Evento Apple del 10 novembre 2020: ecco i primi Mac Apple Silicon

10 novembre, ore 18.48. Sono qui, davanti ai miei due MacBook  Pro da 13”. Scrivo su quello del 2010 al quale ho sostituito l’hard disk con un SSD, aspetto e seguirò l’evento su quello del 2017, quello che sarà ufficialmente vecchio tra 12 minuti.

Fra poco Tim Cook apparirà su un set virtuale e mi dirà che non è più tempo di usare i miei gioielli, tenterà di convincermi che il loro tempo è passato. Che dovrò transitare nella nuova era che oggi inizia. L’era Apple Silicon.  Macchine fantastiche che annulleranno un passato glorioso. Forse.

Ore 19.00. Inizia One More Thing, l’evento che segnerà la fine di un epoca in cui i Mac e le macchine Windows condividevano gli stessi processori Intel. Un’architettura CISC a cui fra poco subentrerà quell’architettura ARM RISC che promette faville.  Prodotti che consumeranno molto meno e saranno più veloci grazie ai processori ARM che già hanno fatto gridare al miracolo sugli iDevice. Macchine che romperanno col passato e con tutto quello di rassicurante che per noi ha rappresentato l’architettura intel: la possibilità di avere sulla stessa macchina due sistemi operativi perfettamente funzionanti.

Ore 19.10. Il nuovo system on a chip si chiama M1: ha otto core nella CPU, otto nella GPU ed è in grado di compiere 11 trilioni di operazioni al secondo, un prodigio raggiunto anche grazie alla memoria unificata: un sistema per cui CPU e GPU condividono ed indirizzano la stessa memoria che è interna al SOC.  Nella CPU quattro core sono a basso consumo, gli altri quattro ad alte  prestazioni. Le performance per watt della CPU sono tre volte superiori. La GPU sarà due volte più veloce delle GPU presenti nei sistema on a chip intel e consumerà un terzo. Grazie a Big Sur le nuove macchine potranno combinare potenza e bassi consumi in computer dove per la prima vota Apple produce sia il processore sia il sistema operativo.

Ore 19.18. Si parla di universal App, il sistema con cui la stessa applicazione porta girare sui nuovi e sui “vecchi” Mac. Peccato che sul disco occuperà  il doppio dello spazio. Già il pensiero corre alle utility che, come successo nella migrazione da Power-PC a intel, elimineranno la metà di codice che non serve da quelli che una volta venivano chiamati Fat Binary.

Ore 19.24. è il MacBook Air il primo Mac a montare i nuovi M1. Il computer della linea Apple che ne aveva più bisogno.

Finalmente la vecchia stufa che abbiamo sopportato fino ad ora lascerà il posto a qualcosa di più efficiente. Sarà tre volte più veloce dei laptop Windows della stessa fascia di prezzo, soprattutto sarà completamente silenzioso. Un iPad travestito da MacBook che sicuramente  sarà più performante degli attuali MacBook Pro di fascia bassa. Avrà una batteria che durerà 18 ore e costerà 999$. 

Ore 19.31: è la volta del Mac Mini. Sarà cinque volte più veloce dei computer Windows desktop in circolazione. Avrà due Thunderbolt 3 /USB 4, una USB-A e costerà 699$.

Ore 19.36. Arriva il MacBook Pro 13”. Sarà 2,8 volte più veloce dei Pro precedenti, la grafica sarà 5 volte più veloce e sarà tre volte più veloce dei laptop professionali nella stessa classe di prezzo. La batteria durerà 17 ore.  Avrà tre microfoni da studio ad alta qualità, la Touch Bar e Touch ID. Il prezzo partirà da 1199$ per il settore Education.

Ore 19.42. Big Sur  sarà disponibile al download dal 12 novembre.

Ore 19.45. è finito tutto. E tutto ricomincia. 

Ah no! Ore 19.46: si prende per il culo windows.

Anche se è proprio del come girerà windows che prima o poi bisognerà parlare.

 

Claudio Di Tursi

SUPPORTA Apple Philosophy

Ti sarai reso conto di quanto siano particolari gli articoli pubblicati su ApplePhilosophy. Non sono le scopiazzature da 9to5mac.com che spesso si trovano su altri siti. Sono il frutto di un lavoro serio di approfondimento che richiede tempo, impegno e passione. Se stai per fare un acquisto su Amazon e desideri supportare Applephilosophy, clicca sul banner qui sotto. Per ogni acquisto il blog riceverà una piccolissima percentuale. Ovviamente NON spenderai un centesimo di più di quanto avresti speso per gli stessi acquisti andando direttamente su Amazon.