’unica opzione in grado di soddisfare queste esigenze.
L’phone 16 da 256 GB è disponibile nel negozio Apple su Amazon a 920€ o in 5 rate senza interessi da 184€
iPhone 16e
A 599 €, l’iPhone 16e costa più dell’iPhone SE 3 che va a sostituire, ma porta in dote miglioramenti sostanziali: lo stesso chip A18 dell’iPhone 16 (con una GPU leggermente meno potente, differenza che difficilmente si nota), un design tutto schermo con Face ID al posto del Touch ID, un pannello OLED, una fotocamera posteriore da 48 MP, autonomia migliorata, porta USB-C e funzioni di sicurezza come SOS satellitare e rilevamento incidenti che correttamente Apple ha inserito su tutta la gamma.
L’iPhone 16e ha una sola fotocamera, e questo si traduce anche in un design pulito e minimalista, con un modulo ottico meno vistoso e uno smartphone nel complesso più leggero e bilanciato in mano. Le colorazioni disponibili sono due, nero e bianco, classiche e sempre eleganti.
Rispetto al 16, i bordi dello schermo sono più spessi e l’iPhone 16e adotta ancora il notch al posto della Dynamic Island. Lo schermo OLED è ottimo per contrasto e profondità del nero, ma non arriva ai 120 Hz, non è altrettanto luminoso e non supporta l’Always-On Display, caratteristiche di cui, secondo me, si può fare tranquillamente a meno.
Manca anche il tasto Camera Control, esclusiva del 16 Pro, ma resta il comodo Action Button, dal quale è possibile richiamare molte delle funzioni di Apple Intelligence, inclusa la Visual Intelligence. In pratica: meno funzioni pro, ma nessuna rinuncia all’intelligenza artificiale.
Un’assenza importante è quella del MagSafe, cosa che rende il 16e incompatibile con i caricabatterie MagSafe e con gli accessori Qi2 Laricarica wireless è comunque presente nasi ferma a una ricarica massima di 7,5W in wireless. Se hai già accessori magnetici recenti, questa limitazione si farà sentire; se invece vieni da un modello precedente o, come me, ricarichi sempre via cavo perché credi che faccia meno male alla batteria, la cosa ti sarà indifferente.
A livello fotografico, la fotocamera da 48 MegaPixel consente scatti a 1x e 2x con digital crop facendo riscontrare ottimi risultati. Mancano sia il teleobiettivo 5x sia l’ultra-wide con modalità macro: funzioni comode, certo, ma non essenziali per l’utente medio.
Infine, un dettaglio tecnico interessante: l’iPhone 16e è il primo dispositivo Apple a usare il modem Apple C1, progettato in casa. Non supporta il 5G mmWave, ma nei test condotti negli Stati Uniti su rete Verizon ha mostrato prestazioni comparabili a quelle del Qualcomm usato nel 16, con una maggiore affidabilità in condizioni di segnale debole.
In sintesi, l’iPhone 16e è una porta d’ingresso al mondo Apple: prestazioni top, ottima autonomia, design curato e tutte le funzioni smart, al netto di qualche sacrificio su display, fotocamere e accessori. Una scelta centrata per chi vuole spendere meno senza rinunciare all’affidabilità, alla sicurezza e alla facilità d’uso che solo i prodotti Apple possono Offrire.
L’phone 16e da 256 GB è disponibile nel negozio Apple su Amazon a 799€ o in 5 rate senza interessi da 159,80€
Claudio Di Tursi per ApplePhilosophy
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Delle custodie OTTERBOX vi ho parlato anche in questo articolo (link).


