Archivia Gennaio 2020

Pellicola in vetro temperato: quale scegliere?

Ormai è assodato, per quanto dura possa essere la superficie dello schermo del nostro smartphone è sempre facile provocare dei graffi al display o addirittura romperlo in seguito ad un urto o ad una caduta: meglio dotarsi di una pellicola in vetro temperato prima di andare a spendere centinaia di euro Apple Store per una riparazione che si  poteva evitare.

Sì, ma quale scegliere? Sul mercato si trovano ottimi prodotti insieme ad autentiche quanto inutili fregature che possono risultare addirittura dannose, eccoci quindi a darvi qualche consiglio su quale pellicola scegliere, un po’ come abbiamo fatto per le cover che resistono davvero, un articolo che ha riscosso molto successo.

Cos’è il vetro temperato

Partiamo col dire che la tempra è il processo che rende un vetro normale più resistente a graffi, urti e sollecitazioni. Ci sono sostanzialmente due tipi di tempra, quella tradizionale e quella chimica

  • Nella tempra tradizionale “Il vetro temprato viene ottenuto per indurimento tramite trattamento termico (tempra). Il pezzo deve essere tagliato alle dimensioni richieste e ogni lavorazione (come levigatura degli spigoli o foratura e svasatura) deve essere effettuata prima della tempra. Il vetro è posto su un tavolo a rulli su cui scorre all’interno di un forno, che lo riscalda alla temperatura di tempra di 640 °C. Quindi viene rapidamente raffreddato da getti di aria. Questo processo raffredda gli strati superficiali, causandone l’indurimento, mentre la parte interna rimane calda più a lungo. Il successivo raffreddamento della parte centrale produce uno sforzo di compressione sulla superficie, bilanciato da tensioni distensive nella parte interna.” (Fonte Wikipedia. )
  • La tempra chimica viene utilizzata quando si vogliono ottenere resistenze superiori e trattare vetri più sottili ed è sicuramente più adatta all’applicazione che stiamo trattando. Si ottiene immergendo i vetri da trattare in un bagno di sali fusi di potassio a temperature superiori ai 400°C. Gli ioni di potassio (K+), contenuti nel sale vengono a sostituirsi agli ioni di sodio (Na+), di diametro inferiore, contenuti nella superficie del vetro, determinando l’instaurarsi di sollecitazioni di compressione su tutta la superficie e sui bordi. Queste forze sono compensate da tensioni di trazione presenti nella parte interna del vetro. Infatti il vetro temperato chimicamente ha tensioni superficiali superiori e tensioni in profondità inferiori rispetto al vetro temperato termicamente, cosa che determina un aumento della flessibilità. La tempra chimica aumenta anche la resistenza agli urti rendendo il vetro temperato  chimicamente due volte e mezzo più resistente del vetro  trattato col processo di tempra tradizionale e circa cinque volte più resistente di un vetro normale dello stesso spessore.

Siamo quindi di fronte ad un prodotto tecnico che va scelto con attenzione, stando molto attenti a non farsi troppo influenzare dal prezzo: non è vero che tutte le pellicole di vetro temperato sono uguali.

Com’è fatta una pellicola di vetro temperato

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La pellicola in vetro temperato è formata da quattro strati, ognuno con una funzione ben precisa ed insostituibile.

  1. A contatto con lo schermo c’è uno stato molto sottile di silicone leggermente adesivo la cui funzione è quella di fare un modo che la pellicola aderisca senza creare bolle. La qualità in questo componente è molto importante: deve essere trasparentissimo, deve resistere nel tempo senza deteriorarsi, non deve reagire ingiallendo se attraversato dalla luce, non deve lasciare residui quando verrà tolto e deve lasciare lo strato oleofobico originale dello schermo inalterato.
  2. Lo strato successivo è una pellicola sottilissima in TPU che ha il duplice compito di ammortizzare gli urti e mantenere le schegge di vetro al loro posto qualora lo strato di vetro temperato superiore dovesse frantumarsi. Anche questo componente deve essere di ottima qualità, trasparentissimo, resistente e non non deve ingiallire.
  3. Sopra allo strato in TPU c’è il vetro temperato vero e proprio che, come abbiamo detto, è bene sia stato temprato chimicamente. Deve essere spesso tra 2 e tre decimi di millimetro, uno spessore minore lo potrebbe rendere inefficace.
  4. La superficie del vetro deve essere trattata con un trattamento oleofobico ottenuto utilizzando nanoparticelle di un polimero che respinge il grasso delle mani e rende il vetro gradevolmente scivoloso come lo schermo originale. 

 

Quale pellicola in vetro temperato scegliere?

Avendo presenti queste caratteristiche, ci sentiamo di consigliarvi le pellicole in vetro temperato della Belkin, le stesse applicate dagli Apple Store e che su Amazon si trovano a prezzi più bassi.

iPhone 6, 6S 7 e 8 iPhone 7 Plus e 8 Plus

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Se si vuole scegliere un prodotto valido a prezzi più contenuti, ci si può rivolgere alle blasonate Spingen che qui vi proponiamo, quando disponibili, nella versione con l’applcatore che consente un posizionamento perfetto.

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La ricarica rapida e la ricarica wireless danneggiano la batteria?

Hai comprato il nuovo cellulare e sei stato contentissimo nel trovare al suo interno un caricatore per la cosiddetta “Fast Charge”? Sei stato felice anche nel constatare che il nuovo gingillo supporta la ricarica wireless? Bene, se vuoi continuare a rimanere contento prosegui nella lettura di questo articolo; forse hai bisogno di qualche dritta.

Una ricerca condotta nel 2015 da due ricercatori del DESY di Amburgo (Deutsches Elektronen-Synchrotron) ha dimostrato scientificamente come la carica veloce, se usata frequentemente, può diminuire sensibilmente la vita operativa delle batterie al litio che equipaggiano i nostri dispositivi mobili. E siccome uno dei fattori che attentano alla salute delle batterie è il calore, allora anche l’uso della ricarica wireless merita una qualche attenzione.

Nel seguito di questo post analizzeremo insieme il risultato della ricerca e cercheremo di capire come comportarci per sfruttare al meglio le batterie e farle durare di più. Un modo per voler bene al pianeta, oltre che al portafogli.

 

Il risultato della ricerca in sintesi

Caricare le batterie agli ioni di litio troppo in fretta può ridurre permanentemente la loro capacità.

Porzioni della struttura di immagazzinamento dell’energia possono distruggersi e disattivarsi. Attraverso la ricerca del DESY per la prima volta si sono visti questi cambiamenti strutturali. Lo studio utilizza la tecnica della fluorescenza e mostra che, anche solo dopo pochi cicli di ricarica rapida, il danneggiamento alle strutture interne del materiale di cui è composto la batteria è chiaramente evidente, mentre con la ricarica lenta questo avviene dopo molto più tempo.

Nei loro esperimenti i ricercatori hanno esposto gli elettrodi di batterie differenti a venticinque cicli di carica e scarica che avvenivano a tre velocità diverse ed hanno analizzato la distribuzione degli elementi dei componenti degli elettrodi. Gli scienziati hanno potuto verificare che durante il caricamento rapido sono stati rilasciati dalla struttura cristallina atomi di nichel e manganese. Nella loro indagine, i ricercatori hanno individuato nell’elettrodo difetti simili a buchi con un diametro fino a 100 micron (0,1 mm). Le aree distrutte in questa maniera non possono più essere utilizzate per lo stoccaggio dell’energia.

 

Il calore danneggia le batterie al litio

Anche Il surriscaldamento è molto dannoso, in quanto porta a un degrado accelerato delle celle che compongono la batteria. Nei casi più estremi, quando nella batteria vengono superati determinati limiti di temperatura, a causa dell’ebollizione degli elettroliti, questa potrebbe gonfiarsi o addirittura esplodere. È quindi importante fare in modo che la batteria non si surriscaldi durante la fase di carica.

 

Il ruolo del controller di carica

Per minimizzare i danni derivanti dal processo di carica, gli smartphone moderni utilizzano un controller dedicato che monitora il livello di carica della batteria e la potenza erogata. La batteria viene caricata con la massima corrente di carica fino a quando non raggiunge circa il 60%, poi si passa alla ricarica lenta in cui l’intensità di corrente diminuisca progressivamente fino ad annullarsi del tutto al raggiungimento della carica completa.

La funzione di monitoraggio della temperatura implementata dal controller serve esclusivamente a proteggere la batteria impedendole di surriscaldarsi a valori critici, non evita che vengano raggiunte temperature che minano comunque la sua capacità di accumulazione.

 

Come comportarsi per mantenere la batteria in buone condizioni operative il più a lungo possibile

Innanzitutto bisogna partire dal presupposto che la batteria è da considerarsi un materiale di consumo che deve essere cambiato quando offre prestazioni troppo lontane dai dati di progetto iniziale. Bisogna inoltre considerare che molti produttori di smartphone, Apple in testa, invece che una batteria stanno montando due batterie in parallelo in modo da dimezzare la corrente ricevuta dal caricatore rapido mantenendo gli stessi tempi di ricarica ma con uno stress per ciascun pacco di batterie dimezzato. Partendo da questi presupposti, possiamo comunque comportarci in modo che la sostituzione avvenga il più tardi possibile seguendo alcune semplici regole:

Usare la ricarica veloce solo quando è strettamente necessario: in condizioni ordinarie, quando abbiamo tempo, magari di notte, mettiamo in carica il telefono col caricabatterie ordinario, quello da 5 watt (5.0 V – 1.0 A).

• Se abbiamo possibilità di caricare il telefono in ufficio, in albergo, in treno o magari utilizzando con il cavo standard o uno certificato da Apple la presa usb del computer facciamolo. La batteria si stressa meno se le ricariche sono frequenti. E se sono brevi ed incomplete è ancora meglio.

Non utilizziamo la ricarica rapida di notte: sarebbe inutile e dannosa.

• 20% – 80%: il range ottimale. Le batterie al litio si stressano se si devono caricare partendo da un livello inferiore all’20% e nel tratto di ricarica che va dall’80% al 100%. Apple con iOS 13 ha introdotto la carica ottimizzata che consiste nello studiare le abitudini dell’utente così da caricare la batteria fino all’80% e portarla al 100% poco prima che l’utente stacchi l’iPhone dall’alimentatore. Una delle cause principali di deterioramento delle batterie al litio è il lasciarle in carica per molto tempo quando sono già al massimo.

Impostazioni->Batteria->Stato batteria

• Meglio non utilizzare il telefono mentre si sta caricando. Scaricare la batteria mentre questa si sta caricando comporta un’usura maggiore.

• Utilizzate il meno possible la ricarica wireless, quando lo fate scegliete caricabatterie wireless certificati per essere utilizzati col vostro dispositivo e centrate perfettamente il campo elettromagnetico posizionando lo smartphone privo di custodia come indicato nel libretto di istruzioni del caricabatterie. La ricarica wireless è sconsigliabile perché scalda la batteria è, a differenza della ricarica col cavo, carica la batteria mentre questa sta facendo funzionare il telefono, cosa che, come abbiamo detto, ne favorisce l’usura.

Claudio Di Tursi

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