Il cavo Lightning originale Apple si rompe continuamente: ecco un sostituto molto più robusto

INTRO

I cavi Lightning  originali Apple sono eccellenti, ma, pur non essendo delicatissimi, dopo qualche mese di utilizzo possono rompersi, soprattutto nella parte del connettore che si inserisce nel device. La foto che vedete in apertura di questo articolo è eloquenti per descrivere questo tipo di problematica. Fortunatamente esistono in commercio cavi Lightning che fanno della robustezza la loro peculiarità.  Prima di considerare l’acquisto di un cavo Lightning non originale, però, è bene assicurarsi che questo abbia la certificazione MFI (Made For iPhone, iPad ecc.) con la quale Apple garantisce che un accessorio può funzionare con i suoi Device senza rovinarli.

Amazon propone nel suo store uno cavo Amazon Basic in Nylon Intrecciaro molto robusto, lungo 1,8 metri, certificato MFI, che abbiamo provato per voi.

Il cavo arriva in una confezione  abbastanza ben realizzata che riporta chiaramente il marchio di certificazione

All’interno della confezione il cavo si presenta avvolto con un nastro di velcro che ne è parte integrante.

La robustezza dei terminali è evidente, le imboccature del cavo sono realizzate in gomma dura e sono saldate al connettore con un unica fusione. Il cavo al tatto è solido, spesso e ben protetto dalla maglia molto fitta di nylon intrecciato. La connessione dati è stabile, i connettori si inseriscono nelle porte con sicurezza senza giochi che farebbero perdere la connessione.

Il prezzo di vendita è di 12,90 € e ci sembra appropriato considerata la qualità e la robustezza del cavo.

Ecco perché il cavo Lightning deve essere certificato MFI

Il cavo lightning compare per la prima volta nel 2012, con iPhone 5 di Apple. Sebbene Apple non abbia mai fatto chiarezza sulla cosa, è risaputo confermato che il cavo Lightning al  suo interno, in prossimità del connettore, contiene quattro chip incorporati, oltre ad alcuni dispositivi passivi. Due di questi chip sono molto semplici (solo un paio di transistor) e il terzo è un NXP NX20P3. Tuttavia, il quarto e probabilmente il più interessante di questi è il chip della Texas Instruments, il TI BQ2025.

All’inizio il fatto che questo componente non comparisse sui cataloghi della Texas Instruments ha favorito parecchie illazioni sulle sue funzionalità.

Tuttavia, Texas Instruments ha pubblicato schede tecniche sui suoi chip BQ2022, BQ2023, BQ2024 e BQ2026. Questi quattro chip sono catalogati sul sito web di TI come indicatori della capacità residua della batteria, e pur non essendo uguali, tutti e quattro hanno alcune caratteristiche comuni. Tutti utilizzano un’interfaccia SDQ a filo singolo (il protocollo di comunicazione seriale proprietario di TI) e tutti offrirono funzioni dì sicurezza e controllo CRC della comunicazione. Quindi è altamente probabile che il BQ2025 abbia una certa sicurezza implementata e che includa un’interfaccia SDQ. Questa ipotesi è stata conferma anche da un analisi al microscopio dei circuiti interni del chip.  C’è un blocco logico digitale che occupa la parte in alto a sinistra del chip. Questo blocco include circa 5K porte logiche. Sul chip c’è anche l’EPROM, con probabili 64 o 128 bit di stoccaggio e ci sono anche alcuni transistor driver di grandi dimensioni, un bel po’ di circuiti analogici e una discreta quantità di capacitori. Tutto questo è coerente con un chip di comunicazione seriale che include alcune semplici funzionalità di sicurezza e la capacità di farsi riconoscere come cavo originale o MFI.

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