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Come prevenire la perdita di dati sul tuo Mac o sul tuo PC: la tecnologia S.M.A.R.T ed altri strumenti.

È un film già visto troppe volte, un brutto film. Un film dell’orrore.  Si rimanda il backup dei dati un giorno dopo l’altro:  “tanto non succederà proprio oggi”, “devo finire il lavoro in tempo, non posso aspettare tre ore per il backup…” Poi succede. L’hard disk si rompe e ci crolla il mondo addosso. Cerchiamo disperati una ditta di recupero dati che giustamente ci spara un cifrone e mettiamo mano al portafogli, ben sapendo che non è assolutamente garantito che si riesca a recuperare qualcosa.

Tra un passaggio e l’altro di questa triste storia il solito intercalare: “l’avessi saputo prima…”.

La verità è che sì, avremmo potuto saperlo prima. Nei prossimi paragrafi parleremo proprio di questo, della possibilità di accorgerci per tempo che un hard disk o un ssd ci stanno per lasciare. 

 

 

La tecnologia S.M.A.R.T.

I guasti degli Hard Disk meccanici sono prevedibili nel 60% dei casi a patto che il loro funzionamento sia costantemente monitorato. La tecnologia S.M.A.R.T., acronimo per Self-Monitoring, Analysis and Reporting Technology, si prefigge proprio questo obiettivo: monitorare costantemente il funzionamento delle unità di memorizzazione attraverso l’uso di sensori collocati nell’hardware ed elaborare queste informazioni in tempo reale allo scopo di riconoscere  condizioni di criticità indicative di una prossima rottura del device. 

Ad effettuare il monitoraggio costante è il firmware del controller del dispositivo che, in maniera completamente indipendente dal sistema operativo, che dei dati elaborati è un semplice fruitore, memorizza le informazioni provenienti dai sensori su un’area riservata del disco.

Attraverso utility disco è possibile sapere se il disco rigido sta funzionando regolarmente o è in sofferenza. 

Per accedere a questa informazione bisogna lanciare Utility disco e scegliere dal menu Vista “Mostra tutti i dispositivi”. A questo punto, nella parte sinistra della schermata, bisognerà selezionare il disco da controllare, avendo cura di scegliere il disco fisico che ci interessa e non i contenitori ed i volumi o le partizioni che questo comprende. Si potrà quindi leggere, in corrispondenza della voce “Stato S.M.A.R.T.:” un laconico “Verificato”, che secondo il linguaggio Apple, a volte un po’ troppo sterile, significa che va tutto bene. Ogni altra voce che non sia “verificato”, “Non supportato” o i loro equivalenti in lingua inglese dovrebbero mettervi in allarme e spingervi a fare immediatamente un backup.

Coloro che, giustamente, volessero accedere ad ulteriori particolari circa la salute del disco non devono fare altro che cercare un programma per MacOS o per Windows che legga i valori dal controller e li presenti all’utente in una tabella. Esistono diverse utility che fanno questo, prima di presentarvele, però, è bene cercare di fornirvi gli strumenti necessari ad interpretarne i vari valori. 

I Valori S.M.A.R.T: per gli Hard Disk Meccanici

Su wikipedia è presente una pagina che spiega in maniera esaustiva il significato dei tantissimi valori elaborati dal controller S.M.A.R.T. Non tutti questi valori sono rilevanti per capire  se il disco rigido del nostro computer ci sta lasciando per strada, ci concentreremo, quindi sugli indicatori di malfunzionamento principali e, tra questi, è essenziale concentrarsi su quelli critici.

Legenda
ALTO
È meglio avere un valore alto
BASSO
È meglio avere un valore basso
Critico
Potenziale indicatore di un imminente guasto elettromeccanico

 

 

 

 

Se stai leggendo questo articolo da smartphone, ti consigliamo di leggere la tabella seguente in modalità landscape.

ID Hex Nome attributo Meglio se Descrizione
01 01 Read Error Rate

Critico
BASSO
Indica il numero delle volte in cui è capitato un errore di lettura hardware avvenuto leggendo un dato dalla superficie del disco. Un valore diverso da zero indica un problema della superficie del disco o delle testine di lettura/scrittura. Da notare che gli hard-disk Seagate spesso riportano un valore raw, che non indica problemi e può riportare alti valori anche su dischi appena comprati.
02 02 Throughput Performance ALTO
Ampiezza di banda del disco. Se il valore di questo attributo cala c’è un’alta probabilità che il disco abbia un problema.
03 03 Spin-Up Time
BASSO
Tempo medio che impiega il rotore ad accendersi (da zero RPM alla piena funzionalità [millisecondi]).
04 04 Start/Stop Count BASSO Numero dei cicli di start/stop compiuti dal disco.
05 05 Reallocated
Sectors Count

Critico
BASSO
Numero di settori riallocati. Quando il disco trova un errore di lettura/scrittura/verifica, marca il settore come “riallocato” e trasferisce i dati in una speciale area riservata (spare area). Questo processo è anche conosciuto come “rimappatura” e i settori “riallocati” sono chiamati “remaps”. Questo è il motivo del fatto che, nei moderni hard-disk, i settori danneggiati non possono essere trovati testando la superficie infatti tutti i settori danneggiati sono nascosti in settori riallocati. Tuttavia più settori vengono riallocati, più la velocità di lettura/scrittura diminuirà.
06 06 Read Channel Margin Margine di un canale mentre è in atto una lettura. La funzione di questo attributo non è specificata.
07 07 Seek Error Rate BASSO Numero degli errori di posizionamento delle testine magnetiche. Se sono presenti problemi nel sistema di posizionamento meccanico, danneggiamenti del rotore o un aumento della temperatura, il numero di errori di posizionamento aumenterà. Un elevato numero di errori di posizionamento indica un peggioramento delle condizioni della superficie del disco e del suo sistema meccanico.
08 08 Seek Time Performance ALTO
Tempo medio per il posizionamento delle testine magnetiche. Se questo attributo cala, indica un problema nel sistema meccanico.
09 09 Power-On Hours (POH) BASSO
Conteggio delle ore in cui il disco è rimasto acceso. Il valore RAW di questo attributo mostra il totale di ore (o minuti, o secondi, dipende dal costruttore) di attività del disco.
10 0A Spin Retry Count

Critico
BASSO
Indica i tentativi di avviamento del disco. Questo attributo registra il numero totale di tentativi di avviamento affinché il disco diventi completamente operativo (a condizione che il primo tentativo non vada a buon fine). Un aumento di questo attributo indica problemi nel sistema meccanico del disco.
11 0B Recalibration Retries
BASSO
Questo attributo indica il numero di volte in cui è stata richiesta la ricalibrazione (a condizione che il primo tentativo non abbia avuto successo). Un aumento di questo attributo indica problema nel sistema meccanico.
12 0C Device Power Cycle Count BASSO Questo attributo indica il numero totale dei cicli di accensione/spegnimento del disco.
13 0D Soft Read Error Rate
BASSO
Errori di lettura, non correggibili, segnalati dal sistema operativo. Se questo valore è diverso da zero si consigli di fare un backup.
190 BE Airflow Temperature (WDC) BASSO
Valore di temperatura dell’aria presente sui dischi Western Digital (Uguale alla temperatura (C2), ma il valore indica 50 gradi in meno su alcuni modelli. Segnato come obsoleto.)
190 BE Temperature Difference from 100 ALTO Il valore è uguale a (100 – temp °C), permette ai produttori di impostare un soglia minima corrispondente alla massima temperatura.
191 BF G-sense error rate
BASSO
Frequenza di errori risultanti da fattori esterni.
192 C0 Power-off Retract Count BASSO
Numero delle volte in cui le testine vengono spostate dalla superficie del disco. Le testine possono essere spostate senza la necessità di spegnere il disco (Emergency Retract Cycle count nei dischi Fujitsu).
193 C1 Load/Unload Cycle
BASSO
Conteggio dei cicli di posizionamento/uscita della “parking area” (zona di posizionamento a riposo delle testine).
194 C2 Temperature
BASSO
Indica la temperatura corrente interna.
195 C3 Hardware ECC Recovered ALTO
Indica il tempo intercorso tra la correzione di errori ECC.
196 C4 Reallocation Event Count

Critico
BASSO

Numero delle operazioni di rimappatura. Il valore RAW di questo attributo mostra il numero totale di tentativi di trasferire i dati dai settori danneggiati all’area di spare”. Vengono contati sia i tentavi riusciti che quelli non andati a buon fine.
197 C5 Current Pending Sector Count

Critico
BASSO
Numero di settori “instabili” (in attesa di essere rimappati). Se il settore instabile è successivamente letto o scritto con successo, il valore di questo attributo diminuirà e il settore sarà rimappato. Un errore di lettura sul settore non porterà alla sua rimappatura, questo avverrà solo nel caso di un tentativo fallito di scrittura. Questo può portare a dei problemi perché il settore non viene rimappato se le scritture derivano dalla cache, ma solo se derivano da scritture di I/O dirette.
198 C6 Offline Uncorrectable Sector Count BASSO
Numero totale di errori, non correggibili, durante la lettura/scrittura di un settore. Un aumento del valore di questo attributo indica difetti della superficie del disco e/o problemi del sistema meccanico.
199 C7 UltraDMA CRC Error Count BASSO Il numero di errori, durante il trasferimento dati via cavo, determinati dall’ICRC (Interface Cyclic Redundancy Check).
200 C8 Write Error Rate / Multi-Zone Error Rate

BASSO Il numero totali di errori avvenuti durante la scrittura di un settore.
201 C9 Soft Read Error Rate

Critico
BASSO Numero di errori off-track. Se il valore è diverso da zero si consiglia di fare un backup.
202 CA Data Address Mark errors
203 CB Run Out Cancel BASSO
Numero di errori ECC.
204 CC Soft ECC Correction BASSO
Numero di errori corretti dal software ECC.
205 CD Thermal Asperity Rare (TAR) BASSO

Numero di errori dovuto a problemi termici.

220 DC Disk Shift

Critico
BASSO Spostamento del disco dal “perno” centrale, solitamente dovuto a un colpo esterno. L’unità di misura è sconosciuta.
221 DD G-Sense Error Rate BASSO
Numero di errori risultanti da fattori esterni come colpi o vibrazioni.
224 E0 Load Friction
BASSO
Resistenza causata dall’attrito sulle parti meccaniche, mentre queste ultime sono in movimento.
225 E1 Load/Unload Cycle Count BASSO
Numero totale di cicli di caricamento.
227 E3 Torque Amplification Count BASSO Numero di tentativi di compensazione dovuti alla variazione di velocità dei dischi.
228 E4 Power-Off Retract Cycle BASSO
Numero di volte in cui il braccio è stato riposizionato in automatico a causa di una caduta di tensione.
231 E7 Temperature BASSO Temperatura del disco.
250 FA Read Error Retry Rate BASSO Numero di errori durante la lettura del disco.

 

La tecnologia S.M.A.R.T. e gli SSD

La tecnologia S.M.A.R.T., come si evince da una lettura nemmeno molto attenta della tabella, è adatta agli hard disk meccanici anche se molti controller di dischi SSD nel formato da 2,5″ con interfaccia SATA, soprattutto per una questione di compatibilità, la supportano raccogliendo dati comunque interessanti sul numero di ore di funzionamento, il numero di volte in cui l’unità è stata alimentata e il “Wear Leveling Count”, contraddistinto dal parametro con ID 177, che  fornisce una stima indicativa dello stato di consumo dell’SSD: varia tra 100 e 1, dove 100 vuol dire che l’SSD è praticamente nuovo mentre quando tale indicatore giunge a 1, il numero stimato di cicli di scrittura per ogni cella per cui il device è stato  progettato è stato probabilmente effettuato. Ciò non vuol dire che l’SSD morirà al raggiungimento di tale soglia, potrebbe funzionare ancora per molto, ma sicuramente il rischio di malfunzionamento a breve c’è ed è bene procedere con il backup e la sostituzione dell’unità. Altri parametri indicativi del buon funzionamento dell’unità sono il 190 Airflow temperature Celsius che è bene non superi i 50 gradi, il 235 POR Recovery Count che è indicativo del numero di perdite di tensione improvvise, il 241 Total LBAs written che è indicativo del numero di blocchi scritti sul disco. Moltiplicando questo valore per la dimensione di un settore, solitamente 512 Byte, si ottiene un valore che può essere confrontato col parametro TBW (Total Bytes Written) fornito dal costruttore che indica per quante scritture di un singolo Byte l’SSD è garantito.

La tecnologia S.M.A.R.T. e gli SSD montati da Apple nei nuovi Mac

Apple non supporta più la tecnologia S.M.A.R.T. dal 2016. Le motivazioni sono chiare, si tratta di una tecnologia nata per gli hard disk meccanici, non adatta ai nuovissimi SSD di tipo NVMe. Ci sono comunque  utility di terze parti come DriveDX  in grado di fornire informazioni che ci aiutino a capire in che condizioni versa L’Unità.

Alcune Utility per visualizzare lo stato S.M.A.R.T. su MacOS e Windows.

Oltre al già citato DriveDX vale la pena di nominare SMART Utility,che non solo visualizza i singoli attributi per vedere il loro stato, ma utilizza anche un algoritmo proprietario basato su tali attributi in grado rilevare il guasto delle unità prima che il sistema SMART indichi la prossima rottura.

Sul fronte Windows uno dei programmi gratuiti più semplici da usare è CrystalDiskInfo che offre anche una comodissima versione portable.

Il suo utilizzo è molto semplice, subito dopo il lancio viene proposta una schermata che nella parte superiore riporta subito lo stato del disco con una percentuale che ne indica lo stato di usura.

Sempre per Windows va assolutamente citato HDSentinel un programma molto ben fatto a pagamento nella sua versione completa. Le informazioni sullo stato di salute dell’hard disk sono moltissime e sono presenti dei commenti e dei consigli tecnici molto chiari, che facilitano la comprensione dei dati riportati.

Conclusioni

Il sistema S.M.A.R.T., le utility che vi abbiamo presentato e le altre che potete trovare in rete, ci offrono molte possibilità per capire se i nostri dati sono in pericolo. Come abbiamo detto all’inizio, però, la previsione di un guasto imminente è possibile solo nel 60% dei casi. Conviene allora organizzare un sistema di backup basato su architettura raid come quelle proposte da Qnap o sul cloud avendo cura, in questo caso, di scegliere servizi seri ed affidabili come può essere iCloud della Apple che con una piccola cifra mensile permette di fare stare serena tutta la famiglia.

 

ApplePhilosophy original content – riproduzione consentita citando la fonte.

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