Archivia Febbraio 2020

Hub USB-C multiporta: quale scegliere e cosa fare quando non funziona

 

 

Un MacBook senza un Hub USB o gli specifici adattatori non può collegarsi praticamente a nulla che non sia wireless.  Anche scambiarsi i dati con i colleghi con una memory pen USB è un problema (io almeno questo l’ho risolto con una memory pen San Disk con doppio ingresso USB-A – USB-C, ma ne parleremo più avanti in un prossimo articolo).

Sul mercato si trovano tantissimi HUB che, occupando una solo a porta USB-C, offrono molti collegamenti e potendo ricevere in ingresso il cavo dell’alimentazione ricaricano pure il MacBook. Ve ne sono di tanti prezzi, peraltro tutti in calo,  e nelle versioni più complete offrono, oltre alle classiche porte USB-A per il collegamento dei device più disparati, slot per le schede SD, MicroSD, la porta per il collegamento alla lan e l’uscita video. 

In  pratica questi HUB multifunzione possono fungere da vere e proprie docking station: si arriva al mattino in ufficio e collegando un solo cavo si può usare il Mac a coperchio chiuso con mouse, tastiera estesa, schermo esterno ad alta o altissima definizione e collegamento ai servizi di rete dell’infrastruttura IT della ditta in cui si lavora. 

HUB multiporta: quali scegliere

Gli HUB Multiporta sono moltissimi e differiscono molto fra loro per qualità costruttiva e numero di porte che offrono. Non tutti hanno, ad esempio, la porta Ethernet per il collegamento alla rete via cavo, e tra quelli che offrono l’uscita video a volte bisogna scegliere il formato che ci serve tra la classica VGA, l’HDMI, e la Display Port.  Detto questo, l’impressione che si ha è che ci siano i soliti tre o quattro costruttori cinesi che rivendono a ditte che rimarchiano.

Leggendo sui forum e guardando un po’ di recensioni sembra che a parte il calore che sviluppano, che è elevato, ed il problema delle interferenze col Wi-Fi che li accomuna un po’ tutti, e del quale più avanti diamo una soluzione definitiva, ci si trovi davanti prodotti che fanno quello che promettono.

Nella tabella qui sotto vi do alcuni suggerimenti per l’acquisto, ma si tratta solo di alcuni dei dispositivi che potrete acquistare, la scelta è davvero molto ampia ed è facile sbagliare o farsi spedire a casa un dispositivo che non funziona. Nel caso niente panico, con una telefonata al numero verde di Amazon si ottiene il rimborso immediato di quanto speso ed il ritiro a costo zero presso il nostro recapito del prodotto difettoso  o che non ci ha soddisfatti pienamente.

 

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HUB multiporta: il problema

Si legge nei forum di settore di persone disperate perché l’HUB multiporta, pur facendo bene il suo lavoro, appena collegato  provoca problemi alla connessione Wi-Fi o al Bluetooth. Nel mio caso la connessione ad internet, veicolata sul Wi-Fi, veniva immediatamente interrotto fino a che non scollegavo l’adattatore, cosa che lo rendeva, di fatto inutilizzabile. Ad essere interessati, in pratica, sono i collegamenti a 2,4 ghz; se il Wi-Fi  è a 5,0 ghz, ad esempio, i problemi saranno solo sul Bluetooth. Un problema di interferenza, quindi, ascrivibile ai disturbi in radiofrequenza prodotti dall’HUB col suo funzionamento.

HUB multiporta: la soluzione

Per risolvere in maniera definitiva i problemi legate alle interferenze è necessario applicare agli estremità del cavo di collegamento dell’HUB al computer due nuclei in ferrite. Il nucleo in ferrite  è un isolante del rumore elettromagnetico, serve ad isolare le frequenze che molto spesso si generano all’interno di apparecchiature elettroniche e che potrebbero disturbare altri dispositivi durante l’alimentazione. Protegge, in sostanza, cavi elettrici e video dalle interferenze.

I nuclei in ferrite costano veramente poco facendoci peraltro recuperare i soldi spesi nell’adattatore multiporta che dopo la loro applicazione non creerà più problemi di interferenze con il Wi-Fi del Mac e con gli altri dispositivi.

Nuclei in ferrite: quali scegliere

Quello di cui vi posto il link di Amazon qui a sinistra, è un set da 20 pezzi che comprende diverse misure, perché non ho idea della misura del cavo del vostro HUB o di quello che acquisterete, ma a questo link potete trovarne di tutte le misure e quindi risparmiare. Tenete presente che per il mio cavo ho impiegato due nuclei in ferrite adatti ai cavi da 5 mm.

Nel video che segue vi dimostro come funziona il tutto e vi  do tutte le indicazioni necessarie a risolvere il problema passo passo: buona visione!  

Spero che questo post vi sia stato utile e vi invito, come al solito, a mettere mi piace alla nostra pagina Facebook e a partire dai nostri link per fare i vostri acquisti su Amazon: a voi non vi costa nulla, per noi è un piccolo aiuto a tenere in linea questo blog.

 

Claudio Di Tursi

 

iPhone nuovo? Ecco come scegliere una custodia che protegge per davvero ed un vetro temperato che salverà lo schermo dalle cadute.

Tastiera a farfalla: uno dei più grandi fallimenti di Apple.

Un tastiera bellissima ma fonte di un’infinità di problemi
Il mio MacBook Pro 13” TouchBar del 2017 è una piccola macchina da guerra: leggero e potente, si adatta ad ogni compito e ad ogni situazione alla perfezione. Non c’è nulla che possa davvero impensierirlo; e se sul posto di lavoro c’è un monitor esterno da affiancare come estensione del suo splendido display retina, o magari un iPad da usare in modalità Sidecar, allora non ti ferma più nessuno.

Ecco cosa mi sarebbe piaciuto scrivere parlando del mio MacBook Pro. Purtroppo la realtà è diversa, la famigerata tastiera a farfalla mi ha creato problemi nel momento sbagliato, proprio quando avevo bisogno di scrivere molto ed in maniera efficiente. Per comprometterne il funzionamento, come ormai è risaputo, è stato sufficiente che qualche granello di polvere si insinuasse sotto ai tasti. Nel mio caso la lettera “g” anche se premuta con decisione veniva saltata, mentre la “b” spesso veniva stampata due volte.

Comandi al terminale errati, programmi che non compilavano, documenti con un infinità di parole sottolineate dal correttore ortografico di Word: una carneficina; ‘na Cambogia come direbbero gli amici romani.

 Il supporto Apple, alla sua pagina https://support.apple.com/it-it/HT205662, spiega come pulire la tastiera usando una bomboletta di aria compressa, ma quando si deve lavorare, specialmente in certe situazioni, attuare la procedura consigliata è improponibile. Il consiglio che posso darvi, nel caso dobbiate svolgere un compito delicato, è di fare la pulizia prima di iniziare la sessione di lavoro ed incrociare le dita sperando che vada tutto per il meglio. Nel mio caso il problema non è stato bloccante, ma ha sicuramente rallentato il mio lavoro e influito negativamente sulla mia capacità di concentrazione.

 

Per mitigare il problema creato agli utenti Apple ha predisposto un programma di assistenza in garanzia che copre i malfunzionamenti della tastiera per quattro anni dalla data di acquisto; i modelli che possono usufruirne sono:

• MacBook (Retina, 12 pollici, inizio 2015)

• MacBook (Retina, 12 pollici, inizio 2016)

• MacBook (Retina, 12 pollici, 2017)

• MacBook Air (Retina, 13 pollici, 2018)

• MacBook Air (Retina, 13 pollici, 2019)

• MacBook Pro (13 pollici, 2016, due porte Thunderbolt 3)

• MacBook Pro (13 pollici, 2017, due porte Thunderbolt 3)

• MacBook Pro (13 pollici, 2019, due porte Thunderbolt 3)

• MacBook Pro (13 pollici, 2016, quattro porte Thunderbolt 3)

• MacBook Pro (13 pollici, 2017, quattro porte Thunderbolt 3)

• MacBook Pro (15 pollici, 2016)

• MacBook Pro (15 pollici, 2017)

• MacBook Pro (13 pollici, 2018, quattro porte Thunderbolt 3)

• MacBook Pro (15 pollici, 2018)

• MacBook Pro (13 pollici, 2019, quattro porte Thunderbolt 3)

• MacBook Pro (15 pollici, 2019)

Il programma prevede la sostituzione dell’intero top case che incorpora la tastiera, ma a quanto ci è dato di sapere la tastiera sostituita sarà identica alla precedente e quindi i problemi potrebbero ripresentarsi.

Insomma, se vi serve un MacBook nuovo l’unico che ci sentiamo di consigliarvi è il MacBook Pro da 16” sul quale è stata reintrodotta la tastiera a forbice, altrimenti, come abbiamo già scritto in un post precedente, considerate l’opportunità di acquistare un MacBook Pro usato prodotto prima del 2016 (2015 per MacBook), anno in cui è stata introdotta la famigerata tastiera a farfalla.

Claudio Di Tursi

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