iPhone XR: “R” for Respect!

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A poco più di un mese del rinnovo della lineup non mi si va a rompere il touch screen dell’amato e insostituibile iPhone 6Plus? Prima di un viaggio importante, per giunta?

Non avevo alternative, dovevo dotarmi in fretta di un nuovo iPhone ma non ero disposto a spendere troppo in un modello che sarebbe stato superato da lì a poco. Mi sono quindi orientato sulla scelta migliore come rapporto qualità prezzo: a 725 euro ho portato a casa un iPhone XR e, dopo due settimane di prova, sono qui a raccontarvelo.

Non ve lo nascondo, avevo davvero molte perplessità su questo prodotto per quanto riguarda diversi aspetti e, se volete sapere se le mie preoccupazioni erano fondate, non vi resta che mettervi comodi e proseguire nella lettura.

1. Schermo

Le mie perplessità

Provenendo da uno schermo più definito, l’iPhone plus è full hd con una risoluzione 1080X1920 che su una diagonale di 5,5” fanno 401 ppi (pixel per pollice), avevo il terrore che passare agli 820×1792 pixel dell’iPhone XR su uno schermo da 6,1”, quindi più grande, con “solo” 324 ppi, avrebbe peggiorato la mia esperienza utente. D’altronde lo schermo è l’interfaccia principale con cui interagiamo con lo smartphone e, avendolo sotto gli occhi per più di cinque o sei ore al giorno, deve essere di ottima qualità e, soprattutto, efficiente. La mia preoccupazione era relativa, in particolare, alla quantità di informazioni visualizzate. Come si sarebbe visto, per esempio, un sito in modalità desktop? Il numero minore di pixel avrebbe compromesso la leggibilità?

La realtà dei fatti

Lo schermo dell’iPhone XR è eccellente, il fatto che non sia OLED non rileva ai fini della piacevolezza della fruizione dei contenuti. Dal confronto dello stesso sito visualizzato sull’iPhone 6 Plus sia in modalità mobile sia desktop emerge che il rendering nella visualizzazione mobile non cambia e che in entrambe le modalità l’iPhone XR mostra più contenuto in verticale. Confrontando lo schermo dell’iPhone XR con quello di un Huawei P20 Lite che sfoggia una risoluzione Full HD+, vale a dire 2280X1080, su una diagonale di 5,8” per ben 435 ppi, mi sono reso conto di quanto certe caratteristiche abbiano un significato prettamente commerciale. Lo schermo dell’iPhone XR appariva molto più nitido con colori molto più brillanti e contrastati, la leggibilità del testo era notevolmente superiore anche alle dimensioni più piccole. Vedendoli affiancati sembrava quasi che sullo schermo del Huawey ci fosse della una specie di nebbiolina. Il possessore del device, peraltro, un esperto del settore che mi ha aiutato nell’effettuare le prove, era concorde con questa analisi.

Il confronto con il pannello oled dell’iPhone X non ha fatto notare differenze degne di nota sul fronte dei colori. I tanto decantati neri, se davvero erano più profondi, lo erano in maniera difficilmente percettibile. La risoluzione dell’iPhone X, 2435 X 1125 su una diagonale di 5,8” per 463 ppi, non si traduce in una differenza di fruizione del testo degna di nota. Quello che è certo è che la GPU dentro all’A11 bionic che equipaggia l’iPhone X deve gestire 2.740.500 pixel, mentre la GPU interna all’A12 Bionic dell’iPhone XR ne deve gestire “solo” 1.469.440, quasi la metà, con una potenza di calcolo molto superiore; fatto che si traduce in animazioni più fluide, lag inesistenti, maggiore durata della batteria, temperature più basse.

Una caratteristica degna di nota, a chiudere il lungo paragrafo dello schermo, è la presenza della regolazione automatica della tonalità con il sistema True Tone. Il True Tone, oltre a calibrare la tonalità del colore dello schermo in funzione della temperatura di colore della luce ambiente, diminuisce notevolmente l’emissione della dannosa luce blu, fatto che aiuta ad arrivare a sera con gli occhi più riposati.

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